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IL GREMBO DI UNA DONNA PORTA IL DIVINO MISTERO

Al centro delle celebrazioni per la Natività del Signore, in una delle dodici sante notti tra Natale e l’Epifania, l’antifona d’ingresso prende inaspettatamente una significazione pasquale.
Nel quieto silenzio che avvolgeva ogni cosa,
mentre la notte giungeva a metà del suo corso,
la tua Parola onnipotente, o Signore,
scese dal cielo, dal trono regale” (Sapienza 18,14s).
Il libro della Sapienza rievoca la notte dell’uscita dall’Egitto, quando Dio intervenne con grande forza per liberare il suo popolo. Ora la nascita del Figlio di Dio nella condizione umana è la più discreta e silenziosa.
Eppure già la venuta del Figlio di Dio nel mondo, l’Incarnazione, è un mistero di riscatto e di salvezza: lo affermano con insistenza soprattutto i Padri delle Chiese d’Oriente, di lingua greca.
Nessuno di noi viene al mondo per morire, ma per vivere. Così anche Gesù: “In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini”.
Il prologo del Vangelo di Giovanni (1,1-18) è la sintesi matura di quanto lui, il discepolo amato, ha visto e sperimentato.
La Trinità è discorso d’amore. Dio è felicità che ha il gusto di vedere altri felici. Egli ha creato il mondo e noi per poterci rivolgere il suo discorso d’amore, per farci dono della sua stessa vita e felicità. E perché questo discorso sia il più vicino possibile, manda il proprio Figlio, così che lo possiamo ascoltare e toccare: “E questo discorso divenne un essere umano, per cui prese dimora presso di noi”.
Si dice nel Prefazio:
Nel mistero adorabile del Natale, egli, Parola invisibile, apparve visibilmente nella nostra condizione umana per assumere in sé tutto il creatoe sollevarlo dalla sua caduta… cominciò ad esistere nel tempo
per reintegrare l’universo nel tuo disegno, o Padre,
e ricondurre a te l’umanità dispersa”.
Affermano i Padri che l’assunzione da parte del Figlio di Dio della nostra natura umana è già per essa una guarigione e una divinizzazione. “Meraviglioso scambio! Facendo sua la nostra umanità, il Figlio ci dona la sua stessa vita divina”
(Antifona dei primi vespri del I gennaio).
“Il ruolo del Figlio di Dio è molto più necessario e molto più intrinseco che se si considera solo la forza meritoria dell’una o dell’altra delle sue azioni, comprese la passione e la morte”. Il Figlio ci ha salvati mettendosi al nostro fianco, con la sua prossimità e condivisione. Grazie alla sua vicinanza siamo salvati. Così avviene in qualche modo anche tra noi.
Tutto il mistero terreno del Verbo incarnato è generatore di salvezza: “Il Verbo si è fatto uomo per divinizzarci in Lui” (S. Atanasio).
L’uomo non può avvicinarsi a Dio se prima Dio non si avvicina a lui, né abituarsi a Dio se Dio non si abitua a lui: “Nel suo ricco e immenso amore, il Verbo si è mescolato a noi perché unendoci a Lui ci innalza alla sua natura… Per questo siamo divenuti fratelli fra noi e un solo essere con Dio. Egli ci ha procurato le sue ricchezze e, avendo preso la nostra natura, ci ha tutti in Lui” (S. Cirillo). Grazie a questa unione l’umanità è divinizzata ed elevata all’adozione filiale.
Per questo nel Credo, alle parole “E per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della vergine Maria e si è fatto uomo”, si china la testa o ci si mette in ginocchio.
*(Commento del diac. Silvano Scarpat)

MARTEDÌ 5. BENEDIZIONE ACQUA, FRUTTA E SALE **  
18,00 –  Santa Messa    

MERCOLEDÌ 6 – EPIFANIA
11,00 –  Def.to Marcolin Alessandro

DOMENICA 11 – BATTESIMO DEL SIGNORE
11,00 –  Santa Messa per Comunità parrocchiale

OFFERTE. Pro chiesa:  Fam. Angelin Girolet  € 40.

 

MARTEDÌ 5. BENEDIZIONE ACQUA, FRUTTA E SALE ** 
18,00 –  Santa Messa

MERCOLEDÌ 6 – EPIFANIA
11,00 –  Def.ta Barbara Ardemagni

SABATO 9 - BATTESIMO DEL SIGNORE
18,00 –  Santa Messa

DOMENICA 10 BATTESIMO DEL SIGNORE
11,00 –  Santa Messa

OFFERTE. Pro chiesa:  In mem. Dedor Zambon Ida € 90.

   

MARTEDÌ 5.  BENEDIZIONE ACQUA, FRUTTA E SALE **
17,00 –  Santa Messa
           
MERCOLEDÌ 6 – EPIFANIA
10,00 –  Def.ti Martini Maria, Oliva e Luigi

DOMENICA 11 – BATTESIMO DEL SIGNORE
10,00 –  Def.ta  Pignat Franca

OFFERTE: Per Chiesa: NN  € 30
da raccolte in chiesa  € 255

   

AVVISO PER LABENEDIZIONE ACQUA, FRUTTA e SALE

Per evitare pericolosi contagi, si invitano i fedeli a portare da casa, oltre alla frutta ed al sale, anche una bottiglietta d’acqua.
Quest’anno la benedizione della frutta, del sale e  dell’acqua, verrà effettuata dal sacerdote percorrendo la corsia centrale della chiesa.
Non ci sarà, quindi, il recipiente da cui attingere l’acqua benedetta da portare a casa.

   
 

DIO, NOSTRO FIGLIO

Gerusalemme e il tempio, nella chiara luce invernale, appaiono nella loro sfavillante bellezza. E’ la città di David e loro ne sono discendenti legittimi, sangue reale. Gesù è nato a Bethlèem. Ci sono due riti da compiere: pagare il riscatto per il primogenito maschio e offrire il sacrificio per la “purificazione” della madre. Non era necessario recarsi al tempio, ma loro ci vanno (Luca 2,22-40).
Una donna che ha partorito rimane “in un ambito sacrale” per quaranta giorni se il figlio è maschio, per ottanta se è una femmina. La trasmissione della vita è sacra, doppiamente se è nata una bambina, che a sua volta potrà trasmettere la vita. Il sacrificio offerto da Maria e Giuseppe è quello che la legge prescrive per i poveri.
Per il riscatto del primogenito si pagano cinque sicli d’argento, per un totale di 43 grammi d’argento, a memoria dell’ultima piaga che colpì gli Egiziani e della notte della liberazione.
Compiuti nella più grande semplicità i riti previsti dalla legge del Signore, Giuseppe è felice di aver pagato tutto.
Ma si avvicina Simeone, un uomo giusto e religioso, ebreo di Gerusalemme, e “prende in braccio il bambino”:
poiché la Vita si è fatta visibile, noi l’abbiamo veduta
e di ciò diamo testimonianza,quello che le nostre mani hanno toccato,quella Parola che è Vita” (1Giovanni 1,1-2).
Simeone ha nel cuore e sulle labbra le parole di consolazione del profeta dell’esilio.
Si rivolge a Maria: “Questo bambino sarà un segno contraddetto”, un segno cui si può contraddire. Dio non si impone, “l’Amore libertà intima e delicata è sempre, o quasi, un vessillo bersagliato” (Giuseppe Sandri). Sarà una ‘costrizione’ per Maria, una costrizione di bellezza: diventare discepola del proprio figlio.
Si avvicina anche Anna, una profetessa. I suoi occhi vedono più in là, il sole che splende sopra le nubi: in quel bambino tutto il bene, la consolazione di Dio appare; in Gesù tutto e solo è grazia.
Sarebbero ritornati a Nazareth, un luogo più sicuro. Giuseppe avrebbe insegnato al figlio il proprio mestiere, gli avrebbe raccontato di come aveva conosciuto Maria,  il più bel dono che aveva ricevuto, assieme a lui, Gesù.
Cercano il luogo adatto per una sosta. Si è fatta notte. Maria allatta il bambino. Le stelle risplendono più del solito: Giuseppe alza gli occhi: “Guarda in cielo e conta le stelle, se riesci a contarle… La tua discendenza sarà numerosa come le stelle del cielo e come la sabbia che si trova lungo la spiaggia del mare”.
*(Commento del diac. Silvano Scarpat)

MERCOLEDÌ 30
9,30 –  Anniv. Sfreddo Sonia
            Anniv. Angelin Nicola, def. Angelin Agostino e Ida

GIOVEDÌ 31 – S. MESSA e TE DEUM di ringraziamento
18,00 –  Anniv. Angelin Sergio

VENERDÌ 1 GENNAIO 2021
11,00 –  Santa Messa x Comunità e canto del VENI CREATOR

DOMENICA 3 GENNAIO
11,00 – In ringraziamento da persona offerente

OFFERTE: Pro Chiesa: NN € 100, NN € 10, NN € 10, Angelin Franca € 50

 

MARTEDÌ  29 DICEMBRE
17,00 –  Def.ti Pellegrini Bruno, Carlon Lorenzo, Angela e figli

GIOVEDÌ 31 – S. MESSA e TE DEUM di ringraziamento
18,00 –  Anniv. Busetti Attilia

VENERDÌ 1 GENNAIO 2021
11,00 –  Santa Messa con canto del VENI CREATOR
              Trigesimo  Zambon Giuseppina.

SABATO 2 GENNAIO
18,00 –  Santa Messa

DOMENICA 3 GENNAIO

11,00 – Def.ti Ianna Alfredo, Angela e Chiara

 

   

LUNEDÌ  - 28 Dicembre
17,00 –  Def. Saccon Vittorio

GIOVEDÌ 31 – S. MESSA e TE DEUM di ringraziamento
17,00 –  Anniv. Bortoluzzi Renato

VENERDÌ 1 Gennaio 2021
10,00 –  Santa Messa x Comunità e canto del VENI CREATOR

DOMENICA  3 Gennaio
10,00 – Santa Messa          

OFFERTE: Per Restauro Presepi:  € 550, Per Chiesa   NN  € 400.

   

Buon ANNO da don Vito e don Kiran

Maria è Regina della Pace, perché è la Madre del Principe della Pace, Gesù Cristo.
Ecco perché il primo giorno dell' anno è dedicato a riflettere e pregare per la pace nel mondo, facendo tesoro di quanto ascoltiamo nella prima lettura di questa solennità, tratta dal Libro dei Numeri, nel quale viene riportato il dialogo tra il Signore e Mosè. Il Signore invita il profeta a parlare ad Aronne e ai suoi figli, con queste espressioni di totale gratitudine a Dio:
Ti benedica il Signore e ti custodisca. Il Signore faccia risplendere per te il suo volto e ti faccia grazia. Il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda la pace”.

   
 

UNA STORIA DI HANUKKÀH

Narra una vecchia leggenda ebraica che quaranta giorni prima che nasca un bambino, in cielo viene scelta la sua sposa. Si creano due anime, e un angelo stabilisce la loro unione. Da quel momento in poi nessuna barriera può impedire il loro incontro e nessuna difficoltà può indebolire la forza del loro amore. Giuseppe conosceva questa storia. Un giorno d’autunno, partì da Bethlèem, la sua città, verso nord. Capitò a Nazareth, un paesino come gli altri, in Galilea: il suo nome significa fiore. Seppe che lì cercavano uno del suo lavoro. Fu facile per lui trovare una piccola casa, che si adattò con le sue mani. Lungo il cammino verso la Galilea, soprattutto nelle notti, gli erano tornate in mente le parole delle Sacre Scritture, ripetute, pregate e imparate a memoria:
“Ho stretto un patto con il mio Eletto,ho giurato a David:
stabilirò per sempre la tua discendenza,
di generazione in generazione edificherò il tuo trono.
Sarà stabile come la luna,testimone fedele nel cielo”
Quando giunse a Nazareth erano i giorni della festa di Hanukkàh: ogni sera si accende una lampada in più, su un candelabro posto sul davanzale di una finestra. Prima che finisse l’inverno, verso sera, nell’ora in cui le ragazze vanno ad attingere l’acqua, incontrò alla fontana Maria, gli occhi azzurri come il cielo di Palestina, belli come il mare. Fu come per Booz e Rut. Si innamorarono, dissero che si sarebbero sposati al più presto. Giuseppe, nell’ora del tramonto, stava sull’uscio per vederla passare. Un giorno Maria si fermò e gli disse che doveva andarsene, per qualche tempo, da quei suoi parenti verso la regione montuosa: “I tuoi sogni si avverano, Giuseppe: Dio ha fretta, fretta d’amore” (Luca 1,26-38). La lasciò partire, con il cuore gonfio di apprensione. Tornò all’ora solita, d’estate. Giuseppe l’aspettava sulla soglia della casa, pronta per le nozze. Rimasero insieme per sempre.
*(Commento del diac. Silvano Scarpat)

MERCOLEDÌ 23
9,30 –  Def.  De Maio Giuseppe,
            Def.ti Angelin Norma, Angelo e Maria

GIOVEDÌ 24 – VEGLIA DI NATALE
Dalle 16 alle 17 - Confessioni
20,00 –  Santa Messa della notte di Natale

VENERDÌ 25 – NATALE DEL SIGNORE
11,00 –  Santa Messa
SABATO 26 – SANTO STEFANO
11,00 –  Def.ta  Carlon Rita

DOMENICA 27 – SANTA FAMIGLIA
11,00 – Def.ta  Zambon Maria (Benefattrice)

OFFERTE: Pro Seminario: € 170

 

17,00 –  Novena di Natale e Santa Messa

GIOVEDÌ 24 – VEGLIA DI NATALE
Dalle 19 alle 20 - Confessioni
20,00 –  Santa Messa della notte di Natale
              Def.ta  Zambon Santina “Luthol

VENERDÌ 25 – NATALE DEL SIGNORE
11,00 –  Santa Messa

SABATO 26 – SANTO STEFANO
18,00 –  Def.ti Ianna Vittoria, Lea  Onorina
ordinata dal fratello Alberto “Theco

DOMENICA 27 – SANTA FAMIGLIA
11,00 – Def.ti Ianna Rita, Piero e Bruna  
ordinata da Ianna Maria “Ciampaner

OFFERTE: Pro Seminario: € 120

   

LUNEDÌ  - 21
18,00 –  Novena di Natale e Santa Messa

MARTEDÌ 22  e MERCOLEDÌ 23
18,00 –  Novena di Natale e Rosario

GIOVEDÌ 24 – VEGLIA DI NATALE
Dalle 18 alle 19 - Confessioni
19,00 –  Santa Messa della notte di Natale

VENERDÌ 25 – NATALE DEL SIGNORE
10,00 –  Def.ti Famiglia Carli

SABATO 26 – SANTO STEFANO
10,00 –  XX Anniversario Don Nilo Carniel
              Def.ta Polese Emma
BATTESIMO di Daneluz Chiara

DOMENICA 27 – SANTA FAMIGLIA
10,00 – Def.ti Gennaro e Stefano          

OFFERTE: Pro Seminario:  € 80
In mem. di Don Nilo Carniel, la sorella Elena  € 100;                     
NN  € 107.

   

Buon NATALE!

A tutti i parrocchiani auguriamo di vivere in serenità questo periodo!
Non siamo abbandonati: Dio non ci lascia soli nelle difficoltà.
Il Bambino che è nato nella grotta di Betlemme è il segno del Suo amore per ciascuno di noi.

   
 

IN OGNI OCCASIONE, RINGRAZIATE

L’evangelista Giovanni fin dal prologo parla con commozione del suo maestro, che gli aveva fatto incontrare Gesù: “Venne un uomo mandato da Dio, il suo nome era Giovanni” (Giovanni 1,6-8). Portano lo stesso nome, lo chiama semplicemente Giovanni: è la voce, la lampada, l’amico dello Sposo.
Giovanni il battezzatore non ha parole sue, ripete quelle del profeta anonimo dell’esilio: “Io sono uno che grida nel deserto: rendete dritte le vie del Signore” (1,19-28). Come in questo nostro tempo, si sentiva imminente nell’aria una rinascita, una rigenerazione: “In mezzo a voi già si trova uno che voi non conoscete”. Lo sposo è qui, in mezzo a voi, uno come Booz che fa tutto per Rut perché la ama: la sposa, le dà un figlio, riscatta le terre di Noemi. Su quelle terre Davide, ragazzo, porterà al pascolo le pecore.
Noi siamo la sposa. Dopo il ritorno dall’esilio, “giorno di piccoli inizi”, un altro profeta sconosciuto ha nuove parole di consolazione:
“Spirito del Signore è in me
 ha scelto me il Signore
per annunciare ai disperati…
Del nostro Dio è questo l’anno del riscatto!”
Si tratta del giubileo, anno santo, il cinquantesimo anno: la terra viene lasciata riposare, gli schiavi liberati. Occorre aprire il cuore alla tenerezza, per ricominciare.

Gli esuli ritornati da Babilonia, saranno loro a ricostruire.
San Paolo rassicura i cristiani di Tessalonica:
“E poi vi raccomandiamo, fratelli: sempre insistete nel cercare ciò che è bello. Siate sempre lieti. Pregate ininterrottamente. In ogni occasione ingraziate”.
Preghiera di ringraziamento è il Cantico di Maria, nell’incontro con Elisabetta:
“Esalto il Signore con tutta me stessa
trasalendo di gioia nell’intimo mio
al pensiero del Dio
mio salvatore,
che si è chinato a guardare la povertà
della sua schiava
per cui d’ora innanzi vedrete
tutti i popoli della terra proclamare
la mia felicità
poiché fece a me cose grandi
Colui che ha il potere di farle
e la sua tenerezza
discende via via
da una all’altra generazione
su chi si affida a Lui” (Luca 1,46-54).
Queste parole Maria le portava nel cuore: Lei non ebbe mai nessun dubbio e Dio è così.
*(Commento del diac. Silvano Scarpat)

MERCOLEDÌ
9,30 –  Def.ti Vito, Francesco, Angela e Rino

DOMENICA – IV di Avvento
11,00 – 1° ann. def. Andreazza Giovanni ord. famiglia
ann. Def.ta  Zambon Wilma
def. Luigi e  def.ti  Povoledo e Panizzut
def.ti  Signora e Carlon Cec

OFFERTE:. Pro chiesa,  Signora Giovannina € 50, NN € 10

OFFERTE in favore dell’Area Giovani del CRO di Aviano. Fino a domenica 20 dicembre si raccolgono  offerte nell’apposita cassetta o consegnate in sacrestia.
 

MARTEDÌ  
17,00 –  S. Messa x intenzione offerente

SABATO – IV di Avvento
18,00 – Def.ti Pellegrini Luigia e Bastianello Giuseppe

DOMENICA – IV di Avvento
11,00  Def.ti Bocus Luciano, Valentino,
Giancarlo e Angelina

OFFERTE: Per Battesimo Moretton Matilde  € 100; Zambon Giuseppe Luthol € 50, NN € 10.

   

DOMENICA –  IV di Avvento
10,00 –  Santa Messa

   

Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce”.
(Giovanni 1,6-8)

   
 

IL GEMITO DELLE CREATURE

Compassione per il mio popolo, consolatelo! - dice il vostro Dio.
Parlate al cuore di Gerusalemme, gridategli che la sua pena è finita e la sua colpa è pagata.
Oh mano del Signore!
Doppia fu la paga per ognuna delle sue colpe!”
Nell’anno 562 a.C., trentasettesimo della deportazione a Babilonia, il re Ioiachin viene liberato dal carcere e gli è assegnato un posto d’onore alla corte del re (2 Re 25,27-30). Per gli esuli è un segno di speranza; una voce di consolazione è nell’aria, la voce dell’Amato nei confronti dell’amata, come Booz nei confronti di Rut: “Possa io trovare grazia ai tuoi occhi, o mio Signore! Poiché Tu mi hai consolata e hai parlato al mio cuore” (Rut 2,12).
Un profeta sconosciuto fa sua questa voce e non la lascerà più (Isaia 40,1-11). In quel vostro c’è una presa di distanza tra il profeta e il popolo: i Babilonesi hanno esagerato nella pena inflitta a Israele e Dio, il vostro Dio, in cui voi non riponete fiducia, ha deciso di ricondurvi nella vostra terra perché vi vuol bene.
Nell’ultima strofa il ritorno è visto da Gerusalemme: la città santa, che era stata distrutta e abbandonata, ora annuncia alle altre città il ritorno del Signore e il rimpatrio degli esiliati:
Oh! Gerusalemme annunciatrice,tu stai in un’alta montagna:
si alza il tuo grido con forza, si innalza senza paura
per dire ai borghi di Giuda: ‘il nostro Dio, eccolo!’
Eccolo, il mio Signore: come un pastore pastura il suo gregge,
porta gli agnellini in braccio, è come la madre che li nutre”.
Marco (1,1-8) inizia a raccontare il “principio della buona notizia”, di quel Gesù che aveva incontrato da ragazzino (14,51s) e di cui diventa discepolo e annunciatore fino ai confini del mondo. Lo fa partendo dalla profezia e dal battesimo di Giovanni per un cammino di conversione, come quello che il piccolo principe fa per poter ritornare dalla sua rosa, per imparare a voler bene.
Giovanni è solo l’amico dello sposo. Gesù è lo sposo, che viene per le nozze: i sandali appartengono a Lui (Rut 4,8) e alla sposa: “come sono belli nei sandali i tuoi piedi, figlia di nobile casata” (Cantico dei Cantici 7,2).
Mentre Giovanni vive nel deserto, Gesù sta tra la gente: apprezza la compagnia, il cibo, i fiori, i colori del tramonto e le luci delle case che si accendono a sera.
La seconda lettera di Pietro, forse l’ultimo scritto del Nuovo Testamento, dice che “Dio è magnanimo con noi, perché non vuole che alcuno si perda”. Se Dio crea “nuovi cieli e una terra nuova” è a partire da questa terra, che ha dato al suo Figlio un corpo, un volto, una casa. La terra è fragile (3,8-14), “effimera”: ce l’hanno ricordato i ragazzi, lo scorso anno, scendendo in piazza il Venerdì, e ce lo fa presente questa epidemia. Il gemito delle creature, a partire dalle più fragili, è anche il gemito di Dio, la solitudine che ha sperimentato in Gesù. Una interpretazione ebraica del primo versetto del Libro della consolazione (Isaia 40,1) dice così:
Consolatemi, consolatemi, o mio popolo,
dice il vostro Dio”. E’ Dio che chiede di essere consolato.

*(Commento del diac. Silvano Scarpat)

LUNEDÌ
18,000 Rosario e S. Messa

MARTEDÌ  - IMMACOLATA CONCEZIONE
11,00 –  Def. Zambon Claudio
Non ci sarà la tradizionale Processione

MERCOLEDÌ
9,30 –  Def.ti Besa - Bragagnolo

DOMENICA – III di Avvento
11,00 – S. Messa

 

MARTEDÌ  - IMMACOLATA CONCEZIONE
18,00 –  S. Messa di 7° Def.ta Zambon Giuseppina

SABATO – III di Avvento
18,00 – Def.ti Ianna Angelo, Carlon Vincenza,
Sandrin Emilio e Battistuzzi Lucia

DOMENICA – III di Avvento
11,00  Def.ta Busetti Adriana

OFFERTE: Per esequie Giuseppina Zambon € 70; NN € 10.

   

MARTEDÌ  - IMMACOLATA CONCEZIONE
10,00 –  S. Messa

DOMENICA –  III di Avvento – SANTA LUCIA
10,00 –  Def. Scandolo Antonio,
Def,ti Pizzinato Pietro, Orfea, Vincenzo
15,00 –  S. Messa in onore di Santa Lucia
Entrambe le S. Messe sono celebrate sul Colle.

   

A causa della pandemia non si terranno le  processioni
dell’Immacolata (a Budoia) e di Santa Lucia.

   
 

COME IL FIORE DI CALICANTO NELL’INVERNO

La liturgia dell’Avvento inizia con una supplica accorata, un’intensa preghiera presa dal libro del profeta Isaia.  Dopo il ritorno degli esuli da Babilonia, è “il giorno di piccoli inizi” (Zaccaria 4,10): le sette lampade della Menoràh sono state riaccese, il tempio ricostruito, ma non il popolo.
Ricordo le grazie del Signore,
celebro e canto quello che fa a nostro favore,
la sua grande bontà verso Israele emanazione della sua grazia,
la compassione sua che è illimitata.
Di noi diceva:’E’ il mio popolo,figli che non deluderanno’,
e in tutte le loro tribolazioni li salvava.
Ma gli si rivoltarono, il suo Spirito di santità ne fu ferito:
si fa loro nemico e li combatte.
In loro la memoria si ridesta dei tempi di Mosé, lontani:
Dov’è  Colui che dal mare li farà risalire?
Dov’è il pastore del proprio ovile?
Come una cavalcatura nel deserto li guidi negli abissi.
Così conducevi il tuo popolo
e manifestavi il tuo nome come Splendore.
Questa preghiera era il Rorate caeli della novena di Natale.

Dice poi il salmo:
“Ritorna a noi, Signore,/e noi ritorneremo a te” (Salmo 79/80).

Il vangelo di Marco (13,33-37) ci riporta sul monte degli Olivi, sul luogo dove ci aveva lasciato Matteo, a metà costa dove oggi c’è la chiesa del Dominus flevit. E’ notte. Di fronte, il tempio e la città santa illuminati per la Pasqua imminente. Gesù è con i suoi primi compagni, loro soli. Egli fa allusione alla sua morte come ad un viaggio in una terra lontana. Ma c’è un ritorno, inaspettato, come il fiore di calicanto nel freddo dell’inverno. Occorre essere vigilanti, primo fra tutti il portinaio della casa.
Pietro sente queste parole di Gesù rivolte particolarmente a sé.
“Vegliare è avere un cuore sveglio per accogliere Colui la cui venuta è continuamente presente a chi Gli rimane presente”. Per Gesù la sua casa è ormai questo mondo, il suo cielo è il nostro.

Dice la ragazzina del Cantico: “Io dormo, ma il mio cuore veglia” (Ct dei Cantici 5,2).
“E’ degno di fiducia il Dio che ci ha chiamati a condividere con Lui quel suo Figlio Gesù” (1 Corinti 1). Il Padre ha aperto lo scrigno del suo tesoro e ha detto: E’ anche vostro!

*(Commento del diac. Silvano Scarpat)

MERCOLEDÌ
9,30 Def. Pegolo Agostino -  Brambilla Renzo

DOMENICA – II di Avvento
10,20 – Santo Rosario – segue Santa Messa per Comunità Parrocchiale

 

DOMENICA 29, ore 18,00, S. Rosario def. Zambon Giuseppina
LUNEDÌ, ore 15,00 - Funerale  Zambon Giuseppina (Pina Pala)

MARTEDÌ 
17,00 –  S. Messa

SABATO – II di Avvento
18,00 – Def.ti Usardi Francesco, Bocus Clotilde;
Cattaruzza  Francesco, Perin Maria

Battesimo di Moretton Matilde

DOMENICA – II di Avvento
11,00 Def.ti  Ianna Alfredo, Angela e Chiara

OFFERTE: Pro opere parrocchiali  NN € 50.

   

DOMENICA –  II di Avvento
10,00 Def.ti: Saccon Giovanna, Assunta,
             Sorelle  Saccon Rosalia, Teresa e Maria
             Moretto Caterina (anniversario)

   

Domenica 29 novembre, in piazza, i volontari dell’ADMO, sono presenti con “Un panettone per la vita” per raccogliere fondi per l’attività si sensibilizzazione sulla donazione del midollo osseo.
Immacolata Concezione

Per quest’anno, segnato dalla pandemia, è vietata la processione con la Statua della Madonna.
L’altare verrà addobbato ed illuminato  e verrà distribuito un santino ricordo.

Anche la vendita delle torte a favore dell’Area Giovani del CRO di Aviano è sospesa, ma si raccolgono offerte a tale scopo in un’apposita cassetta al centro chiesa o consegnate in sacrestia
   
 

SIGNORE NOSTRO, VIENI !

Il profeta Ezechiele, sacerdote esiliato a Babilonia, per tre anni aveva taciuto. Quando gli giunge la notizia che Gerusalemme era caduta in mano ai Babilonesi, riprende a parlare.
Il primo discorso di consolazione è l’allegoria del pastore, che Gesù riprenderà ampiamente a suo tempo:
Ecco, Io stesso cercherò le mie pecore e ne avrò cura.
Le ricondurrò nella loro terra e le farò pascolare sui monti di Israele.
Io stesso condurrò le mie pecore al pascolo e Io le farò riposare
Susciterò un pastore che le pascoli, Davide mio servo.
Manderò la pioggia a tempo opportuno
ed esse saranno una benedizione (Ezechiele, 34).
Il Signore, viene lui a riprendersi le sue pecore, sta loro vicino, le conosce per nome, ad una ad una, parla al loro cuore, lo rassicura. Poi manderà loro uno come Davide, che prima di diventare re era stato pastore a Betlemme, mentre imparava a suonare la cetra. Gesù è sul monte degli Olivi nell’imminenza della Pasqua, circondato dai discepoli, e ha per loro un pensiero di grande tenerezza: l’ultima parabola, che è come una profezia. Respinti e perseguitati, come Gesù, dalle guide religiose d’Israele, essi saranno accolti dalle altre nazionalità, dai popoli della terra. A coloro che li accoglieranno porteranno la buona notizia, una vita e gioia senza fine. L’Agnello sarà loro pastore e, con Lui, quanti appartengono alla compagnia dell’Agnello per consentirgli di ricondurre al Padre il mondo intero. Così San Francesco ha voluto essere e ha chiamato i suoi frati minori, “i fratelli più piccoli” di Gesù e li ha voluti “sottomessi ad ogni creatura per amore del Signore”: “Scrivi, frate Leone, pecorella di Dio, questa è vera gioia”. “Eccomi, Io e i figli che Dio mi ha dato” (Lettera agli Ebrei 2,13), dice Gesù ritornando al Padre. E aggiunge San Paolo: “Primo fiore Lui, l’Eletto, la primizia; subito dopo quelli che appartengono a Lui al momento della sua venuta; poi la innumerevole schiera” (così si può tradurre la parola greca Télos, che di solito traducono con “la fine”, ma può voler dire anche legione, nel linguaggio militare a cui Paolo qui fa ricorso). Sono coloro che non hanno conosciuto Gesù ma hanno seguito la legge del cuore. Come l’indio errante della favola (le fiabe del gran Chaco e della pampa) ha riportato al suo popolo l’autunno, con l’aria mite, le nuvole chiare e i suoi colori, così Gesù porta Dio al mondo, “finché Dio sarà tutte le cose in tutti”.
(Commento del diac. Silvano Scarpat)

MERCOLEDÌ
9,30 Santa Messa

DOMENICA – I di Avvento
11,00 Def.ti Vettor Martino e Umberto, Dotto Tullio (anniv.)
Carlon Giobatta Ros e Maria, Puppin Emilio.

OFFERTE:  Pro Chiesa, NN € 40, Bocus Andreazza Bruna € 40

 

MARTEDÌ 
17,00 –  Def.ti Famigliari Bortolini Igino

SABATO – I di Avvento
18,00 –  Def.ti  Zambon Pietro e Santa Sartorel, Celant Francina e
Kobylina Katia.

DOMENICA – I di Avvento
11,00 –  Def.ti Ianna Angelo e Carlon Vincenza;
Sandrin Emilio e Batistuzzi Lucia

OFFERTE: In mem.di Igino Bortolini, NN  €40,
Famiglia Zambon Fabrizio Sartorel  €30

   

DOMENICA –  I di Avvento
10,00 –  Def. Don Nilo Carniel ord. dalla Sorella Elena

OFFERTE: € 500 in memoria di don Nillo dalla la sorella Elena

   

DOMENICA 29 Novembre
GIORNATA DEL SEMINARIO DIOCESANO, nel suo CENTENARIO A PORDENONE

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Madonna della Salute
Anche se la pandemia in atto non ci permette di effettuare la tradizionale processione con la statua della Madonna della Salute, imploriamo la nostra Madre Celeste affinché ci assista in questo momento particolare.

O Vergine della Salute, Madre del vero Dio e Madre della Chiesa!
Tu, che manifesti la tua bontà e benevolenza per tutti coloro che ricorrono alla tua protezione, ascolta la nostra preghiera e presentala al tuo figlio Gesù.
In questo tempo particolarmente difficile, Ti consacriamo la nostra vita, il nostro lavoro, le nostre gioie, le nostre infermità e i nostri dolori.
Proteggi le nostre famiglie affinché restino unite e benedici i nostri figli.
Tutto affidiamo alle tue cure, perché sei la Madre nostra e la nostra Speranza. Amen.

   
 

I SACCHI D'ORO

L'antifona d'ingresso è presa dalla lettera che il profeta Geremia da Gerusalemme invia agli ebrei esiliati a Babilonia. Li invita a cercare la pace, il benessere del paese in cui il Signore li ha esiliati “perché dalla sua pace dipende la vostra pace”; a costruire case e abitarle, a sposarsi e mettere al mondo figli, a piantare orti e a raccoglierne i frutti. Li esorta a “ritornare al Signore con tutto il cuore”, a riprendere a cantare i canti del Signore in terra straniera, nell'attesa che il loro Dio venga a liberarli, e lo farà prima del previsto:
Vi visiterò e realizzerò per voi la mia buona promessa di ricondurvi in questo luogo, nella vostra terra”.
La prima lettura parla di una donna operosa, simbolo della saggezza. La sua generosità è pari al suo impegno, “assai superiore alle perle è il suo valore” (Proverbi 31). Sul monte degli olivi, sentendo imminente la Passione, Gesù parla ai discepoli in parabole (Matteo 25,14-30). Un ricco possidente, dovendo partire per un lungo viaggio, affida i suoi beni ai collaboratori più fidati. Al suo ritorno “dopo un lungo periodo di tempo”, due dei servi gli restituiscono il doppio. Il terzo gli restituisce solo il sacco d'oro che aveva ricevuto in consegna: “Ho avuto paura perché sei un uomo duro e sono andato a nascondere il tuo sacco d'oro sotto terra”. Questo servo è quello che ha faticato di più.
Gesù teme che i suoi discepoli, rimasti soli, dimentichino le cose più preziose che ha loro rivelato, ricadano nella logica di un Dio che fa paura – come fu la tentazione di Adamo all'inizio (“Ho avuto paura perché sono nudo e mi sono nascosto”, Genesi 3,10), la stessa degli scribi e dei farisei -: è il centro della parabola. “Nell'amore non c'è paura; anzi il vero amore allontana la paura”.
Le richieste di Gesù sono esigenti, come lo è l'amore: “Se vuoi bene a qualcuno, chiedigli qualcosa in cambio”.. “Il Signore sembra chiedere l'impossibile, però ti devi fidare e questo impossibile lo devi fare, e allora diventa possibile, possibilissimo nella Tua Vita, di quella possibilità miracolosa che fa che ti trovi il doppio di quello che ti ha dato”.
Io non temo più Dio, lo amo” (S. Antonio abate in un' icona di S. Giorgio dei Greci a Venezia).
San Paolo conclude il suo primo messaggio ai cristiani di Tessalonica rassicurandoli riguardo alla venuta del Signore: “Ma voi, fratelli, appartenete alla luce, appartenete al giorno. Dio non ci ha destinati a sperimentare uno sconvolgimento ma ad essere sua proprietà riservata, tenuta in serbo”. Il nostro Dio viene per colmare tutto di splendore, anche la primula trapiantata a primavera e dimenticata, che ora è fiorita, sotto il fico del mio cortile, in questa piccola estate di S. Martino. “Guardate che nessuno renda male per male ad alcuno, ma sempre insistete nel cercare ciò che è bello, tra di voi e verso tutti ...
Salutate tutti i fratelli con un bacio da privilegiati” (I Lettera ai Tessalonicesi 5).

(Commento del diac. Silvano Scarpat)

MERCOLEDÌ
9,30 Def.ta Alfier Assunta ord. figli

DOMENICA – XXXIV del Tempo Ord. - Cristro Re
11,00 –  Trigesimo Rui Fortunato ord. famiglia

OFFERTE:  Pro Chiesa, in mem. di Panizzut Giampiero € 180,
NN  € 40. Pro Oratorio, NN € 20.

 

MARTEDÌ 
17,00 –  Def.ti  Zambon Angelo e Busetti Attilia

SABATO – XXXIV del Tempo Ord. - Cristro Re
18,00 –  D.to  Bastianello Marino

DOMENICA – XXXIV del Tempo Ord. - Cristro Re
11,00 –  Def.ti Zambon Giovanni Rosit, Bastianello Luigia

OFFERTE: In mem. di Ardemagni Barbara €30,  NN €30

   

DOMENICA –  XXXIV del Tempo Ord. - Cristro Re
10,00 –  Def.to  Fort Francesco, Def.ti di Angelin Angela.

   

Martedì, 16 novembre alle ore 20.30, presso l’Oratorio di Aviano si terrà un incontro sul “nuovo Messale” rivolto a tutti gli operatori di “pastorale”.

   
 

LE RAGAZZINE AVVEDUTE

Il primo grande discorso di Gesù, sulle colline della Galilea, (Matteo 5-7) inizia con un annuncio gioioso, “le beatitudini”; l’ultimo (Matteo 23-25) ha inizio nel tempio con un avvertimento pressante – un grido – di Gesù alle autorità e alle guide religiose d’Israele: “guai a voi, scribi e farisei ipocriti”, ripetuto sette volte.
Poi Gesù abbandona il tempio e raduna il piccolo gruppo dei discepoli sul monte degli Olivi, di fronte alla città santa, ad est. Li incoraggia e li invita alla vigilanza, anche con alcune parabole.
Parla ancora di una festa di nozze, un matrimonio di lusso (Matteo 25,1-13): sono presenti anche dieci damigelle d’onore, con le fiaccole, per accogliere lo sposo nella notte. Lo sposo tarda e le ragazzine si addormentano. Quando a notte fonda arriva lo sposo, solo cinque possono andargli incontro con le fiaccole accese e partecipare alla festa, quelle avvedute, che avevano portato con sé anche una provvista d’olio.
Le altre ragazzine, quelle imprevidenti, rappresentano le autorità religiose, i sapienti (Matteo 23), che non hanno capito la lentezza, la grandezza d’animo del loro Dio “che ha pazienza verso di noi perché non vuole che alcuno si perda” (II lettera di Pietro 3,9). Gesù, il Figlio, si è fermato ad ascoltare, consolare, guarire, ha trascorso notti in preghiera, si è fermato in casa di amici, è andato a cercare la pecorella che si era perduta.
(“E’ il tempo che hai perduto per la tua rosa che ha reso la tua rosa così importante”.
E’ il tempo che ho perduto per la mia rosa…”, sussurrò il piccolo principe per ricordarselo).
I grandi non l’hanno capito.
Lo sposo viene “a metà della notte”, come nella prima Pasqua dell’uscita dall’Egitto, quando tutte le speranze sembravano ormai spente.
La parabola termina con un invito alla vigilanza: “State svegli!”, dice Gesù ai discepoli. “Rimanete qui e state svegli, fatemi compagnia” (Matteo 26,38), ripeterà ai suoi nell’imminenza della passione. “Dio, che davvero non ebbe riguardo nemmeno per il suo proprio figlio e per il vantaggio di tutti noi lo consegnò al suo destino, sicuramente ci donerà per amore insieme con lui anche tutte le cose” (Lettera ai Romani 8, 32).
Allo stesso modo S. Paolo rassicura anche la giovane comunità di Tessalonica che ha fondato e poi in fretta abbandonato. Essi hanno in Gesù una fede così viva che stentano ad accettare che chi crede in Lui possa morire. Paolo scrive per rassicurarli: non c’è vera morte per chi si affida a Gesù; Egli verrà, gli andremo incontro insieme, sia quelli che sono morti sia noi che saremo ancora in vita. Il Signore viene sempre e solo per dare Vita. “E staremo sempre in compagnia del Signore” (I Lettera ai Tessalonicesi 4,13-18). La cosa che più conta è stare con Lui.
Dio grande e misericordioso
allontana ogni ostacolo nel nostro cammino verso di te
perché, nella serenità del corpo e dello spirito, possiamo dedicarci liberamente al tuo servizio” (Colletta).
(Commento del diac. Silvano Scarpat)

MERCOLEDÌ
9,30 Santa Messa

DOMENICA – XXXIII del Tempo Ordinario
11,00 –  Asssociate Def.te del Rosario perpetuo.
D.ti Angelin Giuseppe, Lea e Giovanni
D.ti Carlon Attilio, Onelia e Antoinio

OFFERTE: In mem. di Burigana Amelia €40

 

MARTEDÌ 
17,00 –  Santa Messa
   
MERCOLEDÌ
15,00 Santa Messa – Chiesetta di San Martino
Def. Zambon Marco (Tunio) ord. dai Coscritti 1950

SABATO – XXXIII del Tempo Ordinario
18,00 –  D.ti  Vettor Ovidio, Busetti Santina  e Zambon Achille.

DOMENICA – XXXIII del Tempo Ordinario
11,00 –  Def. Busnelli Carlo

OFFERTE: Janna Maria in Sinesi € 110, NN €20  NN €30

   

DOMENICA – XXXIII del Tempo Ordinario
10,00 –  Def.ti  Zamattio Lea ord. da Anita,
              Pier Antonio Galiano,   Vettor Elisa

   

Mercoledi 11 novembre: San Martino

Nella chiesetta dedicata al Santo si celebra la Santa Messa alle ore 15,00.

   
 

SANTI DELLA TERRA

Una splendida icona custodita nel Museo di San Giorgio dei Greci a Venezia raffigura San Giovanni l'evangelista che ha appena finito di scrivere l'apocalisse ed inizia la dettatura del Vangelo, nell'isola di Patmos verso l'anno 70. Gerusalemme era assediata dagli eserciti romani; Giovanni scrive una profezia di consolazione. Mentre scrive, giunge la notizia che la città santa è stata presa e la menorah, ilcandelabro d'oro a sette braccia portato a Roma come trofeo. Giovanni invia lo scritto a sette chiese dell'Asia minore, cominciando da Efeso: sono esse la nuova menorah, vivente.
Ma c'è anche un Israele fedele, “i centoquarantaquattromila segnati provenienti da ogni tribù dei figli di Israele”, le dodici porte, come perle preziose, per entrare nella Gerusalemme quella nuova.
“E poi vidi una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare”: Giovanni profetizza ciò che poi è avvenuto, che i cristiani avrebbero raggiunto ogni angolo della terra, i discepoli dell'Agnello, quelli che hanno origine “dalla tribolazione quella grande” che è la morte di Gesù. La nostra preghiera sale incessante, giorno e notte, in ogni lingua al Dio vivente.
L'Agnello – un agnellino, che è la primizia e la felicità del gregge – è loro pastore e li guida alla sorgente viva delle acque” la santa Trinità. Dio con un gesto tenerissimo, come fa una mamma con i propri bambini, asciuga ogni lacrima dai nostri occhi (Apocalisse 7,1-17).
Il Vangelo (Matteo 5,1-12) ci riporta ai promettenti inizi della predicazione di Gesù in Galilea. Le folle lo cercano portando con sé malati di ogni tipo, i discepoli gli sono vicini: Gesù, sulla montagna, li istruisce. Per ognuno traccia un percorso, partendo da situazioni e livelli diversi. C'è chi soffre e chi è assillato dalla perfezione; chi ha un animo mite, chi sa aver compassione, chi procura la pace, chi viene osteggiato perché tende ad un ideale sublime. Ci sono quelli che hanno il cuore libero e quelli che lo Spirito fa essere poveri: “appartiene ad essi il regno del cielo infinito”. Per ciascuno, già fin d'ora, c'è la possibilità di una vita felice. Poi guardando negli occhi i discepoli Gesù è preso dall'emozione: “Se un giorno per causa mia avrete da soffrire, felici voi!”.
“Vedete quale grande amore ci ha dato il Padre, così che ricevemmo il nome di figli di Dio, e lo siamo realmente”, scrive ancora Giovanni. Viviamo nell'attesa dell'apparire del volto di Gesù e questa speranza in Lui è come un fuoco che ci illumina e riscalda (Prima lettera di Giovanni 3,1-3).
Era tradizione trascorrere la sera del primo novembre in famiglia, vicino alla stufa della cucina con le castagne arrostite e il vino nuovo, mentre le campane suonavano tutta la notte invitando alla preghiera e alla speranza per tutti; ed eravamo certi – e lo siamo – che il Signore tra quei “beati” del Vangelo, santi sulla terra, aveva tenuto presenti anche noi.
(Commento del diac. Silvano Scarpat)

LUNEDI – COMMEMORAZIONE DEI DEFUNTI
11,00 – In chiesa: Santa Messa

MERCOLEDÌ
9,30 Santa Messa

DOMENICA – XXXII del Tempo Ordinario
11,00 –  D.ti Carlon Ferdinando, Signora Giovanni Battista
Marcolin Alessandro

 

LUNEDI – COMMEMORAZIONE DEI DEFUNTI
18,00 – In chiesa: Santa Messa. Per i defunti della Pieve
                               Def. Poletti Marco
MARTEDÌ 
17,00 –  Santa Messa
   
 SABATO – XXXII del Tempo Ordinario
18,00 –  D.ti Zambon Giovanni, Claudia, Maria

DOMENICA – XXXII del Tempo Ordinario
11,00 –  Def. Zambon Sergio Momoleti (Benefattore)

   

LUNEDI – COMMEMORAZIONE DEI DEFUNTI
10,00 – In chiesa: Santa Messa
               Def.ti Carniel don Nilo ord. sorella Elena
                       Bragaggia Antonia

DOMENICA – XXXII del Tempo Ordinario
10,00 –  Def.ti don Elio Besa (Anniv.) – Carli Enrico
Busetti Angela  (Anniv.)

   
 

GESU' PELLEGRINO D'AMORE

Dal libro dell'Esodo, un frammento del Codice del Patto stabilito sul monte Sinai, una delle parti più antiche, a protezione delle persone in difficoltà, dice:
“Non devi molestare e opprimere uno straniero, perché voi stessi foste stranieri in terra d'Egitto.
Nessuna vedova e orfano affliggerete...
Se presterai denaro a un povero che sta con te non ti comporterai con lui da usuraio: non chiedergli nessun interesse.
Se prendi in pegno il mantello del tuo compagno, al calar del sole lo restituirai a lui, perché quella è la sua sola coperta, la protezione per il suo corpo: con che cosa si coprirebbe per la notte?
E se egli griderà verso di me, Io lo ascolterò - dice il Signore - , perché Io sono compassionevole

L'inizio del salmo, travolgente (Salmo 17, al maestro dei cantori / di David, servo del Signore), ci dice su chi possiamo contare:
Ti amai, Signore, mia forza,  Signore, mia fortezza, mio Salvatore, mia rupe
lì mi rifugio - mio scudo, mia potente salvezza  e mia difesa […]
Il Signore vuole bene al suo eletto a David e alla sua discendenza per sempre”.

Nel tempio continua l'interrogatorio di Gesù da parte, questa volta, di un maestro della Legge, del gruppo dei farisei. Forse considerano Gesù un anarchico che vuol demolire la legge di Mosé. “Maestro, fra le cose che comanda la legge qual è la più grande?” Gesù li sorprende ancora, passando dalla legge all'amore: “Amerai il Signore tuo Dio” con tutte le tue forze “e amerai il tuo vicino come ami te stesso”.
E poi, a conclusione del dibattito, è Gesù a prendere l'iniziativa e rivolge ai Farisei una domanda riguardo al Messia che attendono: “Come può essere figlio di David se il re David lo chiama Signore?” In modo velato, è la grande rivelazione: Dio ci chiede di amarlo e perché sia più facile si è fatto bambino, poi umile e pellegrino sulle strade degli uomini. Ci chiede non tanto di servirlo ma di amarlo, di volergli bene: parte tutto da qui.

Tessalonica è una bella città di mare (oggi Salonicco, città greca, porto di una certa importanza), sul mar Egeo, lungo la via Egnazia. San Paolo vi ha fondato una comunità di cui va fiero, la gran parte non ebrei “e non poche donne della nobiltà”, subito “accusati di andar contro le leggi dell'imperatore, perché affermano che c'è un altro re, Gesù” (Atti degli Apostoli 17), “divenuti modello per tutti i credenti della Macedonia e dell'Acaia.”Essi vivono nell'attesa del Signore (“non si è mai soli quando si è in attesa di qualcuno”, si sistema la cucina e si mettono i fiori sulla tavola) e sono per Paolo di grande consolazione: “Ora che Timoteo è tornato da noi – a Corinto – per incarico vostro a darci la bella notizia della fede e dell'amore vostro, e che serbate sempre di noi un caro ricordo desiderando tanto di vederci (proprio come noi a riguardo vostro!), per questo, fratelli, siete stati il nostro conforto!” (I Tessalonicesi 1,5 – 3,13).

(Commento alle Letture del diac. Silvano Scarpat)

MERCOLEDÌ
9,30 Def. Rui Fortunato

DOMENICA – TUTTI I SANTI
11,00 –  D.ti Carlon – Angelin  e  Dedor
15,00 –  In Cimitero funzione religiosa per i Defunti
18,00 –  In Chiesa S. Rosario in suffragio  di tutti i defunti

OFFERTE: In mem. di Zambon Spader Rita  € 150.
In mem. di Rui Fortunato € 200 – NN. € 10.

 

MARTEDÌ 
17,00 –  D.ti Fam. Bocus Friz
   
 SABATO – Tutti i Santi
18,00 –  Def. Bocus Luciano - D.ti Famiglia Ianna Ciampaner

DOMENICA – Tutti i Santi
11,00 –  D.ti  Bocus Valentino e Ofelia – Def. Moreschi Lorenzo
15,00 –  In Cimitero funzione religiosa per i Defunti

OFFERTE: I genitori dei bambini della I Comunione € 230.
NN. € 10, Offerte in occasione visita infermi € 40

   

DOMENICA – Tutti i Santi
10,00 –  D.ti  fam. Trevisanut  - Def. Carniel di Nilo
              ord. sorella Elena.
14,00 –  In Cimitero funzione religiosa per i Defunti

OFFERTE: Battesimo  di Aiace Beltramello  € 100.

   

RITORNA L’ORA SOLARE
Con l’ora solare, da questa settimana, le Ss. Messe pomeridiane tranne quella prefestiva del sabato, saranno anticipate alle ore 17.

CELEBRAZIONE DEI SANTI E DEI MORTI
 Le celebrazioni avranno il seguente programma:

SABATO 31 OTTOBRE
Ore 18 S. Messa prefestiva a Dardago

DOMENICA I NOVEMBRE – TUTTI I SANTI
Ore 10 S. Messa a Santa Lucia
Ore 11 S. Messa a Budoia e a Dardago
Ore 14 Funzione in Cimitero a Santa Lucia
Ore 15 Funzione in Cimitero a Budoia e a Dardago
Ore 18 S. Rosario in suffragio di tutti i defunti in chiesa a Budoia

LUNEDI 2 NOVEMBRE – COMMEMORAZIONE DEI DEFUNTI
Ore 10 S. Messa a Santa Lucia
Ore 11 S. Messa a Budoia
Ore 18 S. Messa a Dardago

INDULGENZA PLENARIA
Dal 1 novembre a mezzogiorno fino a tutto il 2 Novembre è possibile acquistare l’indulgenza plenaria applicabile anche a un defunto visitando la Chiesa o il Cimitero e recitando un Padre Nostro e il Credo e una preghiera secondo le intenzioni del Papa. Occorre fare la Comunione e, se necessario, confessarsi almeno entro gli otto giorni.

   
 

PAOLO, SILVANO E TIMOTEO

Dal profondo dell'esilio di Babilonia uno sconosciuto, discepolo forse del profeta Geremia, trova il coraggio di proclamare che il Signore a liberare il suo popolo sta per mandare un re straniero, cosa mai udita prima di allora.
Dico a Gerusalemme: Sarai abitata
e alle città di Giuda: Sarete riedificate e ne restaurerò le rovine.
Io dico a Ciro: mio pastore, ed egli eseguirà i miei desideri.
Dirò a Gerusalemme: Sarai ricostruita
e al mio santuario: Sarai riedificato dalle fondamenta.
Ciro, il mio eletto, Io l'ho preso per la mano destra,
Io ti ho chiamato per nome,
ti ho dato un incarico sebbene tu non mi conosca.
Io sono il Signore e non ce n'è un altro” (Isaia 44,24 – 45,7).
Il Signore  ha ascoltato le grida  degli esiliati e ha scelto per liberarli Ciro re di Persia, figlio di Cambise della stirpe degli Achemenidi, uno straniero. Fu qualcosa di inaudito per gli Ebrei e ci orienta alla comprensione del Vangelo. Contro Gesù si alleano farisei ed erodiani. “I farisei erano nazionalisti mentre alla corte di Erode si parlava la lingua di Roma e si vestiva alla romana”. Gli chiedono: è lecito o no pagare il tributo all'imperatore?” Si trattava di un'imposta personale, particolarmente odiosa per gli ebrei. “Per Gesù la maggior oppressione non era quella di Roma, ma quella delle caste religiose ebraiche. Le tasse sono una questione marginale: dovevano attaccare il sistema imperialista dando a Dio ciò che era di Dio, perché Dio significa liberazione...Dio è qualcosa di diverso
Anche per la ragazzina del Cantico il denaro è poca cosa: “Tienti i tuoi mille sicli, Salomone!” (Cantico dei Cantici 8,12). “Restituite all'imperatore ciò che riguarda l'imperatore, e ciò che riguarda Iddio, restituitelo a Dio”, è la risposta di Gesù. Come avviene quasi sempre, l'accento è sulla seconda parte: Dio viene prima dell'imperatore, senza confronto “Fate il vostro dovere verso Dio, prima di tutto, che significa accogliere Gesù come Messia, il Figlio amato” .
San Paolo, conquistato da Gesù, scrive ai cristiani di Tessalonica il suo primo messaggio che è “come un mandorlo in fiore, un soffio di adolescenza e di primavera pieno di fermenti e di entusiasmi e soprattutto – cosa meravigliosa – di spensieratezza”.
“Paolo, Silvano, Timoteo”, è l'inizio dell'epistolario più letto e amato, e tre piccole parole: dei Tessalonicesi Paolo ricorda con gratitudine e grande affetto “l'attuazione della fede, la pena dell'amore, il coraggio della speranza”. L'amore sta al centro – una pena che non è una pena – tra la fede – l'incontro con Gesù: le azioni del cristiano sono il frutto e la conseguenza non di una legge ma della fede e della preghiera – e la speranza, che prolunga l'incontro e i suoi effetti all'infinito (San Paolo – messaggi ai cristiani di Tessalonica e di Corinto, traduzione e commento di Giuseppe Sandri). E per chi non ha il dono della fede, c'è oggi una 'profezia straniera', come fu Ciro re di Persia che possa avvivare e sorreggere amore e speranza? Forse è “la custodia del creato”, la passione per guarire le ferite della terra, una via buona della legge del cuore, che ci avvicina e, chissà, potrebbe farci incontrare.

(Commento alle Letture del diac. Silvano Scarpat)

MERCOLEDÌ
9,30 Def. Carlon Adriano

DOMENICA – XXX del Tempo Ordinario
11,00 –  Def. Zambon Rita in Spader (Trigesimo)
Carlon Valentino (Anniversario)

OFFERTE: Carlon Rosi € 40

 

MARTEDÌ 
18,00 –  Santa Messa
              
 SABATO – XXX del Tempo Ordinario
18,00 –  D.ti  Marson Emanuele, Amabile e Paolo
              D.ti  Busetti Rosa; Zambon Matteo (Ferne)

DOMENICA – XXX del Tempo Ordinario
11,00 –  D.ti  Zambon Rina – Del Maschio Tommaso

OFFERTE:  NN € 20
Battesimo Salatin Pietro  € 130

   

DOMENICA – XXX del Tempo Ordinario
10,00 – Def.ti  Tommasi Anna e Primo, Besa Eugenio e Luigi, Fort Maria

   

ANNO CATECHISTICO
Presso l’oratorio di Budoia, ogni sabato mattina, all’orario concordato, si tengono gli incontri di catechismo per le classi elementari.

OTTOBRE MESE MISSIONARIO e DEL ROSARIO
Durante il mese di Ottobre si raccomanda la recita del Santo Rosario in casa.
In chiesa verrà recitato 20 minuti prima delle S. Messe dei giorni feriali.

   
 

NOI DEI CROCICCHI

Il profeta Isaia, apre con una parola intensa di speranza per tutti:
Egli farà sparire da questa rupe (Gerusalemme)
il velo che copriva tutti i popoli.Eliminerà la morte per sempre;
il mio Signore Dio asciugherà le lacrime sul viso di ognuno;
di sopra a tutto il paese toglierà dal suo popolo la condizione disonorevole.
Il Signore ha parlato. Questo è il nostro Dio! - si griderà in quel giorno (da parte degli altri popoli) -.
In Lui abbiamo sperato ed Egli ci ha salvati!” (Isaia 25,6-10).
Il nostro Dio inghiottirà, consumerà la morte (Giobbe 7,19; Proverbi 21,20).
Rugiada di luci è la tua rugiada
e la terra darà alla luce le ombre” (Isaia 26,19).
La speranza che sorge da Israele è per tutti i popoli e riguarda anche quelli che si ritenevano definitivamente perduti ( Isaia 1-39). Gesù nel tempio rivolge alle autorità un'altra parabola, “le nozze del figlio del re” (Matteo 22,1-14).(Una storia simile, dolcissima, per bambini, l'ha scritta e illustrata Antonella Abbatiello, Marina, oca piccina, ed. La Coccinella. Grazie, Valentina, che ce l'hai fatta conoscere!)Il re ha preparato la festa di nozze per suo figlio. Secondo le usanze, manda i servi a chiamare gli invitati, che già da tempo erano stati informati. Questi non ne vogliono sapere e trattano malissimo i servi del re. Alla fine “egli dice ai suoi servi: andate ai crocicchi delle strade e invitate quanta gente incontrate! I servi uscirono per le strade, raccolsero tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze riuscì gremitissima”.
Il re stesso viene ad accogliere e conoscere gli invitati, ad uno ad uno. Per loro ha provveduto anche il vestito. “L'ha scelto lui per gli invitati di riguardo e anche per gli altri, che non conosceva direttamente, secondo il suo buon gusto”. C'è anche “un profumo per profumare la testa,ed egli versa a ciascuno una coppa di vino fino a traboccare” (Salmo 24).
Succede che uno dei presenti rifiuti l'abito del re:
L'abito delle nozze è la grazia del battesimo, il cui splendore viene dalla luminosità della fede” (San Cromazio), è la fede in Gesù, una vita che si rinnova avendo in Lui la sorgente. I Cristiani della città di Filippi danno prova della novità di vita prendendosi cura dell'apostolo Paolo in tutte le sue traversie e inviandogli regolarmente del denaro per i suoi viaggi. “Io ho imparato a bastare a me stesso – scrive a conclusione della lettera – so vivere in miseria e vivere in abbondanza, a tutto riesco nella persona di Chi mi rende capace”. Ma sono certo che “il mio Dio soddisferà pienamente ogni vostra necessità con quella sua ricchezza splendida nella persona dell'Eletto Gesù.
Salutate ogni “privilegiato”.  Saluti dai fratelli che sono con me.
Quella dimostrazione d'amore che è il Signore Gesù accompagni il vostro Spirito” (Filippesi 4,10-23).

(Commento alle Letture del diac. Silvano Scarpat)

MERCOLEDÌ
9,30 Santa Messa

DOMENICA – XXIX del Tempo Ordinario
11,00 –  D.ti  Puppin Emilo,
Carlon Redento (Trigesimo)

OFFERTE: In memoria di Zambon Rita Spader,
dalla famiglia  € 180
Genitori bambini della I Comunione   €  200

 

MARTEDÌ 
18,00 –   D.ta Bastianello Marcella ordinata da un’amica
              
 SABATO – XXIX del Tempo Ordinario
18,00 –  D.ti  Janna Ettore, Cesira, Santa ed Anna

DOMENICA – XXIX del Tempo Ordinario
11,00 –  S. Messa

OFFERTE:  NN 10, NN 10, NN 15

   

GIOVEDÌ
18,00 – Santa Messa

DOMENICA – XXIX del Tempo Ordinario
10,00 – Def.ti  Serafin Dora, Marcuz Attilio, Cosmo Celestina,
             Fort Eligio (anniversario), Colussi Mario e Franca
12,30 – Battesimo di Aiace Beltramello (Chiesetta al colle)

   

GIORNATA MISSIONARIA
Domenica prossima, 18 ottobre, celebreremo nelle tre parrocchie la Giornata Missionaria.  Le offerte raccolte durante le S. Messe saranno devolute al Ufficio Missionario Diocesano.

ANNO CATECHISTICO
Questa settimana inizia l’anno catechistico. Presso l’oratorio di Budoia, da sabato prossimo 17 Ottobre, dalle 11 alle 12, si terranno gli incontri di catechismo per le classi elementari.

OTTOBRE MESE MISSIONARIO e DEL ROSARIO
Durante il mese di Ottobre si raccomanda la recita del Santo Rosario in casa.
In chiesa verrà recitato 20 minuti prima delle S. Messe dei giorni feriali.

   
 

O DIO, SORGENTE DI OGNI BENE

Le letture di questa domenica sono prevalentemente da tempo di Passione, con splendidi squarci di sereno del mattino di Pasqua. Quando la processione del Venerdì Santo scendeva verso Sotto-colle, nel silenzio della notte, mio padre intonava il Popule meus, insieme grido e lamento, la melodia antica come le montagne: “O popolo mio, che male ti ho fatto? che dolore ti ho dato? Rispon- dimi” (Michea 6,3). Il Signore, il Figlio di Dio crocifisso interpella, rimprovera il suo popolo. Anche la luna si fermava, sgomenta, ad ascoltare. “Canterò per il mio Amato il mio canto d'amore per la sua vigna - dice il profeta -. “ Il mio Amato possedeva una vigna sopra un fertile colle. Egli l'aveva vangata e ripulita dalle pietre e vi aveva piantato vitigni scelti;  aveva costruito un muro, una torre e scavato un tino. Sperava da lei uva vermiglia ma fece uva agresta” (Isaia 5,1-7). “La vite che strappasti dall'Egitto scacciavi i popoli per trapiantarla;facevi il vuoto davanti a lei per fare che le sue radici invadessero la terra. Copriva i monti con la sua ombra, stendeva i pampini fino al mare e i suoi tralci fino al fiume Eufrate” Gesù, nel tempio, riprende questi motivi della Scrittura Sacra per rivolgere un'altra parabola di rimprovero alla classe dirigente di Israele. Un proprietario terriero affida la sua vigna ai mezzadri. Quando è vicina l'epoca dei raccolti manda i suoi servi a riscuotere la parte convenuta. Ma i mezzadri non intendono ragione: vogliono diventare padroni della vigna. “Alla fine mandò il proprio figlio, pensando: Avranno riguardo per questo figlio mio!”. Qui la parabola si trasforma in allegoria. Il vertice del rimprovero è in una parola che è anche profezia e speranza: “Il Regno di Dio vi sarà tolto per essere dato ad un popolo che ne produca i frutti” (Matteo 21,33-43). La parola usata qui per 'popolo' di solito indica le altre nazionalità rispetto ad Israele, i 'gojim', secondo la promessa fatta ad Abramo: “In te si diranno benedette tutte le famiglie della terra” (Genesi 12,3; 18,18).
Ad una porzione di questo popolo, di questa vigna di uva vermiglia – a Filippi di Macedonia, al di là del mare, alle porte dell'Oriente – scrive San Paolo: “Gioite nella persona del Signore, sempre. Il vostro atteggiamento comprensivo sia conosciuto da tutti. Il Signore è vicino, perciò non vi angustiate più per nulla ma in ogni occasione le vostre richieste siano espresse con semplicità innanzi a Dio - Egli esaudisce le nostre preghiere al di là di ogni desiderio
e aggiunge quello che la preghiera  non osa sperare (Colletta) . Ciò che è vero, nobile, giusto, puro, amabile, onorato, ciò che è virtù e merita lode, le cose che avete imparato, ricevuto ascoltato e visto in me, mettetele in pratica, fratelli!” (Filippesi 4,4-9).
* Commento alle Letture del diac. Silvano Scarpat.

MERCOLEDÌ
9,30 – Santa Messa

DOMENICA – XXVIII del Tempo Ordinario
11,00 –  Del Maschio Aldo, Carlon Osvaldo “Moro” ord. dalla famiglia, Zambon Marco,  Famiglia Santin Domenico

 

MARTEDÌ 
18,00 –   D.ti  Petozzi Jolanda,
               Clara Zambon ordin. da Ianna Alberto Theco.

 SABATO – DEDICAZIONE DELLA CHIESA (A.D. 1823)
18,00 –  D.ti  Grassi  Giovanni, Angelina e Maurizio;
Bastianello  Attilio, Angela, Giannina ed Ezio
Zambon Antonio e Bocus Ermellina.

DOMENICA – XXVIII del Tempo Ordinario
11,00 –  Messa di Prima Comunione

OFFERTE:  NN 10, NN 10, NN 10

   

 GIOVEDÌ
18,00 – Santa Messa

DOMENICA - XXVIII del Tempo Ordinario
10,00 – Def.ti  Besa Vincenzo e Fort Eligio

   

OTTOBRE MESE MISSIONARIO e DEL ROSARIO
Durante il mese di Ottobre si raccomanda la recita del Santo Rosario in casa.
In chiesa verrà recitato 20 minuti prima delle S. Messe dei giorni feriali

Per motivi logistici invitiamo voi fedeli a partecipare possibilmente alla messa di Sabato, alle ore 18:00, dove verrà svolta la dedicazione della Chiesa e non a quella di Domenica. Grazie

   
 

FIGLIO MIO, VA OGGI A LAVORARE IN QUEL VIGNETO!

Gesù è giunto a Gerusalemme. Quel suo arrivo “diede una scossa a tutta la città. Nel tempio curò anche alcuni ciechi e zoppi che gli si erano avvicinati... Passavano la notte verso Betania”, forse ospiti di Marta, Maria e Lazzaro.  La mattina andavano al tempio e Gesù insegnava. Gli si avvicinano gli alti sacerdoti e gli anziani del popolo con atteggiamento ostile. E' evidente una frattura all'interno del popolo. Gesù riprende a parlare in parabole.
Il proprietario di una vigna ha due figli, giovani. Rivolge ad entrambi, uno dopo l'altro, lo stesso invito affettuoso: “Figlio mio, va oggi a lavorare nella vigna!”.
La parola figlio in greco è 'tecnon', da un verbo che significa 'generare, partorire, dare alla luce': esprime l'affetto intenso, immutato di Dio per il suo popolo.
Il primo dei due dice no – in atteggiamento di protesta, ribellione, inconsueto da parte di un figlio nei confronti del padre – ma poi ci va. L'altro dice sì, con molta deferenza, e non ci va.
Da una parte il grido e la protesta di Giobbe, l'Israele esiliato, che però rimane fedele; dall'altra la sicurezza a buon mercato degli amici di Giobbe, “una teologia 'troppo scientifica', troppo sottomessa ad esigenze astratte, e perciò apatica, incapace di commozione e di intuizioni penetranti e folgoranti” (Giuseppe Dossetti, in Le querce di Monte Sole, pag. XXVI).
Gesù si mette sulla stessa linea profetica di Giovanni il Battista e rivolge alle autorità di Gerusalemme un ennesimo accorato invito alla conversione, il grido dell'amore ferito: “Gli appaltatori del dazio e le donne di strada entrano prima di voi - o prendono il vostro posto - nel Regno di Dio” (Matteo 21, 28-32).

Nello stesso spirito di Gesù, San Paolo si rivolge alla comunità di Filippi: “Per la parola che esorta nella persona del Signore Gesù, per l'incoraggiamento d'amore, per la comunanza dello Spirito, per il profondo affetto e tenerezza che c'è tra noi, vi prego di portare al colmo questa mia gioia andando tutti d'accordo, avendo il medesimo amore, uniti come una sola persona; con umiltà ciascuno, vicendevolmente, stimi gli altri superiori a sé stesso, non avendo di mira gli interessi propri ma ciascuno quelli degli altri”.

Il modello da imitare, il punto di riferimento, la sorgente a cui attingere è la persona del Signore Gesù, il quale tradusse “il suo essere alla pari con Dio nel prendere la forma di servo, venendo a una esistenza come la nostra”. La grandezza di Dio è nel “piegarsi”, come un papà e una mamma si chinano per sentire ed ascoltare il proprio bambino. “Cirillo di Gerusalemme afferma che Dio ha disteso sulla croce le sue mani per circondare i confini dell'universo. E' un modo di esprimersi che ci invita a comprendere che tutta la terra, la sua storia di passione e le sue sofferenze sono avvolte dalle braccia del Crocifisso e quindi in Dio” (G. Dossetti,  pag. XXIX).
Fate ogni cosa senza lamentele e discussioni, figli di Dio irreprensibili, che emanate luce come astri luminosi sul mondo” (Filippesi 2,1-18).

* Commento alle Letture del diac. Silvano Scarpat.

MERCOLEDÌ – San Girolamo
9,30 .

DOMENICA – XXVII del Tempo Ordinario – San Francesco
11,00 –  Messa per la Prima Comunione
D.ti  Rosa e Vincenzo Gislon,
D.ti  Rosa e Stefano dai figli Maria e Agostino

OFFERTE:  Per esequie Redento Carlon  Euro 50
In occasione visita infermi    Euro 30

 

MARTEDÌ  - SS. Michele, Gabriele, Raffaele  
18,00 –   D.ti  Famiglia Raffaele e Fernanda

SABATO – XXVII  del Tempo Ordinario
18,00 –  Battesimo di Pietro Salatin
D.ti  Parmesan Ruggero, Ianna Armando Ciampaner
Bastianello Mario Carnitha

OFFERTE: In occasione visita infermi    Euro 20
NN 10,  NN 15

   

 GIOVEDÌ – S. Teresa del Bambin Gesù
18,00 –

DOMENICA - XXVII del Tempo Ordinario – San Francesco
10,00 –  Def. Fort Alessandro

OFFERTE: In occasione visita infermi    Euro 10

   

CONSILIO PASTORALE
Martedì 29 settembre, ore 20.30 in oratorio, riunione del Consiglio Pastorale unificato.

CONFESSIONI
In occasione delle  Prime Comunioni, ci sarà un sacerdote a disposizione per le Confessioni:

Sabato 3 ottobre dalle ore 10,30 a Budoia

   
 

LA LUCE DI QUELL'ORA PRIMA DEL TRAMONTO *

Lungo la strada verso Gerusalemme, siamo in prossimità di Gerico. Si intravvedono in lontananza le colline della Giudea, tappezzate di vigneti. E' il tempo della vendemmia. Gesù racconta un'altra delle sue storie (Matteo 20,1-16), con in primo piano i discepoli.
Un proprietario terriero va sulla piazza del villaggio, nelle diverse ore della giornata, a reclutare braccianti per il suo vigneto. Il lavoro richiede urgenza o è più impegnativo del previsto. La paga giornaliera stabilita è un denaro d'argento, una buona paga.
Alla fine della giornata il fattore comincia a pagare a partire dagli ultimi, quelli assunti un'ora prima del tramonto. Ricevono tutti la stessa paga.
Quelli che avevano lavorato fin dal mattino vanno dal padrone a protestare: “Siete invidiosi perché io sono buono?”, risponde il padrone.
Le persone che vanno con Gesù non sono le migliori. Anzi, le migliori lo osteggiano. Sono persone raccogliticce, prese quasi a caso, all'ultima ora.
Scrive Giuseppe Sandri:”Qui non si ha condanna per alcuno, ma l'evidenza di un privilegio. La moneta d'argento per tutti è ricompensa, per i primi che diventano ultimi; per gli ultimi che divengono primi è dono. Radice del privilegio è l'Amore, che non segue criterio né legge. L'ultimo diventa primo affidandosi a Lui, a Gesù, senza patti né pretese”.
Anche molte persone a cui arriva questo commento forse si identificano con gli operai dell'ultima ora, a cui il Signore affida quel dono che i primi non hanno saputo apprezzare. “Tardi ti ho amato, bellezza tanto antica e tanto nuova, tardi ti ho amato...Quando mi sarò unito a te con tutto me stesso non avrò più né dolore né pena, e viva sarà la mia vita tutta piena di Te” (S. Agostino, Confessioni, Libro X, 38 s). Tu ci dai ancora tempo, Signore, per partecipare fin d'ora alla tua gioia. Anche per questo mondo ferito c'è ancora tempo, ma bisogna affrettarsi a cambiare direzione. San Paolo è finalmente giunto a Roma, incarcerato in attesa di giudizio. Da lì scrive alcune lettere molto intense alle comunità che pensa di visitare dopo la liberazione. Alla comunità di Filippi – città della Macedonia e colonia romana a pochi chilometri dalle rive del Mar Egeo – scrive una lettera di ringraziamento per il continuo aiuto che gli viene prestato. “Vi porto nel cuore... Meglio di me lo sa Iddio con quanto desiderio penso a tutti voi, con l'affetto profondo dell'Eletto Gesù” (Filippesi 1). Paolo ha un grande desiderio, di rivederli presto, ad uno ad uno. Sarà ospite a casa di Lidia, come la prima volta, dopo essere scesi al fiume dove aveva incontrato alcune donne e battezzato Lidia e la sua famiglia. Incontrerà il custode del carcere, quello che gli aveva curato le ferite e per lui aveva preparato una cena gioiosa, nella notte, dopo aver ricevuto il Battesimo con tutti i suoi (Atti 16). “E questo so con certezza che rimarrò al fianco di ciascuno di voi per il vostro progresso e gioia in questa fede”.

* Commento alle Letture del diac. Silvano Scarpat.

MERCOLEDÌ – San Pio da Pietralcina
9,30 .

DOMENICA – XXVI del Tempo Ordinario
11,00 –  D.ti. don Alfredo Pasut, Puppin Fausto e Ines 

OFFERTE:  Per chiesa e fiori  dalla Famiglia Vago Sanson, Euro 70

 

MARTEDÌ  -
18,00 –  D.ti  Erica Cauz,
              Maria, Antonio e Bruno Zambon
              Claudio, Irma e Pio Parmesan
              Carmine Lettieri, 
  
SABATO – XXVI  del Tempo Ordinario
18,00 –  D.ti  Claudio Zambon Vialmin,
              Gianni e Paola Fedrigolli
              Andreanna e Attilia

   

GIOVEDÌ
18,00 –

DOMENICA - XXVI del Tempo Ordinario
10,00 –  D.ta  Carmela Stanic ordinata dalla figlia        
Def. Don Nilo Carniel, ordin. dalla sorella

   

Per le Prime Comunioni di Ottobre

Sabato prossimo, 26 settembre alle ore10,00 i bambini che riceveranno la Prima Comunione si ritroveranno presso il Santuario della Madonna del Monte,  per il ritiro Spirituale, insieme ai genitori, a Don Vito e al loro catechista.

Domenica prossima
, 27 settembre
durante la S.Messa delle ore 11,00 a Budoia, verranno presentati alla Comunità i bambini che riceveranno la Prima Comunione
Il   4 ottobre     a Budoia
e l’11 ottobre a Dardago

   
Commento alle Letture del diac. Silvano Scarpat

IL PERDONO DI PIETRO

Gesù prima di iniziare il viaggio verso Gerusalemme, nella casa di Cafarnao dà ai discepoli alcune regole di vita comunitaria. L'ultima riguarda il perdono. “E Pietro gli chiese:'Signore, per quante volte dovrò condonare a quel fratello che commettesse nei miei riguardi una colpa?'  Il conflitto è all'interno della comunità: chi fa il torto non è un estraneo ma un fratello. Gesù gli risponde: ‘Per sette volte non basta; ne occorrono settanta volte sette”. E racconta la parabola del servitore spietato che avuto dal re il condono di un debito fuori di ogni misura – diecimila sacchi d'oro – non riesce a condonare ad uno dei suoi colleghi la somma esigua di cento monete.
Pietro è la roccia che perdona. Senza misura. Affidandoci lo scrigno prezioso della verità e della vita, il Signore sa che da ogni aggressione può essere difeso solo con il perdono.
Scrive don Milani ad un amico prete:”Ponete in alto il cuore vostro e fate che sia come una fiaccola che arde. La mira altissima (“perfetti, come il Padre!”) e la pietà, la mansuetudine, il compromesso paterno solo per chi è caduto e se ne rende conto e chiede perdono e vuol riprovare da capo a porre la mira altissima. Ecco dunque l'unica cosa decente che ci resta da fare. Rendersi insopportabili a tutti quelli che non vogliono aprire gli occhi sulla luce. E splendenti e attraenti solo per quelli che hanno Grazia sufficiente da gustare altri valori che non siano quelli del mondo”. E' il coraggioso servizio allo splendore della verità, di Pietro e del piccolo cristiano. “Voi darete ciascuno al proprio fratello dal fondo dell'animo vostro un condono” (Matteo 18).

San Paolo verso la conclusione della lettera ai Romani ha davanti agli occhi quei cristiani che nella loro adesione di fede si appoggiano ancora su vecchie osservanze non più necessarie: occorre aver riguardo anche per loro.“E tu perché fai apprezzamento su quel tuo fratello? E perché hai poca stima di quel tuo fratello?” Ciascuno di noi appartiene singolarmente al Signore: lasciamo a Lui ogni valutazione. “Se viviamo, il nostro è un vivere che riguarda il Signore; se dovessimo morire, anche la nostra morte riguarda il Signore”.
In ogni istante facciamo riferimento a lui e apparteniamo a Lui (Romani 14).
Clemente e misericordioso è il Signore,
avaro d'ira, prodigo d'amore.
Se fa guerra, non è per sempre;
se ha un rancore, non dura.
Quanto più esteso è della terra il cielo,
così è la sua grazia per chi si affida a Lui.
Quanto l'oriente dista dall'occidente, così fa noi divergere dalla colpa.
Com'è tenero un padre verso i figli così è la tenerezza del Signore
verso chi gli appartiene.
Benedite il Signore, creature sue.
Anima mia, benedici il Signore” (Salmo 103).

MERCOLEDÌ - Ss. Cornelio e Cipriano
9,30 D.ti. Vito, Francesco, Angela e Rino.

DOMENICA – XXV del Tempo Ordinario
11,00 –  D.ti. Wilma, Angelo e Teresina, fam. Zambon,
              Ann. Busetti Sandrino, Liliana Zambon ved. Minca
Coassin Giovanni, Ester e Fabbro Bruna

OFFERTE:  In mem. di Puppin Emilia, Euro 180

 

MARTEDÌ  - B. V. Maria Addolorata
18,00 –  D.ti Busetti Leone e Vincenza
              D.ti Famiglia Burelli.
  
SABATO - XXV del Tempo Ordinario
18,00 – Battesimo Bastianello Bianca.
             Def. De Chiara Regina

 OFFERTE: NN. 10

   

 GIOVEDÌ -  S. Roberto Bellarmino
18,00 – Def.ta Franca Pittau Carli

DOMENICA - XXV del Tempo Ordinario
10,00 –  D.ti  Rosa Pradella in Scandolo e Alinda Guidi.        
Def.a Stanic Carmela ordinata da Felice e Paola.

   

In settimana verrà portata la S. Comunione agli infermi.

Il perdono è un cammino che porta alla perfezione del perdonare sempre: questo insegna Gesù

   
 

TI HO MESSO LÌ COME SENTINELLA

Commento del diac. Silvano Scarpat al Vangelo di oggi
Gesù dalle pendici del monte Hermon ridiscende fino al lago di Galilea. A Cafarnao, quella che è ora la sua città, si avvicinano gli esattori della tassa per il tempio – quella che ogni ebreo maschio dai vent'anni in su era tenuto a pagare (“sarà un'offerta prelevata in onore del Signore”, Esodo 30,13) – e chiedono a Pietro: “Il vostro maestro paga annualmente la tassa?” “Certo!”, risponde Pietro senza esitazione. Quando sono in casa, Gesù, che aveva colto quanto era stato detto, dice: “Simone, i re di questa terra da chi riscuotono le imposte, dai figli o dagli estranei?” “Dagli estranei”, risponde. E Gesù: “Perciò i figli sono liberi!”, i figli non pagano.
Questo piccolo episodio – raccolto solo da Matteo e affrescato mirabilmente dal Masaccio nella chiesa del Carmine a Firenze, cappella Brancacci – è un vangelo nel vangelo. Più ci si avvicina al Padre, seguendo la via di Gesù, più si diventa figli e si diventa liberi. “Ma per non essere loro d'inciampo – dice ancora Gesù - vai al lago, mettiti a pescare con la lenza e quando aprirai la bocca del primo pesce che viene su, ci troverai una moneta: prendila e paga a nome di noi due”. La libertà fatta serva per amore.
Agli altri discepoli forse non piace questo favore accordato ancora una volta a Pietro e in quella stessa giornata vanno a chiedere a Gesù: “In definitiva, chi ha un grado più alto nel Regno dei Cieli?” Gesù chiamò a sé un bambino: “Se non diventerete come i bambini, non entrerete nel Regno dei Cieli”.
Inizia così il quarto discorso, alcune regole del vivere insieme. “Se tuo fratello commettesse una colpa (si intende una colpa grave; “contro di te” è probabilmente un'aggiunta: manca nei codici e manoscritti migliori), cerca di fargliela riconoscere, parlandogli fra te e lui solo”.
Nelle comunità dell'Arca, fondate da Lanza del Vasto, discepolo di Gandhi, chi fa presente all'altro la sua colpa, se quello non l'ascolta se ne fa carico lui stesso, pagando di suo, come può: è il gioiello della regola (Lanza del Vasto, L'arca aveva una vigna per vela).
Per questo è bene far conto della preghiera, mettersi a pregare insieme. Continua Gesù:”Se due di voi sulla terra si accorderanno per chiedere qualcosa, il Padre mio gliela concederà: dove sono due o tre riuniti nel mio nome, sto lì in mezzo a loro”. Gesù è venuto sulla terra per rimanere, prima di tutto in questa preghiera fatta insieme, con il cuore (Matteo 17,24-18,20). Martedì Carla leggeva il Vangelo a voce alta, nel silenzio della sera, dopo il temporale e quelle parole rischiaravano la stanza come 100 arcobaleni.
Scrive San Paolo ai cristiani di Roma:”L'unico debito che vi è consentito è di amarvi scambievolmente” (Romani 13,8-10). Come il debito di 200 franchi che Andreas, “il vagabondo dall'aspetto malconcio”, voleva restituire a tutti i costi, alla chiesa di Santa Maria di Battignoles, a Parigi, dov'è la statua della piccola Teresa di Lisieux (Joseph Roth, La leggenda del santo bevitore).
Ho anch'io un debito, verso ogni creatura, quello di voler bene.

MERCOLEDÌ
9,30 S. Messa

DOMENICA – XXIV del Tempo Ordinario
11,00 D.ti Carlon Nadia, Severino e Dirce,
Fedrigo Attilio , Carolina e Dino, 
Carlon Silvano, Liberale e Antonietta

OFFERTE:  Mons. Mario Ceccobelli € 20;  in mem. Fedrigo Letizia, dalle figlie  € 50

 

MARTEDÌ 
18,00 –  D.ti Vettor Agostino, Claudia, Rossanda,   
              Parmesan Antonio e Angela, Rosina e Alfredo,
              Zambon Domenico Rosit.
  
SABATO - XXIV del Tempo Ordinario
18,00 - D.ti Bocus Pietro e Maria Frith, Vettor Gerardo.
             Secondo Intenzioni Offerente

 OFFERTE: NN € 30, NN € 40, NN € 40, NN € 20

   

 GIOVEDÌ  
18,00 – S. Messa

DOMENICA - XXIV del Tempo Ordinario
10,00 –  D.ti Pagotto Paolo, Carli Italo, Ceccato Adele,
Fort Antonia e Fort Matteo

   

Domenica 13 settembre 2020, alle ore 20,30, nella chiesa parrocchiale  SS. Redentore di Fontanafredda (Villadolt) avrà luogo l’apertura dell’ ANNO PASTORALE  per  l’ALTO LIVENZA

   
 

DA BEATO A SATANA

Pietro a Gesù: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente!” Gesù a Pietro: “Beato sei tu Pietro...!” Pietro a Gesù: “Dio non voglia, Signore questo non di accadrà mai...” Gesù a Pietro: “Va dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo...” Vere e proprie montagne russe nel dialogo tra Gesù e Pietro! E questo accade nel giro di poco tempo, nello stesso episodio narrato dal capitolo 16 del Vangelo di Matteo. Da “beato” a “satana”! Pietro passa da ispirato profeta che coglie la verità dell'uomo Gesù (“Sei Figlio del Dio vivente!”) a discepolo scandaloso che non pensa secondo Dio! E Gesù, che guarda con verità le persone, non esita a sottolineare questa ambivalenza del suo discepolo, al quale però non revoca il dono delle “chiavi” del regno dei cieli, ma gli ricorda che deve rimanere discepolo, anche quando è investito di autorità e responsabilità (“va dietro a me!”) E se Gesù ha appena riconosciuto che in Pietro parla lo stesso Dio Padre (“il Padre mio te l'ha rivelato non la carne e il sangue”), riconosce anche che Satana (l'anti-Dio) può ispirare le parole di Pietro, quando questo mostra tutta la sua durezza di comprensione delle parole di Gesù      “Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo”). Pietro è davvero uomo, e il Vangelo non fa sconti alla sua umanità così ricca e piena di contrasti. Pietro è capace di slanci di generosità e fede, e nello stesso tempo è capace di arrivare a frenare lo stesso Gesù quando quest'ultimo si auto-rivela e annuncia la sua strada difficile di salvezza (croce e resurrezione) Questo è Pietro, modello di fede, modello di discepolo, modello di come anche Gesù ama proprio chi è ricco di contrasti, modello di come si possa essere testimoni di fede nonostante le proprie contraddizioni. Essere discepoli di Gesù, cioè andargli dietro, significa prendere la propria vita e rinnegarla, cioè non metterla al centro di tutto, con il rischio di diventare schiavi dei propri errori e nella ricerca infinita di perfezione che mai raggiungeremo. Rinnegare sé stessi, non significa considerarsi senza valore, ma al contrario lasciare che sia Dio a darci questo valore, senza che facciamo tutto da soli e senza che pensiamo da soli la nostra salvezza. Gesù ci vuole liberare dalla schiavitù dell'egoismo, dal sentirci al centro di tutto, dall'ansia di perfezione e di successo. Essere discepoli è prendere la nostra croce, cioè la nostra capacità di amare (la croce è amore fino in fondo, sul modello di Gesù che “amò fino alla fine”) e seguire Gesù, imparando da lui come trasformare la nostra vita imperfetta e limitata in amore senza fine, risorto! Una grande attrice, Meryl Streep, in occasione di una Convention di attori di Hollywood, lanciò con uno slogan un messaggio ai suoi colleghi presenti e anche a tutti coloro che ascoltavano. “Prendete i vostri cuori spezzati e trasformateli in arte!”. In fondo è quello che ci insegna Gesù, cioè prendere la nostra umanità, spesso ferita, limitata, offesa, spezzata, e credere che dietro a Gesù morto e risorto, questa diventa eterna, diventa arte! È l'arte di Gesù, l'arte del Vangelo!

A tutti i parrocchiani ed amici il mio più sentito saluto unito alla preghiera per tutti noi. Il Signore, l’Assunta, Sant’Andrea, San Giuseppe, Santa Lucia e i Santi Martino e Tommaso ci accompagnino

Arrivederci

MERCOLEDI’ della ventiduesima settimana del Tempo Ordinario
9,30 DEF.TA SILVA DORALICE
DOMENICA Ventitreesima del Tempo Ordinario
11,00 MESSA DI 7° DEF. PUPPIN EMILIO ord. famiglia

 

MARTEDI’ della ventiduesima settimana del Tempo Ordinario
18,00 DEF. MELOCCO RINO
SABATO Ventitreesima domenica del Tempo Ordinario         
18,00 45° ANNIVERSARIO DI MATRIMONIO DI ZAMBON ROBERTO E
           MARSON RITA

OFFERTE: In memoria di Zambon Claudio Vialmin, la moglie offre, per opere parrocchiali, €. 40

   

GIOVEDI’ San Gregorio I Magno Papa e Dottore della Chiesa          
18,00
DOMENICA Ventiduesima del Tempo Ordinario     
10,00 DEFF. SOLDA’ CELESTE E POLESE TERESA

   

PRIMO VENERDI’ DEL MESE
Venerdì prossimo 4 settembre è il primo venerdì del mese. Il sacerdote passerà per la Comunione nelle case.

MESSE DOMENICALI
Considerando che da martedì prossimo 1 settembre don Vito Pegolo si ritroverà da solo a gestire le tre parrocchie e considerando che 4 Sante Messe festive sono diventate eccessive, anche per il diminuito numero di partecipanti, tenuto conto anche della vicinanza delle tre parrocchie locali, si è deciso di stabilire da domenica prossima 6 settembre il seguente programma di messe festive:
il SABATO alle ore 18 a Dardago
la DOMENICA alle ore 10 a Santa Lucia
la DOMENICA alle ore 11 a Budoia

“Allora Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso,
prenda la sua croce e mi segua” (Mt. 16,24).

   
 

PER VOI CHI SONO IO?

Ma torniamo a Cesarea di Filippo: qui si mette a interrogare i discepoli con una domanda che ha del sorprendente, fatta da uno come Lui che sa già in anticipo, senza bisogno di chiederlo, cosa c'è nel cuore umano. “La gente chi dice che io sia?” Sembra un sondaggio d'opinione e infatti gli apostoli rispondono come se si trattasse veramente di questo. “Alcuni dicono Giovanni Battista, altri Elia, altri Geremia...” Neanche una risposta azzeccata; le sbagliano proprio tutte. Allora chiede ai discepoli: “E voi chi dite che io sia?” Vorrà vedere se rispondono giusto? E Pietro questa volta azzecca in pieno la risposta, anzi si lancia alla grande: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente”. Magnifico Pietro che viene addirittura beatificato da Gesù seduta stante: “Beato sei tu Simone figlio di Giona”. Ma state attenti a ciò che dice immediatamente dopo e cioè che né il sangue né la carne glielo hanno rivelato, ma il Padre. Come dire: “bravo Pietro hai risposto giusto ma non è farina del tuo sacco, qualcun altro te l'ha suggerito”. E questo qualcun altro è addirittura il Padre, quindi Pietro, può ritenersi doppiamente beato perché dopo aver ricevuto la beatificazione dal Figlio gli viene rivelato che il suggeritore era addirittura il Padre. Più di così... Questo mi fa pensare a quante volte anche noi magari, così sui due piedi, abbiamo azzeccato la risposta, ma poi ci vorrà tutta una vita per capire ciò che abbiamo detto. Abbiamo dato la risposta giusta, ma non abbiamo capito nulla. Abbiamo dato una risposta giusta e percorriamo strade sbagliate. Abbiamo capito con la testa, ma non con la vita. Ma proprio per farci toccare con mano che senza di Lui non possiamo niente (come ha fatto con Pietro) il Signore a volte ci lascia vagare per strade sbagliate, così dopo non presumeremo più di noi stessi. “I passi del mio errare tu li hai contati”, dice il salmo 34, e questo errare non va inteso solo nel senso di vagabondare, ma proprio nel senso di sbagliare. Quante volte abbiamo vagato errabondi, e non solo nel senso di vagabondi... Ma solo così eviteremo di cadere nell'illusione che è il pericolo più grande per la vita spirituale. Se volete fare un lungo cammino dovete prima farvi questa domanda che vi ho già raccomandato altre volte: dove inizia la strada? Volete sapere cos'ha risposto il Signore a me quando gli ho fatto questa domanda? Una risposta che mai avrei immaginato: la strada inizia per terra! Cioè: smettetela di planare a mezz'aria, di presumere di voi stessi ritenendovi ciò che non siete. Posate prima i piedi a terra e solo allora comincerete a fare un cammino vero e a contare su di Me e a capire che senza di me siete canne sbattute dal vento. A questo punto, visto che i discepoli di oggi siamo noi, dobbiamo sentire rivolta a ciascuno in particolare questa domanda del Maestro: “E per te chi sono Io?”. A voi la risposta.

LUNEDI’ San Bartolomeo Apostolo
10,30 FUNERALE DI PUPPIN EMILIO
MERCOLEDI’ della ventunesima settimana del Tempo Ordinario
9,30 DEF. MENEZES GIOVANNI

DOMENICA Ventiduesima del Tempo Ordinario
11,00 DEFF. RIZZO GIUSEPPE, ALBA E ALBANO

OFFERTE: Offrono, per opere parrocchiali, N.N., €. 20; N.N., €.10 e per funerale di Fedrigo Letizia, €. 40; per funerale di Mezzarobba Anna, €. 100.

 

MARTEDI’ della ventunesima settimana del Tempo Ordinario
18,00 DEFF. ZAMBON NICOLO’ E LUIGIA
            DEFF. ALBERTINA, ARMANDO E MARCELLO
GIOVEDI’ Sant’Agostino vescovo e dottore della Chiesa
11,00 MESSA DI RINGRAZIAMENTO
SABATO Ventiduesima domenica del Tempo Ordinario         
18,00 DEFF. CARLON VINCENZA, IANNA ANGELO E GIOCONDA
           DEFF. BOCUS ANGELO, ERMELLINA, TEA E ROSINA
DOMENICA Ventiduesima del Tempo Ordinario     
11,00 DEFF. QUERIN PIETRO, ANGELINA E FELICE
           DEF. ZAMBON CLAUDIO VIALMIN

OFFERTE: N.N. offre, per opere parrocchiali, €. 40

   

LUNEDI’ San Bartolomeo Apostolo          
18,00
DOMENICA Ventiduesima del Tempo Ordinario     
10,00 DEFF. SOLDA’ BRUNA, PASTORUTTI CLAUDIA E LORENZO
          DEF. TOFFOLI LINO ord. moglie e figlie
     
OFFERTE: La famiglia Gasparini offre, per opere parrocchiali, in memoria della mamma Baracco Bianca Maria, €. 40; N.N., €.90

   

ROSARIO E FUNERALE
Questa sera alle ore 19 recita del Santo Rosario per Puppin Emilio, domani lunedì 24 alle ore 10,30 il funerale.

MESSA DI COMMIATO DALLA PARROCCHIA DI DON MAURIZIO
Domenica prossima 30 agosto alla S. Messa delle ore 11, Don Maurizio saluterà i parrocchiani di Budoia. Presiederà la S. Messa Mons. Mario Ceccobelli vescovo emerito di Gubbio.

   

MESSA DI COMMIATO DI DON MAURIZIO CON I SACERDOTI DELLA FORANIA
Giovedì prossimo 27 agosto alla S. Messa alle ore 11, Don Maurizio saluterà i confratelli sacerdoti della Forania Alto Livenza. Chi vuole partecipare alla Santa Messa può naturalmente venire.

   

MESSA DI COMMIATO DALLA PARROCCHIA DI DON MAURIZIO E DI PADRE LUIGINO DA ROS
Questa domenica 23 agosto alla S. Messa delle ore 10, Don Maurizio e P. Luigino saluteranno i parrocchiani di Santa Lucia. P. Luigino partirà per Aosta mercoledì prossimo mentre Don Maurizio partirà per Collevalenza l’1 settembre.

CAMBIAMENTO GIORNO SANTA MESSA IN QUESTA SETTIMANA

La Santa Messa feriale in questa settimana sarà celebrata lunedì 24 agosto alle 18, invece che giovedì 27

   
 

BRICIOLE CHE CADONO

Gesù si ritira verso Tiro e Sidone, terra pagana a nord di Israele. Sono due bellissime località balneari che ora corrispondono al martoriato Libano. Una donna pagana lo Implora:” Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio”. Questa donna riconosce di non avere nessun diritto nei confronti di Gesù. Infatti non dice:” Mi devi aiutare, me lo merito!”. Chiede aiuto, ma Gesù non gli risponde. I discepoli sono infastiditi da questa donna. Vorrebbero che Gesù facesse qualcosa per liberarsene, come io quando faccio l'elemosina per sentirmi buono, ma soprattutto per liberarmi di chi me la chiede. Gesù dice:” Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d'Israele”, ma la donna insiste prostrandosi e dicendo: ”Signore, aiutami!”. Stupisce questo comportamento di Gesù; e ci scandalizza quando dice:” Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini”. Cani erano i pagani. Come ci rimarrei io se mi si dicesse che non valgo più di un cane? Eppure questa donna non si offende, riconosce che non può accampare pretese di fronte a Dio. Però ha anche capito una cosa che nessun altro dei presenti ha capito: Dio ama pure lei, anche se è pagana, come i padroni amano i loro cagnolini e li nutrono. Questo è ciò che Gesù aspettava: voleva fare vedere ai discepoli che una pagana può avere una fede più grande di loro. La settimana scorsa abbiamo visto Pietro che affondava nel lago per mancanza di fede, oggi vediamo questa donna che ha una grande fiducia in Gesù. Per questo dice:”...anche i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni”.
Gesù esclama:” Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri”. Notiamo che ciò che guarisce la figlia è il pane, una briciola di pane, che corrisponde a Gesù e alla sua Parola. Non una parola di esorcismo che deve cacciare il male, ma semplicemente la sua Parola, che ci dice:     ”Amatevi gli uni gli altri, come io ho amato voi!”. Basta questo per mettere ordine nella vita di questa figlia, e questo siamo chiamati a fare e annunciare oggi a chiunque sta male. Una proposta di comunione con l'amore di Dio e con il prossimo. Ma la prima cosa che è bene che faccia davanti a Dio è riconoscere che se lui mi ama non è perché me lo merito o perché ne ho diritto, magari perché cristiano battezzato, cresimato, o perché vado a messa. Questi sono aiuti che ho ricevuto, ma è bene che riconosca che davanti a Dio sono come un cane, come questa donna. Pertanto lo ringrazio del fatto che mi vuole bene e del pane che mi dà.

MERCOLEDI’ della ventesima settimana del Tempo Ordinario
9,30 DEFF. ZAMBON EMMA, DOMENICO, LUIGIA E ANGELO
 DOMENICA Ventunesima del Tempo Ordinario
11,00 DEFF. ANGELIN DOMENICO, GIOMARIA E SIGNORA MARIA

OFFERTE: N.N. offre, per opere parrocchiali, €. 20.

 

MARTEDI’ della ventesima settimana del Tempo Ordinario
18,00 DEFF. BISCONTIN UMBERTO E GILDA
SABATO Ventunesima domenica del Tempo Ordinario         
18,00 DEF. CALDERONE ENRICO
           DEFF. BOCUS LUCIANO, ANGELINA, VALENTINO E
           GIANCARLO
DOMENICA Ventunesima del Tempo Ordinario         
11,00 DEFF. ZAMBON ALBINO, MARIA, ROSANNA E MAURIZIA

OFFERTE: N.N. offre, per opere parrocchiali, €. 50

   

GIOVEDI’ San Bernardo abate e dottore della Chiesa          
18,00
DOMENICA Ventunesima del Tempo Ordinario     
10,00 DEF. PAGOTTO PAOLO


Maria è assunta tra il coro degli angeli

   

Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri».
E da quell’istante sua figlia fu guarita. (Mt. 15,28

   
 

IL SIGNORE CI SALVA OLTRE OGNI NOSTRO DUBBIO

«Subito dopo», dopo i pani che traboccavano dalle mani e dalle ceste, «costrinse i discepoli», che vorrebbero star lì a godersi il successo, «a salire sulla barca e a precederlo sull'altra riva». Li deve costringere, non vogliono andarci sull'altra riva, è terra pagana, c'è il rischio di essere rifiutati, è già successo. Infatti: la barca era sbattuta dalle onde, perché il vento era contrario. Un vento che non soffia da fuori, ma da dentro i Dodici, come resistenza a quel viaggio verso gli stranieri. «Sul finire della notte egli andò verso di loro, camminando sul mare». Non ha fretta Gesù: tre giorni ha atteso per Lazzaro, attende quasi una notte intera di tempesta, tre giorni aspetterà per risorgere. Ha sempre fretta invece quando in vista c'è una esaltazione, una ovazione. Fretta di andarsene e di portar via i discepoli. Perché il posto vero dei credenti non è nei successi e nei risultati trionfali, ma in una barca in mare, mare aperto, dove prima o poi, durante la navigazione della vita, verranno acque agitate e vento contrario. Ma non saranno lasciati soli. «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». All'invito di Gesù, Pietro, coraggioso fino all'incoscienza, abbandona ogni riparo e cammina nel vento e sulle onde. Sì, ma verso dove? Pietro non vuole tanto andare da Gesù, quanto metterne alla prova la potenza. Andrà davvero verso Gesù, quando lo seguirà, non sedotto dal suo camminare sul mare, bensì dal suo camminare verso lo scandalo e la follia della croce. Andrà dietro a lui, non perché sa far tacere il vento, ma perché fa tacere tutto ciò che in noi non è amore. Andrà verso il Samaritano buono, nella polvere dei sentieri del tempo e non sul luccichio di acque miracolose. Andrà verso il servo, non verso il taumaturgo. «E venne da Gesù» dice il Vangelo. Pietro, fino a che ha occhi solo per quel volto visibile anche nella notte, cammina sulle acque. Quando volge lo sguardo al vento, alle onde, al buio, inizia ad affondare. Guardo al Signore, lo ascolto, e vado dovunque, faccio miracoli. Guardo a me, a tutte le difficoltà, e sprofondo. Se guardo a perché sono qui, a chi mi ha mandato su questa terra, non mi ferma nessuno. Se guardo alla mia storia accidentata, il dubbio mi blocca. Pietro, in pieno miracolo, dubita: «Signore affondo». In pieno dubitare, crede: «Signore, salvami!». Dio salva, qui è tutta la fede: Egli non è un dito puntato, ma una mano che ti afferra. Un grido nel vento. Che se ne fa Pietro del catechismo mentre affonda? Basta un grido per varcare l'abisso tra cielo e terra. Fino a che, in fondo a ogni nostra notte, il grido di paura diventerà abbraccio tra l'uomo e il suo Dio.

MERCOLEDI’ della diciannovesima settimana del Tempo Ordinario
9,30 DEFF. CARLON REMO, SABINA E OLIVO
VENERDI’ Beata Vergine Maria Assunta in cielo     
18,00 DEF. MARCOLIN ALESSANDRO
DOMENICA Ventesima del Tempo Ordinario     
11,00 DEF.TA SILVA JOELINA

OFFERTE: Offrono per opere parrocchiali: Per funerale di Dorigo Domenica, €. 100; N.N., €. 20
 

MARTEDI’ Santa Chiara d’Assisi vergine
18,00 DEFF. PUPPIN ANGELINA, GABRIELE E CLAUDIO
SABATO Beata Vergine Maria Assunta in cielo     
10,30 MESSA PER LE COMUNITA’ PARROCCHIALI
            DEF. POLETTI MARCO
DOMENICA Ventesima del Tempo Ordinario         
11,00 (in Cimitero) MESSA PER TUTTI I NOSTRI DEFUNTI

   

GIOVEDI’ Beato Marco d’Aviano, sacerdote          
18,00
SABATO Beata Vergine Maria Assunta in cielo     
18,00  
DOMENICA Ventesima del Tempo Ordinario     
10,00 DEF.TA ZAMBON RIZZO ROSA

   

Domenica prossima 16 agosto la S. Messa delle ore 11 sarà celebrata in Cimitero per tutti i nostri defunti

   

Oggi, domenica 9 agosto, alle ore 17,30 nella chiesa sul Colle verrà recitato il santo Rosario per tutti coloro che lo desiderano.

   

CELEBRAZIONI PER L’ASSUNTA

Sabato prossimo 15 agosto ricorre la Solennità di Maria Assunta in Cielo. Le celebrazioni delle sante Messe saranno così distribuite:

venerdì 14 agosto alle ore 18 a BUDOIA
sabato 15 agosto alle ore 10,30 a DARDAGO con il saluto del parroco Don Maurizio alle tre Comunità.
Sabato 15 agosto alle ore 18 a SANTA LUCIA

CONFESSIONI

Chi desidera ricevere il sacramento della Confessione per la festa dell’Assunta troverà un sacerdote a disposizione in ognuna delle tre parrocchie:

VENERDI! 14 AGOSTO dalle 16 alle 17,30

   
 

È UN DONO IL PANE DEL SIGNORE E VA DONATO

Vangelo del pane che trabocca dalle mani, dalle ceste. Segno da custodire con particolare cura, raccontato per ben sei volte dai Vangeli, carico di promesse e profezia. Gesù vide la grande folla, sentì compassione di loro e curò i loro malati. Tre verbi rivelatori (vide, sentì, curò) che aprono finestre sui sentimenti di Gesù, sul suo mondo interiore. Vide una grande folla, il suo sguardo non scivola via sopra le persone, ma si posa sui singoli, li vede ad uno ad uno. Per lui guardare e amare sono la stessa cosa. E la prima cosa che vede alzarsi da tutta quella gente e che lo raggiunge al cuore è la loro sofferenza: e sentì compassione per loro. Gesù prova dolore per il dolore dell'uomo, è ferito dalle ferite di chi ha davanti, ed è questo che gli fa cambiare i programmi: voleva andarsene in un luogo deserto, ma ora chi detta l'agenda è il dolore dell'uomo, e Gesù si immerge nel tumulto della folla, risucchiato dal vortice della vita dolente. Primo viene il dolore. Il più importante è chi patisce: nella carne, nello spirito, nel cuore. E dalla compassione fioriscono miracoli: guarì i loro malati. Il nostro tesoro più grande è un Dio appassionato che patisce per noi. Il luogo è deserto, è ormai tardi, questa gente deve mangiare... I discepoli alla scuola di Gesù sono diventati sensibili e attenti, si prendono a cuore le persone. Gesù però fa di più: mostra l'immagine materna di Dio che raccoglie, nutre e alimenta ogni vita, e incalza i suoi: Voi stessi date loro... Le emozioni devono diventare comportamenti, i sentimenti maturare in gesti. Date da mangiare: «La religione non esiste solo per preparare le anime per il cielo: sappiamo che Dio desidera la felicità dei suoi figli anche su questa terra» (Evangelii gaudium 182). Dacci il pane noi invochiamo, donate ribatte Lui. Una religione che non si occupi anche della fame è sterile come la polvere. Il miracolo del pane è raccontato come una questione di mani. Un moltiplicarsi di mani, più che di pane. Che passa di mano in mano: dai discepoli a Gesù, da lui ai discepoli, dai discepoli alla folla. Allora apri le tue mani. Qualunque sia il pane che tu puoi donare, non trattenerlo, apri il pugno chiuso. Imita il germoglio che si schiude, il seme che si spacca, la nuvola che sparge il suo contenuto. Che diritto hanno i cinquemila di ricevere pane e pesce? L'unico loro titolo è la fame. E il pane di Dio, quello delle nostre eucaristie, non impoveriamolo mai all'alternativa meschina tra pane meritato o pane proibito: esso è il pane donato, con lo slancio della divina compassione. Pane gioioso e immeritato, per i cinquemila quella sera sulla riva del lago, per tutti noi sulla riva di ogni nostra notte.

MERCOLEDI’ San Giovanni Maria Vianney sacerdote
9,30 DEFF. MELLA NATALE E BOSCHIAN FLORA
        ANN. DEF..DEL MASCHIO DAVIDE
DOMENICA Diciannovesima del Tempo Ordinario     
11,00 DEF. ANGELIN LUIGI

 

LUNEDI’ Ritrovamento delle reliquie di S. Stefano protomartire
10,30 FUNERALE DI PELLEGRINI GINO
MARTEDI’ Dedicazione della Chiesa Cattedrale di Concordia
18,00 ANN. DEF. AZOPARDI SILVIO
VENERDI’ della diciottesima settimana del Tempo Ordinario
18,00 DEF. ZAMBON FERDINANDO ROSIT
SABATO Diciannovesima domenica del Tempo Ordinario     
18,00 DEFUNTI FAMIGLIA FEDRIGOLLI
DOMENICA Diciannovesima del Tempo Ordinario          
11,00 DEFF. ZAMBON CECILIA, MARIA E BRUNO PALA

OFFERTE: Offrono, per opere parrocchiali: in memoria di Moro Franco, la moglie, €. 50; N.N., €. 20.
   

GIOVEDI’ Trasfigurazione di Nostro Signore Gesù Cristo          
18,00
DOMENICA Diciannovesima del Tempo Ordinario     
11,00

   

Domani, lunedì 3 agosto alle ore 10,30, il funerale di Pellegrini Gino.

   

Domenica prossima 9 agosto, eccezionalmente, la S. Messa sarà celebrata alle ore 11, presieduta dal compaesano Don Daniele Fort.

   

CELEBRAZIONI DIOCESANE DELLA SETTIMANA
Domani, lunedì 3 agosto ricorre la festa del ritrovamento delle reliquie di Santo Stefano primo martire, patrono della nostra Diocesi di Concordia – Pordenone. I parroci col Vescovo si ritrovano a Concordia per celebrare insieme l’Eucarestia. Martedì 4 agosto è la Festa della Dedicazione della Cattedrale di Concordia. Preghiamo perché il Signore continui a benedire la nostra comunità locale e a fecondarla di nuove e sante vocazioni.

PRIMO VENERDI’ DEL MESE
Venerdì prossimo 7 agosto è il primo venerdì del mese. Passeremo a portare la Comunione nelle case.

   
 

LO FACCIO PER ESSERE FELICE

Anche nel Vangelo di questa domenica, Matteo ci presenta le ultime parabole raccolte nel capitolo tredicesimo. Gesù nelle sue parabole (oscure alla folla ma spiegate in disparte a chi vuol capire) fa ricorso a delle immagini di vita concreta.
Soffermandoci sulle prime due parabole, vi sono due uomini che vendono i loro tesori nascosti anche ai loro occhi, e un contadino e un mercante li trovano e li comprano. I due che vendono hanno qualcosa di prezioso tra le mani eppure non se ne accorgono! Non siamo noi cristiani che spesso, molto spesso viviamo il nostro rapporto con Cristo in maniera così fredda e distratta che abbiamo perso cammin facendo la gioia e siamo diventati ciechi a indifferenti al gran tesoro che abbiamo fra le mani? Il risultato è che ultimi, poveri, prostitute, peccatori ci passano avanti perché loro hanno comprato il campo e la perla mentre noi li abbiamo venduti per un piatto di lenticchie! Due comprano. Uno trova il tesoro mentre lavora, il commerciante trova la perla cercando. Due modi diversi, ma il Vangelo è liberante: Gesù si manifesta in modo sempre diverso, il rischio che noi corriamo è quello di volerlo incanalare nei nostri pensieri e schemi. Leggendo la vita di tanti santi scopriamo invece che ad ognuno di loro Dio si è rivelato in maniera differente. Santa Teresa d'Avila diceva addirittura che Dio passa anche "fra le pentole della cucina", che è il nostro campo di ogni giorno, là dove si vive, si lavora e si ama. Quindi attenzione ad assolutizzare il proprio modo di vedere e intendere le cose! Cosa accade quando uno trova il tesoro e la perla? Pieni di gioia vendono tutto e comprano. La gioia, il tesoro trovato, dona il tesoro della gioia. L'aver trovato il tesoro che ci ha donato la gioia è il carburante che ci fa correre, per cui vendere tutti gli averi non porta con sé nessuna tristezza di rinuncia, perché ci sta prima l'aver trovato qualcosa di più grande, qualcosa al cui cospetto tutto passa in secondo piano. Il contadino e il mercante vendono tutto, ma per guadagnare tutto. Lasciano molto, ma per avere di più. Non perdono niente, lo investono. Così sono i cristiani: scelgono e scegliendo bene guadagnano. Non sono più buoni degli altri, ma più ricchi: hanno investito in un tesoro di speranza, di luce, di cuore.
I discepoli non hanno tutte le soluzioni in tasca, ma cercano, Colui che li sta già cercando. Mi piace accostare a queste parabole un episodio accaduto a uno studente di teologia, all'esame di pastorale. L'ultima domanda del professore lo spiazza: «come spiegheresti a un bambino di sei anni perché tu vai dietro a Cristo e al Vangelo?». Lo studente cerca risposte nell'alta teologia, usa paroloni, cita documenti, ma capisce che si sta incartando. Alla fine il professore fa: «digli così: lo faccio per essere felice!». È la promessa ultima delle due parabole del tesoro e della perla, che fanno fiorire la vita.

MERCOLEDI’ Santa Marta
9,30 DEF.TA BURIGANA JOLANDA
         DEF.TA. ANGELIN AGATA ord. figlio Giacomino
DOMENICA Diciottesima del Tempo Ordinario     
11,00

OFFERTE: N.N. offre, per opere parrocchiali, €. 20.

 

MARTEDI’ della diciassettesima settimana del Tempo Ordinario
18,00 DEFF. FEDRIGOLLI GIANNI E PAOLA
SABATO Diciottesima domenica del Tempo Ordinario     
18,00
DOMENICA Diciottesima del Tempo Ordinario          
11,00 DEFF. JANNA ALFREDO, ANGELA E CHIARA

OFFERTE: Offrono, per opere parrocchiali, N.N., €. 40; N.N., 10; N.N., €. 500.

   

GIOVEDI’ della diciassettesima settimana del Tempo Ordinario          
18,00
DOMENICA Diciassettesima del Tempo Ordinario     
10,00 DEFF. LACCHIN ELSA E FORT EMILIO ord. familiari
            DEF.TA CAUZ RENZA ord. Carniel Elena
            DEF. CARNIEL ANTONIO ord. figlia Elena
               
OFFERTE N.N. offre, per opere parrocchiali, €. 50.

   

                   INDULGENZA DEL PERDONO D’ASSISI

San Francesco ottenne da papa Onorio III che tutti i fedeli che visitavano la Basilica di S. Maria degli Angeli in Assisi, una volta all’anno il 2 agosto, potessero ottenere l’indulgenza plenaria (remissione totale delle pene da subire in sconto dei peccati o di qua o in Purgatorio) purchè confessati e comunicati. Successivamente questa indulgenza fu estesa a tutte le parrocchie del mondo. Pertanto
Da sabato prossimo 1 agosto alle 12 a tutta domenica 2 agosto
Visitando la chiesa parrocchiale potete ottenere questa indulgenza, purchè confessati e comunicati almeno negli otto giorni precedenti o successivi e recitando il Padre Nostro, il Credo e una preghiera a scelta per il Papa.

RACCOLTE STRAORDINARIE

PANE PER AMOR DI DIO

La raccolta quaresimale del Pane per Amor di Dio ha dato i seguenti risultati:
BUDOIA   €.180
DARDAGO €.180
SANTA LUCIA €. 84

GIORNATA DELLA CARITA’ DEL PAPA
La raccolta per la Giornata della Carità del Papa ha dato i seguenti risultati:
BUDOIA   €.180
DARDAGO €. 200
SANTA LUCIA €. 63

   
 

IL GRANO E LA ZIZZANIA

Il bene e il male, buon seme ed erbe cattive si sono radicati nella mia zolla di terra: il mite padrone della vita e il nemico dell'uomo si disputano, in una contesa infinita, il mio cuore. E allora il Signore Gesù inventa una delle sue parabole più belle per guidarmi nel cammino interiore, con lo stile di Dio. La mia prima reazione di fronte alle male erbe è sempre: vuoi che andiamo a raccogliere la zizzania? L'istinto mi suggerisce di agire così: strappa via, sradica subito ciò che in te è puerile, sbagliato, immaturo. Strappa e starai bene e produrrai frutto. Ma in me c'è anche uno sguardo consapevole e adulto, più sereno, seminato dal Dio dalla pazienza contadina: non strappare le erbacce, rischi di sradicare anche il buon grano. La tua maturità non dipende da grandi reazioni immediate, ma da grandi pensieri positivi, da grandi valori buoni. Che cosa cerca in me il Signore? La presenza di quella profezia di pane che sono le spighe, e non l'assenza, irraggiungibile, di difetti o di problemi. Ancora una volta il mite Signore delle coltivazioni abbraccia l'imperfezione del suo campo. Nel suo sguardo traspare la prospettiva serena di un Dio seminatore, che guarda non alla fragilità presente ma al buon grano futuro, anche solo possibile. Lo sguardo liberante di un Dio che ci fa coincidere non con i peccati, ma con bontà e grazia, pur se in frammenti, con generosità e bellezza, almeno in germogli. Io non sono i miei difetti, ma le mie maturazioni; non sono creato ad immagine del Nemico e della sua notte, ma a somiglianza del Padre e del suo pane buono. Tutto il Vangelo propone, come nostra atmosfera vitale, il respiro della fecondità, della fruttificazione generosa e paziente, di grappoli che maturano lentamente nel sole, di spighe che dolcemente si gonfiano di vita, e non un illusorio sistema di vita perfetta. Non siamo al mondo per essere immacolati, ma incamminati; non per essere perfetti, ma fecondi. Il bene è più importante del male, la luce conta più del buio, una spiga di buon grano vale più di tutta la zizzania del campo. Questa la positività del Vangelo. Che ci invita a liberarci dai falsi esami di coscienza negativi, dal quantificare ombre e fragilità. La nostra coscienza chiara, illuminata, sincera deve scoprire prima di tutto ciò che di vitale, bello, buono, promettente, la mano viva di Dio continua a seminare in noi, e poi curarlo e custodirlo come nostro Eden. Veneriamo le forze di bontà, di generosità, di tenerezza di accoglienza che Dio ci consegna. Facciamo che queste erompano in tutta la loro forza, in tutta la loro potenza e bellezza, e vedremo la zizzania scomparire, perché non troverà più terreno.

MERCOLEDI’ Santa Maria Maddalena
9,30 ANN. DEF.ANGELIN CIPRIANO
DOMENICA Diciassettesima del Tempo Ordinario     
11,00 MESSA PER LE COMUNITA’ PARROCCHIALI

 

MARTEDI’ della sedicesima settimana del Tempo Ordinario
18,00
SABATO Diciassettesima domenica del Tempo Ordinario     
18,00 DEFF. ZAMBON GUERRINO E SANTINA LUTHOL
           DEFF. ZAMBON SEVERINO E RINA LUTHOL
DOMENICA Diciassettesima del Tempo Ordinario          
11,00 DEF. BOCUS GUERRINO

OFFERTE: Offrono, per opere parrocchiali: N.N., €. 40; Zambon Giuseppe Luthol, €. 50.

   

GIOVEDI’ Santa Brigida religiosa compatrona d’Europa          
18,00
DOMENICA Diciassettesima del Tempo Ordinario     
10,00 DEFF. SOLDA’ BRUNA, PASTORUTTI CLAUDIA E LORENZO
         DEFF. ORTOLAN GIUSEPPINA E PIERO

   

SEDUTA CONSIGLIO PASTORALE INTERPARROCCHIALE

Mercoledì prossimo 22 luglio alle 20,30 è convocato presso l’Oratorio Parrocchiale di Budoia il Consiglio Pastorale Interparrocchiale con all’o.d.g:

  • Celebrazioni comunitarie
  • Varie ed eventuali

INCONTRO CATECHISTI PARROCCHIALI

Giovedì prossimo 23 luglio alle 20,30 sono convocati presso l’Oratorio Parrocchiale di Budoia tutti i catechisti per vedere insieme

  • Quando e come riprendere le attività catechistiche
  • Data celebrazione Santa Messa di Prima Comunione
  • Varie ed eventuali
   
 

IL SEMINATORE USCI’ A SEMINARE

Gesù usa le parabole perché aiutano a riflettere da soli.
Egli rispose loro: «Perché a voi è dato conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato.  Sta parlando dei discepoli che si sono resi conto di essere piccoli e bisognosi del vangelo, contrariamente ad altri che non vedono questo bisogno.
Infatti a colui che ha, verrà dato e sarà nell'abbondanza; ma a colui che non ha, sarà tolto anche quello che ha.
Significa che colui che ha quest'apertura al vangelo cresce nella sua conoscenza, mentre chi non sente questo bisogno, anche se conosce il vangelo a memoria, non ne ricava nessun tipo di aiuto per la sua vita. Provo a fare un esempio. Oggi l'esistenza di Dio non è più considerata scontata, come ai tempi di Gesù, per cui è la prima cosa da annunciare. Qualche anno fa c'era un frate che girava tutta l'Italia scrivendo sui muri: “Dio c'è”. Messaggio semplice e diretto, che faceva riflettere. Posso io decidere o capire da solo se Dio c'è o no? E' come uno che sta davanti ad una porta e si domanda se dietro c'è qualcuno oppure no, senza bussare. Per avere una risposta deve bussare, ma lui è tutto preso dai suoi ragionamenti, per cui non gli viene mai in mente di bussare.
Per sapere se Dio esiste, il modo più semplice è bussare, domandando a Lui: “Ci sei? Esisti? Se ci sei ho piacere di conoscerti. Per questo ti prego, manifestati”. “Voi dunque ascoltate la parabola del seminatore. Ogni volta che uno ascolta la parola del Regno e non la comprende, viene il Maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada. Quello che è stato seminato sul terreno sassoso è colui che ascolta la Parola e l'accoglie subito con gioia, ma non ha in sé radici ed è incostante, sicché, appena giunge una tribolazione o una persecuzione a causa della Parola, egli subito viene meno. Quello seminato tra i rovi è colui che ascolta la Parola, ma la preoccupazione del mondo e la seduzione della ricchezza soffocano la Parola ed essa non dà frutto. Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta per uno”. E’ una parabola sulla nostra disponibilità ad accogliere la Parola di Gesù. Per me, I vari terreni rappresentano diverse tappe della vita. Per esempio vi può essere una prima fase in cui sono recettivo all'annuncio del vangelo, al desiderio di pregare, di comunione con i fratelli e con Dio. Poi viene il memento del rifiuto, per una ricerca di identità nuova, alternativa a quella che la famiglia mi propone, oppure perché qualche situazione mi ha scandalizzato, o mi sono sentito rifiutato e ferito durante una confessione, tradito o deluso dalla chiesa. Sono tanti i motivi che possono creare in me un rifiuto istintivo nei confronti di Dio e della chiesa; ma il seme continua a lavorare, perché conosce il mio bisogno, la mia sete d'infinito. Il terreno buono è quello arato dalla vita, che ne ha passate tante e alla fine accoglie il seme seminato da tempo. Se nelle chiese domina la presenza degli anziani è proprio perché la vita li ha maturati in saggezza e sono arrivati all'essenziale. Se ho capito l'importanza di questo seme posso coltivarlo leggendo il Vangelo durante la settimana. Quello in preparazione alla domenica, o quello della domenica passata, per rielaborare l'annuncio domenicale.

MERCOLEDI’ San Bonaventura vescovo e dottore della Chiesa
9,30
DOMENICA Sedicesima del Tempo Ordinario     
11,00 DEF.TA CARLON CARDAZZO ANNA

OFFERTE N.N. offre, per opere parrocchiali, €. 20.
 

GIOVEDI’ Beata Vergine Maria del Monte Carmelo          
18,00 ANN. DEF.TA ZAMBON PIA PETOL
VENERDI’ della quindicesima settimana del Tempo Ordinario
18,00 ANN. DEF. JANNA MARCO BOCUS
SABATO Sedicesima domenica del Tempo Ordinario     
18,00 DEFF. USARDI, FRANCESCO, CLOTILDE, ARTURO E
           CATTARUZZA FRANCESCO E MARISELDA
DOMENICA Sedicesima domenica del Tempo Ordinario     
11,00 MESSA PER LE COMUNITA’ PARROCCHIALI

OFFERTE: Busetti Primo offre, per opere parrocchiali, €. 500

   

MARTEDI’ della quindicesima settimana del Tempo Ordinario          
18,00
DOMENICA Sedicesima del Tempo Ordinario     
10,00 DEFF. POLESE TERESA E SOLDA’ CELESTE
         DEF. RIZZO ETTORE
         DEFUNTI SOLIMAN E RAMPIN ord. nipoti
               
OFFERTE: In memoria di Pizzinato Angela, il figlio offre, per opere parrocchiali, €. 50, N.N., €. 30.

   

COMUNICAZIONE DEL PARROCO
Alla fine di Agosto lascio le tre parrocchie affidatemi 10 anni fa per iniziare un nuovo servizio pastorale presso il Santuario dell’Amore Misericordioso di Collevalenza di Todi dove sarò impegnato nelle confessioni, predicazione e altri incarichi religiosi per i pellegrini che giungono al Santuario e vivrò in comunità con i Figli dell’Amore Misericordioso (congregazione religiosa fondata dalla Beata Speranza di Gesù). Non ci sono altre motivazioni che hanno dettato la mia partenza. Qui mi sono trovato bene anche perché è la mia terra dove ci sono i ricordi più belli e gli affetti più cari. Ho voluto bene a tutti e mi sono sentito accolto e benvoluto anche da chi non sempre ha condiviso le mie scelte o il mio modo di agire. Ringrazio moltissimo tutti i collaboratori che con il loro prezioso e gratuito impegno hanno reso molto meno pesante il mio incarico (senza di loro non so come avrei fatto).
Ora le parrocchie saranno guidate, per un periodo, da don Vito Pegolo amministratore parrocchiale, già comunemente apprezzato da voi in questi otto mesi di mia assenza. In seguito il Vescovo deciderà su come proseguire. Il mio saluto ufficiale alle tre parrocchie lo darò il 15 agosto solennità dell’Assunta.

VARIAZIONE ORARI SANTE MESSE PER QUESTA SETTIMANA
Per questa settimana la S. Messa delle ore 18 sarà celebrata: martedì 14 a santa Lucia e giovedì 16 a Dardago.

   
 

DUE BRACCIA APERTE NON UN DITO ACCUSATORE

Quello che mi incanta è Gesù che si stupisce del Padre. Una cosa bellissima: il Maestro di Nazaret che è sorpreso da un Dio sempre più fantasioso e inventivo nelle sue trovate, che spiazza tutti, perfino suo Figlio. Cosa è accaduto? Il Vangelo ha appena riferito un periodo di insuccessi, tira una brutta aria: Giovanni è arrestato, Gesù è contestato duramente dai rappresentanti del tempio, i villaggi attorno al lago, dopo la prima ondata di entusiasmo e di miracoli, si sono allontanati. Ed ecco che, in quell'aria di sconfitta, si apre davanti a Gesù uno squarcio inatteso, un capovolgimento improvviso che lo riempie di gioia: Padre, ti benedico, ti rendo lode, ti ringrazio, perché ti sei rivelato ai piccoli. Il posto vuoto dei grandi lo riempiono i piccoli: pescatori, poveri, malati, vedove, bambini, pubblicani, i preferiti da Dio. Gesù non se l'aspettava e si stupisce della novità; la meraviglia lo invade e lo senti felice. Scopre l'agire di Dio, come prima sapeva scoprire, nel fondo di ogni persona, angosce e speranze, e per loro sapeva inventare come risposta parole e gesti di vita, quelli che l'amore ci fa chiamare “miracoli”. Hai rivelato queste cose ai piccoli... di quali cose si tratta? Un piccolo, un bambino capisce subito l'essenziale: se gli vuoi bene o no. In fondo è questo il segreto semplice della vita. Non ce n'è un altro, più profondo. I piccoli, i peccatori, gli ultimi della fila, le periferie del mondo hanno capito che Gesù è venuto a portare la rivoluzione della tenerezza: voi valete più di molti passeri, ha detto l'altra domenica, voi avete il nido nelle sue mani. Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Non è difficile Dio: sta al fianco di chi non ce la fa, porta quel pane d'amore di cui ha bisogno ogni cuore umano stanco... E ogni cuore è stanco. Venite, vi darò ristoro. E non già vi presenterò un nuovo catechismo, regole superiori, ma il conforto del vivere. Due mani su cui appoggiare la vita stanca e riprendere il fiato del coraggio. Il mio giogo è dolce e il mio peso è leggero: parole che sono musica, buona notizia. Gesù è venuto a cancellare la vecchia immagine di Dio. Non più un dito accusatore puntato contro di noi, ma due braccia aperte. È venuto a rendere leggera e fresca la religione, a toglierci di dosso pesi e a darci le ali di una fede che libera. Gesù è un liberatore di energie creative e perciò è amato dai piccoli e dagli oppressi della terra. Imparate da me che sono mite e umile di cuore, cioè imparate dal mio cuore, dal mio modo di amare delicato e indomito. Da lui apprendiamo l'alfabeto della vita; alla scuola del cuore, la sapienza del vivere.

MERCOLEDI’ della quattordicesima settimana del Tempo Ordinario          
9,30 -
VENERDI’ San Tommaso apostolo
18,00 DEFF. CARLON VIRGINIO E LUIGI ord. famigliari
DOMENICA Quindicesima del Tempo Ordinario     
11,00 DEF.TA CARLON MARINA ord. figlia Mariangela

OFFERTE: Offrono, per opere parrocchiali, in memoria di Zambon Ferruccio, €. 20; Carlon Mauro, €. 20; N.N., €. 10; in memoria di Zambon Bianca: i figli Mara e Walter, €. 150; le cognate Signora, €. 100.

 

MARTEDI’ della quattordicesima settimana del Tempo  Ordinario          
18,00 DEFF, ZAMBON GIROLAMO, MATILDE E DANIELA PETOL
SABATO Quindicesima domenica del Tempo Ordinario     
18,00 MESSA PER LE COMUNITA’ PARROCCHIALI
DOMENICA Quindicesima domenica del Tempo Ordinario     
11,00

OFFERTE: Offrono, per opere parrocchiali, in memoria di Zambon Daniela, la sorella Silvana, €. 90; N.N., €. 30

   

GIOVEDI’ della quattordicesima settimana del Tempo Ordinario          
18,00 -
DOMENICA Quindicesima del Tempo Ordinario     
10,00 DEF.TA BESA EMANUELA ord. persona amica
         DEFUNTI BRAGAGGIA E FONTANA
         DEFUNTI RIGONI E GUERRINO DARIO ord. famigliari
               
OFFERTE: N.N. offrono, per opere parrocchiali, €. 30

   

CONVOCAZIONE CONSIGLI PASTORALE E PER GLI AFFARI ECONOMICI E COLLABORATORI
Venerdì prossimo 10 Luglio alle ore 20,30 presso l’Oratorio Parrocchiale di Budoia ci sarà la convocazione del Consiglio Pastorale Interparrocchiale e dei tre Consigli per gli Affari Economici e dei collaboratori. Sarà presente il Vicario Generale della Diocesi Mons. Orioldo Marson che con Don Maurizio e Don Vito faranno importanti comunicazioni sul futuro assetto delle nostre tre Parrocchie.

   
 

METTERE DIO AL PRIMO POSTO

Propongo per la riflessione di questa domenica la testimonianza di don Roberto Seregni, un missionario in Perù. La nebbia collosa di Lima è ritornata ad inzuppare di umidità il cielo di Carabayllo. Ufficialmente è iniziato l'inverno e fino a novembre tutto sarà avvolto da questo manto opaco e grigio. La gente continua ad avere paura, per strada tutti passano veloci, quasi non ci si saluta piú. Sembra che il grigiore del cielo si stia travasando poco a poco nei cuori. Ieri mattina mi ha telefonato un amico per salutarmi. Con sua moglie e suo figlio hanno deciso di mettersi in cammino per ritornare sulle Ande, al villaggio che avevano abbandonato per trasferirsi nella capitale peruviana. Non sanno quanti giorni dovranno camminare e si affidano alla bontà della gente per trovare qualcosa da mangiare lungo la strada. Non me lo dice direttamente, ma sento la sua preoccupazione: se rimango muoio di coronavirus o muoio di fame. Meglio ritornare sulle Ande a coltivare la terra e sperare che le cose cambino. La disuguaglianza e la corruzione hanno sferzato il paese e, come sempre succede, le vittime sono i piú poveri. Mentre i burattinai continuano ad ingrassare. Mentre leggo il Vangelo di questa domenica, ci sono tre parole che colpiscono la mia attenzione: “...piú di me...”. Gesù ci chiede un amore totale, un'appartenenza senza sbavature. Mettere Lui al primo posto significa stabilire un primato, mettere un perno fondamentale che possa dare ordine e misura a tutto. Tutto sarebbe diverso se Gesù fosse per davvero il perno della nostra vita. Se il primato della nostra vita l'avesse Dio, e non il nostro ombelico, forse le cose sarebbero davvero diverse. La parola di Gesù è carica di un'energia rivoluzionaria che non si spegne, di una novità che non appassisce. Mai. Rileggo il Vangelo e provo a guardare tutto con i suoi occhi. Ci provo spesso. La maggior parte delle volte non ci riesco. Oggi intravedo una piccola primavera. Nonostante il grigiore di queste ultime settimane, il Signore ci sorprende. E sono i poveri, gli ultimi, a darmi lezioni di vita. Come Miguel, che rinuncia a tutto pur di dare la possibilità a suo figlio di continuare a studiare. Come Maria, che mangia una tazzina di riso bianco, ma non fa mancare nulla a suo figlio disabile. Come Rosita, che ammazza il suo maialino per condividerlo con i vicini. Rileggo quello che dice Gesù: “Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà, e chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la troverà”. Ancora una volta i poveri mi hanno insegnato cosa significhi perdere per trovare. Ancora una volta nei loro volti ho visto il volto di Cristo che perde tutto per ritrovarci tutti, per fare di tutti un solo popolo, una sola famiglia, una sola chiesa.

MERCOLEDI’ della tredicesima domenica del Tempo Ordinario
9,30 MESSA PER LE COMUNITA’ PARROCCHIALI
DOMENICA Quattordicesima del Tempo Ordinario     
11,00 DEF. CARLON VALENTINO
           ANN. DEF. ZAMBON FERRUCCIO
           DEF. MEZZAROBBA GIAMPIETRO
           DEFF. SIGNORA TIZIANO E ZAMBON ANITA ord. figlie
           DEFF. ANGELIN GIUSEPPE, LEA E GIOVANNI
           DEFUNTI FAMIGLIA POVOLEDO E PANIZZUT
           DEFUNTI FAMIGLIA SIGNORA E CARLON CEC

OFFERT:E N.N. offre, per acquisto battacchio campana, €. 50

 

VENERDI’ San Tommaso apostolo
18,00 MESSA PER LE COMUNITA’ PARROCCHIALI
SABATO Quattordicesima domenica del Tempo Ordinario     
18,00 DEFF. BOCUS LUCIANO E NORMA
DOMENICA Quattordicesima domenica del Tempo Ordinario     
11,00 DEFF. BOCUS ALBINO E ADA

   

LUNEDI’ Solennità dei Ss. Pietro e Paolo apostoli           
18,00 ANN. DEF.TA CAUZ RENZA E DEF. FORT ANGELO
DOMENICA Quattordicesima domenica del Tempo Ordinario  
10,00 DEF.TE BRAGAGGIA ANASTASIA ED EMMA

   

CAMBIO ORARI MESSE PER QUESTA SETTIMANA
Ricorrono in questa settimana due feste molto importanti: lunedì 29 giugno è la Solennità dei Santi Pietro e Paolo apostoli forti colonne della Chiesa e venerdì prossimo 3 luglio è la festa di San Tommaso apostolo oltre che il primo venerdì del mese. Pertanto le Sante Messe, la prossima settimana avranno questo programma:
SANTA LUCIA: lunedì ore 18
BUDOIA: mercoledì ore 9,30
DARDAGO: venerdì ore 18 e sabato ore 18

PRIMO VENERDI’ DEL MESE
Venerdì prossimo 3 Luglio è il primo venerdì del mese. Passeremo per la Comunione nelle case.

FESTA DI SAN TOMMASO E DELLA FAMIGLIA
Domenica prossima 5 Luglio ricorre la festa solenne di San Tommaso apostolo. Da diversi anni in questa occasione celebriamo anche la festa delle famiglie. La Santa Messa delle 11di Dardago verrà celebrata a San Tomè. In ottemperanza alle norme stabilite per questo tempo la Santa Messa verrà celebrata all’esterno della Chiesa. I partecipanti devono portare la mascherina. Non ci sarà il pranzo per difficoltà ad organizzare secondo le norme.

   
 

NESSUNO CI AMA CAPELLO PER CAPELLO COME DIO

Non temete, non abbiate paura, non abbiate timore. Per tre volte Gesù si oppone alla paura, in questo tempo di paura che mangia la vita, «che non passa per decreto-legge» (C.M. Martini), che come suo contrario non ha il coraggio ma la fede. Lo assicura il Maestro, una notte di tempesta: perché avete paura, non avete ancora fede? (Mc 4,40). Noi non siamo eroi, noi siamo credenti e ciò che opponiamo alla paura è la fede. E Gesù che oggi inanella per noi bellissime immagini di fede: neppure un passero cadrà a terra senza il volere del Padre. Ma allora i passeri cadono per volontà di Dio? È lui che spezza il volo delle creature, di mia madre o di mio figlio? Il Vangelo non dice questo, in verità è scritto altro: neppure un uccellino cadrà “senza il Padre”, al di fuori della sua presenza, e non come superficialmente abbiamo letto “senza che Dio lo voglia”. Nessuno muore fuori dalle mani di Dio, senza che il Padre non sia coinvolto. Al punto che nel fratello crocifisso è Cristo a essere ancora inchiodato alla stessa croce. Al punto che lo Spirito, alito divino, intreccia il suo respiro con il nostro; e quando un uomo non può respirare perché un altro uomo gli preme il ginocchio sul collo, è lo Spirito, il respiro di Dio, che non può respirare. Dio non spezza ali, le guarisce, le rafforza, le allunga. E noi vorremmo non cadere mai, e voli lunghissimi e sicuri. Ma ci soccorre una buona notizia, come un grido da rilanciare dai tetti: non abbiate paura, voi valete più di molti passeri, voi avete il nido nelle mani di Dio. Voi valete: che bello questo verbo! Per Dio, io valgo. Valgo più di molti passeri, di più di tutti i fiori del campo, di più di quanto osavo sperare. Finita la paura di non contare, di dover sempre dimostrare qualcosa. Non temere, tu vali di più. E poi segue la tenerezza di immagini delicate come carezze, che raccontano l'impensato di Dio che fa per me ciò che nessuno ha mai fatto, ciò che nessuno farà mai: ti conta tutti i capelli in capo. Il niente dei capelli: qualcuno mi vuole bene frammento su frammento, fibra su fibra, cellula per cellula. Per chi ama niente dell'amato è insignificante, nessun dettaglio è senza emozione. Anche se la tua vita fosse leggera come quella di un passero, fragile come un capello, tu vali. Perché vivi, sorridi, ami, crei. Non perché produci o hai successo, ma perché esisti, amato nella gratuità come i passeri, amato nella fragilità come i capelli. Non abbiate paura. Dalle mani di Dio ogni giorno spicchiamo il volo, nelle sue mani il nostro volo terminerà ogni volta; perché niente accade fuori di Lui, perché là dove tu credevi di finire, proprio là inizia il Signore.

MERCOLEDI’ NATIVITA’ DI SAN GIOVANNI BATTISTA
9,30

VENERDI’
della dodicesima settimana del Tempo Ordinario
18,00 ANN. DEF. SANSON FRANCO ord. sorella

DOMENICA
Tredicesima del Tempo Ordinario     
11,00 DEFF. BOCUS LORENZO E CARLON ELENA
           DEFF. PUPPIN FAUSTO E INES
    ANN. DEF. P. VENANZIO RENIER CAPPUCCINO
    DEFUNTI FAMIGLIA POVOLEDO PANIZZUT
    DEFUNTI FAMIGLIE SIGNORA E CARLON CECH

OFFERTE: N.N. offre, per opere parrocchiali, €. 20

 

MARTEDI’ Vigilia della Natività di San Giovanni Battista
18,00

SABATO
Tredicesima domenica del Tempo Ordinario     
18,00

DOMENICA
Tredicesima del Tempo Ordinario     
11,00 MESSA PER LE COMUNITA’ PARROCCHIALI

   

GIOVEDI’ della dodicesima settimana del Tempo Ordinario           
18,00 DEF.TA ROMAN MARIA PIA

DOMENICA
Tredicesima del Tempo Ordinario     
10,00 ANN. DEF.TA LACHIN ELSA

   

GIORNATA PER LA CARITA’ DEL PAPA
Domenica prossima 28 giugno la Chiesa ci invita a celebrare la Giornata della Carità del Papa. In prossimità della Solennità dei Ss. Pietro e Paolo siamo chiamati a pregare per il Santo Padre molto provato in questo periodo difficile e problematico della storia. Inoltre durante le Sante Messe di domenica prossima troveremo un cesto in chiesa per lasciare la nostra offerta per le opere di carità sostenute dal Santo Padre in tutto il mondo.

   
 

IL CORPUS DOMINI AI TEMPI DEL CORONAVIRUS

Mentre è possibile fare assembramenti nelle discoteche e nelle manifestazioni rivendicative di indigeni o degli extracomunitari o in celebrazioni patriottiche o laiche il virus gode moltissimo di infettare durante le manifestazioni religiose. Per cui gli accompagnamenti funebri al cimitero, le processioni e le manifestazioni fuori della chiesa sono da evitare. E anche quelle in chiesa con tanti vincoli, talvolta anche eccessivi. Adesso sembrerebbe che quella del Corpus Domini fosse possibile ma ormai facciamo come è stato deciso precedentemente. D’altronde non è che le nostre ultime processioni di questa festa siano state granchè entusiasmanti. Ne ricordo, in particolare, una serale in uno dei nostri tre paesi dove avevo l’impressione di procedere con un gruppetto di confratelli della buona morte, biascicando preghiere e canti in strade vuote e buie senza un addobbo ai portoni o sui davanzali, senza anima viva fuori dai portoni, o sui balconi o che aprisse le finestre. Un disinteresse generale. Un nodo alla gola mi saliva. Tanto che poi abbiamo deciso di togliere la celebrazione serale e celebrare la Processione al termine della Messa domenicale che almeno avremmo avuto la partecipazione di qualche fedele in più. Fatte queste considerazioni di carattere storico, affettivo e pastorale, vediamo cosa ci dice la Parola di Dio di questa domenica nella quale celebriamo la Santissima Eucarestia. Gesù cibo e bevanda per noi con il Suo Corpo e il suo Sangue. Insiste molto la Parola di Dio su questa realtà. San Paolo è molto chiaro: “Fratelli il calice della benedizione che noi benediciamo non è forse comunione con il sangue di Cristo? E il pane che noi mangiamo non è forse comunione con il corpo di Cristo?” E Gesù ancora più esplicitamente: “Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo”. Gesù prima di essere un Santissimo Sacramento da adorare e venerare nei tabernacoli delle Chiese è cibo per la nostra alimentazione spirituale, per accompagnarci nel cammino della vita. E ancora: “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue, rimane in me e io in lui” e ancora: “Chi mangia questo pane vivrà in eterno”. L’insegnamento del Signore è molto chiaro. Se vogliamo essere nutriti da Lui per una vita spirituale buona, se vogliamo essere eredi della vita eterna, siamo invitati a mangiare il suo corpo e a bere il Suo Sangue. Certo dobbiamo farlo con animo puro e libero dal peccato perché il Signore e il peccato non possono convivere. Ma una volta liberati dal peccato magari con una buona Confessione, se vogliamo essere buoni cristiani dobbiamo accostarci spesso alla Comunione del Corpo e Sangue di Gesù. Ce lo chiede Gesù stesso che vuole essere nostro compagno, nostro amico e nostro cibo. Stiamo attenti. Chi dice: Io sono un credente. Faccio cose non cattive e non faccio male a nessuno ma non vado a Messa perché non serve, si inganna e non avrà quel cibo e quella bevanda che sono fonte di perdono, di grazia e di vita eterna.   

MERCOLEDI’ della undicesima settimana del Tempo Ordinario
9,30 DEF.TA DEL ZOTTO CATERINA ord. nipote Giacomino

DOMENICA Dodicesima del Tempo Ordinario     
11,00 DEF. CARLON OSVALDO MORO ord. famiglia

 

MARTEDI’ della undicesima settimana del Tempo Ordinario
18,00

SABATO Dodicesima domenica del Tempo Ordinario     
18,00 MESSA DI ANN. DEF.TA ZAMBELLI ANNA ROSIT

 DOMENICA Dodicesima del Tempo Ordinario     
11,00 MESSA PER LE COMUNITA’ PARROCCHIALI

   

GIOVEDI’ della undicesima settimana del Tempo Ordinario           
18,00

DOMENICA Dodicesima del Tempo Ordinario     
10,00

   

Martedì scorso 9 giugno sono rientrato in servizio pastorale attivo dopo otto mesi di riposo e di riflessione e impegno anche pastorale, seppur non così intenso presso il Santuario dell’Amore Misericordioso di Collevalenza dove sono stato accolto come fratello da quella Comunità religiosa. Ora sono con voi per riprendere il mio servizio. Il Signore conosce il fluire della nostra vita e ci fa fare quelle strade che Lui solo conosce. Un gradito saluto a tutti voi, alle vostre famiglie, ai vostri cari, a tutti i parrocchiani e amici. Il Signore ci accompagni.

GRAZIE
Un grazie particolare a Don Vito Pegolo che mi ha sostituito egregiamente in questi mesi e a tutti i collaboratori che generosamente, con competenza e dedizione si sono assunti l’incarico di portare avanti tutte le attività e l’amministrazione parrocchiale.

   
 

In questo periodo, per partecipare alle celebrazioni,
è necessario indossare la mascherina di protezione e mantenere la distanza di 1,5 metri tra i fedeli.

Di seguito sono riportati il brano del Vangelo di oggi e il commento alle letture odierne..

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 3,16-18)
In quel tempo, disse Gesù a Nicodèmo:
«Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.
Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.
Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio».


Il commento di Silvano Scarpat
L'angolo bello della vita

Quando Mosé scese  dal monte con le tavole del patto che il Signore aveva stabilito con il suo popolo  trovò che il popo- lo, stanco di aspettare, si era fatto un'immagine di Dio, che camminasse davanti a loro, come gli altri popoli.
Mosé spezzò le tavole del patto ma poi prese le difese del popolo davanti al Signore. Il Signore diede ascolto a Mosé e preparò per lui un rifugio sulla montagna dove attendere il Signore: “mia colomba, che ti nascondi negli anfratti della roccia” (Cantico dei Cantici 2,14).
Il Signore chiamò di nuovo Mosé e gli fece riscrivere le parole del patto, diverse dalle precedenti, più favorevoli:  l'osservanza del sabato, i pellegrinaggi, le feste stagionali. Solo attraverso il legame con il Signore, Israele avrebbe potuto distinguersi tra i popoli per la sua legislazione saggia, dono di un Dio “ricco di amore e di fedeltà”, che non tollera il male, “vicino ogni volta che lo si invoca”.
Si dice che in ogni casa dei cristiani ortodossi ci sia l'angolo bello, destinato alla preghiera, dove si custodisce un'icona preziosa. Una delle icone più conosciute è la Santa Trinità, dipinta dal monaco Andrey Rublev nel 1425. All'origine della rappresentazione c'è la visita del Signore ad Abramo, alle querce di Mamre (Genesi 18), nell'aspetto di tre angeli, per annunciargli la nascita del figlio Isacco. Nella scena Abramo e Sara non ci sono, sono dalla nostra parte, a contemplare l'icona. I tre angeli sono seduti alla tavola dell'ospitalità. E' difficile identificare i tre angeli: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo sembrano quasi interscambiabili. Si parlano dolcemente e l'argomento del dialogo potrebbero essere le parole di Gesù a Nicodemo: “Dio ha amato il mondo a tal punto da dare ad esso questo Figlio, l'unico nato, in modo che chi crede in Lui abbia una vita che dura per sempre”. Al centro della mensa c'è una coppa e nella coppa un agnello “affinché gli uomini mediante la contemplazione della Santa Trinità vincano l'odio lacerante del mondo” (Paul Evdokimov, La teologia della bellezza). Rivolto a Nicodemo Gesù dice anche queste parole: “Dio non ha inviato nel mondo suo Figlio a giudicare il mondo ma a far sì che tramite suo il mondo sia messo in salvo. Chi crede in Lui non viene giudicato”.
Il piccolo cristiano che si affida a Gesù entra a far parte già

MERCOLEDÌ
9,30 S. Messa

DOMENICA Corpus Domini
11,00 S. Messa  e  Benedizione Eucaristica

AVVISO : a causa di un guasto meccanico, non sarà possibile suonare le campane fino ad avvenuta riparazione.

 

MARTEDÌ 
18,00 –  Ann. Def. Silvestri Elio
              Ann. Def. Zambon Bruno Pinal

 SABATO
18,00 –  Def.ti  Fam. Zambon Antonio Tunio
Def.ti  Zambon Guerrino Tarabin e Teresina
Def.ti  Zambon Alfredo Pala e  Gemma Busetti.

DOMENICA – Corpus Domini
11,00 –  S. Messa  e  Benedizione Eucaristica

OFFERTE:  Zambon Antonio Tunio € 40 per opere parrocchiali

   

GIOVEDÌ
18,00 – S. Messa

DOMENICA – Corpus Domini
10,00 –  S. Messa  e  Benedizione Eucaristica             

   
 

Ricordiamo che in questo periodo, per partecipare alle celebrazioni,
è necessario indossare la mascherina di protezione individuale.

Di seguito sono riportati il brano del Vangelo di oggi e il commento alle letture odierne..

Dal Vangelo secondo Matteo (Gv 20,12-23)
La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.
Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».

Il commento di Silvano Scarpat
Degli anni di insegnamento ricordo con nostalgia la familiarità che veniva a crearsi: nelle aule e nei corridoi, a ricreazione e nelle gite, a volte anche fuori scuola. Loro mi leggevano negli occhi, meglio di quanto sapessi fare io; mi parlavano con franchezza. Alle superiori poi ho scoperto quanto i ragazzi e le ragazze fossero fragili: “da consumatori a consumati”, ha scritto Anna nella sua tesina: “Il piccolo principe cominciava ad addormentarsi, io lo presi tra le braccia e mi rimisi in cammino. Ero commosso. Mi sembrava di portare un fragile tesoro. Mi sembrava pure che non ci fosse nulla di più fragile sulla terra”. Nei mesi appena trascorsi abbiamo sperimentato quanto valga essere accuditi, sostenuti, consolati.
Nel racconto della Pentecoste –  Atti degli Apostoli – le persone raccolte a Gerusalemme per la festa, venute da ogni regione , ricevono una parola buona “ciascuno nel dialetto proprio nel quale era nato”, una parola da cuore a cuore. Lo Spirito viene donato ai discepoli “in lingue come di fuoco che si posano su ognuno singolarmente. E' l'altro Protettore –  Consolatore,  Soccorritore - , la Promessa, il Dono, lo Spirito di Gesù: vento, alito, soffio. Non ha nome proprio. Non ha nulla di suo da rivendicare o proporre. Aiuterà a ricordare tutte le parole dette da Gesù, darà la visione chiara di tutto ciò che significa e contiene la rivelazione portata da Gesù. Questa è la missione e la vera grandezza della Chiesa: entrare sempre più nella profondità delle parole del suo Signore.
A coloro a cui perdonerete le colpe, saranno perdonate” (Gv. 20, 19-23): è il primo dei doni dello Spirito. Non si tratta tanto di ricordare agli uomini le loro colpe, quanto di fare in modo che se ne liberino, così da poter riprendere a vivere con dignità e speranza: “Se non c'è Dio, non c'è nessuno che possa perdonarmi” (Benedetto XVI). La Chiesa Ortodossa ricorda a Pentecoste che “anche la disperazione infernale è ferita da una speranza” (Paul Evdokimov, Teologia della Bellezza, pag. 389).
Nella Chiesa ciascuno ha un suo dono d'amore, “una manifestazione particolare dello Spirito” - scrive San Paolo ai cristiani di Corinto -. Anche questo ho imparato a scuola: ognuno ha innumerevoli doni, qualità, risorse, capacità, doti – la parabola dei talenti  viene capita male! -; ognuno ha un suo ruolo e tutto quello che gli serve per il proprio bene e per il bene di tutti. C'è anche una via migliore, come ha scoperto la piccola Teresa di Lisieux: “Compresi che la Chiesa ha un corpo composto da varie membra, ma compresi che ha anche un cuore. La mia vocazione è l'amore. Nel cuore della Chiesa, mia madre, io sarò l'Amore”. E' questo un altro nome dello Spirito, che “è disceso sulla terra e non è più risalito” (David Maria Turoldo).
Anima mia, benedici il Signore, quanto grande sei Tu, mio Dio!
Mandi il tuo Spirito e torna nuova la faccia del mondo.
Il Signore gode per sempre della sua creazione.
Finché io viva, canterò il suo Nome,
darò canti al mio Dio finché avrò vita:
gli sia dolce il mio immaginare come a me grato è stargli vicino.
Anima mia, benedici il Signore”
(Salmo 104 – liturgia di Pentecoste).

MERCOLEDÌ
9,30 S. Messa 

DOMENICA
11,00 S. Messa  

AVVISO : a causa di un guasto meccanico, non è possibile suonare le campane per un periodo di circa 20 giorni

 

MARTEDÌ 
18,00 –  S. Messa

 SABATO
18,00 –  Def.ti Mazzariol Gildo, Angela e Santa.

   

 GIOVEDÌ
18,00 – S. Messa

DOMENICA
10,00 –  Def. Anna Besa

OFFERTE:  NN € 80  

   
 

Sono riprese le celebrazioni delle Sante Messe con la presenza dei fedeli. Per partecipare alla celebrazione è necessario indossare la mascherina di protezione individuale

Di seguito sono riportati il brano del Vangelo di oggi e il commento che ci aiuta alla sua comprensione.

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 28,12-20)


In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato.
Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».

Sempre è da rifare la mappa della primavera
(di Silvano Scarpat)
Ai suoi Gesù aveva detto, nel discorso dell'Ultima Cena:”è in arrivo il dirigente del mondo (il diavolo). Non che lui possa fare qualcosa a mio danno, ma il mondo deve conoscere che Io amo il Padre e agisco come il Padre mi ha ordinato di agire” (Gv 14,30s). E poi, sulla strada verso il monte degli ulivi: “Per tutti voi stanotte io sarò motivo di inciampo. C'è in fatti un passo della Scrittura che dice:  'colpirò il pastore e così andranno disperse le pecore che formano il gregge'.
Ma dopo che mi sarò ridestato dai morti andrò ad aspettarvi in Galilea” (Mt. 26,31s).
La Galilea è il luogo del “primo amore”, dove Gesù e i discepoli avevano condiviso il pane nella casa di Simone e nella casa di Matteo, l'esattore delle tasse.
La Galilea è la montagna delle Beatitudini.
Si ricomincia da lì: “Gli undici discepoli si mossero per andare in Galilea, secondo gli ordini dati da Gesù” (Mt. 28, 16-20)
La Galilea è terra di confine, di popolazione mista, ebrei ed altre nazionalità. Da lì si parte avendo come destinazione il mondo intero, “per immergere le persone nell'amore del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
Al centro del racconto dell'Ascensione, inizio degli Atti degli Apostoli, c'è l'immagine di una nuvola, luogo e simbolo della presenza di Dio che accoglie e riceve il Figlio: “una nube lo sottrasse ai loro occhi”. E' la nube che fece strada ad Israele nell'uscita dall'Egitto e nell'esodo da Babilonia. “Tu sei in mezzo a noi, Signore, e noi siamo chiamati con il tuo nome: non abbandonarci, Signore, Dio nostro” : così preghiamo alla sera del venerdì, a compieta, con le parole del profeta Geremia. “Io sono con voi tutti i giorni per portare questo mondo al suo compimento”, così chiude il Vangelo secondo Matteo
Nel nuovo messle una bella preghiera riprende il pensiero dei Padri: “esulti di santa gioia la tua Chiesa, o Padre, poiché nel tuo Figlio asceso al cielo la nostra umanità è innalzata accanto a Te”. Con il corpo del Signore risorto un frammento di umanità è entrato in Dio in modo irreversibile, un' ancora gettata in Dio. Pegno che “sulla terra mai verrà meno la fede, non vacillerà la speranza, l'amore non intiepidirà”.
In questi giorni, con Mattia Pizzol, di seconda media, riascoltavo al telefono la fiaba “Il piccolo principe”, come compito per casa: “ora mi sono un po' consolato. So che è ritornato nel suo pianeta, perché al levar del giorno non ho ritrovato il suo corpo. Non era un corpo molto pesante... e mi piace la notte ascoltare le stelle”.
A Mattia sono piaciute soprattutto le ultime righe: “Guardate con attenzione questo paesaggio. E se vi capita di passare di là, fermatevi un momento sotto le stelle!...indovinerete subito che è lui. Ebbene, siate gentili: scrivetemi subito che è tornato”.

MERCOLEDÌ
9,30 S. Messa

VENERDÌ      (ore 17,45 – Santo Rosario)
18,00 D.ta Del Maschio Antonietta

DOMENICA – Solennità di Pentecoste
11,00 S. Messa  

OFFERTE:  € 100  mem. Del Maschio Antonietta  dalle nipoti

 

MARTEDÌ      (ore 17,45 – Santo Rosario)
18,00 –  S. Messa 

 SABATO - Solennità di Pentecoste
18,00 - D.ti Zambon Camillo e Lidia

 OFFERTE: NN € 200, NN € 40

   

GIOVEDÌ  (ore 17,45 – Santo Rosario)
18,00 – S. Messa

DOMENICA - Solennità di Pentecoste
10,00 –  S. Messa. Ann. Busetti Paolo, Colussi Mario e Franca

OFFERTE:  € 250  mem. Fort Angelo  dagli amici
€ 300  mem. Besa Emanuela  

   
 

Lunedì 18 maggio: riprendono le celebrazioni delle Sante Messe con la presenza dei fedeli.
Per partecipare alla celebrazione è necessario indossare la mascherina di protezione individuale.

Di seguito sono riportati il brano del Vangelo di oggi e il commento che ci aiuta alla sua comprensione.

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 14, 15-21)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi.
Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi.
Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui».

La domanda di Giuda, l'onorato  (di Silvano Scarpat)
Una volta per tutte Gesù è morto in riferimento alle colpe  - insieme a lui anche le colpe sono morte -, Lui giusto a favore degli ingiusti, per ricondurvi a Dio” scrive Pietro nella sua lettera. “Ora Egli vive nello Spirito” (prima lettera di Pietro 3,18). E' la buona notizia che ha scosso il mondo e ha portato la gioia - “E vi fu grande gioia in quella città” (Atti degli Apostoli 8,8) – ma che ora rischia di lasciarci indifferenti: sembra che abbiamo sempre qualcosa di più importante a cui pensare.
Gesù, nel dialogo dell'Ultima Cena chiede di tener l'occhio fisso ai suoi comandi, alle sue parole (“Adorate Gesù, nell'intimo di voi stessi, come Signore”) (I Pietro 3,15). “Allora vi sarà donato un altro Protettore, che sarà con voi  per sempre”: è lo Spirito Santo, la forza d'amore che unisce il Padre e il Figlio, donato ora ai discepoli.
Quando si celebra la Cresima, ci si rende conto tangibilmente che avviene qualcosa di grande. Poi i ragazzi spesso se ne vanno per le loro strade, resi liberi da questo nuovo dono: “Non siamo padroni della vostra fede, siamo i collaboratori della vostra gioia”. Quanto più un dono è prezioso, tanto più la sua bellezza si rivela con il tempo. Anche i genitori – e i nonni – nell'accompagnare i ragazzi avvertono che i figli vengono anche perché possiamo rivivere tutto con i loro occhi.
Tutto è nella logica del dono. Il Padre ha creato il mondo per far conoscere il proprio figlio. Al figlio Gesù ha donato degli amici e ad essi è stato dato un comando: “Affinché vi amiate l'un l'altro come io vi ho amati”, allargando senza confini questo amore a ogni creatura – più che un comando è un dono che uno scopre dentro di sé gioiosamente -; e un altro Protettore che starà con loro, con noi e in noi, per sempre, perché possiamo comprendere e mettere in pratica le parole di Gesù e accogliere la presenza del Padre e del Figlio.
Verso la fine del discorso interviene l' Apostolo Giuda: il suo nome è uno dei più belli della storia ebraica, quello del capostipite della tribù a cui anche Gesù appartiene; significa “lodato, onorato”; siede accanto ad un posto vuoto, quello dell'altro Giuda uscito nella notte. E' talmente conquistato dalle parole di Gesù che gli chiede: “Signore, per quale motivo devi renderti visibile a noi e non al mondo?
La presenza di Gesù non si impone: Egli si affida a noi che gli facciamo spazio e lo accogliamo ad occhi chiusi. “Larivoluzione passa da persona a persona, da cuore a cuore.  E sento, quando guardo verso le stelle, che siamo figli della Vita” (Joan Baez, Saresti imbarazzato se ti dicessi che ti amo?).
Si affida a noi, non intende cambiare.

MERCOLEDÌ
9,30 S. Messa

VENERDÌ
18,00 S. Messa

DOMENICA – Ascensione del Signore
11,00 Def. Del Maschio Florindo

 

MARTEDÌ
18,00 –  Def.ti Zambon Luigi Marin, Zambon Pietro Biso
              ordinata dai coscritti 1949 

 SABATO - Ascensione del Signore
18,00  - D.ta Parmesan Maria  ved. Zambon
       
 OFFERTE: NN € 10,   NN € 30

   

GIOVEDÌ
18,00 – S. Messa

DOMENICA - Ascensione del Signore
10,00 -  S. Messa.

   
 

V Domenica di Pasqua - (Anno A) (10 maggio 2020)

Continuano le misure per contrastare il “coronavirus”. I fedeli non possono partecipare alle S. Messe.  Nel rispetto delle regole imposte dall'emergenza possiamo pregare nelle nostre case, piccole chiese domestiche. Per chi ha fede,  il silenzio, la preghiera in famiglia, la penitenza e le opere di carità sono già un antidoto ai virus dell'indifferenza, dell'egoismo, dell'odio, del pensare solo a se stessi, frutti di satana, spirito del male. In questo mese di maggio, anche su indicazione del Papa, siamo invitati tutti a recitare il S. Rosario.
Don Vito Pegolo

Vangelo: Gv 10,1-10 - Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore.
Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via». Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto». Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta».
Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse. In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre».



Tommaso e Filippo, la strada e la casa
(Giovanni 14,1-14)
(commento del diac. Silvano Scarpat)

Nelle due domeniche che precedono la festa dell'Ascensione ci viene proposto il discorso di Gesù all'ultima cena. Dopo che Giuda è uscito nella notte, Gesù consegna “il comando nuovo, che vi amiate a vicenda anche voi, come io vi ho amati. Da questo potranno conoscere tutti che siete discepoli miei, se tra voi avete amore”: Giovanni con grande trepidazione custodisce queste parole, poi le ha scritte e sono giunte fino a noi. C'è il presentimento che qualcosa di drammatico potrebbe avvenire da un momento all'altro e che le loro stesse vite potrebbero essere in pericolo. Gesù li rassicura: “Non dovete stare più con l'animo agitato. Date fiducia a Dio e date fiducia anche a me”. Voi, “figlioletti”, siete preziosissimi, amati da mio Padre ad uno ad uno, appartenete alla sua famiglia, non come estranei ma come vi appartiene un figlio: mio Padre non vi farà mai mancare nulla. “Se non fosse così, vi avrei detto che vado a preparare un posto per voi” (seguo la traduzione di Giuseppe Sandri, La buona notizia, Libreria Editrice Fiorentina). “Anche voi dovete stare dove sono io”. Gesù, ricevuta da sempre l'essenza e la dignità di Figlio, ha il compito di introdurci nella sua stessa condizione filiale: la bellezza di poter vivere già qui fin d'ora “nella casa del Padre”, ciascuno con una propria mansione, una appartenenza unica, praticando il comando nuovo. “Gesù ci comunica il segreto dell'ospitalità. Egli ospita il Padre in quanto è ospitato da Lui. Essere ospite del Padre rende Gesù capace di ospitare il mondo, abitandolo come nessun altro, perfino quando il mondo non lo riconosce: Egli si sente sempre a casa sua, il mondo è una casa affidabile. Quanto più si è abitati dal Padre, tanto più si è capaci di abitare il mondo”. Noi, piccoli figli, possediamo tutto perché tutto ci è donato.
Le domande di Tommaso e Filippo sono preziose per poter capire meglio. Dice Tommaso: “Signore, non sappiamo dove vai, come possiamo sapere la strada?” Gli risponde Gesù: “Io sono la strada, quella vera, quella viva”. Gesù, presente tra i suoi, vivo e presente oggi: le sue parole ci parlano, a Lui ci si può rivolgere in ogni momento del giorno e della notte, presente nei sacramenti, nel perdono, nella grazia. E' la strada sicura: a volte ci si ferma, forse anche ci si perde; la si ritrova – che bello ritrovare le sue orme! - Lui la strada della vita. Poi è la volta di Filippo, uno dei discepoli della prima ora: “Signore, per noi è sufficiente che Tu questo Padre ce lo faccia vedere!” Filippo ha capito l'essenziale: Gesù non ha fatto altro che parlare del Padre ed eseguire la sua volontà. “Filippo, Io esisto nel Padre e il Padre esiste in me!” Noi, per essere qualcuno tendiamo a distinguerci, ad opporci uno all'altro. Gesù ci insegna un'altra via: siamo padroni di tutto perché tutto continuamente ci è donato. Dei suoi genitori Valentina dice:”Se fossi mamma e papà non potrei fare di meglio!” (Valentina Villalta, Poesie, pag. 5). Così Gesù di suo Padre: non saprei fare di meglio.
A Gesù dispiace lasciare i suoi, immensamente. Sa di averli avvicinati al Padre. Con il  salire al Padre di Gesù, l'universo ha trovato la direzione, il suo Creatore, la nostra terra un respiro insopprimibile. “Per questo vi dico: tutto quello che domandate nella Preghiera abbiate fede di averlo ottenuto e vi sarà accordato” (Marco 11,24).

   
 
IV Domenica di Pasqua - (Anno A) (3 maggio 2020)

Continuano le misure per contrastare il “coronavirus”. I fedeli non possono partecipare alle S. Messe.  Nel rispetto delle regole imposte dall'emergenza possiamo pregare nelle nostre case, piccole chiese domestiche. Per chi ha fede,  il silenzio, la preghiera in famiglia, la penitenza e le opere di carità sono già un antidoto ai virus dell'indifferenza, dell'egoismo, dell'odio, del pensare solo a se stessi, frutti di satana, spirito del male. In questo mese di maggio, anche su indicazione del Papa, siamo invitati tutti a recitare il S. Rosario.
Don Vito Pegolo

Vangelo: Gv 10,1-10 - Dal Vangelo secondo Giovanni

«In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore. Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei». Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro.
Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo. Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza».

 

 SIMON PIETRO, DA PESCATORE A PASTORE (commento del diac. Silvano Scarpat)
Nella luce del Signore risorto, sotto la sua guida vivente, iniziamo da questa Domenica a rileggere le Sue parole - quelle che i testimoni hanno ascoltato e trasmesso - a partire dal Vangelo del buon pastore (Giovanni 10).
Tutta la Sacra Scrittura parla di Gesù:
Il Signore è il mio pastore,
di nulla mancherò...
Se dovessi camminare in una valle oscura,
non temerò alcun male: Tu sarai con me.
Dal tuo bastone, dal tuo vincastro
mi sentirò protetto.
Felicità e grazia
per la vita, mi inseguono” (Salmo 23).
Gesù per dirci quanto ci vuole bene ha usato l'immagine del pastore, delle pecore e del gregge. Sembra che allora in ogni piccolo villaggio ci fosse un unico ovile, custodito da un guardiano. Ogni pastore andava a prendersi le sue pecore per portarle al pascolo, le chiamava per nome ad una ad una: le pecore conoscevano la voce del pastore, uscivano e gli andavano dietro.
Gesù è “la porta” dell'ovile: lui fa entrare le sue pecore e le fa stare al sicuro, le fa uscire e cammina davanti a loro. Le pecore si stringono al bastone del pastore, che dà loro sicurezza. Gesù è il pastore, quello vero, che di fronte al pericolo non fugge. “Io sono venuto – dice – perché abbiano una vita e un traboccare di vita”. Per indicare la vita viene usata la parola “zoè”, che sta ad indicare una vita di grande respiro, che si avvicina alla vita stessa di Dio.
San Pietro, ormai vecchio, nella lettera che scrive e manda alle comunità dell' Asia minore “per mezzo del suo fedele fratello Silvano”, riprende l'immagine del pastore (seconda lettura): “seguite le sue orme”, dice. Si rivolge qui in particolare agli schiavi cristiani, che non avevano sempre una vita facile: Gesù, insultato, non rispondeva con insulti, trattato male non minacciava di vendicarsi: si affidava in piena fiducia al Padre. E poi, in uno squarcio di sereno, “le nostre colpe, assieme al suo corpo, sono finite inchiodate a quel legno”, alla croce: Pietro, per un attimo ricorda le sue disavventure di allora (diceva il Papa in una delle prediche quaresimali: “Dio ricorda tutto, ma non le nostre colpe”). “Le sue trafitture ci hanno risanato”.
L'evangelista Giovanni, amico e un po' anche antagonista di Pietro, racconta che, dopo la Risurrezione, sul lago di Galilea si era radunato un gruppetto di discepoli, i più rappresentativi, forse per riprendere il lavoro di pescatori. Il Signore risorto fattosi presente “per la terza volta”, affida a Pietro l'incarico di prendersi cura del gregge: “Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene? “ Pietro gli risponde: “Tu sai tutto, Signore, tu sai che ti voglio bene”. “Conduci al pascolo i miei agnellini! Conduci al pascolo le mie pecore!” (Giovanni 21).
C'è un gioco di parole: nel dialogo con Pietro, Gesù inizialmente aveva usato un verbo di significato più universale e formale (agapào) per dire “voler bene”. Pietro risponde sempre con un altro verbo, “filéo” “che impegna le persone nella concretezza delle loro relazioni, chiama in causa l'affetto, la capacità di attaccamento, sottolinea l'affettività, sensibile e spirituale nello stesso tempo”. Il Signore alla fine gli va incontro, è Lui a cambiare. Questo pensiero mi emoziona. Voler bene a Gesù così: ecco indicato semplicemente anche il nostro percorso, la via della vita e di “un traboccare di vita”.

   
 
III Domenica di Pasqua - (Anno A) (26 aprile 2020)

Continuano le misure per contrastare il “coronavirus”. I fedeli non possono partecipare alle S. Messe. Nel rispetto delle regole imposte dall'emergenza possiamo pregare nelle nostre case, piccole chiese domestiche.
Per chi ha fede, il silenzio, la preghiera in famiglia, la penitenza e le opere di carità sono già un antidoto ai virus dell'indifferenza, dell'egoismo, dell'odio, del pensare solo a se stessi, frutti di satana, spirito del male.
Don Vito Pegolo

Di seguito sono riportati il brano del Vangelo di oggi e il commento che ci aiuta alla sua comprensione.

Vangelo: Lc 24,13-35 - Dal Vangelo secondo Luca

Ed ecco, in quello stesso giorno [il primo della settimana] due dei [discepoli] erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo. Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto». Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui. Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, lo benedisse, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?». Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.

Un viandante sulla strada per Emmaus (commento del diac. Silvano Scarpat)
Luca, ebreo della diaspora, medico ad Antiochia di Siria, conosceva non solo la lingua greca ma anche l'ebraico e le tradizioni ebraiche: quasi certamente aveva studiato a Gerusalemme e vi ritornava per le grandi feste, con l'amore struggente di chi vive lontano. Discepolo di San Paolo, ha scritto il Vangelo e, di seguito, gli Atti degli Apostoli, con dei racconti di grande bellezza: alcuni, come il vangelo di oggi, solo lui ce li ha tramandati. Sempre in quel “primo giorno della settimana”- che per noi è la Domenica di Pasqua – due discepoli se ne stanno tornando da Gerusalemme in direzione di Emmaus, sulla strada verso il mare. Sono esperti di Scrittura Santa, hanno seguito anche la predicazione e le vicende di Gesù. Ma ora, con la sua morte, tutto è finito. Se ne tornano tristi. Provvidenzialmente un viandante si accosta a loro, fanno strada insieme. Con il suo aiuto, rilette con lui le Scritture Sante acquistano vita, ridanno speranza. Quarant'anni fa', proprio come in questi giorni, ero anch'io in Terra Santa. Più ebreo che cristiano, seguivo come guida la seconda parte del libro di Isaia (il Libro della consolazione e il ritorno dall'esilio) e il Cantico dei Cantici. Quel cielo di Palestina, di un azzurro intensissimo, le colline in primavera, gli ulivi, i passeri: “Gli stessi fiori del campo e gli uccelli che Egli contemplò ammirato con i suoi occhi umani ora sono pieni della sua presenza luminosa” (Laudato si', n. 100). Arrivati ad Emmaus, sul far della sera, con la discrezione e il pudore che si ha nell'amicizia e nell'amore vero, quel viandante vorrebbe continuare la sua strada. “Rimani con noi perché si fa sera e il giorno già volge al tramonto”: lo costringono a fermarsi, ad entrare e a rimanere con loro. Lo riconoscono mentre spezza il pane, in quel gesto – antico come le montagne – dell'ospitalità e della condivisione, di Melchisedech nei confronti di Abramo, di Booz nei confronti di Rut, la moabita,(“accostati qui e mangerai dal pane e intingerai il tuo pezzo nell'aceto”. Booz le porse grano abbrustolito e lei mangiò e si saziò e ne lasciò d'avanzo), del pescatore sulla spiaggia. Dio, pellegrino sulle nostre strade. “Lo riconobbero, ed egli divenne invisibile per loro”. Non lo vedono più, ma il Signore rimane con loro, così che nella notte riprendono il cammino per tornare a Gerusalemme, dagli apostoli, che non li badano più di tanto; ritornano alla Chiesa, fanno la loro parte. Uno dei due, quello che parla a lungo all'inizio, si chiama Cleopa. Ma l'altro, chi è? Strano che Luca, preciso com'è non si sia informato e non ce lo dica. Facile: l'altro discepolo è lui, Luca, il rabbino conquistato da Gesù, ebreo della diaspora con la nostalgia di Gerusalemme nel cuore, compagno di San Paolo nella diffusione del Vangelo fino alle estremità della terra. Scriverà la storia delle origini cristiane, dal concepimento di Giovanni il Battista fino all'arrivo di San Paolo a Roma: “il caro medico”, “Luca,egli solo è con me” scrive San Paolo nelle lettere dal Carcere. Luca si nasconde, ma quei suoi racconti “nello Spirito di Gesù” ci riscaldano il cuore.

   
 

II Domenica di Pasqua - (Anno A) (19 aprile 2020)

Per noi cristiani, vivere la Domenica giorno del Signore - Pasqua della settimana senza la Santa Messa - è una grande prova che dobbiamo superare con la preghiera e nel rispetto delle regole imposte dall'emergenza.
Per chi ha fede,  il silenzio, la preghiera in famiglia, la penitenza e le opere di carità sono già un antidoto ai virus dell'indifferenza, dell'egoismo, dell'odio, del pensare solo a se stessi, frutti di satana, spirito del male.
Don Vito Pegolo

Di seguito sono riportati il brano del Vangelo di oggi e il  commento che ci aiuta alla sua comprensione.

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 20,19-31)

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».
Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

Tommaso, uno di noi (commenti del diac. Silvano Scarpat)
Tommaso non era un discepolo della prima ora. E' arrivato dopo, giusto in tempo per poter entrare nel gruppo dei “dodici”, i più vicini a Gesù. L'evangelista Giovanni ci parla di lui nel momento in cui Gesù decide di ritornare in Giudea, per andare in aiuto all'amico Lazzaro. Tommaso, conoscendo il pericolo e l'esitazione dei compagni, dice: “Andiamo anche noi, a morire con Lui”.
Nel dialogo con Gesù dopo la cena, nell'imminenza della passione, Tommaso non sembra sentire il peso degli eventi che stanno vivendo: “Signore, non sappiamo dove tu te ne vai! Come possiamo sapere la strada?” Gli risponde Gesù: “Io sono la strada, quella vera, quella viva!” Il cammino sicuro è affidarci a Gesù, sorgente della vita, contare su di lui e avvicinarsi sempre più a lui.
Alla crocifissione Tommaso non c'è - come gli altri, eccetto il discepolo amato, Giovanni. E non c'è neppure la sera di Pasqua, quando Gesù risorto dai morti si fa presente ai suoi a portare la pace, il perdono e la gioia. Si era allontanato forse all'arrivo di Maria Maddalena, alle parole e al racconto di lei: “Ho visto il Signore”. Eppure qualcosa lo lega ancora a Gesù e ai compagni.
Viene, nonostante le porte fossero chiuse, come la prima volta, e previene la richiesta di Tommaso: “Metti qui il dito, guardami le mani, allunga la mano, mettila qui, sul fianco... Comincia a credere!”

Il Signore risorto dai morti è ancora più benevolo, accondiscendente, più vicino e più lieve, come per Elia sul monte il soffio di un vento leggero: Spirito, “Ruh” in ebraico è femminile, vento che porta le nubi cariche di pioggia e rende fertile il deserto. “Il mistero più grande – scrive Bonhoeffer – non è la stella più lontana, ma come tu, Signore, ci sia così vicino”.
Risponde Tommaso: “Signore mio, e Dio mio!” E' la professione di fede più alta in tutto il Nuovo Testamento. Ma Gesù invita Tommaso a smettere di guardare al passato, ad alzare gli occhi e guardare lontano: “Felici quelli che crederanno senza aver visto”. Gesù pensa a noi (I lettera di S. Pietro, seconda lettura): “Voi lo amate, pur senza averlo visto e ora, senza vederlo, credete in Lui. Perciò vi rallegrate di gioia inesprimibile e risplendente”.
Scrive un commentatore:”Gesù è lì, tra i suoi, non c'è nessun congedo, nessuna partenza; è tornato e rimane”. Tommaso sarà di nuovo con Pietro e alcuni discepoli sul lago di Galilea quando il Signore, dopo che erano usciti a pescare tutta la notte senza risultato, si fa loro incontro all'alba per offrire pane e pesce arrostito al fuoco, sulla spiaggia e li conferma e orienta verso una pesca migliore.

   
 

Pasqua di Risurrezione - (Anno A) (12 aprile 2020)

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 20,1-9)

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.
Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».
Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.
Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.
Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.

Commento del diacono Silvano Scarpat

Il primo giorno della settimana, al mattino prestissimo, che ancora era buio” (Gv. 20,1), una ragazza, sola, attraversa la città bassa di Gerusalemme ed esce, forse dalla porta di Efraim, verso il luogo dove il corpo di Gesù era stato sepolto.
L'evangelista Giovanni sa cosa vuol dire voler bene. Maria Maddalena lui l'aveva notata solo due giorni prima, non sapeva niente di lei.
Maria trova che la pietra è stata tolta via e, di corsa, torna in città, va da Pietro e Giovanni: “hanno portato via il mio Signore!” Ritornano insieme al sepolcro: vedono le bende afflosciate e il fazzoletto arrotolato in un luogo a parte. Giovanni a quella vista credette.

Mentre i due discepoli se ne tornano a casa, Maria rimane accanto al sepolcro vuoto a piangere. Gesù, ritto in piedi dall'altra parte le dice:”Donna, perché piangi? Chi cerchi?”. Poi la chiama per nome:”Maria”. Non è il custode del giardino, è il Signore, risorto dal regno dei morti, il vivente. Non c'è verità più grande e più certa. Gesù le dice ancora:”smetti di toccarmi, va' dai miei fratelli!”.
Le cose belle occorre condividerle subito e diventano ancora più belle. Andare ad annunciare di Lui ai fratelli: così li chiama e ci chiama per la prima volta e per sempre. Maria Maddalena andò dai discepoli e rimase con loro.

   
 

Domenica delle Palme - (Anno A) (5 aprile 2020)

In questo periodo di grave emergenza, seguendo le direttive delle autorità civili ed ecclesiastiche, le cerimonie della Settimana Santa e della S. Pasqua saranno celebrate  nelle chiese parrocchiali in forma privata, senza la presenza dei fedeli.
Dopo i commenti alle letture, viene riportato il calendario delle celebrazioni.

Iniziamo oggi la “grande settimana” in cui con tutta la Chiesa celebriamo i misteri della passione, morte e risurrezione del nostro Signore Gesù Cristo. Come il popolo di Gerusalemme siamo invitati a sollevare i nostri rami, riconoscendo che il Messia, così tanto atteso, è tra noi. Ma, subito dopo, anche a batterci il petto, perché quel Gesù che si è donato a noi è anche il servo sofferente, l’uomo della croce, che la nostra ingratitudine ha sottoposto ai tribunali umani e alla condanna.

Osanna, Figlio di Davide! Ricordati di noi, umile Servo del Signore! Donaci la vita e la risurrezione, glorioso Figlio del Dio Altissimo!

I commenti alle letture sono a cura del Diacono Silvano Scarpat.

Il Vangelo secondo Giovanni, che ci ha accompagnato nel cammino quaresimale con la professione di fede della samaritana, del cieco risanato e degli amici di Gesù, Marta, Maria e Lazzaro, ci guida ancora nella Settimana Santa, fino alla Pasqua. La passione secondo Giovanni la si legge da tempo immemorabile il Venerdì Santo: è la testimonianza, appassionata e lieve, del discepolo amato, rimasto vicino a Gesù durante il processo, sotto la croce e fino al giardino della sepoltura e del Risorto. Ci sono nel racconto di Giovanni frequenti assonanze con il Cantico dei Cantici [Ct] (fatto conoscere, recentemente, da Benigni, a modo suo), che gli ebrei leggono per la festa di Pasqua e degli azzimi, festa di primavera.

Domenica delle Palme

VANGELO (Mt21,1-11)
Quando furono vicini a Gerusalemme e giunsero presso Betfage, verso il monte degli Ulivi, Gesù mandò due discepoli, dicendo loro: «Andate nel villaggio di fronte a voi e subito troverete un’asina, legata, e con essa un puledro. Slegateli e conduceteli da me. E se qualcuno vi dirà qualcosa, rispondete: “Il Signore ne ha bisogno, ma li rimanderà indietro subito”».Ora questo avvenne perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta: «Dite alla figlia di Sion: “Ecco, a te viene il tuo re, mite, seduto su un’asina e su un puledro, figlio di una bestia da soma”.
I discepoli andarono e fecero quello che aveva ordinato loro Gesù: condussero l’asina e il puledro, misero su di essi i mantelli ed egli vi si pose a sedere. La folla, numerosissima, stese i propri mantelli sulla strada, mentre altri tagliavano rami dagli alberi e li stendevano sulla strada.
La folla che lo precedeva e quella che lo seguiva, gridava: «Osanna al figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nel più alto dei cieli!».
Mentre egli entrava in Gerusalemme, tutta la città fu presa da agitazione e diceva: «Chi è costui?». E la folla rispondeva: «Questi è il profeta Gesù, da Nazaret di Galilea».

Commento:
Gesù, profumato con il nardo prezioso di Maria di Betania (“mentre il mio re è seduto al banchetto, il mio nardo effonde il suo profumo”,  Ct 1,12) entra a Gerusalemme cavalcando un asinello, acclamato dalla folla con rami di palma: “non aver paura, Gerusalemme, guarda il tuo re che sta venendo seduto su un puledro d'asina” (“il mio amato, eccolo, viene! Avanza per i monti, balza per le colline”, Ct 2,8). Gesù appartiene a quella città santa, come quella città santa gli appartiene: come il cristiano alla chiesa e la chiesa al cristiano.

Giovedì Santo
I discepoli si ritrovano con Gesù ad una cena, nell'imminenza della Pasqua, dentro la città santa. Ad un certo punto Gesù si alza da tavola e si mette a lavare i piedi ai discepoli, gesto supremo di dedizione: “vi ho dato un esempio perché anche voi facciate come io ho fatto a voi”. E' l'attestazione preziosissima dell'amore che il Signore ha per la Chiesa, santificandola con la Parola e i Sacramenti (“come sono belli, nei calzari, i tuoi piedi, figlia di stirpe regale”, Ct 7,2).
Gesù lava i piedi anche a Giuda e gli offre il pane, come all'ospite di riguardo. A questo punto, inaspettatamente, si rivela un altro discepolo, che aveva seguito Gesù dall'inizio ma fino a quel momento non si era identificato: l'autore del Vangelo, “il discepolo a cui Gesù voleva bene”, in cui ognuno si può riconoscere. “Vi do un comando nuovo, che vi amiate a vicenda anche voi come io vi ho amati”. “Io sono la strada quella vera, quella viva!” “uno che mi ama, tiene l'occhio fisso al mio discorso e allora anche il Padre mio lo amerà e verremo ad abitare in lui”.
E' notte, la prima luna piena di primavera. Lasciano la casa della cena e si dirigono verso il monte degli ulivi, dall'altra parte della città. Le viti stanno mettendo i primi germogli (“ecco, è passato il freddo, nella nostra terra sono comparse le gemme, le viti in fiore profumano”, Ct 2,11-13). “Io sono la vite, voi i tralci”, dice Gesù. “Vi ho parlato così perché esista in voi questa gioia - la mia, – che renderà completa la vostra”. “La donna che deve partorire non è in allegria, perché è arrivato il suo momento, ma quando ha fatto nascere il bambino non si ricorda più di quel dolore, per la gioia che è venuto al mondo un uomo”. “Se al Padre chiederete qualcosa nel mio nome, ve la darà, e così la vostra sarà una gioia completa”.
Verso la fine della strada, nella notte luminosa, Gesù si ferma, alza gli occhi al cielo e prega: “Padre, il momento è venuto. Fa risplendere questo figlio tuo, perché questo figlio faccia risplendere te... Questa è la vita che dura per sempre: che conoscano te unico Dio vero e Gesù l'Eletto inviato da Te”.

Venerdì Santo
Entrano in un giardino, in un podere di ulivi, dove altre volte avevano passato la notte. La passione del Signore inizia e termina in un giardino. All'arrivo di Giuda, Gesù si consegna spontaneamente: “se cercate me, lasciate che questi qui se vadano”. Così si avverava la parola detta da Lui: “di quelli che mi hai dato non ho perduto nessuno”. Simon Pietro e l'altro discepolo, Giovanni, seguono Gesù ed entrano nel palazzo del sommo sacerdote, perché Giovanni era conosciuto.
Al mattino Gesù, legato, viene mandato da Pilato, che attesta la sua innocenza e vorrebbe liberarlo. Lo scontro tra Pilato e i giudei militanti e poi l'autorità di Pilato dominano il resto della narrazione, ma a risplendere è soprattutto la regalità di Gesù: “ecco il vostro re!” 'Bellezza completa e irresistibile, forza d'amore, supremazia dei valori più alti'. Dice Gesù: “a questo scopo io fui fatto nascere, con questo scopo sono venuto nel mondo, per attestare la verità. Chiunque è dalla parte della verità dà ascolto alla mia voce”.
Gesù esce verso il calvario con il mantello regale e sulla testa la corona di spine, abbracciando da sé la croce come un trofeo di vittoria.
Dalla croce le parole più tenere, intensissime, rivolte da Gesù alla madre e al discepolo: “donna, ecco il tuo figlio” e “figlio, ecco tua madre”. Il discepolo, Giovanni, annota nella memoria e poi in un libro, a rischiarare i secoli.

Sabato Santo
Il corpo di Gesù viene tolto dalla croce integro, senza alcuna frattura, preso in consegna da persone amiche, Giuseppe d'Arimatea e Nicodemo, cosparso di oli profumati, mirra e aloe, senza misura e adagiato in un sepolcro nuovo nella roccia, ancora in un giardino: “sono venuto al mio giardino, o mia sorella sposa; ho colto la mia mirra e anche il mio profumo” Ct 5,1; “sei un giardino sbarrato, mia sorella, mia sposa, un giardino sbarrato, una sorgente sigillata... sei sorgente per i giardini, sei fonte d'acqua viva, che sgorga scendendo dal Libano” Ct 4,12.15. Giovanni è presente ed annota.
Beata Elisabetta Vendramini, fondatrice delle nostre suore, così si sentiva amata dal Signore: “tu sei la mia figlia prediletta, in te ho trovato la mia compiacenza”. E santa Teresa di Lisieux: “questa è la conoscenza di Dio: accettare di essere amati”.

CERIMONIE DELLA SETTIMANA SANTA

I fedeli sono invitati a dedicare un tempo conveniente alla preghiera e alla meditazioneaiutandosi anche con le celebrazioni trasmesse tramite radio e televisione.

Le varie cerimonie verranno celebrate, in forma privata, da don Vito senza la presenza dei fedeli

Sabato, 4 aprile - (Prefestiva) Domenica delle Palme - Dardago
Domenica, 5 aprile - Domenica delle Palme - Budoia
Giovedì Santo, 9 aprile - Dardago
Venerdì Santo, 10 aprile - Budoia
Sabato Santo, 11 aprile - Dardago
Domenica di Pasqua, 12 aprile - Budoia
Lunedì dell’Angelo, 13 aprile - Santa Lucia

Il giorno di Pasqua, alle ore 12,30, tutte le campane suoneranno a festa per annunciare che Cristo, nostra speranza, è risorto! ALLELUIA!!


Sarà una Pasqua diversa
, come dice il nostro Vescovo. Anche se le celebrazioni con la partecipazione del popolo sono sospese… lo Spirito è presente e ci suggerisce di riscoprire lo spirito della famiglia, in forza del quale le nostre case, per la presenza di Gesù sono una piccola Chiesa domestica.
Riscopriamo la gioia e la bellezza della preghiera in famiglia!

   
 

V Domenica di Quaresima - (Anno A) (29 marzo - 05 aprile 2020)

In queste settimane non è possibile celebrare la Santa Messa con la presenza dei fedeli.

Per noi cristiani, vivere la Domenica  - Pasqua della settimana, senza la Santa Messa - è una grande prova che dobbiamo superare con la preghiera e nel rispetto delle regole imposte dall'emergenza.
Per chi ha fede, l'occasione del tempo forte della Quaresima, il silenzio, la preghiera in famiglia, la penitenza e le opere di carità sono già un antidoto ai virus dell'indifferenza, dell'egoismo, dell'odio, del pensare solo a se stessi, frutti di satana, spirito del male.
Don Vito Pegolo

Di seguito sono riportati il brano del Vangelo di oggi (morte e risurrezione di Lazzaro) e un commento che ci aiuta alla sua comprensione.

Dal Vangelo secondo GIOVANNI (Gv 11, 1.45)

In quel tempo, un certo Lazzaro di Betania, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella, era malato. Maria era quella che cosparse di profumo il Signore e gli asciugò i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato. Le sorelle mandarono dunque a dirgli: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato».
All’udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato». Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro. Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. Poi disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!». I discepoli gli dissero: «Rabbì, poco fa i Giudei cercavano di lapidarti e tu ci vai di nuovo?». Gesù rispose: «Non sono forse dodici le ore del giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo; ma se cammina di notte, inciampa, perché la luce non è in lui».
Disse queste cose e poi soggiunse loro: «Lazzaro, il nostro amico, si è addormentato; ma io vado a svegliarlo». Gli dissero allora i discepoli: «Signore, se si è addormentato, si salverà». Gesù aveva parlato della morte di lui; essi invece pensarono che parlasse del riposo del sonno. Allora Gesù disse apertamente: «Lazzaro è morto e io sono contento per voi di non essere stato là, affinché voi crediate; ma andiamo da lui!». Allora
Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. Betania distava da Gerusalemme meno di tre chilometri e molti Giudei erano venuti da Marta e Maria a consolarle per il fratello. Marta dunque, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo».
Dette queste parole, andò a chiamare Maria, sua sorella, e di nascosto le disse: «Il Maestro è qui e ti chiama». Udito questo, ella si alzò subito e andò da lui. Gesù non era entrato nel villaggio, ma si trovava ancora là dove Marta gli era andata incontro. Allora i Giudei, che erano in casa con lei a consolarla, vedendo Maria alzarsi in fretta e uscire, la seguirono, pensando che andasse a piangere al sepolcro.
Quando Maria giunse dove si trovava Gesù, appena lo vide si gettò ai suoi piedi dicendogli: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!». Gesù allora, quando la vide piangere, e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse profondamente e, molto turbato, domandò: «Dove lo avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». Gesù scoppiò in pianto. Dissero allora i Giudei: «Guarda come lo amava!». Ma alcuni di loro dissero: «Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?».
Allora Gesù si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni». Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?». Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». 43Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: «Liberatelo e lasciatelo andare».

 

Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui.

Credo, Signore
Gesù insegna ogni giorno nel tempio di Gerusalemme. Di notte esce verso il monte degli Olivi, ospite forse di Marta e Maria, a Betania. E' passata da poco la festa delle luci, Hannukàh, festa d'inverno. L'ostilità dei capi cresce contro di lui. Decide allora di lasciare la città santa e la terra d'Israele e con i suoi discepoli si rifugia al di là del Giordano, nel luogo dove era stato battezzato da Giovanni e dove aveva incontrato i primi discepoli, compreso l'altro Giovanni, autore del Vangelo, che riferisce tutti questi fatti. Qui numerose persone vanno da Gesù e credono in lui. Ma lo raggiunge la notizia che Lazzaro, suo amico, fratello di Marta e Maria, è ammalato. Gesù attende, incerto sul da farsi, sicuro che quella malattia dell'amico “è per lo splendore di Dio, perché Dio possa risplendere nel Figlio”. Dopo tre giorni decide di partire. I discepoli lo avvertono del pericolo che corre, a tornare in Giudea, dove abita Lazzaro, a soli tre Chilometri da Gerusalemme. Gesù rimane nella sua decisione e i discepoli vanno con lui.
Quando arrivano a Betania, Lazzaro è già nel sepolcro. Gesù non entra nella casa di Marta e Maria, attende fuori del villaggio. Marta gli va incontro. Le dice Gesù: “Io sono la resurrezione e la vita, chi vive credendo in me non può morire per sempre”. Risponde Marta: “Sì, Signore, io ho creduto che tu sei l'Eletto, il Figlio di Dio che viene nel mondo”. La professione di fede di Marta è il centro del racconto. Subito Marta va a chiamare la sorella, che era rimasta in casa e insieme vengono da Gesù, le sorelle discepole, figura del credente. Maria si getta ai piedi di Gesù e piange. Vedendola, anche a Gesù scendono le lacrime, così che i giudei presenti dicevano: “vedi quanto gli voleva bene”. Insieme vanno al sepolcro e Gesù con un forte grido richiama Lazzaro alla vita, dopo aver ringraziato il Padre: “Padre, ti ringrazio che mi hai ascoltato. Io sapevo che sempre mi dai ascolto”. Molti credono in lui, ma i membri del tribunale ebraico decidono di cogliere il momento opportuno per eliminarlo.
Gesù e i discepoli se ne vanno in un luogo più sicuro, verso nord, nella città di Efraim, vicina al deserto, e lì rimangono, loro soli. Ritornano a Betania sei giorni prima di Pasqua e vengono invitati ad un pranzo, con Marta, Maria e Lazzaro. Durante il pranzo Maria si getta ai piedi di Gesù e li profuma con un unguento preziosissimo – nardo genuino di altissimo pregio – e li asciuga con i suoi capelli: “tutta la casa si riempie della fragranza del profumo”. E' un gesto unico, come unica è la persona di Gesù, di infinita gratitudine e tenerezza.
Gesù, nostra vita, forza, gioia, il nostro oggi e la nostra sicura speranza.
(Vangelo di Giovanni, 10,40 – 12,8)
Commento: Diac. Silvano Scarpat

   
 

IV Domenica di Quaresima - Laetare (Anno A) (22 marzo 2020)

Per noi cristiani, vivere la Domenica giorno del Signore - Pasqua della settimana senza la Santa Messa - è una grande prova che dobbiamo superare con la preghiera e nel rispetto delle regole imposte dall'emergenza.
Per chi ha fede, l'occasione del tempo forte della Quaresima, il silenzio, la preghiera in famiglia, la penitenza e le opere di carità sono già un antidoto ai virus dell'indifferenza, dell'egoismo, dell'odio, del pensare solo a se stessi, frutti di satana, spirito del male.
Don Vito Pegolo

Di seguito sono riportati il brano del Vangelo di oggi (un brano molto famoso) e un commento che ci aiuta alla sua comprensione.

 Dal Vangelo secondo GIOVANNI (Gv 9, 1.41)

In quel tempo, Gesù passando, vide un uomo cieco dalla nascita e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?». Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio. Bisogna che noi compiamo le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può agire. Finché io sono nel mondo, sono la luce del mondo». Detto questo, sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe» – che significa Inviato. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva.
Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, perché era un mendicante, dicevano: «Non è lui quello che stava seduto a chiedere l’elemosina?». Alcuni dicevano: «È lui»; altri dicevano: «No, ma è uno che gli assomiglia». Ed egli diceva: «Sono io!». Allora gli domandarono: «In che modo ti sono stati aperti gli occhi?». Egli rispose: «L’uomo che si chiama Gesù ha fatto del fango, mi ha spalmato gli occhi e mi ha detto: “Va’ a Sìloe e làvati!”. Io sono andato, mi sono lavato e ho acquistato la vista». Gli dissero: «Dov’è costui?». Rispose: «Non lo so».
Condussero dai farisei quello che era stato cieco: era un sabato, il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi. Anche i farisei dunque gli chiesero di nuovo come aveva acquistato la vista. Ed egli disse loro: «Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo». Allora alcuni dei farisei dicevano: «Quest’uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato». Altri invece dicevano: «Come può un peccatore compiere segni di questo genere?». E c’era dissenso tra loro. Allora dissero di nuovo al cieco: «Tu, che cosa dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?». Egli rispose: «È un profeta!».
Ma i Giudei non credettero di lui che fosse stato cieco e che avesse acquistato la vista, finché non chiamarono i genitori di colui che aveva ricuperato la vista. E li interrogarono: «È questo il vostro figlio, che voi dite essere nato cieco? Come mai ora ci vede?». I genitori di lui risposero: «Sappiamo che questo è nostro figlio e che è nato cieco; ma come ora ci veda non lo sappiamo, e chi gli abbia aperto gli occhi, noi non lo sappiamo. Chiedetelo a lui: ha l’età, parlerà lui di sé». Questo dissero i suoi genitori, perché avevano paura dei Giudei; infatti i Giudei avevano già stabilito che, se uno lo avesse riconosciuto come il Cristo, venisse espulso dalla sinagoga. Per questo i suoi genitori dissero: «Ha l’età: chiedetelo a lui!».
Allora chiamarono di nuovo l’uomo che era stato cieco e gli dissero: «Da’ gloria a Dio! Noi sappiamo che quest’uomo è un peccatore». Quello rispose: «Se sia un peccatore, non lo so. Una cosa io so: ero cieco e ora ci vedo». Allora gli dissero: «Che cosa ti ha fatto? Come ti ha aperto gli occhi?». Rispose loro: «Ve l’ho già detto e non avete ascoltato; perché volete udirlo di nuovo? Volete forse diventare anche voi suoi discepoli?». Lo insultarono e dissero: «Suo discepolo sei tu! Noi siamo discepoli di Mosè! Noi sappiamo che a Mosè ha parlato Dio; ma costui non sappiamo di dove sia». Rispose loro quell’uomo: «Proprio questo stupisce: che voi non sapete di dove sia, eppure mi ha aperto gli occhi. Sappiamo che Dio non ascolta i peccatori, ma che, se uno onora Dio e fa la sua volontà, egli lo ascolta. Da che mondo è mondo, non si è mai sentito dire che uno abbia aperto gli occhi a un cieco nato. Se costui non venisse da Dio, non avrebbe potuto far nulla». Gli replicarono: «Sei nato tutto nei peccati e insegni a noi?». E lo cacciarono fuori.
Gesù seppe che l’avevano cacciato fuori; quando lo trovò, gli disse: «Tu, credi nel Figlio dell’uomo?». Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te». Ed egli disse: «Credo, Signore!». E si prostrò dinanzi a lui.
Gesù allora disse: «È per un giudizio che io sono venuto in questo mondo, perché coloro che non vedono, vedano e quelli che vedono, diventino ciechi». Alcuni dei farisei che erano con lui udirono queste parole e gli dissero: «Siamo ciechi anche noi?». Gesù rispose loro: «Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: “Noi vediamo”, il vostro peccato rimane».

Commento 

Siamo tutti come ciechi in cerca della luce

Il protagonista del racconto è l'ultimo della città, un mendicante cieco dalla nascita, che non ha mai visto il sole né il viso di sua madre. Così povero che non ha nulla, possiede solo se stesso. E Gesù si ferma per lui, senza che gli abbia chiesto nulla. Fa un po' di fango con polvere e saliva, come creta di una minima creazione nuova, e lo stende su quelle palpebre che coprono il buio. In questo racconto di polvere, saliva, luce, dita, Gesù è Dio che si contamina con l'uomo, ed è anche l'uomo che si contagia di cielo; abbiamo uno sguardo meticcio, con una parte terrena e una parte celeste. Ogni bambino che nasce “viene alla luce” (partorire è un “dare alla luce”), ognuno è una mescolanza di terra e di cielo, di polvere e di luce divina. «Noi tutti nasciamo a metà e tutta la vita ci serve per nascere del tutto» (M. Zambrano).
La nostra vita è un albeggiare continuo. Dio albeggia in noi. Gesù è il custode delle nostre albe, il custode della pienezza della vita e seguirlo è rinascere; aver fede è acquisire «una visione nuova delle cose» (G. Vannucci). Il cieco è dato alla luce, nasce di nuovo con i suoi occhi nuovi, raccontati dal filo rosso di una domanda ripetuta sette volte: come ti si sono aperti gli occhi? Tutti vogliono sapere “come”, impadronirsi del segreto di occhi invasi dalla luce, tutti con occhi non nati ancora. La domanda incalzante (come si aprono gli occhi?) indica un desiderio di più luce che abita tutti; desiderio vitale, ma che non matura, un germoglio subito soffocato dalla polvere sterile della ideologia dell'istituzione. L'uomo nato cieco passa da miracolato a imputato. Ai farisei non interessa la persona, ma il caso da manuale; non interessa la vita ritornata a splendere in quegli occhi, ma la “sana” dottrina. E avviano un processo per eresia, perché è stato guarito di sabato e di sabato non si può, è peccato... Ma che religione è questa che non guarda al bene dell'uomo, ma solo a se stessa e alle sue regole? Per difendere la dottrina negano l'evidenza, per difendere la legge negano la vita. Sanno tutto delle regole morali e sono analfabeti dell'uomo. Anziché godere della luce, preferirebbero che tornasse cieco, così avrebbero ragione loro e non Gesù. Dicono: Dio vuole che di sabato i ciechi restino ciechi! Niente miracoli il sabato! Gloria di Dio sono i precetti osservati. Mettono Dio contro l'uomo, ed è il peggio che possa capitare alla nostra fede. E invece no, gloria di Dio è un mendicante che si alza, un uomo che torna a vita piena, «un uomo finalmente promosso a uomo» (P. Mazzolari).
E il suo sguardo luminoso, che passa e illumina, dà gioia a Dio più di tutti i comandamenti osservati!

   
 

GLI ANGELI INVIATI DAL SIGNORE PER SORREGGERCI

È bella la Quaresima. Non si impone come la stagione penitenziale, ma si propone come quella dei ricominciamenti: della primavera che riparte, della vita che punta diritta verso la luce di Pasqua.  Dì che queste pietre diventino pane! Il pane è un bene, un valore indubitabile, santo perché conserva la cosa più santa, la vita. Cosa c'è di male nel pane? Ma Gesù non ha mai cercato il pane a suo vantaggio, si è fatto pane a vantaggio di tutti. Non ha mai usato il suo potere per sé, ma per moltiplicare il pane per la fame di tutti. Gesù risponde alla prima sfida giocando al rialzo, offrendo più vita: «Non di solo pane vivrà l'uomo». Il pane dà vita, ma più vita viene dalla bocca di Dio. Dalla sua bocca è venuta la luce, il cosmo, la creazione. È venuto il soffio che ci fa vivi, sei venuto tu fratello, amico, amore mio, che sei parola pronunciata dalla bocca di Dio per me e che mi fa vivere. Seconda tentazione: Buttati giù dal pinnacolo del tempio, e Dio manderà un volo d'angeli. La risposta di Gesù suona severa: non tentare Dio, non farlo attraverso ciò che sembra il massimo della fiducia in lui, e invece ne è la caricatura, esclusiva ricerca del proprio vantaggio. Il più astuto degli spiriti non si presenta a Gesù come un avversario, ma come un amico che vuole aiutarlo a fare meglio il messia. E in più la tentazione è fatta con la Bibbia in mano: fai un bel miracolo, segno che Dio è con te, la gente ama i miracoli, e ti verranno dietro. E invece Gesù rimanderà a casa loro i guariti dalla sua mano con una raccomandazione sorprendente: bada di non dire niente a nessuno. Lui non cerca il successo, è contento di uomini ritornati completi, liberi e felici. Nella terza tentazione il diavolo alza la posta: Adorami e ti darò tutto il potere del mondo. Adora me, segui la mia logica, la mia politica. Prendi il potere, occupa i posti chiave, imponiti. Così risolverai i problemi, e non con la croce. La storia si piega con la forza, non con la tenerezza. Vuoi avere gli uomini dalla tua parte, Gesù? Assicuragli tre cose: pane, spettacoli e un leader, e li avrai in pugno. Ma per Gesù ogni potere è idolatria. Lui non cerca uomini da dominare, vuole figli che diventino liberi e amanti. Allora angeli lo servirono. Il Signore manda angeli ancora, in ogni casa, a chiunque non voglia accumulare e dominare: sono quelli che sanno inventare una nuova carezza, hanno occhi di luce, e non scappano. Sono quelli che mi sorreggeranno con le loro mani, instancabili e leggere, tutte le volte che inciamperò.

MERCOLEDÌ
9,30 Def. Carlon Adriano
VENERDI
17,00 - Def.ti  Fam. Signora e Scaringi

DOMENICA – 2^ di Quaresima
11,00 Anniv. Rizzo Albano; Def.ti: Gislon Vincenzo e Rosa;
Ianna Alfredo, Angela e Chiara;
Per persona devota; Def. Aramu Anna (trigesimo),
Def. Signora Giovanni  Battista e Famiglia

 

MARTEDÌ
17,00 Def.ti Fam. Gamberini; Def. Zambon Linda

 GIOVEDÌ
17,00 – Def.ti Ponte Serafino e Teresa; Zambon Enrico e Pietro

 SABATO - 2^ di Quaresima
18,00  - Def.ti Ianna Angelo e Vincenza, Bocus Ferruccio,
Polanzani  Bruno, Prizzon Abramo e Manlio
         
DOMENICA - 2^ di Quaresima
9,00  - Def.ti Bastianello Bruna e Zambon Romualdo Rosit

   

LUNEDÌ 
17,00 - In onore B.V. Maria   

 DOMENICA - 2^ di Quaresima
10,00 -  Def.ti: Fort  Eligio, Carniel Lido, Alba Scandolo in Besa,
Fort Angelo.

   

CONSIGLIO PARROCCHIALE PER GLI AFFARI ECONOMICI

Giovedì  prossimo 5 marzo alle ore 17,30 si riunirà il  Consiglio Parrocchiale per gli Affari Economici per la lettura e approvazione del Bilancio Parrocchiale 2019

   

OPERE DI CARITA’ QUARESIMALI

Il tempo di Quaresima ci invita anche alla carità verso i bisognosi, Due sono le iniziative quaresimali:
La cassettina del Pane Per Amor di Dio che si può prendere in chiesa e ritornata con le offerte nei giorni del Triduo Pasquale. Il ricavato è in favore delle nostre Missioni.
Il cesto per la raccolta dei generi alimentari per le famiglie bisognose che verrà posto nelle tre Chiese Parrocchiali. A Santa Lucia si può consegnare presso l’Azienda di Busetti Antonio.

VIA CRUCIS

Tutti i venerdì di Quaresima sono giorni di magro. Si terrà anche il pio esercizio della Via Crucis che verrà celebrato: 
alle 17       a Budoia
alle 17,30  a Dardago

   
 

PORGI L'ALTRA GUANCIA: DISINNESCA IL MALE

Una serie di situazioni molto concrete: schiaffo, tunica, miglio. E soluzioni in sintonia: l'altra guancia, il mantello, due miglia. La semplicità del vangelo! «Gesù parla della vita con le parole proprie della vita» (C. Bobin). Niente che un bambino non possa capire, nessuna teoria astratta e complicata, ma la proposta di gesti quotidiani, la santità di ogni giorno, che sa di abiti, di strade, di polvere. E di rischio. E poi apre feritoie sull'infinito: siate perfetti come il Padre, siate figli del Padre che fa sorgere il sole sui cattivi e sui buoni. Fare ciò che Dio fa, essere come il Padre, qui è tutta l'etica biblica. E che cosa fa il Padre? Fa sorgere il sole. Mi piace questo Dio solare, luminoso, splendente di vita, il Dio che presiede alla nascita di ogni nostro mattino. Il sole, come Dio, non si merita, si accoglie. E Dio, come il sole, si trasforma in un mistero gaudioso, da godere prima che da capire. Fa sorgere il sole sui cattivi e sui buoni. Addirittura Gesù inizia dai cattivi, forse perché i loro occhi sono più in debito di luce, più in ansia. Se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu porgigli anche l'altra. Cristo degli uomini liberi, padroni delle proprie scelte anche davanti al male, capaci di disinnescare la spirale della vendetta e di inventarsi qualcosa, un gesto, una parola, che faccia saltare i piani e che disarmi. Così semplice il suo modo di amare e così rischioso. E tuttavia il cristianesimo non è una religione di battuti e sottomessi, di umiliati che non reagiscono. Come non lo era Gesù che, colpito, reagisce chiedendo ragione dello schiaffo (Gv 18,22). E lo vediamo indignarsi, e quante volte, per un'ingiustizia, per un bambino scacciato, per il tempio fatto mercato, per il cuore di pietra dei pii e dei devoti. E collocarsi dentro la tradizione profetica dell'ira sacra. Non passività, non sottomissione debole, quello che Gesù propone è una presa di posizione coraggiosa: tu porgi, fai tu il primo passo, cercando spiegazioni, disarmando la vendetta, ricominciando, rammendando il tessuto continuamente lacerato dalla violenza. Credendo all'incredibile: amate i vostri nemici. Gesù intende eliminare il concetto stesso di nemico. «Amatevi, altrimenti vi distruggerete. È tutto qui il Vangelo» (D.M. Turoldo). Violenza produce violenza, in una catena infinita. Io scelgo di spezzarla. Di non replicare su altri ciò che ho subito, di non far proliferare il male. Ed è così che inizio a liberare me nella storia. Allora siate perfetti come il Padre... non quanto, una misura impossibile che ci schiaccerebbe; ma come il Padre, con il suo stile fatto di tenerezza, di combattiva tenerezza.

MERCOLEDÌ delle Ceneri
9,30 Def.ti di Angelin Angela, Gislon Luigi e fratelli
DOMENICA – 1^ di Quaresima
11,00 Anniv. Rizzo Albano; Def.ti: Gislon Vincenzo e Rosa;
             Ianna Alfredo, Angela e Chiara.
             Per persona devota

 Offerte Pro Chiesa: Fam. Callegari  € 100
In occasione comunione infermi  € 75.

 

MARTEDÌ
17,00 Def.ti Fam. Gamberini

MERCOLEDÌ delle Ceneri
18,30 - Santa Messa

GIOVEDÌ
17,00 – Def.ti Ponte Serafino e Teresa

 SABATO - 1^ di Quaresima
18,00 - Santa Messa
         
DOMENICA - 1^ di Quaresima
9,00  - Santa Messa

   

LUNEDÌ 
17,00 - In onore B.V. Maria   

MERCOLEDÌ delle Ceneri
17,00 - Santa Messa

DOMENICA - 1^ di Quaresima
10,00 - Per le Anime
Def.ti: Fort  Eligio, Carniel Lido,  Alba Scandolo in Besa

Offerte Pro organo: Carniel Elena  € 50

   

CONSIGLIO PARROCCHIALE PER GLI AFFARI ECONOMICI

Giovedì  prossimo 27 febbraio alle ore 17,30 seduta del Consiglio Parrocchiale per gli Affari Economici per la lettura e approvazione del Bilancio Parrocchiale 2018

   

MERCOLEDI’ DELLE CENERI

Mercoledì prossimo 26 febbraio  è il mercoledì delle Ceneri, inizio della Quaresima.
Giorno di magro e di digiuno.
Le sante Messe con l’imposizione delle Ceneri saranno: alle 9,30 a Budoia; alle 17 a Santa Lucia e alle 18,30 a Dardago.
Le Ceneri si potranno ricevere anche durante le Sante Messe di domenica prossima 1 marzo.

OPERE DI CARITA’ QUARESIMALI         
Il tempo di Quaresima ci invita anche alla carità verso i bisognosi, Due sono le iniziative quaresimali:
La cassettina del Pane Per Amor di Dio che si può prendere in chiesa e ritornata con le offerte nei giorni del Triduo Pasquale. Il ricavato è in favore delle nostre Missioni.
Il cesto per la raccolta dei generi alimentari per le famiglie bisognose che verrà posto nelle tre Chiese Parrocchiali. A Santa Lucia si può consegnare presso l’Azienda di Busetti Antonio.

   
 

MA IO VI DICO…

Ma io vi dico. Gesù entra nel progetto di Dio non per rifare un codice, ma per rifare il coraggio del cuore, il coraggio del sogno. Agendo su tre leve decisive: la violenza, il desiderio, la sincerità. Fu detto: non ucciderai; ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello, chi nutre rancore è potenzialmente un omicida. Gesù va diritto al movente delle azioni, al laboratorio dove si assemblano i gesti. L'apostolo Giovanni affermerà una cosa enorme: «Chi non ama suo fratello è omicida» (1 Gv 3,15). Chi non ama, uccide.  Ma io vi dico: chiunque si adira con il fratello, o gli dice pazzo, o stupido, è sulla linea di Caino...
Gesù mostra i primi tre passi verso la morte: l'ira, l'insulto, il disprezzo, tre forme di omicidio. L'uccisione esteriore viene dalla eliminazione interiore dell'altro. Chi gli dice pazzo sarà destinato al fuoco della Geenna. Geenna è quel vallone alla periferia di Gerusalemme, dove si bruciavano le immondizie della città, da cui saliva perennemente un fumo acre e cattivo. Gesù dice: se tu disprezzi e insulti il fratello tu fai spazzatura della tua vita, la butti nell'immondizia; è ben più di un castigo, è la tua umanità che marcisce e va in fumo. Queste pagine che sono tra le più radicali del Vangelo e per contrasto  diventano le più umane, perché Gesù parla solo della vita: «Custodisci le mie parole ed esse ti custodiranno» (Prov 4,4), e non finirai nell'immondezzaio della storia. Avete inteso che fu detto: non commettere adulterio. Ma io vi dico: se guardi una donna per desiderarla sei già adultero. Non dice semplicemente: se tu desideri una donna; ma: se guardi per desiderare, con atteggiamento predatorio, per conquistare e violare, per sedurre e possedere, se la riduci a un oggetto da prendere o collezionare, tu commetti un reato contro la grandezza di quella persona. Adulterio viene dal verbo a(du)lterare che significa: tu alteri, cambi, falsifichi, manipoli la persona. Le rubi il sogno di Dio. Adulterio non è tanto un reato contro la morale, ma un delitto contro la persona, deturpi il volto alto e puro dell'uomo.Terza leva: Ma io vi dico: Non giurate affatto; il vostro dire sia sì, sì; no, no. Dal divieto del giuramento, Gesù  arriva al divieto della menzogna. Di' sempre la verità e non servirà più giurare. Non abbiamo bisogno di mostraci diversi da ciò che siamo nell'intimo. Dobbiamo solo curare il nostro cuore, per poi prenderci cura della vita attorno a noi; c'è da guarire il cuore per poi guarire la vita.

9,30 Def.ti nonni Fort  e Zambon
DOMENICA - VII del Tempo Ordinario
11,00 - Def.ti: Fort Francesco, Marcolin Alessandro, Bocus Lorenzo,
            Angelin Cipriano e Luigia.
Battesimo di Andreazza Camilla
Offerte: Funerale di Aramu Annetta  € 170.

 

MARTEDÌ
17,00 - Santa Messa

GIOVEDÌ
17,00 - Santa Messa

 SABATO - VII Domenica del Tempo Ordinario
18,00 - Def.ti: Da Ros Fernanda, Zambon Fiorina e Tarcisio  
         
DOMENICA - VII del Tempo Ordinario
9,00  - Santa Messa

   

LUNEDÌ 
17,00 - Def.ti: Lachin Giuseppe e Celant Maria, (ordin. da nipote
                  Elena)   

DOMENICA - VII del Tempo Ordinario
10,00 - Def.ti: Fort Enrico e Del Puppo Angela, Pastorutti Lorenzo
Turatti Gina (anniversario),  Lavezzari PierLuigi
Ilija Stanic ord. dalla figlia 

   

Inizio Visita Pastorale – Forania Alto Livenza
Giovedì  20 febbraio, alle 20,30, presso il santuario della “Madonna del Monte”, cerimonia per l’ apertura con il Vescovo mons. Pellegrini.
L’invito è aperto a tutti i fedeli.

   
 

SE VIVI L'AMORE, SARAI LUCE E SALE

«Voi siete il sale, voi siete la luce della terra». Il Vangelo è sale e luce, è come un istinto di vita che penetra nelle cose, si oppone al loro degrado e le fa durare. È come un istinto di bellezza, che si posa sulla superficie delle cose, come fa la luce, le accarezza, non fa rumore, non fa violenza mai, ne fa invece emergere forme, colori, armonie e legami, il più bello che c'è in loro. Così il discepolo-luce è uno che ogni giorno accarezza la vita e ne rivela il bello, uno dai cui occhi emana il rispetto amoroso per ogni vivente. Voi siete il sale, voi avete il compito di preservare ciò che nel mondo vale e merita di durare, di opporvi ai corruttori, di dare sapore, di far gustare il buono della vita. Voi siete la luce del mondo. Una affermazione che ci sorprende, che Dio sia luce lo crediamo; ma credere che anche l'uomo sia luce, che lo sia anch'io e anche tu, con i nostri limiti e le nostre ombre, questo è sorprendente. E lo siamo già adesso, se respiriamo vangelo. La luce è il dono naturale di chi ha respirato Dio.Quando tu segui come unica regola di vita l'amore, allora sei luce e sale per chi ti incontra. Quando due sulla terra si amano, diventano luce nel buio, lampada ai passi di molti, piacere di vivere e di credere. In ogni casa dove ci si vuol bene, viene sparso il sale che dà sapore buono alla vita. Chi vive secondo il vangelo è una manciata di luce gettata in faccia al mondo (Luigi Verdi). E non facendo il maestro o il giudice, ma con le opere: risplenda la vostra luce nelle vostre opere buone.Sono opere di luce i gesti dei poveri, di chi ha un cuore bambino, degli affamati di giustizia, dei mai arresi cercatori di pace, i gesti delle beatitudini, che si oppongono a ciò che corrompe il cammino del mondo: violenza e denaro. La luce non illumina se stessa, il sale non serve a se stesso. Così ogni credente deve ripetere la prima lezione delle cose: a partire da me, ma non per me. Una religione che serva solo a salvarsi l'anima non è quella del Vangelo.Ma se il sale perde sapore, se la luce è messa sotto a un tavolo, a che cosa servono? A nulla. Così noi, se perdiamo il vangelo, se smussiamo la Parola e la riduciamo a uno zuccherino, se abbiamo occhi senza luce e parole senza bruciore di sale, allora corriamo il rischio mortale dell'insignificanza, di non significare più nulla per nessuno. «Illumina altri e ti illuminerai, guarisci altri e guarirai» (Isaia 58,8). Non restare curvo sulle tue storie e sulle tue sconfitte, ma occupati della terra, della città. Chi guarda solo a se stesso non si illumina mai.

MERCOLEDÌ
9,30 Santa Messa
DOMENICA - VI del Tempo Ordinario
11,00 - Santa Messa di anniversario per i def.ti:
Fort Anna Maria., Callegari Italo, Puppin Teresa
            Offerte pro chiesa:  NN € 20

 

MARTEDÌ
17,00  Santa Messa

GIOVEDÌ
17,00 – Santa Messa
          
SABATO - VI Domenica del Tempo Ordinario
18,00 - Santa Messa
         
DOMENICA - VI del Tempo Ordinario
9,00  - Santa Messa
           
Offerte x opere parrocchiali:  Ianna Maria Frith € 30.

Ianna Teresa  Ciampaner € 50
   

LUNEDÌ 
17,00 - Santa Messa

DOMENICA - VI del Tempo Ordinario
10,00 - Def.ta Chiaradia Adelina (Trigesimo)
Def.ti Bravin e  Def.ti Benvenuti

Offerte x opere parrocchiali:
Fort Angela e Ferrario Roberto € 100.

   

Consiglio Pastorale
Martedì 11 febbraio, alle ore 20,30, a Budoia, si terrà la riunione dei Consigli pastorali delle tre parrocchie.
Si raccomanda la presenza.

   
 

UN FIGLIO APPARTIENE A DIO, NON AI GENITORI

Maria e Giuseppe portarono il Bambino a Gerusalemme, per presentarlo al Signore. Una giovanissima coppia, col suo primo bambino, arriva portando la povera offerta dei poveri e il più prezioso dono del mondo: un bambino. Sulla soglia, due anziani in attesa, Simeone e Anna. Che attendevano, «perché le cose più importanti del mondo non vanno cercate, vanno attese» (Simone Weil). Perché quando il discepolo è pronto, il maestro arriva. Ad accogliere il bambino due laici che non ricoprono nessun ruolo ufficiale, ma sono due innamorati di Dio, occhi velati dalla vecchiaia ma accesi dal desiderio. Anna, è la terza profetessa del Nuovo Testamento, dopo Elisabetta e Maria. Perché Gesù non è dei sacerdoti, ma dell'umanità. È Dio che si incarna nelle creature, nella vita che finisce e in quella che fiorisce. «È nostro, di tutti gli uomini e di tutte le donne. Appartiene agli assetati, ai sognatori, come Simeone; a quelli che sanno vedere oltre, come Anna; a quelli capaci di incantarsi davanti a un neonato, perché sentono Dio come futuro e come vita» (M. Marcolini). Simeone pronuncia una profezia di parole immense su Maria, tre parole che attraversano i secoli e raggiungono ciascuno di noi: il bambino è qui come caduta e risurrezione, come segno di contraddizione perché siano svelati i cuori. Caduta, è la prima parola. «Cristo, mia dolce rovina» canta padre Turoldo, che rovini non l'uomo ma le sue ombre, la vita insufficiente, morente. Segno di contraddizione, la seconda. Lui che contraddice le nostre vie con le sue vie, i nostri pensieri con i suoi pensieri, la falsa immagine che nutriamo di Dio con il volto inedito di un abbà dalle grandi braccia e dal cuore di luce, contraddizione di tutto ciò che contraddice l'amore. Egli è qui per la risurrezione, è la terza parola: per lui nessuno è dato per perduto, nessuno finito per sempre. Sarà una mano che ti prende per mano, che ripeterà a ogni alba ciò che ha detto alla figlia di Giairo: talità kum, bambina alzati! Giovane vita, alzati, levati, sorgi, risplendi, riprendi la strada e la lotta. Festa della presentazione. Il bambino Gesù è portato al tempio, davanti a Dio, perché non è semplicemente il figlio di Giuseppe e Maria: «i figli non sono nostri» (Kalil Gibran), appartengono a Dio, al mondo, al futuro, alla loro vocazione e ai loro sogni, sono la freschezza di una profezia “biologica”. A noi spetta salvare, come Simeone ed Anna, almeno lo stupore.

MERCOLEDÌ
9,30 - Def.to Giorgio

VENERDÌ
17,00 - Def.ti Carlon Luigi e Virginio, ord. da famiglia

DOMENICA - V del Tempo Ordinario
11,00 - Santa Messa
 
Offerte:  Funerale Carlon Nadia € 130

 

MARTEDÌ
17,00 - Santa Messa

GIOVEDÌ
17,00 – Def.ta Zambon Cecilia Pala

SABATO - V Domenica del Tempo Ordinario
18,00 - Def. Don Alberto Semeia; Def.ti  Angelo e Adele Pala
Def.ti  Veronese Edda, Attilio e figlio Maurizio
Def.ti  Marson Emauele, Amabile e Paolo
         
DOMENICA - V del Tempo Ordinario
9,00  - Def.ti  Olivotti Alma e Zambon Ferdinando Rosit
           
Offerte x opere parrocchiali:
Zambon Antonio € 40, Zambon Roberto € 40  

   

LUNEDÌ 
17,00 - Santa Messa

DOMENICA - V del Tempo Ordinario
10,00 - Def.ti Fort Emilio  (anniversario)
Def.ti Soldà Bruna e Pastorutti Claudia (anniversario),  Def.ti Fort Valentino e Lea

Offerte x opere parrocchiali:
Cerimonia funebre Bragagia € 50

   

Il Gruppo donne del Rosario Perpetuo offre:
- per la lucidatura dei lampadari della Madonna    € 1.200
- per  l’illuminazione della corona della statua        €    100

   
 

UN AGNELLO CHE PORTA LA TENEREZZA DIVINA

Il Battista è appena stato arrestato, un'ombra minacciosa cala su tutto il suo movimento. Ma questo, anziché rendere prudente Gesù, aumenta l'urgenza del suo ministero, lo fa uscire allo scoperto, ora tocca a lui. Abbandona famiglia, casa, lavoro, lascia Nazaret per Cafarnao, non porta niente con sé, solo una parola: convertitevi perché il regno dei cieli è vicino. È l'annuncio generativo del Vangelo. Convertitevi è l'invito a rivoluzionare la vita: cambiate visione delle cose e di Dio, cambiate direzione, la strada che vi hanno fatto imboccare porta tristezza e buio. Gesù intende offrire lungo tutto il Vangelo una via che conduca al cuore caldo della vita, sotto un cielo più azzurro, un sole più luminoso, e la mostrerà realizzata nella sua vita, una vita buona bella e beata. Ed ecco il perché della conversione: il regno si è fatto vicino. Che cos'è il regno dei cieli, o di Dio? «Il regno di Dio verrà con il fiorire della vita in tutte le sue forme» (Giovanni Vannucci). Il regno è la storia, la terra come Dio la sogna. Gesù annuncia: è possibile vivere meglio, per tutti, e io ne conosco la via; è possibile la felicità. Nel discorso sul monte dirà: Dio procura gioia a chi produce amore. È il senso delle Beatitudini, Vangelo del Vangelo. Questo regno si è fatto vicino. È come se Gesù dicesse: è possibile una vita buona, bella e gioiosa; anzi, è vicina. Dio è venuto, è qui, vicinissimo a te, come una forza potente e benefica, come un lievito, un seme, un fermento. Che nulla arresterà. E subito Gesù convoca persone a condividere la sua strada: vi farò pescatori di uomini. Ascolta, Qualcuno ha una cosa bellissima da dirti, così bella che appare incredibile, così affascinante che i pescatori ne sono sedotti, abbandonano tutto, come chi trova un tesoro. La notizia bellissima è questa: la felicità è possibile e vicina. E il Vangelo ne possiede la chiave. E la chiave è questa: la nostra tristezza infinita si cura soltanto con un infinito amore (Evangelii gaudium). Il Vangelo ne possiede il segreto, la sua parola risponde alle necessità più profonde delle persone. Quando è narrato adeguatamente e con bellezza, il Vangelo offre risposte ai bisogni più profondi e mette a disposizione un tesoro di vita e di forza, che non inganna, che non delude. La conclusione del brano è una sintesi affascinante della vita di Gesù. Camminava e annunciava la buona novella, camminava e guariva la vita. Gesù cammina verso di noi, gente delle strade, cammina di volto in volto e mostra con ogni suo gesto che Dio è qui, con amore, il solo capace di guarire il cuore. Questo sarà anche il mio annuncio: Dio è con te, con amore. E guarirà la tua vita.

MERCOLEDÌ
9,30 - Def.ti Del Zotto Giobatta e genitori

DOMENICA – Presentazione del Signore
11,00 Def. Carlon Angelo Antenore (Benefattore)
             **** Benedizione candele ***
             Offerte:  per chiesa Carlon Mauro   € 20

 

MARTEDÌ
17,00 - Santa Messa

GIOVEDÌ
17,00 - Santa Messa

SABATO - Presentazione del Signore
18,00 - Def. Marton Gino **** Benedizione candele ***
         
DOMENICA - Presentazione del Signore
9,00  - Def.ti  Ermacora Luigi, Santa e Angela Burela
           **** Benedizione candele ***
Offerte:  Opere parrocchiali €40  e  €10

   

LUNEDÌ 
17,00 - Santa Messa

DOMENICA -Presentazione del Signore* Benedizione candele*
10,00 - Def.ti Carli Italo – Fort Mario ord. figlia
Per oggettini natalizi sono stati raccolti € 400 così destinati:
€ 200 per opere parrocchiali e € 200 per orfanatrofio Romania.         

   

FESTA DELLA PRESENTAZIONE DI GESU’ AL TEMPIO (CANDELORA)
Domenica prossima 2 febbraio, celebriamo la festa della Presentazione di Gesù al Tempio, popolarmente detta della Candelora. Durante le sante Messe (anche sabato) verranno benedette le candele nel segno di Cristo, luce del mondo e delle nostre vite.

FESTA DELL' ORATORIO
Domenica  2 febbraio festeggeremo l’Oratorio e il suo patrono San Giovanni Bosco.
I bambini ed i ragazzi con le loro famiglie sono invitati a Budoia per la Santa Messa delle ore 11. Confermare entro sabato ai catechisti.
Al termine della Messa in Oratorio, pastasciutta per tutti. Seguirà uno spettacolo di burattini.
Sono graditi  torte e dolciumi!

   
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UN AGNELLO CHE PORTA LA TENEREZZA DIVINA

Giovanni vedendo Gesù venire... Poter avere, come lui, occhi di profeta e so che non è impossibile perché «vi è un pizzico di profeta nei recessi di ogni esistenza umana» (A.J. Heschel); vedere Gesù mentre viene, eternamente incamminato lungo il fiume dei giorni, carico di tutta la lontananza; mentre viene negli occhi dei fratelli uccisi come agnelli;  mentre viene lungo il confine tra bene e male dove si gioca il tuo e, in te, il destino del mondo. Vederlo venire (come ci è stato concesso a Natale) pellegrino dell'eternità, nella polvere dei nostri sentieri, sparpagliato per tutta la terra, rabdomante d'amore dentro l'accampamento umano, da dove non se ne andrà mai più. Ecco l'agnello, il piccolo del gregge, l'ultimo nato che ha ancora bisogno della madre e si affida al pastore, che vuole crescere con noi e in mezzo a noi. Non è il «leone di Giuda», che viene a sistemare i malvagi e i prepotenti, ma un piccolo Dio che non può e non vuole far paura a nessuno; che non si impone, ma si propone e domanda solo di essere accolto. Accolto come il racconto della tenerezza di Dio. Viene e porta la rivoluzione della tenerezza, porta un altro modo possibile di abitare la terra, vivendo una vita libera da inganno e da violenza. Amatevi, dirà, altrimenti vi distruggerete, è tutto qui il Vangelo. Ecco l'agnello, inerme e più forte di tutti gli Erodi della terra. Una sfida a viso aperto alla violenza, alla sua logica, al disamore che è la radice di ogni peccato. Viene l'Agnello di Dio, e porta molto di più del perdono, porta se stesso: Dio nella carne, il cromosoma divino nel nostro Dna, il suo cuore dentro il nostro cuore, respiro dentro il respiro, per sempre. E toglie il peccato del mondo. Il verbo è declinato al presente: ecco Colui che instanca-bilmente, infallibilmente, giorno per giorno, continua a togliere, a raschiare via, adesso ancora, il male dell'uomo. E in che modo toglie il male? Con la minaccia e il castigo? No, ma con lo stesso metodo vitale, positivo con cui opera nella creazione.

MERCOLEDÌ
9,30 - Def.ta Angelin Norma (anniversario)

DOMENICA – III del Tempo Ordinario
11,00 - Def.ti Carlon Olivo e Giancarlo

 

MARTEDÌ
17,00 - Def.ta Celant Francina (anniversario)  

GIOVEDÌ
17,00 - Def.ta Parmesan Maria in Zambon

SABATO - III domenica del Tempo Ordinario
18,00 - Santa Messa prefestiva
         
DOMENICA - III del Tempo Ordinario
Nuovo orario!!
9,00  - Santa Messa

Offerte: € 10 per Madi.

   

LUNEDÌ 
17,00 - Santa Messa

DOMENICA - III del Tempo Ordinario
10,00 - Def.ti Trevisanut Dirce, Forgat Angela
Zambon Rosa, Rizzo Jolanda

   

CAMBIO ORARIO DOMENICALE SANTE MESSE
Da oggi fino  al 30 Aprile, le sante Messe Domenicali avranno il seguente orario: 

Sabato      : ore 18 S. Messa Prefestiva a Dardago

Domenica: ore   9 a Dardago - Nuovo orario!!
Domenica: ore 10 a Santa Lucia 
Domenica: ore 11 a Budoia   

   
 

BATTESIMO: IMMERGERSI IN UN OCEANO D'AMORE

La scena grandiosa del battesimo di Gesù, con il cielo squarciato, con il volo ad ali aperte dello Spirito sulle acque del Giordano, con la dichiarazione d'amore di Dio, è accaduta anche al mio battesimo e accade ancora a ogni quotidiana ripartenza. La Voce, la sola che suona in mezzo all'anima, ripete a ciascuno: tu sei mio figlio, l'amato, in te ho posto il mio compiacimento. Parole che ardono e bruciano: figlio mio, amore mio, gioia mia.Figlio è la prima parola. Figlio è un termine potente sulla terra, potente per il cuore dell'uomo. E per la fede. Dio genera figli secondo la propria specie, e io e tu, noi tutti abbiamo il cromosoma del genitore nelle nostre cellule, il Dna divino in noi.Amato è la seconda parola. Prima che tu agisca, prima che tu dica «sì», che tu lo sappia o no, ogni giorno, ad ogni risveglio, il tuo nome per Dio è «amato». Di un amore che ti previene, che ti anticipa, che ti avvolge a prescindere da ciò che oggi sarai e farai. Amato, senza se e senza ma. La salvezza deriva dal fatto che Dio mi ama, non dal fatto che io amo lui. E che io sia amato dipende da Dio, non dipende da me! Per fortuna, vorrei dire; o, meglio, per grazia! Ed è questo amore che entra, dilaga, avvolge e trasforma: noi siamo santi perché amati.La terza parola: Mio compiacimento. Termine desueto, inusuale eppure bellissimo, che nel suo nucleo contiene l'idea di piacere. La Voce grida dall'alto del cielo, grida sul mondo e in mezzo al cuore, la gioia di Dio: è bello con te, figlio mio; tu mi piaci; stare con te mi riempie di gioia. La potenza del battesimo è detta con il simbolo vasto delle acque che puliscono, dissetano, rinfrescano, guariscono, fanno germogliare i semi; con lo Spirito che, insieme all'acqua, è la prima di tutte le presenze nella Bibbia, in scena già dal secondo versetto della Genesi: «Lo Spirito di Dio aleggiava sulle acque». Una danza dello Spirito sulle acque è il primo movimento della storia. Da allora lo Spirito e l'acqua sono legati a ogni genesi, a ogni nascita, a ogni battesimo, a ogni vita che sgorga. Noi pensiamo al rito del battesimo come a qualche goccia d'acqua versata sul capo del bambino. La realtà è grandiosa: nella sua radice battezzare significa immergere: «Siamo immersi in un oceano d'amore e non ce ne rendiamo conto» (G. Vannucci). Io sono immerso in Dio e Dio è immerso in me; io nella Sua vita, Lui nella mia vita; «stringimi a te, stringiti in me» (G. Testori). Sono dentro Dio, come dentro l'aria che respiro, dentro la luce che mi bacia gli occhi; immerso in una sorgente che non verrà mai meno, inabissato in un grembo vivo che nutre, fa crescere e protegge: battezzato.

MERCOLEDÌ
9,30 - Santa Messa

DOMENICA – II del Tempo Ordinario
11,00 - Def.ti Andreazza Giovanni (trigesimo),
Del Zotto Celestino (anniversario), Scarpat Maria
Zambon Giovanni, Angela e Famiglia, Carlon Attilio, Onelia e Antonio

 

MARTEDÌ
17,00 - Santa Messa

GIOVEDÌ
17,00 - Def.ta Bastianello Marcella

SABATO -  II domenica del Tempo Ordinario
18,00 - Santa Messa prefestiva
            Def.to Bocus Luciano (anniversario)
            Ianna Italia (Norina)

DOMENICA - II del Tempo Ordinario
18,00  - Def.ta Bocus Rina (anniversario)
Del Maschio Maurizio,
Zambon Gianni
    
Offerte: per battesimo Felicienne Zambon, € 50
Per oggettini natalizi sono stati raccolti € 410 per  Madi: € 15
Tali offerte saranno utilizzate per opere parrocchiali

   

LUNEDÌ 
17,00 - Santa Messa

DOMENICA - II del Tempo Ordinario
10,00 - Santa Messa

   

Giovedì, 16 gennaio, alle ore 20,45 riunione del Consiglio Parrocchiale per gli Affari Economici con all’ordine del giorno:

  • Argomenti vari
   
 

ICONE DI DIO: C'È SANTITÀ E LUCE IN OGNI VITA

Vangelo immenso, un volo d'aquila che ci impedisce piccoli pensieri, che opera come uno sfondamento verso l'eterno: verso «il principio» (in principio era il Verbo) e il «per sempre». E ci assicura che un'onda immensa viene a battere sui promontori della nostra esistenza (e il Verbo si fece carne), che siamo raggiunti da un flusso che ci alimenta, che non verrà mai meno, a cui possiamo sempre attingere, che in gioco nella nostra vita c'è una forza più grande di noi. C'è santità e luce in ogni vita. E nessuno potrà più dire: qui finisce la terra, qui comincia il cielo, perché ormai terra e cielo si sono abbracciati.
E nessuno potrà dire: qui finisce l'uomo, qui comincia Dio, perché creatore e creatura si sono abbracciati e, almeno in quel neonato, uomo e Dio sono una cosa sola. Almeno a Betlemme. «Gesù è il racconto della tenerezza del Padre», per questo penso che la traduzione, libera ma vera, dei primi versetti del Vangelo di Giovanni, possa suonare pressappoco così: «In principio era la tenerezza, e la tenerezza era presso Dio, e la tenerezza era Dio... e la tenerezza carne si è fatta e ha messo la sua tenda in mezzo a noi».
Il grande miracolo è che Dio non plasma più l'uomo con polvere del suolo, dall'esterno, come fu in principio, ma si fa lui stesso, teneramente, polvere plasmata, bambino di Betlemme e carne universale. A quanti l'hanno accolto ha dato il potere... Notiamo la parola: il potere, non solo la possibilità o l'opportunità di diventare figli, ma un potere, una energia, una vitalità, una potenza di umanità capace di sconfinare. «Dio non considera i nostri pensieri, ma prende le nostre speranze e attese, e le porta avanti» (G. Vannucci). Nella tenerezza era la vita, e la vita era la luce degli uomini. Una cosa enorme: la vita stessa è luce. La vita vista come una grande parabola che racconta Dio; un Vangelo che ci insegna a sorprendere parabole nella vita, a sorprendere perfino nelle pozzanghere della terra il riflesso del cielo. Ci dà la coscienza che noi stessi siamo parabole, icone di Dio. Che chi ha la sapienza del vivere, ha la sapienza di Dio. Chi ha passato anche un'ora soltanto ad ascoltare e ad addossarsi il pianto di una vita è più vicino al mistero di Dio di chi ha letto tutti i libri e sa tutte le parole. Da Natale, da dove l'infinitamente grande si fa infinitamente piccolo, i cristiani cominciano a contare gli anni, a raccontare la storia. Questo è il nodo vivo del tempo, che segna un prima e un dopo. Attorno ad esso danzano i secoli e tutta la mia vita.

LUNEDÌ - Epifania del Signore - 6 gennaio
9,00 - Santa Messa

MERCOLEDÌ
9,30 - Def.ta Zambon Maria - Benefattrice

DOMENICA - Battesimo del Signore
11,00 - Santa Messa

Offerte: Famiglia Andreazza Giovanni  €  150
Pro Chiesa €  50

 

LUNEDÌ - Epifania del Signore
10,00 - Santa Messa e Battesimo

MARTEDÌ
17,00 - Santa Messa

GIOVEDÌ
17,00 - Santa Messa

SABATO -  Battesimo del Signore
18,00 - Santa Messa prefestiva
             Def.to Poletti Marco
             Def.to Bigaran Stefano

DOMENICA - Battesimo del Signore
18,00  - Def.ti Sandrin Emilio e Lucia
Def.ti di Ianna Franca
Def.ta Zambon Clara in Ianna (Anniversario)

Offerte per opere parrocchiali:
In memoria di Andrea Lachin, l’Associazione “Budoia Solidale” offre  €.100, NN  €. 30, Zambon Giuseppe Lussol  €.40 Zambon Fabrizio  €.40

   

LUNEDÌ - Epifania del Signore -  6 gennaio
11,00 - Santa Messa e benedizione dei bambini
           Def.ti Busetti  Dionora e Viel Pietro

DOMENICA - Battesimo del Signore
10,00 - Santa Messa

   

SOLENNITÀ  dell’ EPIFANIA  DEL  SIGNORE Lunedì,  6 gennaio 2020
Orari delle Sante Messe:
BUDOIA:                             ore 09,00
DARDAGO:                        ore 10,00
SANTA LUCIA:                 ore 11,00 – con la  Benedizione dei bambini.

   
 

GIUSEPPE, UN PADRE CONCRETO E SOGNATORE

Il Vangelo racconta di una famiglia guidata da un sogno.
Oggi noi, a distanza, vediamo che il personaggio importante di quelle notti non è Erode il Grande, non è suo figlio Archelao, ma un uomo silenzioso e coraggioso, concreto e sognatore: Giuseppe, il disarmato che è più forte di ogni Erode. E che cosa fa Giuseppe? Sogna, stringe a sé la sua famiglia, e si mette in cammino. Tre azioni: seguire un sogno, andare e custodire. Tre verbi decisivi per ogni famiglia e per ogni individuo; di più, per le sorti del mondo. Sognare è il primo verbo. È il verbo di chi non si accontenta del mondo così com'è. Un granello di sogno, caduto dentro gli ingranaggi duri della storia, è sufficiente a modificarne il corso. Giuseppe nel suo sogno non vede immagini, ascolta parole, è un sogno di parole. È quello che è concesso a ciascuno di noi, noi tutti abbiamo il Vangelo che ci abita con il suo sogno di cieli nuovi e terra nuova. Nel Vangelo Giuseppe sogna quattro volte (l'uomo giusto ha gli stessi sogni di Dio) ma ogni volta l'angelo porta un annunzio parziale, ogni volta una profezia breve, troppo breve; eppure per partire e ripartire, Giuseppe non pretende di avere tutto l'orizzonte chiaro davanti a sé, ma solo tanta luce quanta ne basta al primo passo, tanto coraggio quanto serve alla prima notte, tanta forza quanta basta per cominciare. Andare, è la seconda azione. Ciò che Dio indica, però, è davvero poco, indica la direzione verso cui fuggire, solo la direzione; poi devono subentrare la libertà e l'intelligenza dell'uomo, la creatività e la tenacia di Giuseppe. Tocca a noi studiare scelte, strategie, itinerari, riposi, misurare la fatica. Il Signore non offre mai un prontuario di regole per la vita sociale o individuale, lui accende obbiettivi e il cuore, poi ti affida alla tua libertà e alla tua intelligenza.Il terzo verbo è custodire, prendere con sé, stringere a sé, proteggere. Abbiamo il racconto di un padre, una madre e un figlio: le sorti del mondo si decidono dentro una famiglia. È successo allora e succede sempre. Dentro gli affetti, dentro lo stringersi amoroso delle vite, nell'umile coraggio di una, di tante, di infinite creature innamorate e silenziose. «Compito supremo di ogni vita è custodire delle vite con la propria vita» (Elias Canetti), senza contare fatiche e senza accumulare rimpianti. Allora vedo Vangelo di Dio quando vedo un uomo e una donna che prendono su di sé la vita dei loro piccoli; è Vangelo di Dio ogni uomo e ogni donna che camminano insieme, dietro a un sogno. Ed è Parola di Dio colui che oggi mi affianca nel cammino, è grazia di Dio che comincia e ricomincia sempre dal volto di chi mi ama.

19,00 - Santa Messa e canto del Te Deum

MERCOLEDI’-  Santa Madre di Dio - 1 gennaio 2020
11,00 - Santa Messa e canto del  Veni Creator
Def.  Sanson Angelo ord. figlio

DOMENICA – II dopo  Natale - 5 gennaio
11,00 - Santa Messa e benedizione acqua, sale e frutta

LUNEDI – Epifania del Signore  - 6 gennaio
9,00 - Santa Messa

Offerte: NN € 40

 

MARTEDI’- 31 dicembre 2019
18,00 - Santa Messa e canto del Te Deum
            Def.ti  Ianna Rita, Bruna e Piero

MERCOLEDI’-  Santa Madre di Dio - 1 gennaio 2020
18,00 - Santa Messa e canto del  Veni Creator

SABATO -  II dopo  Natale
18,00 - Santa Messa prefestiva

DOMENICA – II dopo  Natale - 5 gennaio
18,00 - Santa Messa e benedizione acqua, sale e frutta

LUNEDI – Epifania del Signore  - 6 gennaio
10,00 - Santa Messa

   

LUNEDI – 30 dicembre
17,00 - Santa Messa

MARTEDI’- 31 dicembre 2019
17,00 - Santa Messa e canto del Te Deum

MERCOLEDI’-  Santa Madre di Dio - 1 gennaio 2020
10,00 - Santa Messa e canto del  Veni Creator

DOMENICA – II dopo  Natale - 5 gennaio
10,00 -  Santa Messa e benedizione acqua, sale e frutta

LUNEDI – Epifania del Signore -  6 gennaio
11,00 - Santa Messa e benedizione dei bambini
Def.ti Busetti  Dionora e Viel Pietro

   

VIGILIA DELL’EPIFANIA E BENEDIZIONE
DELL’ACQUA  e  DELLA FRUTTA    
PAN E VIN

Domenica  prossima 5 gennaio, è la Vigilia dell’Epifania.

Secondo la tradizione verrà fatta la celebrazione per la benedizione dell’acqua e delle frutta:

  • alle 10 a Santa Lucia
  • alle 11 a Budoia
  • alle 18 a Dardago

In serata verranno accesi i  Pan e Vin nelle solite località dei tre paesi