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Buongiorno a tutti e grazie della vostra partecipazione
Un saluto e un ringraziamento a tutte le Autorità Locali , alle rappresentanze delle associazioni di volontariato del comune , al Gruppo Alpini Bepi Rosa Budoia, al Coro ANA di Aviano diretto da Salvatore Cigana,   agli insegnanti e ai bambini presenti, ai genitori e a tutti i presenti per la sensibilità dimostrata nei confronti di questa manifestazione.
Oggi è la giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate. Fu istituita nel 1919 per celebrare la vittoria italiana nella 1 Guerra Mondiale. E’ storicamente la data di entrata in vigore dell’armistizio di Villa Giusti a Padova del 3/11/1918 e della resa dell’Impero Austro-Ungarico. E’ la giornata del Milite Ignoto , sepolto all’Altare della Patria a Roma il 4/11/1921.  
Ricordiamo e rendiamo omaggio al sacrificio di tanti giovani , uomini e donne che hanno perduto la loro vita nella 1 e 2 guerra mondiale , nella lotta per la liberazione e lo hanno fatto per la Patria ,  per la libertà e per costruire un futuro di pace. Oggi, di fronte a questa lapide , ricordiamo e rendiamo omaggio anche  a tutti i Caduti del nostro Comune.
Oggi rendiamo omaggio alle Forze Armate che hanno il compito di difendere la Patria , la pace , la libertà e i nostri valori. Un impegno che svolgono con professionalità e dedizione in Italia e nelle numerose missioni all’estero, nelle quali dimostrano non comuni capacità di dialogo con le popolazioni locali , assieme a una profonda umanità e autorevolezza. Non dimentichiamo il grande lavoro svolto dalle Forze Armate in occasione delle emergenze e delle calamità che hanno colpito il nostro Paese. Momenti tragici , cito per tutti un esempio a noi molto vicino il terremoto in Friuli del 1976, sono momenti nei  quali emergono gli stretti legami che uniscono i militari a tutti noi. Sono i valori  della solidarietà , della condivisione, del sacrificio nelle difficoltà , dell’aiuto , dell’essere uniti , sentimenti che sono profondamente radicati nella nostra gente.
In queste occasioni è facile cadere nella retorica , ma credo che non accada se vi leggo e trovo spunto nell’articolo 11 della nostra bellissima Carta Costituzionale : “L’Italia ripudia la guerra  come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali” e continua dicendo che l’Italia si impegna a lavorare con gli altri popoli per assicurare la pace e la giustizia fra le nazioni.
Proprio lavorando in questa direzione insieme agli altri stati europei , l’Unione Europea si è vista conferire nel 2012 il Nobel per la pace, quale riconoscimento al contributo che essa ha dato per oltre 60 anni alla promozione della concordia , della riconciliazione , della democrazia e dei diritti umani. C’è qualcuno che questa Europa non la vuole e ne mina le fondamenta, anziché lavorare per farla crescere e per completarla e questi personaggi vanno combattuti con tutte le nostre forze.
Come ha scritto il Cardinale Carlo Maria Martini , “la pace va costruita e sostenuta con iniziative , giorno dopo giorno , basta un soffio di vento per distruggerla”
Care maestre , cari genitori e cari bambini scrivendo questo discorso mi sono chiesto cosa dire oggi 4 novembre in particolare ai giovani della scuola primaria , futuri cittadini adulti con la responsabilità di partecipare e di guidare tra pochi anni questa nostra Italia. Oggi credo che abbiamo tutti bisogno di essere rappresentati da persone corrette, oneste , etiche , in cui avere fiducia e a cui dare fiducia e alle quali affidare le nostre e soprattutto le vostre speranze. Il momento che stiamo vivendo è certamente il più difficile del dopoguerra , sia dal punto di vista economico , sia dal punto di vista politico e sociale.
Tuttavia, se siamo stati capaci di ripartire dopo le due guerre mondiali , che avevano devastato il nostro paese, possiamo riuscirci anche adesso , anche se oggi le guerre sono molto più subdole e il nemico possiamo chiamarlo indifferenza , egoismo , odio , diseguaglianza sociale ,  guerra commerciale , guerra informatica. Tutti gli indicatori economici e sociali sono concordi nel mostrare nel Nostro Paese una società fragile , una società che si sta sempre di più scomponendo : da una parte una preoccupante diseguaglianza sociale e le difficoltà di molte nostre famiglie che non hanno più mezzi economici per poter vivere serenamente e rispetto alle quali i Governi devono trovare soluzioni atte a garantire a tutti una esistenza dignitosa , perché è a rischio la coesione sociale e tra tutti i principi cito il diritto al lavoro.
Dall’altra viviamo in un contesto mondiale in cui essere cittadini italiani significa , volenti o nolenti, fare i conti con tematiche strategiche e complesse quali l’emigrazione , l’accoglienza , il rispetto reciproco , i cambiamenti climatici , la difesa dell’ambiente , l’innovazione tecnologica , i mutamenti demografici  . Sono sfide epocali che impongono cambiamenti nei nostri stili di vita e nei modelli di sviluppo.
Quanto importante è stato 100 anni fa il sacrificio  della nostra gente per unire il Paese , ugualmente importante è oggi  il miglioramento delle condizioni economiche delle nostre famiglie , la difesa dell’ambiente ,  l’integrazione e l’accoglienza senza distinzione di razza , di sesso , di colore della pelle. Senza cultura e riconoscimento dell’altro non esiste società e sembra che qualcuno in Italia lo stia dimenticando. Tutti dobbiamo impegnarci per la propria parte per un’Italia che sa amare la propria terra rinnovandone i valori e i fondamentali ideali che l’hanno costituita.  Questo impegno è affidato in particolare alle giovani generazioni. Sono loro  , siete voi bambini  qui presenti destinatari di un messaggio che parla al futuro , sarete voi i padri e le madri di una società da costruire e migliorare e spetta a noi adulti ,alle famiglie , alla scuola coinvolgervi e farvi capire che l’Italia ha bisogno del vostro contributo. L’Italia ha bisogno delle vostre energie , delle vostre idee  , dei vostri sogni e del vostro entusiasmo. I libri di storia citano i ragazzi del 99 , cioè quei ragazzi che avrebbero compiuto 18 anni nel 1917 per arruolarsi quali giovani soldati per combattere e morire sul Piave , a Vittorio Veneto  per difendere l’Unità d’Italia , quindi la giornata di oggi deve avere il significato di non dimenticare , di conoscere la storia per meglio interpretare  il presente e programmare il futuro. Non era mai successo nella storia che i giovani avessero , come oggi , meno speranza dei vecchi. Questa tendenza va invertita . Noi dobbiamo coinvolgerli nella definizione di politiche locali , ingaggiarli nelle scelte di un’economia orientata alla circolarità , alla valorizzazione del territorio integrando scuola , famiglia e società per la piena realizzazione della persona. Deve venire dalle giovani generazioni lo spirito per la rinascita di questo paese.
Concludo , rubando indegnamente , le parole dette da Papa Francesco : “non facciamoci   e , soprattutto voi bambini, non fatevi rubare la speranza”
W L’Italia , W Le Forze Armate , W la scuola , W Budoia

  Il Sincado di Budoia: Ivo Angelin
       
       































































































































































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