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Sorge sopra un costone di roccia che da questa prende il nome. Si tratta di un edificio vestito, che si fa risalire, nella sua prima forma, al XIII secolo. Sicuramente il luogo è stato abitato in antichità. Il posto era protetto e gli scavi abusivi avvenuti nel 1959 e quelli sistematici degli anni 1964/65 hanno messo in luce reperti riferibili al Neolitico e all'Eneolitico. Il rinvenimento di monete romane d'oro, tra cui una di Vespasiano (69-79 d.C.), di frecce e pugnali nonché di numerosi sepolcri, fa supporre che ci fosse in età romana imperiale una piccola necropoli. Nel pianoro antistante la chiesetta si recuperarono altri oggetti attribuibili all’epoca medievale, forse legati alla frequentazione della chiesetta (frammenti di speroni, di staffe e fibbie in metallo e frammenti in ceramica di anfore e fusaiole). E’ difficile stabilire da quanti secoli la località sia stata oggetto di culto. La chiesetta attuale è stata sistemata nel 1600, ma la prima costruzione dovrebbe risalire al XIII secolo. E’ inoltre ipotizzabile la presenza in età romana di un nifeo, tempietto collegato al culto dell’acqua lustrale. In origine San Tomè doveva essere molto più piccola e presentava nella parete di fondo una bassa absidiola, di cui rimangono le tracce delle fondamenta e il segno del tetto che la copriva. Nel passato doveva essere stata oggetto di culti frequenti, come dimostrano gli affreschi le cui tracce emergono sotto l’intonaco. F. Di Manzano racconta che “Quando il beato Beltrando negli anni 1338. in Dardago addivenne ad un compromesso per i confini tra polcenigo e la Chiesa di Aquileia per il Comune di Aviano, gli abitanti di Dardago si accorsero che la chiesa era troppo piccola per contenere i molti fedeli ceh si recavano per venerare San Tommaso e decisero di amplificarla”. Venne allora soppressa l’abside perché non corrispondeva più al centro della parete di fondo. Infatti venne conservato il muro di destra che era affrescato e si rifecero, più all’infuoi. il muro di sinistra e la facciata. La chiesetta attuale nella sua semplicità si mostra estremamente suggestiva, in mezzo al verde, sotto lo scosceso sperone di roccia, che da tempo è diventato una palestra per allenare i rocciatori

       
       
       









































































































































































































































































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