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Martino di Tours nacque da genitori pagani a Sabaria, Pannonia, l'odierna Ungheria, nel 315 ca. A 15 anni , obbedendo al padre, si arruolò nell' esercito; in questo tempo sarebbe avvenuto il celebre episodio in cui il santo donò metà del suo mantello a un povero.
Dopo il battesimo però abbandonò la vita militare. S. Ilario di Poitiers lo ordinò esorcista.
Soggiornò a Milano e sull' isola Gallinaria fu molto molestato dagli ariani per la sua ortodossia. Raggiunse a Poitiers Ilario appena ritornato dall' esilio (360) e venne ordinato sacerdote; l' anno dopo fondò a Ligugè il primo monastero delle Gallie.
Nel 371 fu eletto vescovo di Tours dove fu sepolto alla sua morte avvenuta nel 397.
Benemerito della evangelizzazione dei villaggi fino allora pagani, la sua predicazione e la voce dei miracoli che l' accompagnavano ne fecero l' apostolo delle Gallie.
       
       
       
Era l' 11 novembre: il cielo era coperto, piovigginava e tirava un ventaccio che penetrava nelle ossa; per questo il cavaliere era avvolto nel suo ampio mantello di guerriero. Ma ecco che lungo la strada c'è un povero vecchio coperto soltanto di pochi stracci, spinto dal vento, barcollante e tremante per il freddo. Martino lo guarda e sente una stretta al cuore. "Poveretto, - pensa - morirà per il gelo!" E pensa come fare per dargli un po' di sollievo. Basterebbe una coperta, ma non ne ha. Sarebbe sufficiente del denaro, con il quale il povero potrebbe comprarsi una coperta o un vestito; ma per caso il cavaliere non ha con sé nemmeno uno spicciolo. E allora cosa fare? Ha quel pesante mantello che lo copre tutto. Gli viene un'idea e, poiché gli appare buona, non ci pensa due volte. Si toglie il mantello, lo taglia in due con la spada e ne dà una metà al poveretto. "Dio ve ne renda merito!", balbetta il mendicante, e sparisce. San Martino, contento di avere fatto la carità, sprona il cavallo e se ne va sotto la pioggia, che comincia a cadere più forte che mai, mentre un ventaccio rabbioso pare che voglia portargli via anche la parte di mantello che lo ricopre a malapena. Ma fatti pochi passi ecco che smette di piovere, il vento si calma. Di lì a poco le nubi si diradano e se ne vanno. Il cielo diventa sereno, l'aria si fa mite. Il sole comincia a riscaldare la terra obbligando il cavaliere a levarsi anche il mezzo mantello. Ecco l'estate di San Martino, che si rinnova ogni anno per festeggiare un bell'atto di carità ed anche per ricordarci che la carità verso i poveri è il dono più gradito a Dio. Ma la storia di San Martino non finisce qui. Durante la notte, infatti, Martino sognò Gesù che lo ringraziava mostrandogli la metà del mantello, quasi per fargli capire che il mendicante incontrato era proprio lui in persona.
       
       
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