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Tutta la famiglia è mobilitata. Naturalmente anche i bambini. Clelia dieci anni, Graziosa otto e Francesco il cuginetto sette. Il campo è nei Magreith. Il nonno Adamo mena le vace (guida le mucche) Paolin suo figlio all’ aratro, nonna Rosa e altri dietro con le mastele (secchi). Dopo un po’ i bambini si stancano. Troppo forte è il richiamo del torrente Artugna. Nella pietraia si trovano tante cose: sassetti piccoli, soprattutto devono essere rotondi, il che comporta parecchio tempo nella ricerca. Scaie per giocare a campanon. Poi garofolini rosa con quattro petali, talmente rari, ma per questo ancora più preziosi. Erba saponaria di un bel rosa pallido. Mettendo le foglie in acqua e strofinando fanno la schiuma. Qualche fico selvatico (buoni però difficile trovarli maturi) si mangiano sempre prima. Pagugne piccole bacche nere e poi bronbolite blu. A essere fortunati si trova qualche bacca di stropacui (rosa canina). Improvviso lo schiocco della frusta e la voce tonante del nonno (canais chi non lavora non mangia). I bambini si girano, alto sulla riva c’è il nonno Adamo sempre con il suo gilè e la sua indiscussa autorità di capofamiglia. I bambini lasciano i giochi e ritornano a raccogliere le patate senza paura. La frusta è solo un simbolo.
    Clelia  
       
       
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