Mappa del Sito
Home Page
Inizio Pagina
Pagina Precedente






 

V Domenica di Pasqua - (Anno A) (10 maggio 2020)

Continuano le misure per contrastare il “coronavirus”. I fedeli non possono partecipare alle S. Messe.  Nel rispetto delle regole imposte dall'emergenza possiamo pregare nelle nostre case, piccole chiese domestiche. Per chi ha fede,  il silenzio, la preghiera in famiglia, la penitenza e le opere di carità sono già un antidoto ai virus dell'indifferenza, dell'egoismo, dell'odio, del pensare solo a se stessi, frutti di satana, spirito del male. In questo mese di maggio, anche su indicazione del Papa, siamo invitati tutti a recitare il S. Rosario.
Don Vito Pegolo

Vangelo: Gv 10,1-10 - Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore.
Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via». Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto». Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta».
Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse. In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre».



Tommaso e Filippo, la strada e la casa
(Giovanni 14,1-14)
(commento del diac. Silvano Scarpat)

Nelle due domeniche che precedono la festa dell'Ascensione ci viene proposto il discorso di Gesù all'ultima cena. Dopo che Giuda è uscito nella notte, Gesù consegna “il comando nuovo, che vi amiate a vicenda anche voi, come io vi ho amati. Da questo potranno conoscere tutti che siete discepoli miei, se tra voi avete amore”: Giovanni con grande trepidazione custodisce queste parole, poi le ha scritte e sono giunte fino a noi. C'è il presentimento che qualcosa di drammatico potrebbe avvenire da un momento all'altro e che le loro stesse vite potrebbero essere in pericolo. Gesù li rassicura: “Non dovete stare più con l'animo agitato. Date fiducia a Dio e date fiducia anche a me”. Voi, “figlioletti”, siete preziosissimi, amati da mio Padre ad uno ad uno, appartenete alla sua famiglia, non come estranei ma come vi appartiene un figlio: mio Padre non vi farà mai mancare nulla. “Se non fosse così, vi avrei detto che vado a preparare un posto per voi” (seguo la traduzione di Giuseppe Sandri, La buona notizia, Libreria Editrice Fiorentina). “Anche voi dovete stare dove sono io”. Gesù, ricevuta da sempre l'essenza e la dignità di Figlio, ha il compito di introdurci nella sua stessa condizione filiale: la bellezza di poter vivere già qui fin d'ora “nella casa del Padre”, ciascuno con una propria mansione, una appartenenza unica, praticando il comando nuovo. “Gesù ci comunica il segreto dell'ospitalità. Egli ospita il Padre in quanto è ospitato da Lui. Essere ospite del Padre rende Gesù capace di ospitare il mondo, abitandolo come nessun altro, perfino quando il mondo non lo riconosce: Egli si sente sempre a casa sua, il mondo è una casa affidabile. Quanto più si è abitati dal Padre, tanto più si è capaci di abitare il mondo”. Noi, piccoli figli, possediamo tutto perché tutto ci è donato.
Le domande di Tommaso e Filippo sono preziose per poter capire meglio. Dice Tommaso: “Signore, non sappiamo dove vai, come possiamo sapere la strada?” Gli risponde Gesù: “Io sono la strada, quella vera, quella viva”. Gesù, presente tra i suoi, vivo e presente oggi: le sue parole ci parlano, a Lui ci si può rivolgere in ogni momento del giorno e della notte, presente nei sacramenti, nel perdono, nella grazia. E' la strada sicura: a volte ci si ferma, forse anche ci si perde; la si ritrova – che bello ritrovare le sue orme! - Lui la strada della vita. Poi è la volta di Filippo, uno dei discepoli della prima ora: “Signore, per noi è sufficiente che Tu questo Padre ce lo faccia vedere!” Filippo ha capito l'essenziale: Gesù non ha fatto altro che parlare del Padre ed eseguire la sua volontà. “Filippo, Io esisto nel Padre e il Padre esiste in me!” Noi, per essere qualcuno tendiamo a distinguerci, ad opporci uno all'altro. Gesù ci insegna un'altra via: siamo padroni di tutto perché tutto continuamente ci è donato. Dei suoi genitori Valentina dice:”Se fossi mamma e papà non potrei fare di meglio!” (Valentina Villalta, Poesie, pag. 5). Così Gesù di suo Padre: non saprei fare di meglio.
A Gesù dispiace lasciare i suoi, immensamente. Sa di averli avvicinati al Padre. Con il  salire al Padre di Gesù, l'universo ha trovato la direzione, il suo Creatore, la nostra terra un respiro insopprimibile. “Per questo vi dico: tutto quello che domandate nella Preghiera abbiate fede di averlo ottenuto e vi sarà accordato” (Marco 11,24).

   
 
IV Domenica di Pasqua - (Anno A) (3 maggio 2020)

Continuano le misure per contrastare il “coronavirus”. I fedeli non possono partecipare alle S. Messe.  Nel rispetto delle regole imposte dall'emergenza possiamo pregare nelle nostre case, piccole chiese domestiche. Per chi ha fede,  il silenzio, la preghiera in famiglia, la penitenza e le opere di carità sono già un antidoto ai virus dell'indifferenza, dell'egoismo, dell'odio, del pensare solo a se stessi, frutti di satana, spirito del male. In questo mese di maggio, anche su indicazione del Papa, siamo invitati tutti a recitare il S. Rosario.
Don Vito Pegolo

Vangelo: Gv 10,1-10 - Dal Vangelo secondo Giovanni

«In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore. Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei». Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro.
Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo. Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza».

 

 SIMON PIETRO, DA PESCATORE A PASTORE (commento del diac. Silvano Scarpat)
Nella luce del Signore risorto, sotto la sua guida vivente, iniziamo da questa Domenica a rileggere le Sue parole - quelle che i testimoni hanno ascoltato e trasmesso - a partire dal Vangelo del buon pastore (Giovanni 10).
Tutta la Sacra Scrittura parla di Gesù:
Il Signore è il mio pastore,
di nulla mancherò...
Se dovessi camminare in una valle oscura,
non temerò alcun male: Tu sarai con me.
Dal tuo bastone, dal tuo vincastro
mi sentirò protetto.
Felicità e grazia
per la vita, mi inseguono” (Salmo 23).
Gesù per dirci quanto ci vuole bene ha usato l'immagine del pastore, delle pecore e del gregge. Sembra che allora in ogni piccolo villaggio ci fosse un unico ovile, custodito da un guardiano. Ogni pastore andava a prendersi le sue pecore per portarle al pascolo, le chiamava per nome ad una ad una: le pecore conoscevano la voce del pastore, uscivano e gli andavano dietro.
Gesù è “la porta” dell'ovile: lui fa entrare le sue pecore e le fa stare al sicuro, le fa uscire e cammina davanti a loro. Le pecore si stringono al bastone del pastore, che dà loro sicurezza. Gesù è il pastore, quello vero, che di fronte al pericolo non fugge. “Io sono venuto – dice – perché abbiano una vita e un traboccare di vita”. Per indicare la vita viene usata la parola “zoè”, che sta ad indicare una vita di grande respiro, che si avvicina alla vita stessa di Dio.
San Pietro, ormai vecchio, nella lettera che scrive e manda alle comunità dell' Asia minore “per mezzo del suo fedele fratello Silvano”, riprende l'immagine del pastore (seconda lettura): “seguite le sue orme”, dice. Si rivolge qui in particolare agli schiavi cristiani, che non avevano sempre una vita facile: Gesù, insultato, non rispondeva con insulti, trattato male non minacciava di vendicarsi: si affidava in piena fiducia al Padre. E poi, in uno squarcio di sereno, “le nostre colpe, assieme al suo corpo, sono finite inchiodate a quel legno”, alla croce: Pietro, per un attimo ricorda le sue disavventure di allora (diceva il Papa in una delle prediche quaresimali: “Dio ricorda tutto, ma non le nostre colpe”). “Le sue trafitture ci hanno risanato”.
L'evangelista Giovanni, amico e un po' anche antagonista di Pietro, racconta che, dopo la Risurrezione, sul lago di Galilea si era radunato un gruppetto di discepoli, i più rappresentativi, forse per riprendere il lavoro di pescatori. Il Signore risorto fattosi presente “per la terza volta”, affida a Pietro l'incarico di prendersi cura del gregge: “Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene? “ Pietro gli risponde: “Tu sai tutto, Signore, tu sai che ti voglio bene”. “Conduci al pascolo i miei agnellini! Conduci al pascolo le mie pecore!” (Giovanni 21).
C'è un gioco di parole: nel dialogo con Pietro, Gesù inizialmente aveva usato un verbo di significato più universale e formale (agapào) per dire “voler bene”. Pietro risponde sempre con un altro verbo, “filéo” “che impegna le persone nella concretezza delle loro relazioni, chiama in causa l'affetto, la capacità di attaccamento, sottolinea l'affettività, sensibile e spirituale nello stesso tempo”. Il Signore alla fine gli va incontro, è Lui a cambiare. Questo pensiero mi emoziona. Voler bene a Gesù così: ecco indicato semplicemente anche il nostro percorso, la via della vita e di “un traboccare di vita”.

   
 
III Domenica di Pasqua - (Anno A) (26 aprile 2020)

Continuano le misure per contrastare il “coronavirus”. I fedeli non possono partecipare alle S. Messe. Nel rispetto delle regole imposte dall'emergenza possiamo pregare nelle nostre case, piccole chiese domestiche.
Per chi ha fede, il silenzio, la preghiera in famiglia, la penitenza e le opere di carità sono già un antidoto ai virus dell'indifferenza, dell'egoismo, dell'odio, del pensare solo a se stessi, frutti di satana, spirito del male.
Don Vito Pegolo

Di seguito sono riportati il brano del Vangelo di oggi e il commento che ci aiuta alla sua comprensione.

Vangelo: Lc 24,13-35 - Dal Vangelo secondo Luca

Ed ecco, in quello stesso giorno [il primo della settimana] due dei [discepoli] erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo. Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto». Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui. Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, lo benedisse, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?». Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.

Un viandante sulla strada per Emmaus (commento del diac. Silvano Scarpat)
Luca, ebreo della diaspora, medico ad Antiochia di Siria, conosceva non solo la lingua greca ma anche l'ebraico e le tradizioni ebraiche: quasi certamente aveva studiato a Gerusalemme e vi ritornava per le grandi feste, con l'amore struggente di chi vive lontano. Discepolo di San Paolo, ha scritto il Vangelo e, di seguito, gli Atti degli Apostoli, con dei racconti di grande bellezza: alcuni, come il vangelo di oggi, solo lui ce li ha tramandati. Sempre in quel “primo giorno della settimana”- che per noi è la Domenica di Pasqua – due discepoli se ne stanno tornando da Gerusalemme in direzione di Emmaus, sulla strada verso il mare. Sono esperti di Scrittura Santa, hanno seguito anche la predicazione e le vicende di Gesù. Ma ora, con la sua morte, tutto è finito. Se ne tornano tristi. Provvidenzialmente un viandante si accosta a loro, fanno strada insieme. Con il suo aiuto, rilette con lui le Scritture Sante acquistano vita, ridanno speranza. Quarant'anni fa', proprio come in questi giorni, ero anch'io in Terra Santa. Più ebreo che cristiano, seguivo come guida la seconda parte del libro di Isaia (il Libro della consolazione e il ritorno dall'esilio) e il Cantico dei Cantici. Quel cielo di Palestina, di un azzurro intensissimo, le colline in primavera, gli ulivi, i passeri: “Gli stessi fiori del campo e gli uccelli che Egli contemplò ammirato con i suoi occhi umani ora sono pieni della sua presenza luminosa” (Laudato si', n. 100). Arrivati ad Emmaus, sul far della sera, con la discrezione e il pudore che si ha nell'amicizia e nell'amore vero, quel viandante vorrebbe continuare la sua strada. “Rimani con noi perché si fa sera e il giorno già volge al tramonto”: lo costringono a fermarsi, ad entrare e a rimanere con loro. Lo riconoscono mentre spezza il pane, in quel gesto – antico come le montagne – dell'ospitalità e della condivisione, di Melchisedech nei confronti di Abramo, di Booz nei confronti di Rut, la moabita,(“accostati qui e mangerai dal pane e intingerai il tuo pezzo nell'aceto”. Booz le porse grano abbrustolito e lei mangiò e si saziò e ne lasciò d'avanzo), del pescatore sulla spiaggia. Dio, pellegrino sulle nostre strade. “Lo riconobbero, ed egli divenne invisibile per loro”. Non lo vedono più, ma il Signore rimane con loro, così che nella notte riprendono il cammino per tornare a Gerusalemme, dagli apostoli, che non li badano più di tanto; ritornano alla Chiesa, fanno la loro parte. Uno dei due, quello che parla a lungo all'inizio, si chiama Cleopa. Ma l'altro, chi è? Strano che Luca, preciso com'è non si sia informato e non ce lo dica. Facile: l'altro discepolo è lui, Luca, il rabbino conquistato da Gesù, ebreo della diaspora con la nostalgia di Gerusalemme nel cuore, compagno di San Paolo nella diffusione del Vangelo fino alle estremità della terra. Scriverà la storia delle origini cristiane, dal concepimento di Giovanni il Battista fino all'arrivo di San Paolo a Roma: “il caro medico”, “Luca,egli solo è con me” scrive San Paolo nelle lettere dal Carcere. Luca si nasconde, ma quei suoi racconti “nello Spirito di Gesù” ci riscaldano il cuore.

   
 

II Domenica di Pasqua - (Anno A) (19 aprile 2020)

Per noi cristiani, vivere la Domenica giorno del Signore - Pasqua della settimana senza la Santa Messa - è una grande prova che dobbiamo superare con la preghiera e nel rispetto delle regole imposte dall'emergenza.
Per chi ha fede,  il silenzio, la preghiera in famiglia, la penitenza e le opere di carità sono già un antidoto ai virus dell'indifferenza, dell'egoismo, dell'odio, del pensare solo a se stessi, frutti di satana, spirito del male.
Don Vito Pegolo

Di seguito sono riportati il brano del Vangelo di oggi e il  commento che ci aiuta alla sua comprensione.

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 20,19-31)

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».
Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

Tommaso, uno di noi (commenti del diac. Silvano Scarpat)
Tommaso non era un discepolo della prima ora. E' arrivato dopo, giusto in tempo per poter entrare nel gruppo dei “dodici”, i più vicini a Gesù. L'evangelista Giovanni ci parla di lui nel momento in cui Gesù decide di ritornare in Giudea, per andare in aiuto all'amico Lazzaro. Tommaso, conoscendo il pericolo e l'esitazione dei compagni, dice: “Andiamo anche noi, a morire con Lui”.
Nel dialogo con Gesù dopo la cena, nell'imminenza della passione, Tommaso non sembra sentire il peso degli eventi che stanno vivendo: “Signore, non sappiamo dove tu te ne vai! Come possiamo sapere la strada?” Gli risponde Gesù: “Io sono la strada, quella vera, quella viva!” Il cammino sicuro è affidarci a Gesù, sorgente della vita, contare su di lui e avvicinarsi sempre più a lui.
Alla crocifissione Tommaso non c'è - come gli altri, eccetto il discepolo amato, Giovanni. E non c'è neppure la sera di Pasqua, quando Gesù risorto dai morti si fa presente ai suoi a portare la pace, il perdono e la gioia. Si era allontanato forse all'arrivo di Maria Maddalena, alle parole e al racconto di lei: “Ho visto il Signore”. Eppure qualcosa lo lega ancora a Gesù e ai compagni.
Viene, nonostante le porte fossero chiuse, come la prima volta, e previene la richiesta di Tommaso: “Metti qui il dito, guardami le mani, allunga la mano, mettila qui, sul fianco... Comincia a credere!”

Il Signore risorto dai morti è ancora più benevolo, accondiscendente, più vicino e più lieve, come per Elia sul monte il soffio di un vento leggero: Spirito, “Ruh” in ebraico è femminile, vento che porta le nubi cariche di pioggia e rende fertile il deserto. “Il mistero più grande – scrive Bonhoeffer – non è la stella più lontana, ma come tu, Signore, ci sia così vicino”.
Risponde Tommaso: “Signore mio, e Dio mio!” E' la professione di fede più alta in tutto il Nuovo Testamento. Ma Gesù invita Tommaso a smettere di guardare al passato, ad alzare gli occhi e guardare lontano: “Felici quelli che crederanno senza aver visto”. Gesù pensa a noi (I lettera di S. Pietro, seconda lettura): “Voi lo amate, pur senza averlo visto e ora, senza vederlo, credete in Lui. Perciò vi rallegrate di gioia inesprimibile e risplendente”.
Scrive un commentatore:”Gesù è lì, tra i suoi, non c'è nessun congedo, nessuna partenza; è tornato e rimane”. Tommaso sarà di nuovo con Pietro e alcuni discepoli sul lago di Galilea quando il Signore, dopo che erano usciti a pescare tutta la notte senza risultato, si fa loro incontro all'alba per offrire pane e pesce arrostito al fuoco, sulla spiaggia e li conferma e orienta verso una pesca migliore.

   
 

Pasqua di Risurrezione - (Anno A) (12 aprile 2020)

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 20,1-9)

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.
Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».
Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.
Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.
Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.

Commento del diacono Silvano Scarpat

Il primo giorno della settimana, al mattino prestissimo, che ancora era buio” (Gv. 20,1), una ragazza, sola, attraversa la città bassa di Gerusalemme ed esce, forse dalla porta di Efraim, verso il luogo dove il corpo di Gesù era stato sepolto.
L'evangelista Giovanni sa cosa vuol dire voler bene. Maria Maddalena lui l'aveva notata solo due giorni prima, non sapeva niente di lei.
Maria trova che la pietra è stata tolta via e, di corsa, torna in città, va da Pietro e Giovanni: “hanno portato via il mio Signore!” Ritornano insieme al sepolcro: vedono le bende afflosciate e il fazzoletto arrotolato in un luogo a parte. Giovanni a quella vista credette.

Mentre i due discepoli se ne tornano a casa, Maria rimane accanto al sepolcro vuoto a piangere. Gesù, ritto in piedi dall'altra parte le dice:”Donna, perché piangi? Chi cerchi?”. Poi la chiama per nome:”Maria”. Non è il custode del giardino, è il Signore, risorto dal regno dei morti, il vivente. Non c'è verità più grande e più certa. Gesù le dice ancora:”smetti di toccarmi, va' dai miei fratelli!”.
Le cose belle occorre condividerle subito e diventano ancora più belle. Andare ad annunciare di Lui ai fratelli: così li chiama e ci chiama per la prima volta e per sempre. Maria Maddalena andò dai discepoli e rimase con loro.

   
 

Domenica delle Palme - (Anno A) (5 aprile 2020)

In questo periodo di grave emergenza, seguendo le direttive delle autorità civili ed ecclesiastiche, le cerimonie della Settimana Santa e della S. Pasqua saranno celebrate  nelle chiese parrocchiali in forma privata, senza la presenza dei fedeli.
Dopo i commenti alle letture, viene riportato il calendario delle celebrazioni.

Iniziamo oggi la “grande settimana” in cui con tutta la Chiesa celebriamo i misteri della passione, morte e risurrezione del nostro Signore Gesù Cristo. Come il popolo di Gerusalemme siamo invitati a sollevare i nostri rami, riconoscendo che il Messia, così tanto atteso, è tra noi. Ma, subito dopo, anche a batterci il petto, perché quel Gesù che si è donato a noi è anche il servo sofferente, l’uomo della croce, che la nostra ingratitudine ha sottoposto ai tribunali umani e alla condanna.

Osanna, Figlio di Davide! Ricordati di noi, umile Servo del Signore! Donaci la vita e la risurrezione, glorioso Figlio del Dio Altissimo!

I commenti alle letture sono a cura del Diacono Silvano Scarpat.

Il Vangelo secondo Giovanni, che ci ha accompagnato nel cammino quaresimale con la professione di fede della samaritana, del cieco risanato e degli amici di Gesù, Marta, Maria e Lazzaro, ci guida ancora nella Settimana Santa, fino alla Pasqua. La passione secondo Giovanni la si legge da tempo immemorabile il Venerdì Santo: è la testimonianza, appassionata e lieve, del discepolo amato, rimasto vicino a Gesù durante il processo, sotto la croce e fino al giardino della sepoltura e del Risorto. Ci sono nel racconto di Giovanni frequenti assonanze con il Cantico dei Cantici [Ct] (fatto conoscere, recentemente, da Benigni, a modo suo), che gli ebrei leggono per la festa di Pasqua e degli azzimi, festa di primavera.

Domenica delle Palme

VANGELO (Mt21,1-11)
Quando furono vicini a Gerusalemme e giunsero presso Betfage, verso il monte degli Ulivi, Gesù mandò due discepoli, dicendo loro: «Andate nel villaggio di fronte a voi e subito troverete un’asina, legata, e con essa un puledro. Slegateli e conduceteli da me. E se qualcuno vi dirà qualcosa, rispondete: “Il Signore ne ha bisogno, ma li rimanderà indietro subito”».Ora questo avvenne perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta: «Dite alla figlia di Sion: “Ecco, a te viene il tuo re, mite, seduto su un’asina e su un puledro, figlio di una bestia da soma”.
I discepoli andarono e fecero quello che aveva ordinato loro Gesù: condussero l’asina e il puledro, misero su di essi i mantelli ed egli vi si pose a sedere. La folla, numerosissima, stese i propri mantelli sulla strada, mentre altri tagliavano rami dagli alberi e li stendevano sulla strada.
La folla che lo precedeva e quella che lo seguiva, gridava: «Osanna al figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nel più alto dei cieli!».
Mentre egli entrava in Gerusalemme, tutta la città fu presa da agitazione e diceva: «Chi è costui?». E la folla rispondeva: «Questi è il profeta Gesù, da Nazaret di Galilea».

Commento:
Gesù, profumato con il nardo prezioso di Maria di Betania (“mentre il mio re è seduto al banchetto, il mio nardo effonde il suo profumo”,  Ct 1,12) entra a Gerusalemme cavalcando un asinello, acclamato dalla folla con rami di palma: “non aver paura, Gerusalemme, guarda il tuo re che sta venendo seduto su un puledro d'asina” (“il mio amato, eccolo, viene! Avanza per i monti, balza per le colline”, Ct 2,8). Gesù appartiene a quella città santa, come quella città santa gli appartiene: come il cristiano alla chiesa e la chiesa al cristiano.

Giovedì Santo
I discepoli si ritrovano con Gesù ad una cena, nell'imminenza della Pasqua, dentro la città santa. Ad un certo punto Gesù si alza da tavola e si mette a lavare i piedi ai discepoli, gesto supremo di dedizione: “vi ho dato un esempio perché anche voi facciate come io ho fatto a voi”. E' l'attestazione preziosissima dell'amore che il Signore ha per la Chiesa, santificandola con la Parola e i Sacramenti (“come sono belli, nei calzari, i tuoi piedi, figlia di stirpe regale”, Ct 7,2).
Gesù lava i piedi anche a Giuda e gli offre il pane, come all'ospite di riguardo. A questo punto, inaspettatamente, si rivela un altro discepolo, che aveva seguito Gesù dall'inizio ma fino a quel momento non si era identificato: l'autore del Vangelo, “il discepolo a cui Gesù voleva bene”, in cui ognuno si può riconoscere. “Vi do un comando nuovo, che vi amiate a vicenda anche voi come io vi ho amati”. “Io sono la strada quella vera, quella viva!” “uno che mi ama, tiene l'occhio fisso al mio discorso e allora anche il Padre mio lo amerà e verremo ad abitare in lui”.
E' notte, la prima luna piena di primavera. Lasciano la casa della cena e si dirigono verso il monte degli ulivi, dall'altra parte della città. Le viti stanno mettendo i primi germogli (“ecco, è passato il freddo, nella nostra terra sono comparse le gemme, le viti in fiore profumano”, Ct 2,11-13). “Io sono la vite, voi i tralci”, dice Gesù. “Vi ho parlato così perché esista in voi questa gioia - la mia, – che renderà completa la vostra”. “La donna che deve partorire non è in allegria, perché è arrivato il suo momento, ma quando ha fatto nascere il bambino non si ricorda più di quel dolore, per la gioia che è venuto al mondo un uomo”. “Se al Padre chiederete qualcosa nel mio nome, ve la darà, e così la vostra sarà una gioia completa”.
Verso la fine della strada, nella notte luminosa, Gesù si ferma, alza gli occhi al cielo e prega: “Padre, il momento è venuto. Fa risplendere questo figlio tuo, perché questo figlio faccia risplendere te... Questa è la vita che dura per sempre: che conoscano te unico Dio vero e Gesù l'Eletto inviato da Te”.

Venerdì Santo
Entrano in un giardino, in un podere di ulivi, dove altre volte avevano passato la notte. La passione del Signore inizia e termina in un giardino. All'arrivo di Giuda, Gesù si consegna spontaneamente: “se cercate me, lasciate che questi qui se vadano”. Così si avverava la parola detta da Lui: “di quelli che mi hai dato non ho perduto nessuno”. Simon Pietro e l'altro discepolo, Giovanni, seguono Gesù ed entrano nel palazzo del sommo sacerdote, perché Giovanni era conosciuto.
Al mattino Gesù, legato, viene mandato da Pilato, che attesta la sua innocenza e vorrebbe liberarlo. Lo scontro tra Pilato e i giudei militanti e poi l'autorità di Pilato dominano il resto della narrazione, ma a risplendere è soprattutto la regalità di Gesù: “ecco il vostro re!” 'Bellezza completa e irresistibile, forza d'amore, supremazia dei valori più alti'. Dice Gesù: “a questo scopo io fui fatto nascere, con questo scopo sono venuto nel mondo, per attestare la verità. Chiunque è dalla parte della verità dà ascolto alla mia voce”.
Gesù esce verso il calvario con il mantello regale e sulla testa la corona di spine, abbracciando da sé la croce come un trofeo di vittoria.
Dalla croce le parole più tenere, intensissime, rivolte da Gesù alla madre e al discepolo: “donna, ecco il tuo figlio” e “figlio, ecco tua madre”. Il discepolo, Giovanni, annota nella memoria e poi in un libro, a rischiarare i secoli.

Sabato Santo
Il corpo di Gesù viene tolto dalla croce integro, senza alcuna frattura, preso in consegna da persone amiche, Giuseppe d'Arimatea e Nicodemo, cosparso di oli profumati, mirra e aloe, senza misura e adagiato in un sepolcro nuovo nella roccia, ancora in un giardino: “sono venuto al mio giardino, o mia sorella sposa; ho colto la mia mirra e anche il mio profumo” Ct 5,1; “sei un giardino sbarrato, mia sorella, mia sposa, un giardino sbarrato, una sorgente sigillata... sei sorgente per i giardini, sei fonte d'acqua viva, che sgorga scendendo dal Libano” Ct 4,12.15. Giovanni è presente ed annota.
Beata Elisabetta Vendramini, fondatrice delle nostre suore, così si sentiva amata dal Signore: “tu sei la mia figlia prediletta, in te ho trovato la mia compiacenza”. E santa Teresa di Lisieux: “questa è la conoscenza di Dio: accettare di essere amati”.

CERIMONIE DELLA SETTIMANA SANTA

I fedeli sono invitati a dedicare un tempo conveniente alla preghiera e alla meditazioneaiutandosi anche con le celebrazioni trasmesse tramite radio e televisione.

Le varie cerimonie verranno celebrate, in forma privata, da don Vito senza la presenza dei fedeli

Sabato, 4 aprile - (Prefestiva) Domenica delle Palme - Dardago
Domenica, 5 aprile - Domenica delle Palme - Budoia
Giovedì Santo, 9 aprile - Dardago
Venerdì Santo, 10 aprile - Budoia
Sabato Santo, 11 aprile - Dardago
Domenica di Pasqua, 12 aprile - Budoia
Lunedì dell’Angelo, 13 aprile - Santa Lucia

Il giorno di Pasqua, alle ore 12,30, tutte le campane suoneranno a festa per annunciare che Cristo, nostra speranza, è risorto! ALLELUIA!!


Sarà una Pasqua diversa
, come dice il nostro Vescovo. Anche se le celebrazioni con la partecipazione del popolo sono sospese… lo Spirito è presente e ci suggerisce di riscoprire lo spirito della famiglia, in forza del quale le nostre case, per la presenza di Gesù sono una piccola Chiesa domestica.
Riscopriamo la gioia e la bellezza della preghiera in famiglia!

   
 

V Domenica di Quaresima - (Anno A) (29 marzo - 05 aprile 2020)

In queste settimane non è possibile celebrare la Santa Messa con la presenza dei fedeli.

Per noi cristiani, vivere la Domenica  - Pasqua della settimana, senza la Santa Messa - è una grande prova che dobbiamo superare con la preghiera e nel rispetto delle regole imposte dall'emergenza.
Per chi ha fede, l'occasione del tempo forte della Quaresima, il silenzio, la preghiera in famiglia, la penitenza e le opere di carità sono già un antidoto ai virus dell'indifferenza, dell'egoismo, dell'odio, del pensare solo a se stessi, frutti di satana, spirito del male.
Don Vito Pegolo

Di seguito sono riportati il brano del Vangelo di oggi (morte e risurrezione di Lazzaro) e un commento che ci aiuta alla sua comprensione.

Dal Vangelo secondo GIOVANNI (Gv 11, 1.45)

In quel tempo, un certo Lazzaro di Betania, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella, era malato. Maria era quella che cosparse di profumo il Signore e gli asciugò i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato. Le sorelle mandarono dunque a dirgli: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato».
All’udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato». Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro. Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. Poi disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!». I discepoli gli dissero: «Rabbì, poco fa i Giudei cercavano di lapidarti e tu ci vai di nuovo?». Gesù rispose: «Non sono forse dodici le ore del giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo; ma se cammina di notte, inciampa, perché la luce non è in lui».
Disse queste cose e poi soggiunse loro: «Lazzaro, il nostro amico, si è addormentato; ma io vado a svegliarlo». Gli dissero allora i discepoli: «Signore, se si è addormentato, si salverà». Gesù aveva parlato della morte di lui; essi invece pensarono che parlasse del riposo del sonno. Allora Gesù disse apertamente: «Lazzaro è morto e io sono contento per voi di non essere stato là, affinché voi crediate; ma andiamo da lui!». Allora
Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. Betania distava da Gerusalemme meno di tre chilometri e molti Giudei erano venuti da Marta e Maria a consolarle per il fratello. Marta dunque, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo».
Dette queste parole, andò a chiamare Maria, sua sorella, e di nascosto le disse: «Il Maestro è qui e ti chiama». Udito questo, ella si alzò subito e andò da lui. Gesù non era entrato nel villaggio, ma si trovava ancora là dove Marta gli era andata incontro. Allora i Giudei, che erano in casa con lei a consolarla, vedendo Maria alzarsi in fretta e uscire, la seguirono, pensando che andasse a piangere al sepolcro.
Quando Maria giunse dove si trovava Gesù, appena lo vide si gettò ai suoi piedi dicendogli: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!». Gesù allora, quando la vide piangere, e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse profondamente e, molto turbato, domandò: «Dove lo avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». Gesù scoppiò in pianto. Dissero allora i Giudei: «Guarda come lo amava!». Ma alcuni di loro dissero: «Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?».
Allora Gesù si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni». Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?». Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». 43Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: «Liberatelo e lasciatelo andare».

 

Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui.

Credo, Signore
Gesù insegna ogni giorno nel tempio di Gerusalemme. Di notte esce verso il monte degli Olivi, ospite forse di Marta e Maria, a Betania. E' passata da poco la festa delle luci, Hannukàh, festa d'inverno. L'ostilità dei capi cresce contro di lui. Decide allora di lasciare la città santa e la terra d'Israele e con i suoi discepoli si rifugia al di là del Giordano, nel luogo dove era stato battezzato da Giovanni e dove aveva incontrato i primi discepoli, compreso l'altro Giovanni, autore del Vangelo, che riferisce tutti questi fatti. Qui numerose persone vanno da Gesù e credono in lui. Ma lo raggiunge la notizia che Lazzaro, suo amico, fratello di Marta e Maria, è ammalato. Gesù attende, incerto sul da farsi, sicuro che quella malattia dell'amico “è per lo splendore di Dio, perché Dio possa risplendere nel Figlio”. Dopo tre giorni decide di partire. I discepoli lo avvertono del pericolo che corre, a tornare in Giudea, dove abita Lazzaro, a soli tre Chilometri da Gerusalemme. Gesù rimane nella sua decisione e i discepoli vanno con lui.
Quando arrivano a Betania, Lazzaro è già nel sepolcro. Gesù non entra nella casa di Marta e Maria, attende fuori del villaggio. Marta gli va incontro. Le dice Gesù: “Io sono la resurrezione e la vita, chi vive credendo in me non può morire per sempre”. Risponde Marta: “Sì, Signore, io ho creduto che tu sei l'Eletto, il Figlio di Dio che viene nel mondo”. La professione di fede di Marta è il centro del racconto. Subito Marta va a chiamare la sorella, che era rimasta in casa e insieme vengono da Gesù, le sorelle discepole, figura del credente. Maria si getta ai piedi di Gesù e piange. Vedendola, anche a Gesù scendono le lacrime, così che i giudei presenti dicevano: “vedi quanto gli voleva bene”. Insieme vanno al sepolcro e Gesù con un forte grido richiama Lazzaro alla vita, dopo aver ringraziato il Padre: “Padre, ti ringrazio che mi hai ascoltato. Io sapevo che sempre mi dai ascolto”. Molti credono in lui, ma i membri del tribunale ebraico decidono di cogliere il momento opportuno per eliminarlo.
Gesù e i discepoli se ne vanno in un luogo più sicuro, verso nord, nella città di Efraim, vicina al deserto, e lì rimangono, loro soli. Ritornano a Betania sei giorni prima di Pasqua e vengono invitati ad un pranzo, con Marta, Maria e Lazzaro. Durante il pranzo Maria si getta ai piedi di Gesù e li profuma con un unguento preziosissimo – nardo genuino di altissimo pregio – e li asciuga con i suoi capelli: “tutta la casa si riempie della fragranza del profumo”. E' un gesto unico, come unica è la persona di Gesù, di infinita gratitudine e tenerezza.
Gesù, nostra vita, forza, gioia, il nostro oggi e la nostra sicura speranza.
(Vangelo di Giovanni, 10,40 – 12,8)
Commento: Diac. Silvano Scarpat

   
 

IV Domenica di Quaresima - Laetare (Anno A) (22 marzo 2020)

Per noi cristiani, vivere la Domenica giorno del Signore - Pasqua della settimana senza la Santa Messa - è una grande prova che dobbiamo superare con la preghiera e nel rispetto delle regole imposte dall'emergenza.
Per chi ha fede, l'occasione del tempo forte della Quaresima, il silenzio, la preghiera in famiglia, la penitenza e le opere di carità sono già un antidoto ai virus dell'indifferenza, dell'egoismo, dell'odio, del pensare solo a se stessi, frutti di satana, spirito del male.
Don Vito Pegolo

Di seguito sono riportati il brano del Vangelo di oggi (un brano molto famoso) e un commento che ci aiuta alla sua comprensione.

 Dal Vangelo secondo GIOVANNI (Gv 9, 1.41)

In quel tempo, Gesù passando, vide un uomo cieco dalla nascita e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?». Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio. Bisogna che noi compiamo le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può agire. Finché io sono nel mondo, sono la luce del mondo». Detto questo, sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe» – che significa Inviato. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva.
Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, perché era un mendicante, dicevano: «Non è lui quello che stava seduto a chiedere l’elemosina?». Alcuni dicevano: «È lui»; altri dicevano: «No, ma è uno che gli assomiglia». Ed egli diceva: «Sono io!». Allora gli domandarono: «In che modo ti sono stati aperti gli occhi?». Egli rispose: «L’uomo che si chiama Gesù ha fatto del fango, mi ha spalmato gli occhi e mi ha detto: “Va’ a Sìloe e làvati!”. Io sono andato, mi sono lavato e ho acquistato la vista». Gli dissero: «Dov’è costui?». Rispose: «Non lo so».
Condussero dai farisei quello che era stato cieco: era un sabato, il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi. Anche i farisei dunque gli chiesero di nuovo come aveva acquistato la vista. Ed egli disse loro: «Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo». Allora alcuni dei farisei dicevano: «Quest’uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato». Altri invece dicevano: «Come può un peccatore compiere segni di questo genere?». E c’era dissenso tra loro. Allora dissero di nuovo al cieco: «Tu, che cosa dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?». Egli rispose: «È un profeta!».
Ma i Giudei non credettero di lui che fosse stato cieco e che avesse acquistato la vista, finché non chiamarono i genitori di colui che aveva ricuperato la vista. E li interrogarono: «È questo il vostro figlio, che voi dite essere nato cieco? Come mai ora ci vede?». I genitori di lui risposero: «Sappiamo che questo è nostro figlio e che è nato cieco; ma come ora ci veda non lo sappiamo, e chi gli abbia aperto gli occhi, noi non lo sappiamo. Chiedetelo a lui: ha l’età, parlerà lui di sé». Questo dissero i suoi genitori, perché avevano paura dei Giudei; infatti i Giudei avevano già stabilito che, se uno lo avesse riconosciuto come il Cristo, venisse espulso dalla sinagoga. Per questo i suoi genitori dissero: «Ha l’età: chiedetelo a lui!».
Allora chiamarono di nuovo l’uomo che era stato cieco e gli dissero: «Da’ gloria a Dio! Noi sappiamo che quest’uomo è un peccatore». Quello rispose: «Se sia un peccatore, non lo so. Una cosa io so: ero cieco e ora ci vedo». Allora gli dissero: «Che cosa ti ha fatto? Come ti ha aperto gli occhi?». Rispose loro: «Ve l’ho già detto e non avete ascoltato; perché volete udirlo di nuovo? Volete forse diventare anche voi suoi discepoli?». Lo insultarono e dissero: «Suo discepolo sei tu! Noi siamo discepoli di Mosè! Noi sappiamo che a Mosè ha parlato Dio; ma costui non sappiamo di dove sia». Rispose loro quell’uomo: «Proprio questo stupisce: che voi non sapete di dove sia, eppure mi ha aperto gli occhi. Sappiamo che Dio non ascolta i peccatori, ma che, se uno onora Dio e fa la sua volontà, egli lo ascolta. Da che mondo è mondo, non si è mai sentito dire che uno abbia aperto gli occhi a un cieco nato. Se costui non venisse da Dio, non avrebbe potuto far nulla». Gli replicarono: «Sei nato tutto nei peccati e insegni a noi?». E lo cacciarono fuori.
Gesù seppe che l’avevano cacciato fuori; quando lo trovò, gli disse: «Tu, credi nel Figlio dell’uomo?». Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te». Ed egli disse: «Credo, Signore!». E si prostrò dinanzi a lui.
Gesù allora disse: «È per un giudizio che io sono venuto in questo mondo, perché coloro che non vedono, vedano e quelli che vedono, diventino ciechi». Alcuni dei farisei che erano con lui udirono queste parole e gli dissero: «Siamo ciechi anche noi?». Gesù rispose loro: «Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: “Noi vediamo”, il vostro peccato rimane».

Commento 

Siamo tutti come ciechi in cerca della luce

Il protagonista del racconto è l'ultimo della città, un mendicante cieco dalla nascita, che non ha mai visto il sole né il viso di sua madre. Così povero che non ha nulla, possiede solo se stesso. E Gesù si ferma per lui, senza che gli abbia chiesto nulla. Fa un po' di fango con polvere e saliva, come creta di una minima creazione nuova, e lo stende su quelle palpebre che coprono il buio. In questo racconto di polvere, saliva, luce, dita, Gesù è Dio che si contamina con l'uomo, ed è anche l'uomo che si contagia di cielo; abbiamo uno sguardo meticcio, con una parte terrena e una parte celeste. Ogni bambino che nasce “viene alla luce” (partorire è un “dare alla luce”), ognuno è una mescolanza di terra e di cielo, di polvere e di luce divina. «Noi tutti nasciamo a metà e tutta la vita ci serve per nascere del tutto» (M. Zambrano).
La nostra vita è un albeggiare continuo. Dio albeggia in noi. Gesù è il custode delle nostre albe, il custode della pienezza della vita e seguirlo è rinascere; aver fede è acquisire «una visione nuova delle cose» (G. Vannucci). Il cieco è dato alla luce, nasce di nuovo con i suoi occhi nuovi, raccontati dal filo rosso di una domanda ripetuta sette volte: come ti si sono aperti gli occhi? Tutti vogliono sapere “come”, impadronirsi del segreto di occhi invasi dalla luce, tutti con occhi non nati ancora. La domanda incalzante (come si aprono gli occhi?) indica un desiderio di più luce che abita tutti; desiderio vitale, ma che non matura, un germoglio subito soffocato dalla polvere sterile della ideologia dell'istituzione. L'uomo nato cieco passa da miracolato a imputato. Ai farisei non interessa la persona, ma il caso da manuale; non interessa la vita ritornata a splendere in quegli occhi, ma la “sana” dottrina. E avviano un processo per eresia, perché è stato guarito di sabato e di sabato non si può, è peccato... Ma che religione è questa che non guarda al bene dell'uomo, ma solo a se stessa e alle sue regole? Per difendere la dottrina negano l'evidenza, per difendere la legge negano la vita. Sanno tutto delle regole morali e sono analfabeti dell'uomo. Anziché godere della luce, preferirebbero che tornasse cieco, così avrebbero ragione loro e non Gesù. Dicono: Dio vuole che di sabato i ciechi restino ciechi! Niente miracoli il sabato! Gloria di Dio sono i precetti osservati. Mettono Dio contro l'uomo, ed è il peggio che possa capitare alla nostra fede. E invece no, gloria di Dio è un mendicante che si alza, un uomo che torna a vita piena, «un uomo finalmente promosso a uomo» (P. Mazzolari).
E il suo sguardo luminoso, che passa e illumina, dà gioia a Dio più di tutti i comandamenti osservati!

   
 

GLI ANGELI INVIATI DAL SIGNORE PER SORREGGERCI

È bella la Quaresima. Non si impone come la stagione penitenziale, ma si propone come quella dei ricominciamenti: della primavera che riparte, della vita che punta diritta verso la luce di Pasqua.  Dì che queste pietre diventino pane! Il pane è un bene, un valore indubitabile, santo perché conserva la cosa più santa, la vita. Cosa c'è di male nel pane? Ma Gesù non ha mai cercato il pane a suo vantaggio, si è fatto pane a vantaggio di tutti. Non ha mai usato il suo potere per sé, ma per moltiplicare il pane per la fame di tutti. Gesù risponde alla prima sfida giocando al rialzo, offrendo più vita: «Non di solo pane vivrà l'uomo». Il pane dà vita, ma più vita viene dalla bocca di Dio. Dalla sua bocca è venuta la luce, il cosmo, la creazione. È venuto il soffio che ci fa vivi, sei venuto tu fratello, amico, amore mio, che sei parola pronunciata dalla bocca di Dio per me e che mi fa vivere. Seconda tentazione: Buttati giù dal pinnacolo del tempio, e Dio manderà un volo d'angeli. La risposta di Gesù suona severa: non tentare Dio, non farlo attraverso ciò che sembra il massimo della fiducia in lui, e invece ne è la caricatura, esclusiva ricerca del proprio vantaggio. Il più astuto degli spiriti non si presenta a Gesù come un avversario, ma come un amico che vuole aiutarlo a fare meglio il messia. E in più la tentazione è fatta con la Bibbia in mano: fai un bel miracolo, segno che Dio è con te, la gente ama i miracoli, e ti verranno dietro. E invece Gesù rimanderà a casa loro i guariti dalla sua mano con una raccomandazione sorprendente: bada di non dire niente a nessuno. Lui non cerca il successo, è contento di uomini ritornati completi, liberi e felici. Nella terza tentazione il diavolo alza la posta: Adorami e ti darò tutto il potere del mondo. Adora me, segui la mia logica, la mia politica. Prendi il potere, occupa i posti chiave, imponiti. Così risolverai i problemi, e non con la croce. La storia si piega con la forza, non con la tenerezza. Vuoi avere gli uomini dalla tua parte, Gesù? Assicuragli tre cose: pane, spettacoli e un leader, e li avrai in pugno. Ma per Gesù ogni potere è idolatria. Lui non cerca uomini da dominare, vuole figli che diventino liberi e amanti. Allora angeli lo servirono. Il Signore manda angeli ancora, in ogni casa, a chiunque non voglia accumulare e dominare: sono quelli che sanno inventare una nuova carezza, hanno occhi di luce, e non scappano. Sono quelli che mi sorreggeranno con le loro mani, instancabili e leggere, tutte le volte che inciamperò.

MERCOLEDÌ
9,30 Def. Carlon Adriano
VENERDI
17,00 - Def.ti  Fam. Signora e Scaringi

DOMENICA – 2^ di Quaresima
11,00 Anniv. Rizzo Albano; Def.ti: Gislon Vincenzo e Rosa;
Ianna Alfredo, Angela e Chiara;
Per persona devota; Def. Aramu Anna (trigesimo),
Def. Signora Giovanni  Battista e Famiglia

 

MARTEDÌ
17,00 Def.ti Fam. Gamberini; Def. Zambon Linda

 GIOVEDÌ
17,00 – Def.ti Ponte Serafino e Teresa; Zambon Enrico e Pietro

 SABATO - 2^ di Quaresima
18,00  - Def.ti Ianna Angelo e Vincenza, Bocus Ferruccio,
Polanzani  Bruno, Prizzon Abramo e Manlio
         
DOMENICA - 2^ di Quaresima
9,00  - Def.ti Bastianello Bruna e Zambon Romualdo Rosit

   

LUNEDÌ 
17,00 - In onore B.V. Maria   

 DOMENICA - 2^ di Quaresima
10,00 -  Def.ti: Fort  Eligio, Carniel Lido, Alba Scandolo in Besa,
Fort Angelo.

   

CONSIGLIO PARROCCHIALE PER GLI AFFARI ECONOMICI

Giovedì  prossimo 5 marzo alle ore 17,30 si riunirà il  Consiglio Parrocchiale per gli Affari Economici per la lettura e approvazione del Bilancio Parrocchiale 2019

   

OPERE DI CARITA’ QUARESIMALI

Il tempo di Quaresima ci invita anche alla carità verso i bisognosi, Due sono le iniziative quaresimali:
La cassettina del Pane Per Amor di Dio che si può prendere in chiesa e ritornata con le offerte nei giorni del Triduo Pasquale. Il ricavato è in favore delle nostre Missioni.
Il cesto per la raccolta dei generi alimentari per le famiglie bisognose che verrà posto nelle tre Chiese Parrocchiali. A Santa Lucia si può consegnare presso l’Azienda di Busetti Antonio.

VIA CRUCIS

Tutti i venerdì di Quaresima sono giorni di magro. Si terrà anche il pio esercizio della Via Crucis che verrà celebrato: 
alle 17       a Budoia
alle 17,30  a Dardago

   
 

PORGI L'ALTRA GUANCIA: DISINNESCA IL MALE

Una serie di situazioni molto concrete: schiaffo, tunica, miglio. E soluzioni in sintonia: l'altra guancia, il mantello, due miglia. La semplicità del vangelo! «Gesù parla della vita con le parole proprie della vita» (C. Bobin). Niente che un bambino non possa capire, nessuna teoria astratta e complicata, ma la proposta di gesti quotidiani, la santità di ogni giorno, che sa di abiti, di strade, di polvere. E di rischio. E poi apre feritoie sull'infinito: siate perfetti come il Padre, siate figli del Padre che fa sorgere il sole sui cattivi e sui buoni. Fare ciò che Dio fa, essere come il Padre, qui è tutta l'etica biblica. E che cosa fa il Padre? Fa sorgere il sole. Mi piace questo Dio solare, luminoso, splendente di vita, il Dio che presiede alla nascita di ogni nostro mattino. Il sole, come Dio, non si merita, si accoglie. E Dio, come il sole, si trasforma in un mistero gaudioso, da godere prima che da capire. Fa sorgere il sole sui cattivi e sui buoni. Addirittura Gesù inizia dai cattivi, forse perché i loro occhi sono più in debito di luce, più in ansia. Se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu porgigli anche l'altra. Cristo degli uomini liberi, padroni delle proprie scelte anche davanti al male, capaci di disinnescare la spirale della vendetta e di inventarsi qualcosa, un gesto, una parola, che faccia saltare i piani e che disarmi. Così semplice il suo modo di amare e così rischioso. E tuttavia il cristianesimo non è una religione di battuti e sottomessi, di umiliati che non reagiscono. Come non lo era Gesù che, colpito, reagisce chiedendo ragione dello schiaffo (Gv 18,22). E lo vediamo indignarsi, e quante volte, per un'ingiustizia, per un bambino scacciato, per il tempio fatto mercato, per il cuore di pietra dei pii e dei devoti. E collocarsi dentro la tradizione profetica dell'ira sacra. Non passività, non sottomissione debole, quello che Gesù propone è una presa di posizione coraggiosa: tu porgi, fai tu il primo passo, cercando spiegazioni, disarmando la vendetta, ricominciando, rammendando il tessuto continuamente lacerato dalla violenza. Credendo all'incredibile: amate i vostri nemici. Gesù intende eliminare il concetto stesso di nemico. «Amatevi, altrimenti vi distruggerete. È tutto qui il Vangelo» (D.M. Turoldo). Violenza produce violenza, in una catena infinita. Io scelgo di spezzarla. Di non replicare su altri ciò che ho subito, di non far proliferare il male. Ed è così che inizio a liberare me nella storia. Allora siate perfetti come il Padre... non quanto, una misura impossibile che ci schiaccerebbe; ma come il Padre, con il suo stile fatto di tenerezza, di combattiva tenerezza.

MERCOLEDÌ delle Ceneri
9,30 Def.ti di Angelin Angela, Gislon Luigi e fratelli
DOMENICA – 1^ di Quaresima
11,00 Anniv. Rizzo Albano; Def.ti: Gislon Vincenzo e Rosa;
             Ianna Alfredo, Angela e Chiara.
             Per persona devota

 Offerte Pro Chiesa: Fam. Callegari  € 100
In occasione comunione infermi  € 75.

 

MARTEDÌ
17,00 Def.ti Fam. Gamberini

MERCOLEDÌ delle Ceneri
18,30 - Santa Messa

GIOVEDÌ
17,00 – Def.ti Ponte Serafino e Teresa

 SABATO - 1^ di Quaresima
18,00 - Santa Messa
         
DOMENICA - 1^ di Quaresima
9,00  - Santa Messa

   

LUNEDÌ 
17,00 - In onore B.V. Maria   

MERCOLEDÌ delle Ceneri
17,00 - Santa Messa

DOMENICA - 1^ di Quaresima
10,00 - Per le Anime
Def.ti: Fort  Eligio, Carniel Lido,  Alba Scandolo in Besa

Offerte Pro organo: Carniel Elena  € 50

   

CONSIGLIO PARROCCHIALE PER GLI AFFARI ECONOMICI

Giovedì  prossimo 27 febbraio alle ore 17,30 seduta del Consiglio Parrocchiale per gli Affari Economici per la lettura e approvazione del Bilancio Parrocchiale 2018

   

MERCOLEDI’ DELLE CENERI

Mercoledì prossimo 26 febbraio  è il mercoledì delle Ceneri, inizio della Quaresima.
Giorno di magro e di digiuno.
Le sante Messe con l’imposizione delle Ceneri saranno: alle 9,30 a Budoia; alle 17 a Santa Lucia e alle 18,30 a Dardago.
Le Ceneri si potranno ricevere anche durante le Sante Messe di domenica prossima 1 marzo.

OPERE DI CARITA’ QUARESIMALI         
Il tempo di Quaresima ci invita anche alla carità verso i bisognosi, Due sono le iniziative quaresimali:
La cassettina del Pane Per Amor di Dio che si può prendere in chiesa e ritornata con le offerte nei giorni del Triduo Pasquale. Il ricavato è in favore delle nostre Missioni.
Il cesto per la raccolta dei generi alimentari per le famiglie bisognose che verrà posto nelle tre Chiese Parrocchiali. A Santa Lucia si può consegnare presso l’Azienda di Busetti Antonio.

   
 

MA IO VI DICO…

Ma io vi dico. Gesù entra nel progetto di Dio non per rifare un codice, ma per rifare il coraggio del cuore, il coraggio del sogno. Agendo su tre leve decisive: la violenza, il desiderio, la sincerità. Fu detto: non ucciderai; ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello, chi nutre rancore è potenzialmente un omicida. Gesù va diritto al movente delle azioni, al laboratorio dove si assemblano i gesti. L'apostolo Giovanni affermerà una cosa enorme: «Chi non ama suo fratello è omicida» (1 Gv 3,15). Chi non ama, uccide.  Ma io vi dico: chiunque si adira con il fratello, o gli dice pazzo, o stupido, è sulla linea di Caino...
Gesù mostra i primi tre passi verso la morte: l'ira, l'insulto, il disprezzo, tre forme di omicidio. L'uccisione esteriore viene dalla eliminazione interiore dell'altro. Chi gli dice pazzo sarà destinato al fuoco della Geenna. Geenna è quel vallone alla periferia di Gerusalemme, dove si bruciavano le immondizie della città, da cui saliva perennemente un fumo acre e cattivo. Gesù dice: se tu disprezzi e insulti il fratello tu fai spazzatura della tua vita, la butti nell'immondizia; è ben più di un castigo, è la tua umanità che marcisce e va in fumo. Queste pagine che sono tra le più radicali del Vangelo e per contrasto  diventano le più umane, perché Gesù parla solo della vita: «Custodisci le mie parole ed esse ti custodiranno» (Prov 4,4), e non finirai nell'immondezzaio della storia. Avete inteso che fu detto: non commettere adulterio. Ma io vi dico: se guardi una donna per desiderarla sei già adultero. Non dice semplicemente: se tu desideri una donna; ma: se guardi per desiderare, con atteggiamento predatorio, per conquistare e violare, per sedurre e possedere, se la riduci a un oggetto da prendere o collezionare, tu commetti un reato contro la grandezza di quella persona. Adulterio viene dal verbo a(du)lterare che significa: tu alteri, cambi, falsifichi, manipoli la persona. Le rubi il sogno di Dio. Adulterio non è tanto un reato contro la morale, ma un delitto contro la persona, deturpi il volto alto e puro dell'uomo.Terza leva: Ma io vi dico: Non giurate affatto; il vostro dire sia sì, sì; no, no. Dal divieto del giuramento, Gesù  arriva al divieto della menzogna. Di' sempre la verità e non servirà più giurare. Non abbiamo bisogno di mostraci diversi da ciò che siamo nell'intimo. Dobbiamo solo curare il nostro cuore, per poi prenderci cura della vita attorno a noi; c'è da guarire il cuore per poi guarire la vita.

9,30 Def.ti nonni Fort  e Zambon
DOMENICA - VII del Tempo Ordinario
11,00 - Def.ti: Fort Francesco, Marcolin Alessandro, Bocus Lorenzo,
            Angelin Cipriano e Luigia.
Battesimo di Andreazza Camilla
Offerte: Funerale di Aramu Annetta  € 170.

 

MARTEDÌ
17,00 - Santa Messa

GIOVEDÌ
17,00 - Santa Messa

 SABATO - VII Domenica del Tempo Ordinario
18,00 - Def.ti: Da Ros Fernanda, Zambon Fiorina e Tarcisio  
         
DOMENICA - VII del Tempo Ordinario
9,00  - Santa Messa

   

LUNEDÌ 
17,00 - Def.ti: Lachin Giuseppe e Celant Maria, (ordin. da nipote
                  Elena)   

DOMENICA - VII del Tempo Ordinario
10,00 - Def.ti: Fort Enrico e Del Puppo Angela, Pastorutti Lorenzo
Turatti Gina (anniversario),  Lavezzari PierLuigi
Ilija Stanic ord. dalla figlia 

   

Inizio Visita Pastorale – Forania Alto Livenza
Giovedì  20 febbraio, alle 20,30, presso il santuario della “Madonna del Monte”, cerimonia per l’ apertura con il Vescovo mons. Pellegrini.
L’invito è aperto a tutti i fedeli.

   
 

SE VIVI L'AMORE, SARAI LUCE E SALE

«Voi siete il sale, voi siete la luce della terra». Il Vangelo è sale e luce, è come un istinto di vita che penetra nelle cose, si oppone al loro degrado e le fa durare. È come un istinto di bellezza, che si posa sulla superficie delle cose, come fa la luce, le accarezza, non fa rumore, non fa violenza mai, ne fa invece emergere forme, colori, armonie e legami, il più bello che c'è in loro. Così il discepolo-luce è uno che ogni giorno accarezza la vita e ne rivela il bello, uno dai cui occhi emana il rispetto amoroso per ogni vivente. Voi siete il sale, voi avete il compito di preservare ciò che nel mondo vale e merita di durare, di opporvi ai corruttori, di dare sapore, di far gustare il buono della vita. Voi siete la luce del mondo. Una affermazione che ci sorprende, che Dio sia luce lo crediamo; ma credere che anche l'uomo sia luce, che lo sia anch'io e anche tu, con i nostri limiti e le nostre ombre, questo è sorprendente. E lo siamo già adesso, se respiriamo vangelo. La luce è il dono naturale di chi ha respirato Dio.Quando tu segui come unica regola di vita l'amore, allora sei luce e sale per chi ti incontra. Quando due sulla terra si amano, diventano luce nel buio, lampada ai passi di molti, piacere di vivere e di credere. In ogni casa dove ci si vuol bene, viene sparso il sale che dà sapore buono alla vita. Chi vive secondo il vangelo è una manciata di luce gettata in faccia al mondo (Luigi Verdi). E non facendo il maestro o il giudice, ma con le opere: risplenda la vostra luce nelle vostre opere buone.Sono opere di luce i gesti dei poveri, di chi ha un cuore bambino, degli affamati di giustizia, dei mai arresi cercatori di pace, i gesti delle beatitudini, che si oppongono a ciò che corrompe il cammino del mondo: violenza e denaro. La luce non illumina se stessa, il sale non serve a se stesso. Così ogni credente deve ripetere la prima lezione delle cose: a partire da me, ma non per me. Una religione che serva solo a salvarsi l'anima non è quella del Vangelo.Ma se il sale perde sapore, se la luce è messa sotto a un tavolo, a che cosa servono? A nulla. Così noi, se perdiamo il vangelo, se smussiamo la Parola e la riduciamo a uno zuccherino, se abbiamo occhi senza luce e parole senza bruciore di sale, allora corriamo il rischio mortale dell'insignificanza, di non significare più nulla per nessuno. «Illumina altri e ti illuminerai, guarisci altri e guarirai» (Isaia 58,8). Non restare curvo sulle tue storie e sulle tue sconfitte, ma occupati della terra, della città. Chi guarda solo a se stesso non si illumina mai.

MERCOLEDÌ
9,30 Santa Messa
DOMENICA - VI del Tempo Ordinario
11,00 - Santa Messa di anniversario per i def.ti:
Fort Anna Maria., Callegari Italo, Puppin Teresa
            Offerte pro chiesa:  NN € 20

 

MARTEDÌ
17,00  Santa Messa

GIOVEDÌ
17,00 – Santa Messa
          
SABATO - VI Domenica del Tempo Ordinario
18,00 - Santa Messa
         
DOMENICA - VI del Tempo Ordinario
9,00  - Santa Messa
           
Offerte x opere parrocchiali:  Ianna Maria Frith € 30.

Ianna Teresa  Ciampaner € 50
   

LUNEDÌ 
17,00 - Santa Messa

DOMENICA - VI del Tempo Ordinario
10,00 - Def.ta Chiaradia Adelina (Trigesimo)
Def.ti Bravin e  Def.ti Benvenuti

Offerte x opere parrocchiali:
Fort Angela e Ferrario Roberto € 100.

   

Consiglio Pastorale
Martedì 11 febbraio, alle ore 20,30, a Budoia, si terrà la riunione dei Consigli pastorali delle tre parrocchie.
Si raccomanda la presenza.

   
 

UN FIGLIO APPARTIENE A DIO, NON AI GENITORI

Maria e Giuseppe portarono il Bambino a Gerusalemme, per presentarlo al Signore. Una giovanissima coppia, col suo primo bambino, arriva portando la povera offerta dei poveri e il più prezioso dono del mondo: un bambino. Sulla soglia, due anziani in attesa, Simeone e Anna. Che attendevano, «perché le cose più importanti del mondo non vanno cercate, vanno attese» (Simone Weil). Perché quando il discepolo è pronto, il maestro arriva. Ad accogliere il bambino due laici che non ricoprono nessun ruolo ufficiale, ma sono due innamorati di Dio, occhi velati dalla vecchiaia ma accesi dal desiderio. Anna, è la terza profetessa del Nuovo Testamento, dopo Elisabetta e Maria. Perché Gesù non è dei sacerdoti, ma dell'umanità. È Dio che si incarna nelle creature, nella vita che finisce e in quella che fiorisce. «È nostro, di tutti gli uomini e di tutte le donne. Appartiene agli assetati, ai sognatori, come Simeone; a quelli che sanno vedere oltre, come Anna; a quelli capaci di incantarsi davanti a un neonato, perché sentono Dio come futuro e come vita» (M. Marcolini). Simeone pronuncia una profezia di parole immense su Maria, tre parole che attraversano i secoli e raggiungono ciascuno di noi: il bambino è qui come caduta e risurrezione, come segno di contraddizione perché siano svelati i cuori. Caduta, è la prima parola. «Cristo, mia dolce rovina» canta padre Turoldo, che rovini non l'uomo ma le sue ombre, la vita insufficiente, morente. Segno di contraddizione, la seconda. Lui che contraddice le nostre vie con le sue vie, i nostri pensieri con i suoi pensieri, la falsa immagine che nutriamo di Dio con il volto inedito di un abbà dalle grandi braccia e dal cuore di luce, contraddizione di tutto ciò che contraddice l'amore. Egli è qui per la risurrezione, è la terza parola: per lui nessuno è dato per perduto, nessuno finito per sempre. Sarà una mano che ti prende per mano, che ripeterà a ogni alba ciò che ha detto alla figlia di Giairo: talità kum, bambina alzati! Giovane vita, alzati, levati, sorgi, risplendi, riprendi la strada e la lotta. Festa della presentazione. Il bambino Gesù è portato al tempio, davanti a Dio, perché non è semplicemente il figlio di Giuseppe e Maria: «i figli non sono nostri» (Kalil Gibran), appartengono a Dio, al mondo, al futuro, alla loro vocazione e ai loro sogni, sono la freschezza di una profezia “biologica”. A noi spetta salvare, come Simeone ed Anna, almeno lo stupore.

MERCOLEDÌ
9,30 - Def.to Giorgio

VENERDÌ
17,00 - Def.ti Carlon Luigi e Virginio, ord. da famiglia

DOMENICA - V del Tempo Ordinario
11,00 - Santa Messa
 
Offerte:  Funerale Carlon Nadia € 130

 

MARTEDÌ
17,00 - Santa Messa

GIOVEDÌ
17,00 – Def.ta Zambon Cecilia Pala

SABATO - V Domenica del Tempo Ordinario
18,00 - Def. Don Alberto Semeia; Def.ti  Angelo e Adele Pala
Def.ti  Veronese Edda, Attilio e figlio Maurizio
Def.ti  Marson Emauele, Amabile e Paolo
         
DOMENICA - V del Tempo Ordinario
9,00  - Def.ti  Olivotti Alma e Zambon Ferdinando Rosit
           
Offerte x opere parrocchiali:
Zambon Antonio € 40, Zambon Roberto € 40  

   

LUNEDÌ 
17,00 - Santa Messa

DOMENICA - V del Tempo Ordinario
10,00 - Def.ti Fort Emilio  (anniversario)
Def.ti Soldà Bruna e Pastorutti Claudia (anniversario),  Def.ti Fort Valentino e Lea

Offerte x opere parrocchiali:
Cerimonia funebre Bragagia € 50

   

Il Gruppo donne del Rosario Perpetuo offre:
- per la lucidatura dei lampadari della Madonna    € 1.200
- per  l’illuminazione della corona della statua        €    100

   
 

UN AGNELLO CHE PORTA LA TENEREZZA DIVINA

Il Battista è appena stato arrestato, un'ombra minacciosa cala su tutto il suo movimento. Ma questo, anziché rendere prudente Gesù, aumenta l'urgenza del suo ministero, lo fa uscire allo scoperto, ora tocca a lui. Abbandona famiglia, casa, lavoro, lascia Nazaret per Cafarnao, non porta niente con sé, solo una parola: convertitevi perché il regno dei cieli è vicino. È l'annuncio generativo del Vangelo. Convertitevi è l'invito a rivoluzionare la vita: cambiate visione delle cose e di Dio, cambiate direzione, la strada che vi hanno fatto imboccare porta tristezza e buio. Gesù intende offrire lungo tutto il Vangelo una via che conduca al cuore caldo della vita, sotto un cielo più azzurro, un sole più luminoso, e la mostrerà realizzata nella sua vita, una vita buona bella e beata. Ed ecco il perché della conversione: il regno si è fatto vicino. Che cos'è il regno dei cieli, o di Dio? «Il regno di Dio verrà con il fiorire della vita in tutte le sue forme» (Giovanni Vannucci). Il regno è la storia, la terra come Dio la sogna. Gesù annuncia: è possibile vivere meglio, per tutti, e io ne conosco la via; è possibile la felicità. Nel discorso sul monte dirà: Dio procura gioia a chi produce amore. È il senso delle Beatitudini, Vangelo del Vangelo. Questo regno si è fatto vicino. È come se Gesù dicesse: è possibile una vita buona, bella e gioiosa; anzi, è vicina. Dio è venuto, è qui, vicinissimo a te, come una forza potente e benefica, come un lievito, un seme, un fermento. Che nulla arresterà. E subito Gesù convoca persone a condividere la sua strada: vi farò pescatori di uomini. Ascolta, Qualcuno ha una cosa bellissima da dirti, così bella che appare incredibile, così affascinante che i pescatori ne sono sedotti, abbandonano tutto, come chi trova un tesoro. La notizia bellissima è questa: la felicità è possibile e vicina. E il Vangelo ne possiede la chiave. E la chiave è questa: la nostra tristezza infinita si cura soltanto con un infinito amore (Evangelii gaudium). Il Vangelo ne possiede il segreto, la sua parola risponde alle necessità più profonde delle persone. Quando è narrato adeguatamente e con bellezza, il Vangelo offre risposte ai bisogni più profondi e mette a disposizione un tesoro di vita e di forza, che non inganna, che non delude. La conclusione del brano è una sintesi affascinante della vita di Gesù. Camminava e annunciava la buona novella, camminava e guariva la vita. Gesù cammina verso di noi, gente delle strade, cammina di volto in volto e mostra con ogni suo gesto che Dio è qui, con amore, il solo capace di guarire il cuore. Questo sarà anche il mio annuncio: Dio è con te, con amore. E guarirà la tua vita.

MERCOLEDÌ
9,30 - Def.ti Del Zotto Giobatta e genitori

DOMENICA – Presentazione del Signore
11,00 Def. Carlon Angelo Antenore (Benefattore)
             **** Benedizione candele ***
             Offerte:  per chiesa Carlon Mauro   € 20

 

MARTEDÌ
17,00 - Santa Messa

GIOVEDÌ
17,00 - Santa Messa

SABATO - Presentazione del Signore
18,00 - Def. Marton Gino **** Benedizione candele ***
         
DOMENICA - Presentazione del Signore
9,00  - Def.ti  Ermacora Luigi, Santa e Angela Burela
           **** Benedizione candele ***
Offerte:  Opere parrocchiali €40  e  €10

   

LUNEDÌ 
17,00 - Santa Messa

DOMENICA -Presentazione del Signore* Benedizione candele*
10,00 - Def.ti Carli Italo – Fort Mario ord. figlia
Per oggettini natalizi sono stati raccolti € 400 così destinati:
€ 200 per opere parrocchiali e € 200 per orfanatrofio Romania.         

   

FESTA DELLA PRESENTAZIONE DI GESU’ AL TEMPIO (CANDELORA)
Domenica prossima 2 febbraio, celebriamo la festa della Presentazione di Gesù al Tempio, popolarmente detta della Candelora. Durante le sante Messe (anche sabato) verranno benedette le candele nel segno di Cristo, luce del mondo e delle nostre vite.

FESTA DELL' ORATORIO
Domenica  2 febbraio festeggeremo l’Oratorio e il suo patrono San Giovanni Bosco.
I bambini ed i ragazzi con le loro famiglie sono invitati a Budoia per la Santa Messa delle ore 11. Confermare entro sabato ai catechisti.
Al termine della Messa in Oratorio, pastasciutta per tutti. Seguirà uno spettacolo di burattini.
Sono graditi  torte e dolciumi!

   
s
 

UN AGNELLO CHE PORTA LA TENEREZZA DIVINA

Giovanni vedendo Gesù venire... Poter avere, come lui, occhi di profeta e so che non è impossibile perché «vi è un pizzico di profeta nei recessi di ogni esistenza umana» (A.J. Heschel); vedere Gesù mentre viene, eternamente incamminato lungo il fiume dei giorni, carico di tutta la lontananza; mentre viene negli occhi dei fratelli uccisi come agnelli;  mentre viene lungo il confine tra bene e male dove si gioca il tuo e, in te, il destino del mondo. Vederlo venire (come ci è stato concesso a Natale) pellegrino dell'eternità, nella polvere dei nostri sentieri, sparpagliato per tutta la terra, rabdomante d'amore dentro l'accampamento umano, da dove non se ne andrà mai più. Ecco l'agnello, il piccolo del gregge, l'ultimo nato che ha ancora bisogno della madre e si affida al pastore, che vuole crescere con noi e in mezzo a noi. Non è il «leone di Giuda», che viene a sistemare i malvagi e i prepotenti, ma un piccolo Dio che non può e non vuole far paura a nessuno; che non si impone, ma si propone e domanda solo di essere accolto. Accolto come il racconto della tenerezza di Dio. Viene e porta la rivoluzione della tenerezza, porta un altro modo possibile di abitare la terra, vivendo una vita libera da inganno e da violenza. Amatevi, dirà, altrimenti vi distruggerete, è tutto qui il Vangelo. Ecco l'agnello, inerme e più forte di tutti gli Erodi della terra. Una sfida a viso aperto alla violenza, alla sua logica, al disamore che è la radice di ogni peccato. Viene l'Agnello di Dio, e porta molto di più del perdono, porta se stesso: Dio nella carne, il cromosoma divino nel nostro Dna, il suo cuore dentro il nostro cuore, respiro dentro il respiro, per sempre. E toglie il peccato del mondo. Il verbo è declinato al presente: ecco Colui che instanca-bilmente, infallibilmente, giorno per giorno, continua a togliere, a raschiare via, adesso ancora, il male dell'uomo. E in che modo toglie il male? Con la minaccia e il castigo? No, ma con lo stesso metodo vitale, positivo con cui opera nella creazione.

MERCOLEDÌ
9,30 - Def.ta Angelin Norma (anniversario)

DOMENICA – III del Tempo Ordinario
11,00 - Def.ti Carlon Olivo e Giancarlo

 

MARTEDÌ
17,00 - Def.ta Celant Francina (anniversario)  

GIOVEDÌ
17,00 - Def.ta Parmesan Maria in Zambon

SABATO - III domenica del Tempo Ordinario
18,00 - Santa Messa prefestiva
         
DOMENICA - III del Tempo Ordinario
Nuovo orario!!
9,00  - Santa Messa

Offerte: € 10 per Madi.

   

LUNEDÌ 
17,00 - Santa Messa

DOMENICA - III del Tempo Ordinario
10,00 - Def.ti Trevisanut Dirce, Forgat Angela
Zambon Rosa, Rizzo Jolanda

   

CAMBIO ORARIO DOMENICALE SANTE MESSE
Da oggi fino  al 30 Aprile, le sante Messe Domenicali avranno il seguente orario: 

Sabato      : ore 18 S. Messa Prefestiva a Dardago

Domenica: ore   9 a Dardago - Nuovo orario!!
Domenica: ore 10 a Santa Lucia 
Domenica: ore 11 a Budoia   

   
 

BATTESIMO: IMMERGERSI IN UN OCEANO D'AMORE

La scena grandiosa del battesimo di Gesù, con il cielo squarciato, con il volo ad ali aperte dello Spirito sulle acque del Giordano, con la dichiarazione d'amore di Dio, è accaduta anche al mio battesimo e accade ancora a ogni quotidiana ripartenza. La Voce, la sola che suona in mezzo all'anima, ripete a ciascuno: tu sei mio figlio, l'amato, in te ho posto il mio compiacimento. Parole che ardono e bruciano: figlio mio, amore mio, gioia mia.Figlio è la prima parola. Figlio è un termine potente sulla terra, potente per il cuore dell'uomo. E per la fede. Dio genera figli secondo la propria specie, e io e tu, noi tutti abbiamo il cromosoma del genitore nelle nostre cellule, il Dna divino in noi.Amato è la seconda parola. Prima che tu agisca, prima che tu dica «sì», che tu lo sappia o no, ogni giorno, ad ogni risveglio, il tuo nome per Dio è «amato». Di un amore che ti previene, che ti anticipa, che ti avvolge a prescindere da ciò che oggi sarai e farai. Amato, senza se e senza ma. La salvezza deriva dal fatto che Dio mi ama, non dal fatto che io amo lui. E che io sia amato dipende da Dio, non dipende da me! Per fortuna, vorrei dire; o, meglio, per grazia! Ed è questo amore che entra, dilaga, avvolge e trasforma: noi siamo santi perché amati.La terza parola: Mio compiacimento. Termine desueto, inusuale eppure bellissimo, che nel suo nucleo contiene l'idea di piacere. La Voce grida dall'alto del cielo, grida sul mondo e in mezzo al cuore, la gioia di Dio: è bello con te, figlio mio; tu mi piaci; stare con te mi riempie di gioia. La potenza del battesimo è detta con il simbolo vasto delle acque che puliscono, dissetano, rinfrescano, guariscono, fanno germogliare i semi; con lo Spirito che, insieme all'acqua, è la prima di tutte le presenze nella Bibbia, in scena già dal secondo versetto della Genesi: «Lo Spirito di Dio aleggiava sulle acque». Una danza dello Spirito sulle acque è il primo movimento della storia. Da allora lo Spirito e l'acqua sono legati a ogni genesi, a ogni nascita, a ogni battesimo, a ogni vita che sgorga. Noi pensiamo al rito del battesimo come a qualche goccia d'acqua versata sul capo del bambino. La realtà è grandiosa: nella sua radice battezzare significa immergere: «Siamo immersi in un oceano d'amore e non ce ne rendiamo conto» (G. Vannucci). Io sono immerso in Dio e Dio è immerso in me; io nella Sua vita, Lui nella mia vita; «stringimi a te, stringiti in me» (G. Testori). Sono dentro Dio, come dentro l'aria che respiro, dentro la luce che mi bacia gli occhi; immerso in una sorgente che non verrà mai meno, inabissato in un grembo vivo che nutre, fa crescere e protegge: battezzato.

MERCOLEDÌ
9,30 - Santa Messa

DOMENICA – II del Tempo Ordinario
11,00 - Def.ti Andreazza Giovanni (trigesimo),
Del Zotto Celestino (anniversario), Scarpat Maria
Zambon Giovanni, Angela e Famiglia, Carlon Attilio, Onelia e Antonio

 

MARTEDÌ
17,00 - Santa Messa

GIOVEDÌ
17,00 - Def.ta Bastianello Marcella

SABATO -  II domenica del Tempo Ordinario
18,00 - Santa Messa prefestiva
            Def.to Bocus Luciano (anniversario)
            Ianna Italia (Norina)

DOMENICA - II del Tempo Ordinario
18,00  - Def.ta Bocus Rina (anniversario)
Del Maschio Maurizio,
Zambon Gianni
    
Offerte: per battesimo Felicienne Zambon, € 50
Per oggettini natalizi sono stati raccolti € 410 per  Madi: € 15
Tali offerte saranno utilizzate per opere parrocchiali

   

LUNEDÌ 
17,00 - Santa Messa

DOMENICA - II del Tempo Ordinario
10,00 - Santa Messa

   

Giovedì, 16 gennaio, alle ore 20,45 riunione del Consiglio Parrocchiale per gli Affari Economici con all’ordine del giorno:

  • Argomenti vari
   
 

ICONE DI DIO: C'È SANTITÀ E LUCE IN OGNI VITA

Vangelo immenso, un volo d'aquila che ci impedisce piccoli pensieri, che opera come uno sfondamento verso l'eterno: verso «il principio» (in principio era il Verbo) e il «per sempre». E ci assicura che un'onda immensa viene a battere sui promontori della nostra esistenza (e il Verbo si fece carne), che siamo raggiunti da un flusso che ci alimenta, che non verrà mai meno, a cui possiamo sempre attingere, che in gioco nella nostra vita c'è una forza più grande di noi. C'è santità e luce in ogni vita. E nessuno potrà più dire: qui finisce la terra, qui comincia il cielo, perché ormai terra e cielo si sono abbracciati.
E nessuno potrà dire: qui finisce l'uomo, qui comincia Dio, perché creatore e creatura si sono abbracciati e, almeno in quel neonato, uomo e Dio sono una cosa sola. Almeno a Betlemme. «Gesù è il racconto della tenerezza del Padre», per questo penso che la traduzione, libera ma vera, dei primi versetti del Vangelo di Giovanni, possa suonare pressappoco così: «In principio era la tenerezza, e la tenerezza era presso Dio, e la tenerezza era Dio... e la tenerezza carne si è fatta e ha messo la sua tenda in mezzo a noi».
Il grande miracolo è che Dio non plasma più l'uomo con polvere del suolo, dall'esterno, come fu in principio, ma si fa lui stesso, teneramente, polvere plasmata, bambino di Betlemme e carne universale. A quanti l'hanno accolto ha dato il potere... Notiamo la parola: il potere, non solo la possibilità o l'opportunità di diventare figli, ma un potere, una energia, una vitalità, una potenza di umanità capace di sconfinare. «Dio non considera i nostri pensieri, ma prende le nostre speranze e attese, e le porta avanti» (G. Vannucci). Nella tenerezza era la vita, e la vita era la luce degli uomini. Una cosa enorme: la vita stessa è luce. La vita vista come una grande parabola che racconta Dio; un Vangelo che ci insegna a sorprendere parabole nella vita, a sorprendere perfino nelle pozzanghere della terra il riflesso del cielo. Ci dà la coscienza che noi stessi siamo parabole, icone di Dio. Che chi ha la sapienza del vivere, ha la sapienza di Dio. Chi ha passato anche un'ora soltanto ad ascoltare e ad addossarsi il pianto di una vita è più vicino al mistero di Dio di chi ha letto tutti i libri e sa tutte le parole. Da Natale, da dove l'infinitamente grande si fa infinitamente piccolo, i cristiani cominciano a contare gli anni, a raccontare la storia. Questo è il nodo vivo del tempo, che segna un prima e un dopo. Attorno ad esso danzano i secoli e tutta la mia vita.

LUNEDÌ - Epifania del Signore - 6 gennaio
9,00 - Santa Messa

MERCOLEDÌ
9,30 - Def.ta Zambon Maria - Benefattrice

DOMENICA - Battesimo del Signore
11,00 - Santa Messa

Offerte: Famiglia Andreazza Giovanni  €  150
Pro Chiesa €  50

 

LUNEDÌ - Epifania del Signore
10,00 - Santa Messa e Battesimo

MARTEDÌ
17,00 - Santa Messa

GIOVEDÌ
17,00 - Santa Messa

SABATO -  Battesimo del Signore
18,00 - Santa Messa prefestiva
             Def.to Poletti Marco
             Def.to Bigaran Stefano

DOMENICA - Battesimo del Signore
18,00  - Def.ti Sandrin Emilio e Lucia
Def.ti di Ianna Franca
Def.ta Zambon Clara in Ianna (Anniversario)

Offerte per opere parrocchiali:
In memoria di Andrea Lachin, l’Associazione “Budoia Solidale” offre  €.100, NN  €. 30, Zambon Giuseppe Lussol  €.40 Zambon Fabrizio  €.40

   

LUNEDÌ - Epifania del Signore -  6 gennaio
11,00 - Santa Messa e benedizione dei bambini
           Def.ti Busetti  Dionora e Viel Pietro

DOMENICA - Battesimo del Signore
10,00 - Santa Messa

   

SOLENNITÀ  dell’ EPIFANIA  DEL  SIGNORE Lunedì,  6 gennaio 2020
Orari delle Sante Messe:
BUDOIA:                             ore 09,00
DARDAGO:                        ore 10,00
SANTA LUCIA:                 ore 11,00 – con la  Benedizione dei bambini.

   
 

GIUSEPPE, UN PADRE CONCRETO E SOGNATORE

Il Vangelo racconta di una famiglia guidata da un sogno.
Oggi noi, a distanza, vediamo che il personaggio importante di quelle notti non è Erode il Grande, non è suo figlio Archelao, ma un uomo silenzioso e coraggioso, concreto e sognatore: Giuseppe, il disarmato che è più forte di ogni Erode. E che cosa fa Giuseppe? Sogna, stringe a sé la sua famiglia, e si mette in cammino. Tre azioni: seguire un sogno, andare e custodire. Tre verbi decisivi per ogni famiglia e per ogni individuo; di più, per le sorti del mondo. Sognare è il primo verbo. È il verbo di chi non si accontenta del mondo così com'è. Un granello di sogno, caduto dentro gli ingranaggi duri della storia, è sufficiente a modificarne il corso. Giuseppe nel suo sogno non vede immagini, ascolta parole, è un sogno di parole. È quello che è concesso a ciascuno di noi, noi tutti abbiamo il Vangelo che ci abita con il suo sogno di cieli nuovi e terra nuova. Nel Vangelo Giuseppe sogna quattro volte (l'uomo giusto ha gli stessi sogni di Dio) ma ogni volta l'angelo porta un annunzio parziale, ogni volta una profezia breve, troppo breve; eppure per partire e ripartire, Giuseppe non pretende di avere tutto l'orizzonte chiaro davanti a sé, ma solo tanta luce quanta ne basta al primo passo, tanto coraggio quanto serve alla prima notte, tanta forza quanta basta per cominciare. Andare, è la seconda azione. Ciò che Dio indica, però, è davvero poco, indica la direzione verso cui fuggire, solo la direzione; poi devono subentrare la libertà e l'intelligenza dell'uomo, la creatività e la tenacia di Giuseppe. Tocca a noi studiare scelte, strategie, itinerari, riposi, misurare la fatica. Il Signore non offre mai un prontuario di regole per la vita sociale o individuale, lui accende obbiettivi e il cuore, poi ti affida alla tua libertà e alla tua intelligenza.Il terzo verbo è custodire, prendere con sé, stringere a sé, proteggere. Abbiamo il racconto di un padre, una madre e un figlio: le sorti del mondo si decidono dentro una famiglia. È successo allora e succede sempre. Dentro gli affetti, dentro lo stringersi amoroso delle vite, nell'umile coraggio di una, di tante, di infinite creature innamorate e silenziose. «Compito supremo di ogni vita è custodire delle vite con la propria vita» (Elias Canetti), senza contare fatiche e senza accumulare rimpianti. Allora vedo Vangelo di Dio quando vedo un uomo e una donna che prendono su di sé la vita dei loro piccoli; è Vangelo di Dio ogni uomo e ogni donna che camminano insieme, dietro a un sogno. Ed è Parola di Dio colui che oggi mi affianca nel cammino, è grazia di Dio che comincia e ricomincia sempre dal volto di chi mi ama.

19,00 - Santa Messa e canto del Te Deum

MERCOLEDI’-  Santa Madre di Dio - 1 gennaio 2020
11,00 - Santa Messa e canto del  Veni Creator
Def.  Sanson Angelo ord. figlio

DOMENICA – II dopo  Natale - 5 gennaio
11,00 - Santa Messa e benedizione acqua, sale e frutta

LUNEDI – Epifania del Signore  - 6 gennaio
9,00 - Santa Messa

Offerte: NN € 40

 

MARTEDI’- 31 dicembre 2019
18,00 - Santa Messa e canto del Te Deum
            Def.ti  Ianna Rita, Bruna e Piero

MERCOLEDI’-  Santa Madre di Dio - 1 gennaio 2020
18,00 - Santa Messa e canto del  Veni Creator

SABATO -  II dopo  Natale
18,00 - Santa Messa prefestiva

DOMENICA – II dopo  Natale - 5 gennaio
18,00 - Santa Messa e benedizione acqua, sale e frutta

LUNEDI – Epifania del Signore  - 6 gennaio
10,00 - Santa Messa

   

LUNEDI – 30 dicembre
17,00 - Santa Messa

MARTEDI’- 31 dicembre 2019
17,00 - Santa Messa e canto del Te Deum

MERCOLEDI’-  Santa Madre di Dio - 1 gennaio 2020
10,00 - Santa Messa e canto del  Veni Creator

DOMENICA – II dopo  Natale - 5 gennaio
10,00 -  Santa Messa e benedizione acqua, sale e frutta

LUNEDI – Epifania del Signore -  6 gennaio
11,00 - Santa Messa e benedizione dei bambini
Def.ti Busetti  Dionora e Viel Pietro

   

VIGILIA DELL’EPIFANIA E BENEDIZIONE
DELL’ACQUA  e  DELLA FRUTTA    
PAN E VIN

Domenica  prossima 5 gennaio, è la Vigilia dell’Epifania.

Secondo la tradizione verrà fatta la celebrazione per la benedizione dell’acqua e delle frutta:

  • alle 10 a Santa Lucia
  • alle 11 a Budoia
  • alle 18 a Dardago

In serata verranno accesi i  Pan e Vin nelle solite località dei tre paesi

   
 

SAN GIUSEPPE UOMO GIUSTO CON GLI STESSI SOGNI DI DIO

Tra i custodi dell'attesa è il momento di Giuseppe, uomo dei sogni e delle mani callose, l'ultimo patriarca dell'antico Israele, sigillo di una storia gravida di contraddizioni e di promesse: la sua casa e i suoi sogni narrano una storia d'amore, i suoi dubbi e il cuore ferito raccontano un'umanissima storia di attese e di crisi. Prima che andassero a vivere insieme, Maria si trovò incinta... Allora Giuseppe pensò di ripudiarla in segreto. Di nascosto. È l'unico modo che ha trovato per salvare Maria dal rischio della lapidazione, perché la ama, lei gli ha occupato la vita, il cuore, perfino i sogni. Da chi ha imparato Gesù ad opporsi alla legge antica, a mettere la persona prima delle regole, se non sentendo raccontare da Giuseppe la storia di quell'amore che lo ha fatto nascere, la storia di un escamotage pensato per sottrarre la madre alla lapidazione? Come ha imparato Gesù a scegliere il termine di casa “abbà”, quella sua parola da bambini, così identitaria ed esclusiva, se non davanti a quell'uomo dagli occhi e dal cuore profondi? Chiamando Giuseppe “abbà”, papà, ha imparato che cosa evochi quel nome dolce e fortissimo, come sia rivelazione del volto d'amore di Dio. Giuseppe che non parla mai, di cui il vangelo non ricorda neppure una parola, uomo silenzioso e coraggioso, concreto e libero, sognatore: le sorti del mondo sono affidate ai suoi sogni. Perché l'uomo giusto ha gli stessi sogni di Dio. Ci vuole coraggio per sognare, non solo fantasia. Significa non accontentarsi del mondo così com'è. La materia di cui sono fatti i sogni è la speranza (Shakespeare). Il Vangelo riporta ben quattro sogni di Giuseppe, sogni di parole. E ogni volta si tratta di un annunzio parziale, incompleto (prendi il bambino e sua madre e fuggi...) ogni volta una profezia breve, troppo breve, senza un orizzonte chiaro, senza la data del ritorno. Eppure sufficiente per stringere a sé la madre e il bambino, per mettersi in viaggio verso l'Egitto e poi per riprendere la strada di casa. È la via imperfetta dei giusti e perfino dei profeti, anzi di ogni credente: Guidami Tu, Luce gentile, / attraverso il buio che mi circonda,/ sii Tu a condurmi! /La notte è oscura/ e sono lontano da casa,/ sii Tu a condurmi!/ Sostieni i miei piedi vacillanti: /io non chiedo di vedere/ ciò che mi attende all'orizzonte,/ un passo solo mi sarà sufficiente. Anche noi avremo tanta luce quanta ne basta a un solo passo, e poi la luce si rinnoverà, come i sogni di Giuseppe. Avremo tanto coraggio quanto ne serve ad affrontare la prima notte. Poi il coraggio si rinnoverà, come gli angeli del giusto Giuseppe.

MARTEDI’- Vigilia di Natale
22,30 - Santa Messa della Notte

MERCOLEDI’-  Santo Natale
10,00 - Def. Quinci Aurelio

GIOVEDI’-  Santo Stefano
11, 00 - Santa Messa

VENERDI’-  San Giovanni apostolo
17,00 - Def.ti Angelin  Nicola, Agostino, Ida ord. famiglia

DOMENICA -  Sacra Famiglia
10,00 - Def.ti Erna, Pasquale Torchetti ord. famiglia
Def.ti Nazzareno, Arno Talamini
           Def.  Angelin Sergio

OFFERTE
: pro Oratorio, compleanno Martina €. 40.

 

MARTEDI’- Vigilia di Natale
 24,00 - Santa Messa della Notte

MERCOLEDI’-  Santo Natale
11,00 - Santa Messa

SABATO -  Sacra Famiglia
18,00  - Anniv. Def. Carlon Rita ordinato dalla mamma
Def. Pellegrini Bruno

DOMENICA - Sacra Famiglia
 11,00 - Anniv. Def. Busetti Amelia

OFFERTE:
  da N.N: € 10, € 50, Bastianello Luigia  € 100,              
Battesimo Carlon Francesco €  50

   

LUNEDI’ -  Quarta  di Avvento      
 17,00 -  Santa Messa (ore 16 – 17 Confessioni)

MARTEDI’- Vigilia di Natale
 21,00 - Santa Messa della Notte

MERCOLEDI’-  Santo Natale
9,00  - Santa Messa

GIOVEDI’-  Santo Stefano
10, 00 - Def.  Don Nillo Carniel ord. sorella

DOMENICA -  Sacra Famiglia
9,00 - Def.  Lachin Andrea

OFFERTE: In ricordo do don Nillo €.200 dalla sorella.                        
                     funerale Lachin Andrea,  €.80              

   

CONFESSIONI  PER  S. NATALE
(prima delle S. Messe)

DARDAGO   Sabato       21/12 dalle 16,00 alle 18,00
BUDOIA        Domenica 22/12 dalle 16,00 alle 18,00
S. LUCIA       Lunedì      23/12 dalle 16,00 alle 17,00

AUGURI DI UN SANTO NATALE A TUTTI

   
 

IL MONDO HA BISOGNO DICREDENTI CREDIBILI

Sei tu, o ci siamo sbagliati? Giovanni, il profeta granitico, il più grande, non capisce. Troppo diverso quel cugino di Nazaret da ciò che la gente, e lui per primo, si aspettano dal Messia. Dov'è la scure tagliente? E il fuoco per bruciare i corrotti?Il dubbio però non toglie nulla alla grandezza di Giovanni e alla stima che Gesù ha per lui. Perché non esiste una fede che non allevi dei dubbi: io credo e dubito al tempo stesso, e Dio gode che io mi ponga e gli ponga domande. Io credo e non credo, e lui si fida. Sei tu? Ma se anche dovessi aspettare ancora, sappi che io non mi arrendo, continuerò ad attendere.La risposta di Gesù non è una affermazione assertiva, non pronuncia un “sì” o un “no”, prendere o lasciare. Lui non ha mai indottrinato nessuno. La sua pedagogia consiste nel far nascere in ciascuno risposte libere e coinvolgenti. Infatti dice: guardate, osservate, aprite lo sguardo; ascoltate, fate attenzione, tendete l'orecchio. Rimane la vecchia realtà, eppure nasce qualcosa di nuovo; si fa strada, dentro i vecchi discorsi, una parola ancora inaudita. Dio crea storia partendo non da una legge, fosse pure la migliore, non da pratiche religiose, ma dall'ascolto del dolore della gente: ciechi, storpi, sordi, lebbrosi guariscono, ritornano uomini pieni, totali.Dio comincia dagli ultimi. È vero, è una questione di germogli. Per qualche cieco guarito, legioni d'altri sono rimasti nella notte. È una questione di lievito, un pizzico nella pasta; eppure quei piccoli segni possono bastare a farci credere che il mondo non è un malato inguaribile.Gesù non ha mai promesso di risolvere i problemi della terra con un pacchetto di miracoli. L'ha fatto con l'Incarnazione, perdendo se stesso in mezzo al dolore dell'uomo, intrecciando il suo respiro con il nostro. E poi ha detto: voi farete miracoli più grandi dei miei. Se vi impastate con i dolenti della terra. Io ho visto uomini e donne compiere miracoli. Molte volte e in molti modi. Li ho visti, e qualche volta ho anche pianto di gioia. La fede è fatta di due cose: di occhi che sanno vedere il sogno di Dio, e di mani operose come quelle del contadino che «aspetta il prezioso frutto della terra» (Giacomo 5,7). È fatta di uno stupore, come un innamoramento per un mondo nuovo possibile, e poi di mani callose che si prendono cura di volti e nomi; lo fanno con fatica, ma «fino a che c'è fatica c'è speranza» (Lorenzo Milani).Cosa siete andati a vedere nel deserto? Un bravo oratore? Un trascinatore di folle? No, Giovanni è uno che dice ciò che è, ed è ciò che dice; in lui messaggio e messaggero coincidono. Questo è il solo miracolo di cui la terra ha bisogno, di credenti credibili.

MERCOLEDI’- Terza del Tempo di Avvento
9,30 - Secondo intenzioni offerente

VENERDI’- Terza del Tempo di Avvento
17,00 – Def. benefattrice Zambon Maria Crot

DOMENICA -  Quarta del Tempo di Avvento      
18,00 – Def.ti Luigi e fam. Povoledo e Panizzut; Mons. Abramo, 
Maria e Luigia Freschi; Buriola Bruno; Signora G.Battista;
Perut Marcella ed Ermida; Zambon Vilma ord.famiglia

OFFERTE:  pro chiesa     da N.N: € 10, €10, €20
pro lampade da N.N: € 30, €50, Signora Giovannina   €50 in occasione Comunione ammalati  €15

 

MARTEDI’-  Terza del Tempo di Avvento
 17,00 - Def. Tiziana
 
SABATO -  Quarta Domenica del Tempo di Avvento
18,00  - Def.ti  Bastianello Giuseppe e Pellegrini Luigia
              Def.ti  Abramo, Manlio, Rossanda, Rita
              Def. Zambon Santina Luthol

DOMENICA - Quarta del Tempo di Avvento
 11,00 - Def.ti Sandrin Emilio e Lucia      

   

LUNEDI’ - Terza del Tempo di Avvento
17,00 – Def.te Trevisan Rita e Orsola   

DOMENICA - Quarta del Tempo di Avvento
10,00 - Def.ta Rizzo Jolanda
Def.ti Martini Maria e Oliva Luigi

OFFERTE  per opere parrocchiali:
in occasione battesimo €. 50,00

   

CONFESSIONI  PER  S. NATALE
(prima delle S. Messe)

DARDAGO  Sabato 21/12 dalle 16,00 alle 18,00
BUDOIA       Domenica 22/12 dalle 16,00 alle 18,00
S. LUCIA      Lunedì 23/12 dalle 16,00 alle 17,00

Riunione
Consiglio Pastorale e
Consigli parrocchiali per gli affari economici

Lunedì, 16 dicembre alle ore 20,30, presso l’oratorio di Budoia, si terrà la riunione congiunta dei membri del Consiglio Pastorale e dei Consigli parrocchiali per gli affari economici delle tre parrocchie con il seguente ordine del giorno:

Preparazione alla prossima Visita Pastorale del Mons. Vescovo

   
 

IL SÌ DI MARIA L'ECCOMI CHE CAMBIA LA STORIA

L'angelo Gabriele, lo stesso che «stava ritto alla destra dell'altare del profumo» (Lc 1,11), è volato via dall'incredulità di Zaccaria, via dall'immensa spianata del tempio, verso una casetta qualunque, un monolocale di povera gente. Straordinario e sorprendente viaggio: dal sacerdote anziano a una ragazza, dalla Città di Dio a un paesino senza storia della meticcia Galilea, dal sacro al profano.
Il cristianesimo non inizia al tempio, ma in una casa. La prima parola dell'angelo, il primo “Vangelo” che apre il vangelo, è: rallegrati, gioisci, sii felice. Apriti alla gioia, come una porta si apre al sole: Dio è qui, ti stringe in un abbraccio, in una promessa di felicità. Le parole che seguono svelano il perché della gioia: sei piena di grazia. Maria non è piena di grazia perché ha risposto “sì” a Dio, ma perché Dio per primo ha detto “sì” a lei, senza condizioni. E dice “sì” a ciascuno di noi, prima di qualsiasi nostra risposta. Che io sia amato dipende da Dio, non dipende da me. Quel suo nome, “Amata-per-sempre” è anche il nostro nome: buoni e meno buoni, ognuno amato per sempre. Piccoli o grandi, tutti  riempiti di cielo. Il Signore è con te.
Quando nella Bibbia Dio dice a qualcuno “io sono con te” gli sta consegnando un futuro bellissimo e arduo (R. Virgili).
Lo convoca a diventare partner della storia più grande. Darai alla luce un bimbo, che sarà figlio della terra e figlio del cielo, figlio tuo e figlio dell'Altissimo, e siederà sul trono di David per sempre. La prima parola di Maria non è il “sì” che ci saremmo aspettati, ma la sospensione di una domanda: come avverrà questo? Matura e intelligente, vuole capire per quali vie si colmerà la distanza tra lei e l'affresco che l'angelo dipinge, con parole mai udite... Porre domande a Dio non è mancare di fede, anzi è voler crescere nella consapevolezza.
La risposta dell'angelo ha i toni del libro dell'Esodo, di una nube oscura e luminosa insieme, che copre la tenda, la riempie di presenza. Ma vi risuona anche la voce cara del libro della vita e degli affetti: è il sesto mese della cugina Elisabetta. Maria è afferrata da quel turbinio di vita, ne è coinvolta: ecco la serva del Signore. Nella Bibbia la serva non è “la domestica, la donna di servizio”. Serva del re è la regina, la seconda dopo il re: il tuo progetto sarà il mio, la tua storia la mia storia, Tu sei il Dio dell'alleanza, e io tua alleata. Sono la serva, e dice: sono l'alleata del Signore delle alleanze. Come quello di Maria, anche il nostro “eccomi!” può cambiare la storia. Con il loro “sì” o il loro “no” al progetto di Dio, tutti possono incidere nascite e alleanze sul calendario della vita.

MERCOLEDI’- Seconda del Tempo di Avvento
9,30 - Secondo intenzioni offerente
DOMENICA -  Terza del Tempo di Avvento      
18,00 - Secondo intenzioni offerente

OFFERTE:  per opere parrocchiali: N.N. 10

 

MARTEDI’-  Seconda del Tempo di Avvento
 17,00 - Def. Parmesan Maria
 
GIOVEDI’-  Seconda del Tempo di Avvento
 17,00 - Secondo intenzioni offerente

SABATO -  Terza Domenica del Tempo di Avvento
18,00  - Secondo intenzioni offerente

DOMENICA -  Terza del Tempo di Avvento
11,00  -  Battesimo di Carlon Francesco

   

LUNEDI’ - Seconda del Tempo di Avvento
17,00 - Secondo intenzioni offerente           

VENERDI’- Santa Lucia vergine, martire - patrona
15,00 - In onore di Santa Lucia (Colle)

DOMENICA -  Terza del Tempo di Avvento
10,00 - Def. Fort Gilda ordinata da sorella
14,30 - In onore di Santa Lucia (Colle)

OFFERTE:  per opere parrocchiali:  in occasione funerale € 90,00
in occasione battesimo €. 10,00

   

Venerdi prossimo 13 dicembre ricorre la solennità liturgica di Santa Lucia vergine e martire patrona della nostra Parrocchia.
La Santa Messa sarà alle ore 15,00 alla chiesa sul Colle.

Domenica prossima 15 dicembre le Sante Messe saranno alle ore 10 e alle 14,30 sul Colle.
Dopo questa messa si snoderà la processione con la statua della Santa lungo le vie: della Liberazione, Comin, Lachin, G.B. Soldà, e Besa Fort con arrivo in Chiesa Parrocchiale per la benedizione finale.

   

CELEBRAZIONE DELLE SANTE MESSE PER LA FESTA DI SANTA LUCIA

Venerdi  e Domenica celebreremo solennemente la festa di Santa Lucia (vedi sopra)

Le Sante Messe nelle parrocchie di Dardago e Budoia seguiranno il seguente orario:
a Dardago: sabato 14 dicembre - ore 18: S. Messa prefestiva
                    domenica 15 dicembre - ore 11
a Budoia:   domenica 15 dicembre - ore 18

   
 

L'AVVENTO È ATTESA:
QUESTO MONDO NE PORTA UN ALTRO NEL SUO GREMBO

Al tempo di Noè gli uomini mangiavano e bevevano... e non si accorsero di nulla. Non si accorsero che quel mondo era finito. I giorni di Noè sono i giorni della superficialità. L'Avvento che inizia è invece un tempo per accorgerci. Per vivere con attenzione, rendendo profondo ogni momento. L'immagine conduttrice è Miriam di Nazaret nell'attesa del parto, incinta di Dio, gravida di luce. Le donne, le madri, sanno nel loro corpo che cosa è l'attesa, la conoscono dall'interno.
Avvento è vita che nasce, dice che questo mondo porta un altro mondo nel grembo; tempo per accorgerci, come madri in attesa, che germogli di vita crescono e si arrampicano in noi. Anche noi viviamo giorni come quelli di Noè, quando non ci accorgiamo di chi ci sfiora in casa e magari ha gli occhi gonfi, di chi ci rivolge la parola; di cento naufraghi a Lampedusa, di questo pianeta depredato, di un altro kamikaze a Bagdad. È possibile vivere senza accorgersi dei volti. Ed è questo il diluvio! Vivere senza volti: volti di popoli in guerra; di bambini vittime di violenza, di fame, di abusi, di abbandono; volti di donne violate, comprate, vendute; volti di esiliati, di profughi, di migranti in cerca di sopravvivenza e dignità; volti di carcerati nelle infinite carceri del mondo, di ammalati, di lavoratori precari, senza garanzia e speranza, derubati del loro futuro; è possibile, come allora, mangiare e bere e non accorgersi di nulla. Se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro... Mi ha sempre inquietato l'immagine del Signore descritto come un ladro di notte. Cerco di capire meglio: perché so che Dio non è ladro di vita. Solo pensarlo mi sembra una bestemmia. Dio viene, ma non è la morte il suo momento. Verrà, già viene, nell'ora che non immagini, cioè adesso, e ti sorprende là dove non lo aspetti, nell'abbraccio di un amico, in un bimbo che nasce, in una illuminazione improvvisa, in un brivido di gioia che ti coglie e non sai perché. È un ladro ben strano: è incremento d'umano, accrescimento di umanità, intensificazione di vita, Natale. Tenetevi pronti perché nell'ora che non immaginate viene il Figlio dell'Uomo. Tenersi pronti non per evitare, ma per non mancare l'incontro, per non sbagliare l'appuntamento con un Dio che viene non come rapina ma come dono, come Incarnazione, «tenerezza di Dio caduta sulla terra come un bacio».

MERCOLEDI’- Prima del Tempo di Avvento      
9,30 - Def. De Maio Giuseppe (anniversario)
          Def.ti  Zambon Ferdinando e Famiglia
          Def.ti  Famiglia Diana

VENERDI’- Prima del Tempo di Avvento      
17,00 - Def. Zambon Pietro (anniversario)

DOMENICA - Solennità dell’Immacolata Concezione      
10,30 - Def. Zambon Claudio ord. Famiglia
            Messa di ringraziamento e Processione   

OFFERTE:  per opere parrocchiali: N.N. 40

 

MARTEDI’-  San Francesco Saverio     
 17,00 - Def. Brambilla Renzo
 
SABATO - Solennità dell’Immacolata Concezione  (Prefestiva)    
18,00  - Def.ti  Bastianello Bruna e Alfier Sergio
             Def. Nicolè Bruno “ex calciatore”- messa di “settimo”

   

LUNEDI’ - Prima del Tempo di Avvento      
17,00 - Def. Sac. Paolo Zovatto

DOMENICA - Solennità dell’Immacolata Concezione      
9,30  - Def.ti  Saccon Giovanna - Rosalia - Maria Assunta

OFFERTE  per opere parrocchiali:  N.N. 30

   

Consiglio Pastorale e Consigli Parrocchiali
per gli affari economici

Venerdì 6 dicembre alle ore 20,30, ad Aviano, riunione congiunta di tutti i consiglieri, in preparazione della Visita Pastorale di Mons. Vescovo.

   
 

L'AVVENTO È ATTESA:
QUESTO MONDO NE PORTA UN ALTRO NEL SUO GREMBO

Al tempo di Noè gli uomini mangiavano e bevevano... e non si accorsero di nulla. Non si accorsero che quel mondo era finito. I giorni di Noè sono i giorni della superficialità. L'Avvento che inizia è invece un tempo per accorgerci. Per vivere con attenzione, rendendo profondo ogni momento. L'immagine conduttrice è Miriam di Nazaret nell'attesa del parto, incinta di Dio, gravida di luce. Le donne, le madri, sanno nel loro corpo che cosa è l'attesa, la conoscono dall'interno.
Avvento è vita che nasce, dice che questo mondo porta un altro mondo nel grembo; tempo per accorgerci, come madri in attesa, che germogli di vita crescono e si arrampicano in noi. Anche noi viviamo giorni come quelli di Noè, quando non ci accorgiamo di chi ci sfiora in casa e magari ha gli occhi gonfi, di chi ci rivolge la parola; di cento naufraghi a Lampedusa, di questo pianeta depredato, di un altro kamikaze a Bagdad. È possibile vivere senza accorgersi dei volti. Ed è questo il diluvio! Vivere senza volti: volti di popoli in guerra; di bambini vittime di violenza, di fame, di abusi, di abbandono; volti di donne violate, comprate, vendute; volti di esiliati, di profughi, di migranti in cerca di sopravvivenza e dignità; volti di carcerati nelle infinite carceri del mondo, di ammalati, di lavoratori precari, senza garanzia e speranza, derubati del loro futuro; è possibile, come allora, mangiare e bere e non accorgersi di nulla. Se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro... Mi ha sempre inquietato l'immagine del Signore descritto come un ladro di notte. Cerco di capire meglio: perché so che Dio non è ladro di vita. Solo pensarlo mi sembra una bestemmia. Dio viene, ma non è la morte il suo momento. Verrà, già viene, nell'ora che non immagini, cioè adesso, e ti sorprende là dove non lo aspetti, nell'abbraccio di un amico, in un bimbo che nasce, in una illuminazione improvvisa, in un brivido di gioia che ti coglie e non sai perché. È un ladro ben strano: è incremento d'umano, accrescimento di umanità, intensificazione di vita, Natale. Tenetevi pronti perché nell'ora che non immaginate viene il Figlio dell'Uomo. Tenersi pronti non per evitare, ma per non mancare l'incontro, per non sbagliare l'appuntamento con un Dio che viene non come rapina ma come dono, come Incarnazione, «tenerezza di Dio caduta sulla terra come un bacio».

MERCOLEDI’- Prima del Tempo di Avvento      
9,30 - Def. De Maio Giuseppe (anniversario)
          Def.ti  Zambon Ferdinando e Famiglia
          Def.ti  Famiglia Diana

VENERDI’- Prima del Tempo di Avvento      
17,00 - Def. Zambon Pietro (anniversario)

DOMENICA - Solennità dell’Immacolata Concezione      
10,30 - Def. Zambon Claudio ord. Famiglia
            Messa di ringraziamento e Processione   

OFFERTE:  per opere parrocchiali: N.N. 40

 

MARTEDI’-  San Francesco Saverio     
 17,00 - Def. Brambilla Renzo
 
SABATO - Solennità dell’Immacolata Concezione  (Prefestiva)    
18,00  - Def.ti  Bastianello Bruna e Alfier Sergio
             Def. Nicolè Bruno “ex calciatore”- messa di “settimo”

   

LUNEDI’ - Prima del Tempo di Avvento      
17,00 - Def. Sac. Paolo Zovatto

DOMENICA - Solennità dell’Immacolata Concezione      
9,30  - Def.ti  Saccon Giovanna - Rosalia - Maria Assunta

OFFERTE  per opere parrocchiali:  N.N. 30

   

Consiglio Pastorale e Consigli Parrocchiali
per gli affari economici

Venerdì 6 dicembre alle ore 20,30, ad Aviano, riunione congiunta di tutti i consiglieri, in preparazione della Visita Pastorale di Mons. Vescovo.

   
 

LE PORTE DEL CIELO SPALANCATE PER NOI

Sta morendo, posto in alto, nudo nel vento, e lo deridono tutti: guardatelo, il re! I più scandalizzati sono i devoti osservanti: ma quale Dio è il tuo, un Dio sconfitto che ti lascia finire così? Si scandalizzano i soldati, gli uomini forti: se sei il re, usa la forza! E per bocca di uno dei crocifissi, con una prepotenza aggressiva, ritorna anche la sfida del diavolo nel deserto: se tu sei il figlio di Dio... (Lc 4,3). La tentazione che il malfattore introduce è ancora più potente: se sei il Cristo, salva te stesso e noi. È la sfida, alta e definitiva, su quale Messia essere; ancora più insidiosa, ora che si aggiungono sconfitta, vergogna, strazio. Fino all'ultimo Gesù deve scegliere quale volto di Dio incarnare: quello di un messia di potere secondo le attese di Israele, o quello di un re che sta in mezzo ai suoi come colui che serve (Lc 22,26); se il messia dei miracoli e della onnipotenza, o quello della tenerezza mite e indomita. C'è un secondo crocifisso però, un assassino “misericordioso”, che prova un moto compassione per il compagno di pena, e vorrebbe difenderlo in quella bolgia, pur nella sua impotenza di inchiodato alla morte, e vorrebbe proteggerlo: non vedi che anche lui è nella stessa nostra pena? Una grande definizione di Dio: Dio è dentro il nostro patire, Dio è crocifisso in tutti gli infiniti crocifissi della storia, Dio che naviga in questo fiume di lacrime. Che entra nella morte perché là entra ogni suo figlio. Che mostra come il primo dovere di chi ama è di essere insieme con l'amato. Lui non ha fatto nulla di male. Che bella definizione di Gesù, nitida semplice perfetta: niente di male, per nessuno, mai, solo bene, esclusivamente bene. E Gesù lo conferma fino alla fine, perdona i crocifissori, si preoccupa non di sé ma di chi gli muore accanto e che prima si era preoccupato di lui, instaurando tra i patiboli, sull'orlo della morte, un momento sublime di comunione. E il ladro misericordioso capisce e si aggrappa alla misericordia: ricordati di me quando sarai nel tuo regno. Gesù non solo si ricorderà, ma lo porterà via con sé, se lo caricherà sulle spalle, come fa il pastore con la pecora perduta e ritrovata, perché sia più leggero l'ultimo tratto di strada verso casa. Oggi sarai con me in paradiso: la salvezza è un regalo, non un merito. E se il primo che entra in paradiso è quest'uomo dalla vita sbagliata, che però sa aggrapparsi al crocifisso amore, allora le porte del cielo resteranno spalancate per sempre per tutti quelli che riconoscono Gesù come loro compagno d'amore e di pena, qualunque sia il loro passato: è questa la Buona Notizia di Gesù Cristo.

MERCOLEDI’- Trentaquattresima del Tempo Ordinario
9,30 - Def. Scandella Cristina

SABATO – S. Andrea Apostolo
10,00 - Deff. Carlon Marina e Angelin Giovanni

DOMENICA – Prima Domenica di Avvento     
18,00 - Def. Poletto Lino, ord. dalla moglie
            def.ti famiglia Sanson Andrea

 

MARTEDI’ - Trentaquattresima del Tempo Ordinario
 17,00 - Def.ti  Zambon Bruno e Dina

GIOVEDI’ – Trentaquattresima del Tempo Ordinario
 17,00 - Intenzioni offerente

SABATO -  Prima Domenica del Tempo di Avvento      
18,00  - Intenzioni offerente

DOMENICA -  Prima del Tempo di Avvento      
11,00  -  Def.ti  Ianna Alfredo, Angela e Chiara
Def. Zambon Agostino “Pala”

OFFERTE:  per opere parrocchiali:
Fernanda Zambon, in memoria di Parmesan Maria :  € 30

   

LUNEDI’ - Trentaquattresima del Tempo Ordinario
17,00 - Intenzione offerente

DOMENICA - Prima del Tempo di Avvento      
10,00 - Def.ti Besa Rosina, Santino Del Puppo
            Battesimo di Chiara Fedrigo

   

FESTA DI SANT’ANDREA APOSTOLO

SABATO 30 NOVEMBRE
Ricorre la festa di S. Andrea, patrono della Parrocchia di Budoia. In Suo onore verrà celebrata una S. Messa alle ore 10,00.

VISITA PASTORALE DEL VESCOVO

In preparazione alla prossima Visita Pastorale del Vescovo, i parroci e i vice presidenti dei Consigli Pastorali Parrocchiali sono attesi
VENERDI’ 29 NOVEMBRE, ore 20,30  ad AVIANO. 

Tempo di Avvento

Con Domenica prossima inizia per tutta la comunità dei credenti il tempo di grazia dell'Avvento.
Nel tempo dell'Avvento il cristiano è chiamato a fare una scelta e a porsi una domanda fondamentale; chi è colui che attendo? Dalla risposta a questa domanda dipende non solo la qualità dell'attesa ma anche il frutto benefico che essa deve e può suscitare nell'animo del credente.
L'Avvento è un tempo di purificazione e di discernimento, il cui fine è ristabilire nel cristiano la giusta e vera immagine di Dio, immagine che prende forma e figura nella santa umanità di Gesù Cristo venuto nella carne

   
 

NEPPURE UN CAPELLO SI PERDERÀ NEL NULLA

Dov'è la buona notizia su Dio e sull'uomo in questo Vangelo di catastrofi, in questo balenare di spade e di pianeti che cadono? Se ascoltiamo con attenzione, ci accorgiamo però di un ritmo profondo: ad ogni immagine della fine si sovrappone il germoglio della speranza. Lc 21,9: quando sentirete parlare di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, non è la fine; ai vv.16-17: sarete imprigionati, traditi, uccideranno alcuni, sarete odiati, ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto; e ancora ai vv.25-28: vi saranno segni nel sole, nella luna, nelle stelle, e sulla terra angoscia e paura: ma voi risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina. Ad ogni descrizione di dolore, segue un punto di rottura, dove tutto cambia, un tornante che apre l'orizzonte, la breccia della speranza: non vi spaventate, non è la fine; neanche un capello...; risollevatevi.... Al di là di profeti ingannatori, al di là di guerre e tradimenti, anche quando l'odio dovesse dilagare dovunque, ecco quella espressione struggente: Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto; raddoppiata da Matteo 10,30: i capelli del vostro capo sono tutti contati, non abbiate paura. Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra. Non c'è nessuna cosa che sia eterna. Ma l'uomo sì, è eterno. Si spegneranno le stelle prima che tu ti spenga. Saranno distrutte le pietre, ma tu ancora sarai al sicuro nel palmo della mano di Dio. Non resterà pietra su pietra delle nostre magnifiche costruzioni, ma l'uomo resterà, frammento su frammento, e nemmeno un capello andrà perduto; l'uomo resterà, nella sua interezza, dettaglio su dettaglio. Perché Dio come un innamorato ha cura di ogni dettaglio del suo amato. Ciò che deve restare scolpito nel cuore è l'ultima riga del Vangelo: risollevatevi, alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina. In piedi, a testa alta, occhi liberi e luminosi: così vede noi discepoli il Vangelo. Sollevate il capo, guardate oltre: la realtà non è solo questo che si vede, viene un Liberatore, esperto di vita. Il Signore che è «delle cose l'attesa e il gemito, che viene e vive nel cuore dell'uomo» (Turoldo), sta alla porta, è qui, con le mani impigliate nel folto della vita, porta luce nel cuore dell'universo, porta il dono del coraggio, che è la virtù degli inizi e del primo passo; porta il dono della pazienza, che è la virtù di vivere l'incompiuto in noi e nel mondo. Cadono molti punti di riferimento, nel mondo, ma si annunciano anche sentori di primavera. Questo mondo porta un altro mondo nel grembo. Ogni giorno c'è un mondo che muore, ma ogni giorno c'è anche un mondo che nasce.

MERCOLEDI’- Trentatreesima del Tempo Ordinario
9,30 – Def. Sanson Giorgio e  Def.ta Norma

DOMENICA - Festa di CRISTO RE     
18,00 - Def. Busetti Sandrino, def.ti famiglia Fantin,
Anniv. Carlon Maria e GioBatta “Ros”
Deff. Sanson Giorgio, Vettor Martino e Umberto, Dotto Tulio
Cardazzo Maria e Del Maschio Candido,  Dorigo Mirella

OFFERTE  NN  € 10, NN  € 40

 

MARTEDI’ - Trentatreesima del Tempo Ordinario
 17,00 - Def.  Parmesan Maria (Settimo)

GIOVEDI’ – MADONNA DELLA SALUTE
 10,30 - Def. Bastianello Marino

SABATO -Trentatreesima Domenica del Tempo Ordinario     
18,00  - Deff. Zambon Santa e Pietro Sartorel, Celant Francina e  
Kobilyna Katia

DOMENICA - Festa di CRISTO RE     
10,30  -  Deff. Marson Emanuele, Amabile e Paolo
Segue la processione con la statua della Madonna

OFFERTE Offrono per opere parrocchiali:
in occasione del funerale di Parmesan Maria:  € 80

   

LUNEDI’ - Trentatreesima del Tempo Ordinario
17,00 - Intenzione offerente

DOMENICA - Festa di CRISTO RE     
9,30 - Def.ti Pastorutti Claudia e Lorenzo, Soldà Bruna,
Fort Angelo e Angela ord. dalla figlia

   

FESTA DELLA MADONNA DELLA SALUTE
In questa settimana ricorre la festa della Madonna della Salute cara a tutte le nostre popolazioni. Le celebrazioni in Suo onore si svolgeranno:

GIOVEDI’ 21 NOVEMBRE
Santa Messa a Dardago alle ore 10.30

DOMENICA 24 NOVEMBRE
Alle ore 10,30  S. Messa solenne a Dardago seguita dalla processione 
lungo le vie: Piazza, via Tarabin, via san Tomè, via Caporal, passaggio di via Rivetta e rientro in Chiesa lungo via San Tomè.

La S. Messa a Santa  Lucia è anticipata alle ore 9,30

   
 

VITA ETERNA, NON DURATA MA INTENSITÀ SENZA FINE

I sadducei si cimentano in un apologo paradossale, quello di una donna sette volte vedova e mai madre, per mettere alla berlina la fede nella risurrezione. Lo sappiamo, non è facile credere nella vita eterna. Forse perché la immaginiamo come durata anziché come intensità. Tutti conosciamo la meraviglia della prima volta: la prima volta che abbiamo scoperto, gustato, visto, amato... poi ci si abitua. L'eternità è non abituarsi, è il miracolo della prima volta che si ripete sempre. La piccola eternità in cui i sadducei credono è la sopravvivenza del patrimonio genetico della famiglia, così importante da giustificare il passaggio di quella donna di mano in mano, come un oggetto: «si prenda la vedova... Allora la prese il secondo, e poi il terzo, e così tutti e sette». In una ripetitività che ha qualcosa di macabro. Neppure sfiorati da un brivido di amore, riducono la carne dolorante e luminosa, che è icona di Dio, a una cosa da adoperare per i propri fini. «Gesù rivela che non una modesta eternità biologica è inscritta nell'uomo ma l'eternità stessa di Dio» (M. Marcolini).
Che cosa significa infatti la «vita eterna» se non la stessa «vita dell'Eterno»? Ed ecco: «poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio», vivono cioè la sua vita. Alla domanda banale dei sadducei (di quale dei sette fratelli sarà moglie quella donna?) Gesù contrappone un intero mondo nuovo: quelli che risorgono non prendono né moglie né marito. Gesù non dice che finiranno gli affetti e il lavoro gioioso del cuore. Anzi, l'unica cosa che rimane per sempre, ciò che rimane quando non rimane più nulla, è l'amore (1 Cor 13,8). I risorti non prendono moglie o marito, e tuttavia vivono la gioia, umanissima e immortale, di dare e ricevere amore: su questo si fonda la felicità di questa e di ogni vita. Perché amare è la pienezza dell'uomo e di Dio. I risorti saranno come angeli. Come le creature evanescenti, incorporee e asessuate del nostro immaginario? O non piuttosto, biblicamente, annuncio di Dio (Gabriele), forza di Dio (Michele), medicina di Dio (Raffaele)? Occhi che vedono Dio faccia a faccia (Mt 18,10)? Il Signore è Dio di Abramo, di Isacco, di Giacobbe. Dio non è Dio di morti, ma di vivi. In questa preposizione «di», ripetuta cinque volte, in questa sillaba breve come un respiro, è inscritto il nodo indissolubile tra noi e Dio. Così totale è il legame reciproco che Gesù non può pronunciare il nome di Dio senza pronunciare anche quello di coloro che Egli ama. Il Dio che inonda di vita anche le vie della morte ha così bisogno dei suoi figli da ritenerli parte fondamentale del suo nome, di se stesso: «sei un Dio che vivi di noi» (Turoldo).

MERCOLEDI’- Trentaduesima del Tempo Ordinario
9,30 - Def.ti  Besa Bragagnolo

DOMENICA - Trentatreesima del Tempo Ordinario     
18,00 -  Def.ti  Del Zotto Luigi e Adele ord. Figli
Def.ti  Pes Carlo e Agnese  ord. Fam.Gislon

OFFERTE
Pro Chiesa: NN  € 40, per Battesimo Alisia  Dorigo  € 50
Pro Oratorio da Compleanni € 120, NN €40,  NN € 20

 

LUNEDI’ - San Martino
 14,30  Def. Zambon Marco Renzo Tunio ordinata dai coscritti 1949
            presso la chiesetta di San Martino

MARTEDI’ - Trentaduesima del Tempo Ordinario
 17,00 - Intenzione offerente

GIOVEDI’ - Trentaduesima del Tempo Ordinario
 17,00 - Def. Busnelli Carlo

SABATO -Trentatreesima Domenica del Tempo Ordinario     
18,00  - Intenzione offerente

DOMENICA  - Trentatreesima del Tempo Ordinario     
11,00  - Messa per la comunità parrocchiale

OFFERTE: Offrono per opere parrocchiali:
Famiglia Zambon Sartorel  € 80, in mem. Vettor Ovidio e Santina, dal figlio € 40, in mem.fam. Gino Ianna, dalla figlia € 60,  NN € 40, Bastianello Rita € 30.

   

DOMENICA - Trentatreesima del Tempo Ordinario     
10,00  - Def. Zamattio Lea ord. da Anita

OFFERTE
Pro Chiesa: NN €30

   

CELEBRAZIONE A SAN MARTINO
Lunedì  prossimo, 11 novembre, festa liturgica di San Martino Vescovo ci ritroveremo presso la Chiesa in località San Martino per la S. Messa alle ore 14,30.
Seguiranno le tradizionali castagne e vino.

GIORNATA MISSIONARIA
Domenica prossima, 17 novembre, celebreremo nelle tre parrocchie la Giornata Missionaria.  Le offerte raccolte durante le S. Messe saranno devolute al Ufficio Missionario Diocesano.

GIORNATA DIOCESANA del settimanale IL POPOLO 
Domenica prossima, 17 novembre, celebreremo anche la giornata diocesana del nostro settimanale IL POPOLO che ha come ruolo quello di farsi voce delle comunità e del territorio e legarle alla realtà diocesana.
Si invitano i parrocchiani, il consiglio parrocchiale, i catechisti ad abbonarsi usufruendo della  Promozione “BENVENUTO” 2020:
ogni nuovo singolo abbonato ha la possibilità di sottoscrivere un abbonamento annuale a 40 euro anziché 55.

   
 

ZACCHEO E LA SCOPERTA D'ESSERE AMATI SENZA MERITI

Il Vangelo ci trasmette, nella storia di Zaccheo, l'arte dell'incontro, la sorpresa e la potenza creativa del Gesù degli incontri.
Prima scena: personaggi in ricerca. C'è un rabbi che riempie le strade di gente e un piccolo uomo curioso, ladro come ammette lui stesso, impuro e capo degli impuri di Gerico, un esattore delle tasse, per di più ricco. Il che voleva dire: soldi, bustarelle, favori, furti... Si direbbe un caso disperato. Ma non ci sono casi disperati per il Vangelo. Ed ecco che il suo limite fisico, la bassa statura, diventa la sua fortuna, «una ferita che diventa feritoia» (L. Verdi). Zaccheo non si piange addosso, non si arrende, cerca la soluzione e la trova, l'albero: «Corse avanti e salì su un sicomoro». Tre pennellate precise: non cammina, corre; in avanti, non all'indietro; sale sull'albero, cambia prospettiva.
Seconda scena: l'incontro e il dialogo. Gesù passa, alza lo sguardo, ed è tenerezza che chiama per nome: Zaccheo, scendi. Non giudica, non condanna, non umilia; tra l'albero e la strada uno scambio di sguardi che va diritto al cuore di Zaccheo e ne raggiunge la parte migliore (il nome), frammento d'oro fino che niente può cancellare. Poi, la sorpresa delle parole: devo fermarmi a casa tua. Devo, dice Gesù. Dio viene perché deve, per un bisogno che gli urge in cuore; perché lo spinge un desiderio, un'ansia: a Dio manca qualcosa, manca Zaccheo, manca l'ultima pecora, manco io. Devo fermarmi, non semplicemente passare oltre, ma stare con te. L'incontro da intervallo diventa traguardo; la casa da tappa diventa meta. Perché il Vangelo non è cominciato al tempio ma in una casa, a Nazaret; e ricomincia in un'altra casa a Gerico, e oggi ancora inizia di nuovo nelle case, là dove siamo noi stessi, autentici, dove accadono le cose più importanti: la nascita, la morte, l'amore.
Terza scena: il cambiamento. «Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia». Zaccheo non deve prima cambiare vita, dare la metà dei beni ai poveri, e dopo il Signore entrerà da lui. No. Gesù entra nella casa, ed entrando la trasforma. L'amicizia anticipa la conversione. Perché incontrare un uomo come Gesù fa credere nell'uomo; incontrare un amore senza condizioni fa amare; incontrare un Dio che non fa prediche ma si fa amico, fa rinascere. Gesù non ha indicato sbagli, non ha puntato il dito o alzato la voce. Ha sbalordito Zaccheo offrendogli se stesso in amicizia, gli ha dato credito, un credito immeritato. E il peccatore si scopre amato. Amato senza meriti, senza un perché. Semplicemente amato. Il cristianesimo tutto è preceduto da un “sei amato” e seguito da un “amerai”. Chiunque esce da questo fondamento amerà il contrario della vita.

MERCOLEDI’
9,30     Def. Alfier Assunta, ord. figli
            Def.ti Del Maschio Rino e Genoveffa, ord. figlia

DOMENICA Trentaduesima del Tempo Ordinario     
18,00   Def.ti Vito, Francesco, Angela e Rino
Angelin e Carlon, Angelin Giovanni e Giuseppe
Famiglia Bosser

 

MARTEDI’ 
 17,00  Intenzioni offerente     

GIOVEDI’
17,00   Intenzioni offerente 

SABATO Trentaduesima Domenica del Tempo Ordinario     
18,00   Def.ti  Gaspardo Luigia e Pietro 

DOMENICA Trentaduesima del Tempo Ordinario          
11,00   Per la Comunità

   

LUNEDI’
17,00   Intenzioni offerente 

DOMENICA Trentaduesima del Tempo Ordinario     
10,00   Ann. Def. Don Elio Besa
Def.ti. Busetti Angela – Lavezzari Pierluigi
Carli Enrico, Ann. Carli Italo,
Def.ti Iuorio Giuseppe – Fucile Ugo – Villani Concetta
Villani Michele, Carducci Maddalena, Villani Giulia

   

CATECHISMO IN ORATORIO
Scuole elementari:      Sabato    dalle 11,00 alle 12,00
I Media                       Sabato    dalle 9,30 alle 10,20
II e III Media             Venerdì   dalle 14,50 alle 15,40

 

MESSE FERIALI CON L’ORA SOLARE
Le messe feriali  serali vengono celebrate alle ore 17.
La messa prefestiva rimane alle ore 18.

   
 

QUANDO METTIAMO «IO» AL POSTO DI «DIO»

Una parabola “di battaglia”, in cui Gesù ha l'audacia di denunciare che pregare può essere pericoloso, può perfino separarci da Dio, renderci “atei”, adoratori di un idolo. Il fariseo prega, ma come rivolto a se stesso, dice letteralmente il testo; conosce le regole, inizia con le parole giuste «o Dio ti ringrazio», ma poi sbaglia tutto, non benedice Dio per le sue opere, ma si vanta delle proprie: io prego, io digiuno, io pago, io sono un giusto.
Per l'anima bella del fariseo, Dio in fondo non fa niente se non un lavoro da burocrate, da notaio: registra, prende nota e approva. Io non sono come gli altri, tutti ladri, corrotti, adulteri, e neppure come questo pubblicano, io sono molto meglio. Offende il mondo nel mentre stesso che crede di pregare. Non si può pregare e disprezzare, benedire il Padre e maledire, dire male dei suoi figli, lodare Dio e accusare i fratelli.
Quella preghiera ci farebbe tornare a casa con un peccato in più. Invece il pubblicano, grumo di umanità curva in fondo al tempio, fermatosi a distanza, si batteva il petto dicendo: «O Dio, abbi pietà di me peccatore». Una piccola parola cambia tutto e rende vera la preghiera del pubblicano: «tu», «Signore, tu abbi pietà».
La parabola ci mostra le regole della preghiera e  della vita.
La prima: se metti al centro l'io, nessuna relazione funziona. Non nella coppia, non con i figli o con gli amici, tantomeno con Dio. Il nostro vivere e il nostro pregare avanzano sulla stessa strada profonda: la ricerca mai arresa di qualcuno (un amore, un sogno o un Dio) così importante che il tu viene prima dell'io.
La seconda regola: si prega non per ricevere ma per essere trasformati. Il fariseo non vuole cambiare, non ne ha bisogno, lui è tutto a posto, sono gli altri sbagliati, e forse un po' anche Dio. Il pubblicano invece non è contento della sua vita, e spera e vorrebbe riuscire a cambiarla, magari domani, magari solo un pochino alla volta. E diventa supplica con tutto se stesso, mettendo in campo corpo cuore mani e voce: batte le mani sul cuore e ne fa uscire parole di supplica verso il Dio del cielo.
Il pubblicano tornò a casa perdonato, non perché più onesto o più umile del fariseo (Dio non si merita, neppure con l'umiltà) ma perché si apre - come una porta che si socchiude al sole, come una vela che si inarca al vento - a Dio che entra in lui, con la sua misericordia, questa straordinaria debolezza di Dio che è la sua unica onnipotenza.

MERCOLEDI’- Ventinovesima del Tempo Ordinario     
9,30     Def.ti  Santarossa Stefano e Rosa
            Ann. Angelin Renzo    

VENERDI’ - Solennità di tutti i Santi
15,00   Def.ti  fratelli Gislon (in cimitero) 

SABATO – Commemorazione dei fedeli defunti
 9,30    Def.ti  Marcolin Alessandro,  Iolanda e Basilio (in chiesa) 

DOMENICA Trentesima del Tempo Ordinario     
18,00   Def.ti Carlon Ferdinando, Varnier Angelo,
Gislon Luigi e Fratelli

 

MARTEDI’ - Ventinovesima del Tempo Ordinario     
 18,00  Intenzione offerente 

GIOVEDI’ - Ventinovesima del Tempo Ordinario     
18,00    Intenzione offerente 

VENERDI’ - Solennità di tutti i Santi
11,00   Def.ti  Bocus Valentino e Ofelia (in cimitero)

SABATO - Trentesima del Tempo Ordinario   
18,00   Def.ti  Zambon Giovanna e Luigi Thampogna, Vettor Ovidio e Busetti Santina, Zambon Achille (in chiesa)

DOMENICA -Trentesima del Tempo Ordinario     
11,00   Def.ti  Ianna Alfredo, Angela e Chiara  
   
Offerte:  Per Battesimo     €. 30.

   

LUNEDI’ - Ventinovesima del Tempo Ordinario     
18,00   Intenzione offerente 

VENERDI’ - Solennità di tutti i Santi
10,00   Def.to Carniel Lido ordinata da sorella, Def.ti famiglia Trevisanut   (in cimitero)

SABATO – Commemorazione dei fedeli defunti
17,00   Def. Bragagia Antonia (in chiesa)

DOMENICA -Trentesima del Tempo Ordinario     

   

Venerdì  1 novembre: Solennità di Tutti i Santi.
Le celebrazioni delle Sante Messe con la benedizione delle tombe si terranno nei tre Cimiteri:
a SANTA LUCIA         alle ore 10,00
a DARDAGO              alle ore 11,00
a BUDOIA                   alle ore 15,00
A Budoia e Dardago alle ore 18,00 in Chiesa recita del Santo Rosario

Sabato 2 novembre: Commemorazione di tutti i Fedeli Defunti 
le Sante Messe saranno celebrate nelle tre Chiese Parrocchiali:
a BUDOIA                   alle ore 9,30
a SANTA LUCIA         alle ore 17,00
a DARDAGO              alle ore 18,00

COMUNIONI NELLE CASE
In occasione delle celebrazioni dei Santi e dei Defunti, nei  prossimi giorni passerò per le comunioni nelle case.

INDULGENZA PLENARIA
Dall’1 novembre a mezzogiorno a tutto il 2 novembre, visitando la Chiesa Parrocchiale o il Cimitero si può acquistare l’indulgenza plenaria - applicabile anche a un defunto - recitando il Credo, il Padre Nostro e una preghiera secondo l’intenzione del Papa, confessati e comunicati almeno negli otto giorni. La stessa indulgenza si può acquistare dal 3 al 9 novembre visitando il Cimitero.
CATECHISMO IN ORATORIO (orari a partire dall’ 8 novembre)
Scuole elementari:      Sabato    dalle 11,00 alle 12,00
I Media                       Sabato    dalle 9,30 alle 10,20
II e III Media             Venerdì   dalle 14,50 alle 15,40

   
 

COME È POSSIBILE PREGARE SEMPRE ?

Disse poi una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai. Questi sempre e mai, parole infinite e definitive, sembrano una missione impossibile. Eppure qualcuno c'è riuscito: «Alla fine della sua vita frate Francesco non pregava più, era diventato preghiera» (Tommaso da Celano). Ma come è possibile lavorare, incontrare, studiare, mangiare, dormire e nello stesso tempo pregare? Dobbiamo capire: pregare non significa dire preghiere; pregare sempre non vuol dire ripetere formule senza smettere mai. Gesù stesso ci ha messo in guardia: «Quando pregate non moltiplicate parole, il Padre sa...» (Mt 6,7). Un maestro spirituale dei monaci antichi, Evagrio il Pontico, ci assicura: «Non compiacerti nel numero dei salmi che hai recitato: esso getta un velo sul tuo cuore. Vale di più una sola parola nell'intimità, che mille stando lontano». Intimità: pregare alle volte è solo sentire una voce misteriosa che ci sussurra all'orecchio: io ti amo, io ti amo. E tentare di rispondere. Pregare è come voler bene, c'è sempre tempo per voler bene: se ami qualcuno, lo ami giorno e notte, senza smettere mai. Basta solo che ne evochi il nome e il volto, e da te qualcosa si mette in viaggio verso quella persona. Così è con Dio: pensi a lui, lo chiami, e da te qualcosa si mette in viaggio all'indirizzo dell'eterno: «Il desiderio prega sempre, anche se la lingua tace. Se tu desideri sempre, tu preghi sempre» (sant'Agostino).
Il tuo desiderio di preghiera è già preghiera, non occorre star sempre a pensarci. La donna incinta, anche se non pensa in continuazione alla creatura che vive in lei, diventa sempre più madre a ogni battito del cuore. Il Vangelo ci porta poi a scuola di preghiera da una vedova, una bella figura di donna, forte e dignitosa, anonima e indimenticabile, indomita davanti al sopruso. C'era un giudice corrotto. E una vedova si recava ogni giorno da lui e gli chiedeva: fammi giustizia contro il mio avversario! Una donna che non si arrende ci rivela che la preghiera è un no gridato al «così vanno le cose», è il primo vagito di una storia neonata: la preghiera cambia il mondo cambiandoci il cuore. Qui Dio non è rappresentato dal giudice della parabola, lo incontriamo invece nella povera vedova, che è carne di Dio in cui grida la fame di giustizia.
Perché pregare? È come chiedere: perché respirare? Per vivere! Alla fine pregare è facile come respirare. «Respirate sempre Cristo», ultima perla dell'abate Antonio ai suoi monaci, perché è attorno a noi. «In lui infatti viviamo, ci muoviamo ed esistiamo» (At 17,28). Allora la preghiera è facile come il respiro, semplice e vitale come respirare l'aria stessa di Dio.

MERCOLEDI’- Ventinovesima del Tempo Ordinario     
9,30     30° Def. Busetti Sandrino
             Per le Anime

DOMENICA Trentesima del Tempo Ordinario     
18,00   Ann. Def. Carlon Valentino
            Deff. Dedor Luigia e Giovanni - Gislon Vincenzo e Rosa

Offerte:  Pro chiesa da Cresimati  €. 320 Pro oratorio: 
                Fam. Cauz €. 40, U.S. Polcenigo €. 100

 

MARTEDI’ - Ventinovesima del Tempo Ordinario     
 18,00  Intenzione offerente 

GIOVEDI’ - Ventinovesima del Tempo Ordinario     
18,00   Deff. di Raffaele e Fernanda Zambon
Def.  Busetti Rosa

SABATO - Trentesima del Tempo Ordinario     
18,00   Intenzione offerente 

 DOMENICA - Trentesima del Tempo Ordinario     
11,00   Intenzione offerente 

   

LUNEDI’ - Ventinovesima del Tempo Ordinario     
18,00   Intenzione offerente 

DOMENICA - Trentesima del Tempo Ordinario     
10,00   Deff. Tommasi Anna e Primo
Besa Eugenio, Luigi e Maria Fort
Fort Antonio e Arcicasa Maddalena, Soldà Bruno, Pastorutti Claudia e Lorenzo         

   

MESE DEL ROSARIO
Ottobre è il mese del Rosario. La Madonna ha più volte raccomandato questa preghiera. Vediamo di recitarlo da soli o in gruppo.
A Budoia, in chiesa si recita il rosario dal lunedì al venerdì, alle 17.

MESE DELLE MISSIONI
Il mese di Ottobre è dedicato alle Missioni in tutto il mondo. In questa  settimana siamo invitati a ringraziare il Signore per il dono della fede.

CATECHISMO IN ORATORIO
Ogni sabato mattina i bambini delle scuole elementari sono attesi nell’oratorio di Budoia per il catechismo.
I genitori dei ragazzi delle Medie sono attesi, martedì alle ore 20,30 in oratorio,  per concordare gli orari delle lezioni con il catechista.

RITORNA L’ORA SOLARE
Domenica prossima, 27 Ottobre ritorna l’ora legale. Ricordiamoci di spostare indietro di un’ora orologi e sveglie.
Durante il periodo dell’ora solare le Sante Messe feriali che erano alle 18,00 verranno celebrate alle 17,00.

   
 

DIO CI OFFRE NON SOLO GUARIGIONE, MA SALVEZZA

Dieci lebbrosi che la sofferenza ha riunito insieme, che si appoggiano l'uno all'altro. Appena Gesù li vide... Notiamo il dettaglio: appena li vide, subito, spinto dalla fretta di chi vuole bene, disse loro: andate dai sacerdoti e mostrate loro che siete guariti! I dieci si mettono in cammino e sono ancora malati; la pelle ancora germoglia piaghe, eppure partono dietro a un atto di fede, per un anticipo di fiducia concesso a Dio e al proprio domani, senza prove: «La Provvidenza conosce solo uomini in cammino» (san Giovanni Calabria), navi che alzano le vele per nuovi mari. I dieci lebbrosi credono nella salute prima di vederla, hanno la fede dei profeti che amano la parola di Dio più ancora della sua attuazione, che credono nella parola di Dio prima e più che alla sua realizzazione. E mentre andavano furono guariti. Lungo il cammino, un passo dopo l'altro la salute si fa strada in loro. Accade sempre così: il futuro entra in noi con il primo passo, inizia molto prima che accada, come un seme, come una profezia, come una notte con la prima stella, come un fiume con la prima goccia d'acqua. E furono guariti. Il Vangelo è pieno di guariti, sono il corteo gioioso che accompagna l'annuncio di Gesù: Dio è qui, è con noi, coinvolto nelle piaghe dei dieci lebbrosi e nello stupore dell'unico che ritorna cantando. E al quale Gesù dice: la tua fede ti ha salvato!. Anche gli altri nove che non tornano hanno avuto fede nelle parole di Gesù. Dove sta la differenza? Il samaritano salvato ha qualcosa in più dei nove guariti. Non si accontenta del dono, lui cerca il Donatore, ha intuito che il segreto della vita non sta nella guarigione, ma nel Guaritore, nell'incontro con lo stupore di un Dio che ha i piedi nel fango delle nostre strade, e gli occhi sulle nostre piaghe. Nessuno si è trovato che tornasse a rendere gloria a Dio? Ebbene «gloria di Dio è l'uomo vivente» (sant'Ireneo). E chi è più vivente di questo piccolo uomo di Samaria? Lui, il doppiamente escluso, che torna guarito, gridando di gioia, danzando nella polvere della strada, libero come il vento? Non gli basta tornare dai suoi, alla sua famiglia, travolto da questa inattesa piena di vita, vuole tornare alla fonte da cui è sgorgata. Altro è essere guariti, altro essere salvati. Nella guarigione si chiudono le piaghe, ma nella salvezza si apre la sorgente, entri in Dio e Dio entra in te, come pienezza. I nove guariti trovano la salute; l'unico salvato trova il Dio che dona pelle di primavera ai lebbrosi, che fa fiorire la vita in tutte le sue forme, e la cui gloria è l'uomo vivente, «l'uomo finalmente promosso a uomo» (P. Mazzolari).

MERCOLEDI’- S. Margherita Alacoque
9,30 Per benefattrice Caterina e deff. Donadonibus

DOMENICA Ventinovesima del Tempo Ordinario     
18,00 Deff. Zambon Rina e Del Maschio Tommaso
Dorigo Mirella e Andreazza Tommaso

 

MARTEDI’ - S. Teresa Davila
 18,00 Def. Marcon Giovannina

GIOVEDI’ - S. Ignazio
18,00 Busetti Vincenza e Leone

SABATO Ventinovesima Domenica del Tempo Ordinario     
18,00  Per Intenzione particolare

DOMENICA Ventinovesima del Tempo Ordinario     
11,00  Per Ianna Antonio e Ida Campaner

   

LUNEDI’ - S. Callisto
18,00 Per Intenzione particolare

DOMENICA Ventinovesima del Tempo Ordinario     
10,00  Def. Quaia Candida  Benefattrice
Basso Franco

   

Giovedì 17 - alle ore 20,30 – riunione del Consiglio Parrocchiale per gli Affari Economici

   

OFFERTE
Per Battesimo Del Pup Giulio, €. 50;
In occasione della visita agli infermi, €. 20

RICAVATO VENDITA MELE PRO AISM
La vendita delle mele in favore dell’A.I.S.M (ricerche per la sclerosi multipla) alle porte delle tre chiese ha fruttato €. 607.

 MESE DEL ROSARIO
Ottobre è il mese del Rosario. La Madonna ha più volte raccomandato questa preghiera. Vediamo di recitarlo da soli o in gruppo.
A Budoia, in chiesa si recita il rosario dal lunedì al venerdì, alle 17.

MESE DELLE MISSIONI
Ottobre è anche il mese dedicato alle missioni. In questa settimana siamo invitati a chiedere al Signore che mandi operai nella sua messe con nuove vocazioni missionarie.

CATECHISMO IN ORATORIO
Ogni sabato mattina i bambini delle scuole elementari sono attesi nell’oratorio di Budoia per il catechismo.
Si raccomanda la presenza.

SALUTI DA DON MAURIZIO
Tramite questo foglietto settimanale don Maurizio desidera  inoltrare i propri saluti ai parrocchiani di Dardago, Budoia e Santa Lucia.
Lo ringraziamo e contraccambiamo.

   
 

SERVI INUTILI CIOÈ SENZA SECONDI FINI,CHE SI DONANO

Per capire la domanda degli apostoli: “accresci in noi la fede”, dobbiamo riandare alla vertiginosa proposta di Gesù un versetto prima: se tuo fratello commetterà una colpa sette volte al giorno contro di te e sette volte al giorno ritornerà a te dicendo: “sono pentito”, tu gli perdonerai. Sembra una missione impossibile, ma notiamo le parole esatte. Se tuo fratello torna e dice: sono pentito, non semplicemente: “scusa, mi dispiace” (troppo comodo!) ma: “mi converto, cambio modo di fare”, allora tu gli darai fiducia, gli darai credito, un credito immeritato come fa Dio con te; tu crederai nel suo futuro. Questo è il perdono, che non guarda a ieri ma al domani; che non libera il passato, libera il futuro della persona. Gli apostoli tentennano, temono di non farcela, e allora: “Signore, aumenta la nostra fede”. Accresci, aggiungi fede. È così poca! Preghiera che Gesù non esaudisce, perché la fede non è un “dono” che arriva da fuori, è la mia risposta ai doni di Dio, al suo corteggiamento mite e disarmato. «Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: “sradicati e vai a piantarti nel mare” ed esso vi obbedirebbe». L'arte di Gesù, il perfetto comunicatore, la potenza e la bellezza della sua immaginazione: alberi che obbediscono, il più piccolo tra i semi accostato alla visione grandiosa di gelsi che volano sul mare! Ne basta poca di fede, anzi pochissima, meno di un granello di senape. Efficace il poeta Jan Twardowski: «anche il più gran santo/ è trasportato come un fuscello/ dalla formica della fede». Tutti abbiamo visto alberi volare e gelsi ubbidire, e questo non per miracoli spettacolari - neanche Gesù ha mai sradicato piante o fatto danzare i colli di Galilea - ma per il prodigio di persone capaci di un amore che non si arrende. Ed erano genitori feriti, missionari coraggiosi, giovani volontari felici e inermi. La seconda parte del vangelo immagina una scena tra padrone e servi, chiusa da tre parole spiazzanti: quando avete fatto tutto dite “siamo servi inutili”. Guardo nel vocabolario e vedo che inutile significa che non serve a niente, che non produce, inefficace. Ma non è questo il senso nella lingua di Gesù: non sono né incapaci né improduttivi quei servi che arano, pascolano, preparano da mangiare. E mai è dichiarato inutile il servizio. Significa: siamo servi senza pretese, senza rivendicazioni, senza secondi fini. E ci chiama ad osare la vita, a scegliere, in un mondo che parla il linguaggio del profitto, di parlare la lingua del dono; in un mondo che percorre la strada della guerra, di prendere la mulattiera della pace. Dove il servizio non è inutile, ma è ben più vero dei suoi risultati: è il nostro modo di sradicare alberi e farli volare.

MERCOLEDÌ della ventisettesima settimana del Tempo Ordinario
9,30 SECONDO INTENZIONE PARTICOLARE
DOMENICA Ventottesima del Tempo Ordinario     
10,30 MESSA per la Celebrazione della Santa Cresima
DEFF. Carlon Vittoria e Marco;
Ann. Del Maschio Aldo

OFFERTE: Offrono per opere parrocchiali: in memoria  di Mirella Andreazza, la famiglia  €. 70.

 

MARTEDÌ della ventisettesima settimana del Tempo Ordinario 18,00 SECONDO INTENZIONE PARTICOLARE
GIOVEDÌ della ventisettesima settimana del Tempo Ordinario
18,00 SECONDO INTENZIONE PARTICOLARE
SABATO Ventottesima Domenica del Tempo Ordinario     
18,00  DEFF. ZORZETTO VETTOR VANDA, BASTIANELLO 
MARCELLA, ZAMBON PAOLINA E ITALO,
GRASSI GIOVANNI, ANGELINA, SONIA, MAURIZIO
“Della Rossa”

OFFERTE:  Offrono per opere parrocchiali:
Zambon Corrado  €.30;  in memoria  di Beatrice Zanchet, il marito €. 40

   

LUNEDÌ della ventisettesima settimana del Tempo Ordinario
18,00 SECONDO INTENZIONE PARTICOLARE
DOMENICA Ventottesima del Tempo Ordinario     
18,00  DEFF. BESA VINCENZO, ANN. DEF. SERAFIN DORA,    
FORT ELIGIO, 
VERDERAME SALVATORE ordin. dalla sorella Concetta

   

Cambio orario Sante messe in occasione della Santa Cresima.

Poiché la Santa Cresima viene celebrata domenica 13 ottobre alle 10,30 a Budoia, la S. Messa a Santa Lucia viene posticipata alle ore 18,00.
A Dardago verrà celebrata solo la Santa Messa prefestiva alle ore 18,00 di sabato.

Nella Chiesa parrocchiale di Budoia riceveranno il sacramento della Cresima i giovani:
Andreazza Nicole, Bastianello Federico, Buosi Giacomo, Cauz Alessandro, Cigana Alessandro, Dessì Tommaso, Giacomel Benedetta, Lucchetta Riccardo, Paganini Anita, Petretti Cristian, Piazzon Gioele, Quaia Riccardo, Taurian Davide.
Santa Cresima: Domenica 13 ottobre, ore 10.30
Confessioni per padrini, madrine, genitori….: Venerdì, ore 20,30.

MESE DEL ROSARIO
Ottobre è il mese del Rosario. Si raccomanda la recita del Rosario o da soli o in gruppo. La Madonna apparendo a tutti i veggenti chiede sempre  questa preghiera, a Lei molto gradita.
A Budoia, in chiesa si recita il rosario dal lunedì al venerdì, alle ore 17.

MESE DELLE MISSIONI
Ottobre è anche il mese dedicato alle missioni. Preghiamo perché la Parola di Dio si diffonda nel mondo intero e in tutte le culture attraverso l’opera dei missionari.

INIZIO DELL’ANNO CATECHISTICO
E’ iniziato l’anno  catechistico per bambini delle Scuole elementari. Ogni sabato mattina il catechismo si terrà  in oratorio a Budoia.
Si raccomanda la presenza.

   
 

LAZZARO E IL RICCO FESTAIOLO E MANGIONE

Non è necessario essere persone malvage, per creare degli abissi e dei burroni nelle relazioni. La ricchezza, il potere con tutte le sue prerogative e i suoi privilegi, l'intelligenza e i carismi più grandi, la bellezza estetica stessa di una persona possono indurla a rifugiarsi in una falsa immagine di sé, nelle sue false certezze, nella sua supponenza, nel suo narcisismo. Ci si può, e forse è meglio dire, ci si vuole illudere talvolta, di poter trovare il senso o forse semplicemente la sicurezza della propria vita in queste cose, rimandando di fatto il problema nel tempo, quando amaramente ci si accorgerà che non la salvano, né tanto meno le danno un senso. Ci si accorgerà, come sempre di essersi voluti stordire, non affrontando di petto, la radice del problema e della fatica di vivere autenticamente. Se è vero infatti che abbiamo una libertà, è vero anche che l'identità è altra cosa e la si può raggiungere e vivere se accettiamo di buon grado di non volerci illudere di crearcela, perché non siamo noi gli autori della Vita... è così evidente...Il nostro cammino infatti è riscoperta e ritorno all'origine, al senso della nostra vita, al perché ha avuto inizio e come darle un compimento. E' riconoscimento di quel condensato che oltre valica il nostro principio e la nostra fine. E questo senso si può decifrare assumendo e vivendo la logica e l'impronta costituzionale di questo mondo...che vive di relazione, che è correlato...con evidenza...anche fisicamente...nella relazione. Come può esistere qualcosa se non come immagine, segno e impronta di qualcosa di più chiaro e definito? Tutto quello che anche noi viviamo o facciamo dice qualcosa di noi! Nonostante la realtà ci appaia sbiadita e occlusa da molte ombre, la domanda e la risposta di senso spinge le persone che hanno scelto di viverle, a rompere il muro della propria indifferenza, le distanze che inconsapevolmente hanno creato o ritrovato nella loro interiorità e nel loro rapporto con gli altri, nel loro rapporto con Dio. Non lasciamo che la dignità e l'identità che ci sono proprie e che ci dovrebbero essere più care, muoiano a causa della quieta e disperata compiacenza di noi stessi. Compiacenza di noi stessi che è fonte di insensibilità verso le necessità banali di quanti ci stanno vicini e persino nei confronti degli eventi più grandi dell'Amore di Dio, del Dio di Gesù di Nazareth che nonostante tutto, celebra e rinnova la vita sistematicamente con intelligenza e con Amore, dentro e fuori di noi.

MERCOLEDI’ Santi Angeli Custodi
9,30 MESSA DI 7° DEF. BUSETTI SANDRINO
         DEFF. DORIGO MIRELLA E ANDREAZZA TOMMASO
DOMENICA Ventisettesima del Tempo Ordinario     
18,00 DEF.TE SIGNORA RINA E TERESINA

OFFERTE: Offrono, per opere parrocchiali: per battesimo di Ceramicoli Emma, €.50; per battesimo di Moro Jason, €. 20; per funerale di Busetti Sandrino, €. 100.

 

MARTEDI’ Santa Teresa di Gesù Bambino vergine e dottore della
                     Chiesa
18,00 SECONDO L’INTENZIONE PARTICOLARE
GIOVEDI’ della ventiseiesima settimana del Tempo Ordinario     
18,00 SECONDO L’INTENZIONE PARTICOLARE
VENERDI’ San Francesco d’Assisi patrono d’Italia  
18,00 SECONDO L’INTENZIONE PARTICOLARE
SABATO Ventisettesima Domenica del Tempo Ordinario     
18,00  DEFF. ZAMBON ANTONIO ED ERMELLINA TARABIN
DOMENICA Ventisettesima del Tempo Ordinario     
11,00 DEFF. JANNA ALFREDO, ANGELA E CHIARA

   

LUNEDI’ San Girolamo sacerdote e dottore della Chiesa           
18,00 DEFUNTI AMICI DI FUCILE FABRIZIO
DOMENICA Ventisettesima del Tempo Ordinario     
10,00  ANN. DEF. FORT ALESSANDRO
            DEF.TA FORT ANTONIA

   

BATTESIMO
Domenica prossima 6 ottobre durante la Santa Messa delle ore 11 verrà battezzato Del Pup Giulio figlio di Francesco e di Del Puppo Silvia

   

Comunicazione del Parroco
Da martedì prossimo 1 ottobre e per un certo periodo di tempo sarò assente dalle Parrocchie per riposo e per ricuperare forze e serenità dopo questi ultimi anni di vita pastorale e di assistenza a mia mamma che mi hanno un po’ sfinito. Vado con l’approvazione del Vescovo che mi ha incoraggiato in questa scelta. Non ci sono altre motivazioni particolari. Il Vescovo ha scelto Don Vito Pegolo già parroco di Polcenigo e missionario “fidei donum” in Ecuador a sostituirmi per questo periodo. Svolgerà tutte le funzioni e gli impegni parrocchiali fino al mio ritorno quando riprenderò il mio servizio pastorale.
Il numero di cellulare di don Vito è: 3494411361. Potete rivolgervi a lui per qualsiasi necessità.

MESE DEL ROSARIO
Martedì 1 ottobre inizia il mese del Rosario. Vediamo di recitare il rosario o da soli o in gruppo. La Madonna apparendo a tutti i veggenti ha sempre raccomandato questa preghiera molto a Lei gradita

MESE DELLE MISSIONI
Martedì prossimo 1 ottobre, inizia anche il mese dedicato alle missioni. In questa prima settimana pregheremo perché la Parola di Dio si diffonda nel mondo intero e in tutte le culture attraverso l’opera dei missionari

INIZIO DELL’ANNO CATECHISTICO
Sabato prossimo 5 ottobre dalle ore 10 in Oratorio a Budoia inizia l’anno catechistico con un incontro anche per i genitori e un momento festoso assieme. Domenica prossima 6 ottobre la S. Messa di inizio anno catechistico sarà a Dardago alla Santa Messa delle ore 11.

PRIMO VENERDI’ DEL MESE
Venerdì prossimo 4 ottobre è il primo venerdì del mese. Il sacerdote passerà per la comunione nelle case. E’ anche la festa di San Francesco d’Assisi patrono d’Italia. Preghiamo per la nostra patria perché fedele ai valori della sua tradizione cristiana possa promuovere la prosperità, la fraternità e la pace.

   
 

IL PADRONE LODO’ QUEL FATTORE DISONESTO

La vita è un presente nel quale si prepara il futuro, è tempo che deve generare l'eternità beata, è momento attuale dal quale inevitabilmente viene concepito il dopo. È sufficiente distrarsi un solo istante e il dopo diviene irrimediabilmente compromesso. Basta consegnarsi a un solo peccato e spesso non si esce più dalla via della morte. Si sciupa la giovinezza e l'età adulta rimarrà disorientata per sempre. Il presente va vissuto come la più grande grazia di Dio. San Paolo gridava ai Corinzi che è il momento favorevole della salvezza. La grazia passa. Si apre il cuore, essa entra. Lo si chiude, nessuno sa se vi sarà un ritorno. È questo il motivo per cui si deve vivere il presente ponendo grande attenzione a non sciupare nessuna grazia del Signore. Sa oggi un giovane che consegnare venti preziosi anni della sua vita alla formazione è grandissima grazia di Dio? Ma se sono grazia di Dio si possono dilapidare nell'alcool, nella droga, nell'ozio, nei vizi, nei divertimenti, nel disordine morale e spirituale? Una grazia sciupata da noi diviene spesso anche per gli altri grazia sciupata. Gesù, dono di salvezza del Padre al suo popolo, fu grazia sciupata per molti figli d'Israele. Questa grazia non accolta nella conversione e nella fede fu la causa anche della distruzione della Città Santa. Non siamo responsabili della grazia solo per noi, ma per il mondo intero. Un giovane sciupa la grazia della formazione. Con la sua scienza avrebbe potuto inventare qualcosa di ottimo per l'intera umanità. Ha sciupato la grazia, la terra è priva di una grazia di salvezza. La grazia sciupata sempre impoverisce il mondo. Anche il Paradiso è impoverito. Una grazia sciupata può aprire le porte dell'inferno. Il Padrone loda l'amministratore disonesto. Non lo loda per la sua disonestà, ma perché lui sa usare la scaltrezza per il suo futuro. Non si tratta del futuro eterno, ma del futuro nel tempo. Se tutti i “malfattori” della terra mettessero tanto acume per procurarsi il futuro eterno, quanto ne mettono per dare vano benessere al loro futuro nel tempo, Dio dovrebbe allargare gli spazi del suo Paradiso. Eppure per le futilità, le vanità, ciò che non dura, la scaltrezza e la furbizia vengono usate bene, mentre per ciò che vale, dura ed è bene eterno è come se l'uomo fosse senza intelligenza e privo di ogni sapienza. La stoltezza produce un male eterno. Ogni momento della nostra vita è grazia, perché con esso possiamo domani meritare una eternità beata di gloria. Se però noi, nella nostra cattiveria - è della cattiveria e malvagità del cuore stravolgere tutta la rivelazione - diciamo che il Paradiso non è frutto del presente, perché è dono che Dio fa a tutti, allora cade la verità del presente come albero che deve maturare frutti eterni. È il trionfo della stoltezza e dell'insipienza.

LUNEDI’ San Pio da Pietrelcina sacerdote           
15,00 FUNERALE DI DORIGO ANDREAZZA MIRELLA
MARTEDI’ della venticinquesima settimana del Tempo Ordinario
15,30 FUNERALE DI BUSETTI SANDRINO
MERCOLEDI’ della venticinquesima settimana del TempoOrdinario
9,30 PER INTENZIONE PARTICOLARE
DOMENICA Ventiseiesima del Tempo Ordinario     
18,00 DEF. DON ALFREDO PASUT
           DEF.TA CARLON MARIANNA
           DEF.TA TURRI ENRICA

OFFERTE: N.N. offre, per opere parrocchiali, €.40
 

MARTEDI’ della venticinquesima settimana del Tempo Ordinario
18,00 DEF.TE ATTILIA E ANDREANA
GIOVEDI’ Ss. Cosma e Damiano martiri     
18,00 SECONDO L’INTENZIONE DI MARIANGELA E LUIGINO
VENERDI’ San Vincenzo de’ Paoli sacerdote  
18,00 DEFF. FEDRIGOLLI PAOLA E GIANNI
SABATO Ventiseiesima Domenica del Tempo Ordinario     
18,00  MESSA DI 30° DEF. ZAMBON SILVANO
            ANN. DEF.TA ZANCHET BEATRICE
            MESSA PER LA CLASSE 1949 VIVI E DEFUNTI
DOMENICA Ventiseiesima del Tempo Ordinario     
11,00 MESSA PER LE COMUNITA’ PARROCCHIALI

   

LUNEDI’ San Pio da Pietrelcina sacerdote           
18,00 DEFF. CORDAZZO VIRGINIO E GIUSEPPINA
           DEF. FURLAN MARIO E ETTORI OSVALDO
DOMENICA Ventiseiesima del Tempo Ordinario     
10,00  DEF. DON NILLO CARNIEL ord. Sorella Elena
            ANN. DEF. PASTORUTTI LORENZO
                     
OFFERTE: Fort Angela e Nerina offrono, per opere parrocchiali, €. 100.               

   

FUNERALI
Domani lunedì 23 settembre alle ore 15 il funerale di Dorigo Andreazza Mirella.
Alle 19 il Rosario per Busetti Sandrino. Martedì 24 settembre alle 15,30 il funerale.

   

LEGATO TESTAMENTARIO
La signora Quaia Candida, in morte, ha lasciato alla parrocchia di Santa Lucia, in legato, €. 10.000, per opere parrocchiali. La parrocchia grata la ricorda nella preghiera

   

CONVOCAZIONE STRAORDINARIA DEI CONSIGLI PASTORALI PARROCCHIALI E DEGLI AFFARI ECONOMICI
Mercoledì prossimo 25 settembre, alle 20,45 in Oratorio a Budoia sono convocati straordinariamente i Consigli Pastorale Comunitario e degli Affari Economici delle tre Parrocchie e i catechisti per importanti comunicazioni e inizio anno pastorale

ISCRIZIONE CATECHISMO
Sabato prossimo 28 settembre dalle ore 15 alle 16 in Oratorio a Budoia è possibile iscrivere i ragazzi di ogni classe.

INIZIO ANNO PASTORALE DIOCESANO
Sabato prossimo 28 settembre per tutto il pomeriggio presso la parrocchia di San Pietro di Sclavons (Cordenons) ci saranno vari laboratori pastorali per organizzare l’anno pastorale nei vari settori (catechistico, liturgico, dei giovani) seguito dalla cena nel capannone e alle 20,30 incontro di preghiera col Vescovo in cui verranno consegnate le icone del nuovo anno pastorale alle parrocchie.

   
 

DIO PADRE CHE PERDONA: A NOI IL PRIMO PASSO

Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, sua Nessuna pagina al mondo raggiunge come questa l'essenziale del nostro vivere con Dio, con noi stessi, con gli altri. Un padre aveva due figli. Se ne va, un giorno, il giovane, in cerca di se stesso, in cerca di felicità, la cerca nelle cose che il denaro procura, ma le cose tutte hanno un fondo e il fondo delle cose è vuoto. Il libero principe diventa servo, a disputarsi l'amaro delle ghiande con i porci. Allora ritorna in sé, dice il racconto, chiamato da un sogno di pane (la casa di mio padre profuma di pane...) e si mette in cammino. Non torna per amore, torna per fame. Non torna per pentimento, ma per paura della morte. Ma a Dio non importa il motivo per cui ci mettiamo in viaggio. È sufficiente che compiamo un primo passo. L'uomo cammina, Dio corre. L'uomo si avvia, Dio è già arrivato. Infatti: il padre, vistolo di lontano, gli corse incontro... E lo perdona prima ancora che apra bocca. Il tempo della misericordia è l'anticipo. Si era preparato delle scuse, il ragazzo, ma il Padre perdona non con un decreto, ma con un abbraccio; non sono più tuo figlio, dice il ragazzo, e il padre lo interrompe perché vuole salvarlo proprio dal suo cuore di servo e restituirgli un cuore di figlio. Il padre è stanco di avere per casa dei servi invece che figli veri. Il peccato dell'uomo è uno: sentirsi schiavo anziché figlio di Dio. Il padre non domanda: dove sei stato, cosa hai fatto, da dove vieni? Chiede invece: dove sei diretto? Vuoi che ci andiamo insieme? Il territorio di Dio è il futuro. I gesti che il padre compie sono insieme materni, paterni e regali (R. Virgili): materno è il suo perdersi a guardare la strada; paterno è il suo correre incontro da lontano; regali sono l'anello e la tunica e la grande festa. Ciò che vuole è riconquistarsi i figli, anche nell'ultima scena, quando esce a pregare il figlio maggiore, che torna dai campi, vede la festa e non vi entra, sente la musica e non sorride. Un uomo nel cui cuore non c'era mai festa, perché si concepiva come un dipendente: «Io ho sempre ubbidito, io ho sempre detto di sì e a me neanche un capretto!»; ubbidiente e infelice perché il cuore è assente, non ama ciò che fa, alle prese con l'infelicità che deriva da un cuore di servo e non di figlio, quando invece «il segreto di una vita riuscita è amare ciò che fai, e fare ciò che ami» (Dostoevskij). Il padre della parabola invece è immagine di un Dio scandalosamente buono, che preferisce la felicità dei suoi figli alla loro fedeltà, che non è giusto, è di più, esclusivamente amore. Allora Dio è così? Così eccessivo, così tanto, così esagerato? Sì, il Dio in cui crediamo è così. Immensa rivelazione per cui Gesù darà la sua vita.

MERCOLEDI’ della ventiquattresima settimana del Tempo Ordinario
9,30 PER INTENZIONE PARTICOLARE
VENERDI’ Ss. Andrea Kim sacerdote, Paolo Chong Hasang e
                    compagni martiri  
18,00 DEF.TA DELLA FIORENTINA LUIGIA ord. nipote Bianca
DOMENICA Venticinquesima del Tempo Ordinario     
18,00 DEF.TA FABBRO BRUNA
           DEFF. COASSIN GIOVANNI E CARLON ESTER
           DEFF. VARNIER LUCIA E AGOSTINO
           DEFF. VITO, FRANCESCO, ANGELA E RINO
           DEFF. ZAMBON WILMA, ANGELO E TERESA

OFFERTE: Offrono per opere parrocchiali: N.N., €.20; Carlon Marcellina €. 30.

 

MARTEDI’ San Roberto Bellarmino vescovo e dottore della Chiesa
18,00 PER INTENZIONE PARTICOLARE
GIOVEDI’ San Gennaro vescovo emartire      
18,00 PER INTENZIONE PARTICOLARE
SABATO Venticinquesima Domenica del Tempo Ordinario     
18,00  ANN. DEF. BUSETTI SEVERINO
            DEFF. PARMESAN CLAUDIO, IRMA, PIO E NEVIO
            DEFF. ANDREAZZA ERMENEGILDA E BERTO
DOMENICA Venticinquesima del Tempo Ordinario     
11,00 MESSA PER LE COMUNITA’ PARROCCHIALI
         
OFFERTE: Offrono, per opere parrocchiali: per battesimo di Soldera Zambon Philip, €. 50; N.N., €. 30.

   

LUNEDI’ Ss. Cornelio papa e Cipriano vescovo martiri           
18,00 DEFUNTI SORELLE BIOLCHI E FAMILIARI FAMIGLIE
           TOSCANE
DOMENICA Venticinquesima del Tempo Ordinario     
10,00  DEF.TE PRADELLA ROSA SCANDOLO E GUIDI ALINDA
            ANN. DEF.TA STANIC CARMELA
            DEF.TE PASTORUTTI CLAUDIA E SOLDA’ BRUNA

   

BATTESIMI
Domenica prossima 22 settembre, durante la Santa Messa delle ore 18, verranno battezzati: Moro Jason, figlio di Mirko e di Cauz Tiziana e Ceramicoli Emma figlia di Matteo e di Soldera Sonia

   

BATTESIMO
Domenica prossima 22 settembre, durante la Santa Messa delle ore 11, verrà battezzato Vesco Mattias, figlio di Luca e di Varga Adela

   

CONVOCAZIONE PARROCI E VICEPRESIDENTI CONSIGLI PASTORALI PARROCCHIALI
Mercoledì prossimo 18 settembre, presso la Concattedrale San Marco di Pordenone il Vescovo consegnerà ai Parroci e ai Vicepresidenti dei Consigli Pastorali Parrocchiali il Documento e le icone per le Chiese e gli Oratori del nuovo anno pastorale.

   
 

RINUNCIARE A CIO’ CHE CI IMPEDISCE DI VOLARE

Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, sua madre... e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo. Gesù non instaura una competizione di sentimenti per le sue creature, perché sa che da questa ipotetica gara di emozioni non uscirebbe vincitore, se non presso pochi eroi o santi, dalla fede di fiamma. Ci ricorda invece che per creare un mondo nuovo, quello che è il sogno del Padre, ci vuole una passione forte almeno quanto quella degli amori familiari. È in gioco un nuovo modo di vivere le relazioni umane: mentre noi puntiamo a cambiare l'economia, Gesù vuole cambiare l'uomo. Lo fa puntando tutto sull'amore, e con parole che sembrano eccessive, sembrano cozzare contro la bellezza e la forza degli affetti, perché la felicità di questa vita non sappiamo dove pesarla se non sul dare e sul ricevere amore. Ma il verbo centrale su cui poggia la frase è: se uno non «ama di più». Allora non di una sottrazione si tratta, ma di una addizione. Gesù non sottrae amori, aggiunge un «di più». Il discepolo è colui che sulla bellezza dei suoi amori stende una più grande bellezza. E il risultato non è una sottrazione ma un potenziamento, non una esclusione ma una aggiunta: Tu sai quanto è bello dare e ricevere amore, quanto contano gli affetti della famiglia, ebbene io posso offrirti qualcosa di ancora più bello e vitale. Gesù è la garanzia che i tuoi amori saranno più vivi e più luminosi, perché Lui possiede la chiave dell'arte di amare. Seconda condizione: Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me... La croce: e noi la pensiamo metafora delle inevitabili difficoltà di ogni giorno, dei problemi della famiglia, di una malattia da sopportare, o addirittura del perdere la vita. In realtà la vita si perde come si spende un tesoro: donandola goccia a goccia. Per cui il vero dramma non è morire, ma non avere niente, non avere nessuno per cui valga la pena spendere la vita. Nel Vangelo la croce è la sintesi dell'intera storia di Gesù: amore senza misura, disarmato amore, coraggioso amore, che non si arrende, non inganna e non tradisce. Prendi su di te una porzione grande di amore, altrimenti non vivi; prendi la porzione di dolore che ogni amore comporta, altrimenti non ami. Terza condizione: chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo. Perché la tua vita non dipende dai tuoi beni, «un uomo non vale mai per quanto possiede, o per il colore della sua pelle, ma per la qualità dei suoi sentimenti. Un uomo vale quanto vale il suo cuore» (Gandhi). Gesù chiede sì una rinuncia, ma a ciò che impedisce il volo. Chi lo fa, scopre che «rinunciare per Te è uguale a fiorire» (M. Marcolini).

MERCOLEDI’ della ventitreesima settimana del Tempo Ordinario
9,30 PER INTENZIONE PARTICOLARE
VENERDI’ San Giovanni Cristostomo vescovo e dottore della
                    Chiesa    
18,00 DEFF. ANGELIN ANTONIO E GIULIA
DOMENICA Ventitquattresima del Tempo Ordinario
18,00 DEFF. ZOTTI GIANNI, PIERO E RENZO
           DEF. VARNIER ANGELO

OFFERTE: Famiglia Angelin - Santin, offre per lucidatura lampade, €. 50.

 

MARTEDI’ della ventitreesima settimana del Tempo Ordinario
18,00 PER INTENZIONE PARTICOLARE
GIOVEDI’ Santissimo Nome di Maria      
18,00 PER INTENZIONE PARTICOLARE
SABATO Ventitreesima Domenica del Tempo Ordinario
18,00  ANN. DEF. ZAMBON SERGIO MOMOLETTI (benefattore)
            DEF. VETTOR GERARDO
DOMENICA Ventitreesima del Tempo Ordinario
11,00 MESSA DI 30° DEF. SAC: GIOVANNI PERIN
         
OFFERTE: Offrono, per opere parrocchiali: N.N., €. 40.

   

LUNEDI’ San Pietro Claver sacerdote            
18,00 DEFUNTI BRAGAGGIA E FONTANA
DOMENICA Ventitquattresima del Tempo Ordinario     
10,00  MESSA PER LE COMUNITA’ PARROCCHIALI
                     
OFFERTE: Offrono, per opere parrocchiali: N.N., €. 40; famiglia Da Ros, €. 50.

   

FESTA DEI FUNGHI E DELL’AMBIENTE
Da venerdì prossimo 13 Settembre a domenica 29 settembre ci saranno una serie di manifestazioni, in occasione della festa dei Funghi e dell’ambiente organizzata dalla PRO LOCO di Budoia. Auguriamo una piena soddisfazione, dato anche l’impegno profuso

   

INIZIO CATECHESI PER I CRESIMANDI
Domani, lunedì 9 settembre, alle ore 16 in Oratorio a Budoia, iniziano gli incontri di preparazione alla Cresima per i ragazzi delle nostre parrocchie.

INIZIO ANNO SCOLASTICO 2019 - 20
In questa settimana inizia l’Anno Scolastico 2019/20 per tutti gli studenti di ogni ordine e grado. L’augurio che questo nuovo anno porti a tutti un impegno a crescere nella maturazione umana e civica e auguri a tutto il personale scolastico perché possano trovare soddisfazione nel loro impegno quotidiano a favore dell’istruzione e dell’educazione delle nuove generazioni

   
 

METTERSI ALL’ULTIMO POSTO: QUELLO DI DIO

Il banchetto è un vero protagonista del Vangelo di Luca. Gesù era un rabbi che amava i banchetti, che li prendeva a immagine felice e collaudo del Regno: a tavola, con farisei o peccatori, amici o pubblicani, ha vissuto e trasmesso alcuni tra i suoi insegnamenti più belli. Gesù, uomo armonioso e realizzato, non separava mai vita reale e vita spirituale, le leggi fondamentali sono sempre le stesse. A noi invece, quello che facciamo in chiesa alla domenica o in una cena con gli amici sembrano mondi che non comunicano, parallele che non si incontrano. Torniamo allora alla sorgente: per i profeti il culto autentico non è al tempio ma nella vita; per Gesù tutto è sillaba della Parola di Dio: il pane e il fiore del campo, il passero e il bambino, un banchetto festoso e una preghiera nella notte. Sedendo a tavola, con Levi, Zaccheo, Simone il fariseo, i cinquemila sulla riva del lago, i dodici nell'ultima sera, faceva del pane condiviso lo specchio e la frontiera avanzata del suo programma messianico. Per questo invitare Gesù a pranzo era correre un bel rischio, come hanno imparato a loro spese i farisei. Ogni volta che l'hanno fatto, Gesù gli ha messo sottosopra la cena, mandandoli in crisi, insieme con i loro ospiti. Lo fa anche in questo Vangelo, creando un paradosso e una vertigine. Il paradosso: vai a metterti all'ultimo posto, ma non per umiltà o modestia, non per spirito di sacrificio, ma perché è il posto di Dio, che «comincia sempre dagli ultimi della fila» (don Orione) e non dai cacciatori di poltrone. Il paradosso dell'ultimo posto, quello del Dio “capovolto”, venuto non per essere servito, ma per servire. Il linguaggio dei gesti lo capiscono tutti, bambini e adulti, teologi e illetterati, perché parlano al cuore. E gesti così generano un capovolgimento della nostra scala di valori, del modo di abitare la terra. Creano una vertigine: Quando offri una cena invita poveri, storpi, zoppi, ciechi. Riempiti la casa di quelli che nessuno accoglie, dona generosamente a quelli che non ti possono restituire niente. La vertigine di una tavolata piena di ospiti male in arnese mi parla di un Dio che ama in perdita, ama senza condizioni, senza nulla calcolare, se non una offerta di sole in quelle vite al buio, una fessura che si apre su di un modo più umano di abitare la terra insieme. E sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Che strano: poveri storpi ciechi zoppi sembrano quattro categorie di persone infelici, che possono solo contagiare tristezza; invece sarai beato, troverai la gioia, la trovi nel volto degli altri, la trovi ogni volta che fai le cose non per interesse, ma per generosità. Sarai beato: perché Dio regala gioia a chi produce amore.

MERCOLEDI’ della ventiduesima settimana del Tempo Ordinario
9,30 PER INTENZIONE DI PERSONA DEVOTA
DOMENICA Ventitreesima del Tempo Ordinario
18,00 ANN. DEF. CARLON GIUSEPPE ord. famiglia
           DEF. CARLON SILVANO
           DEFF. ZAMBON INES E PUPPIN FAUSTO ord. figlia
           DEFF. RIZZO GIUSEPPE, ALBA E ALBANO
           DEF.TA TONON IRENE

OFFERTE: Offrono, per opere parrocchiali: N.N., €. 10; Carlon Graziella, per lucidatura lampade, €. 50.

 

MARTEDI’ San Gregorio Magno Papa Dottore della Chiesa
18,00 DEFUNTI FAMIGLIA LACHIN
GIOVEDI’ della ventiduesima settimana del Tempo Ordinario      
18,00 DEFUNTI FAMIGLIA CALDERAN
VENERDI’ Primo venerdì del mese. Sacro Cuore di Gesù     
18,00 DEFF. ZAMBON DOMENICO, BRUNO E DINA ROSIT
SABATO Ventitreesima Domenica del Tempo Ordinario
18,00  DEFUNTI FAMIGLIA VETTOR AGOSTINO E VITTORIA,
            ROSSANDA E ABRAMO
DOMENICA Ventitreesima del Tempo Ordinario
11,00 MESSA DI 30° DEF. BASSO LORENZO
           ANN. DEF. ZAMBON DOMENICO ROSIT
         
OFFERTE: Offrono, per opere parrocchiali: Janna Mirka, €. 40; Basso Filippo, €. 40; Azzopardo Carmen, €. 30; per funerale di Zambon Silvano, €. 200; Zambon Teresa Rosit, €. 100.

   

LUNEDI’ della ventiduesima settimana del Tempo Ordinario            
18,00 MESSA PER INTENZIONE PARTICOLARE
DOMENICA Ventitreesima del Tempo Ordinario     
10,00 ANN. DEF. BESA VINCENZO
           ANN. DEF.TA FORT ROSINA
           DEF. BORTOLUZZI RENATO ord. moglie
                     
OFFERTE: Dal Mas Ilario offre, per fiori Chiesa, €. 100.

   

Domenica prossima 8 Settembre durante la Santa Messa delle ore 11 verrà battezzato Soldera Zambon Philip figlio di Soldera Marco e di Zambon Deborah

   

INCONTRO GENITORI DEI CRESIMANDI
Domani, lunedì 2 settembre, alle ore 20,30 in Oratorio a Budoia, la riunione con i genitori dei cresimandi per organizzare l’ultima parte della preparazione.

PRIMO VENERDI’ DEL MESE
Venerdì prossimo 6 settembre è il primo venerdì del mese. Passerò per la comunione nelle case.

ORARI SANTE MESSE FESTIVE
Da domenica 1 Settembre fino al 31 Dicembre le Sante Messe festive avranno questi orari di celebrazione:

SANTA MESSA PREFESTIVA:
SABATO alle ore 18 a Dardago

DOMENICA:
a Santa Lucia alle ore 10
a Dardago, alle ore 11
a Budoia alle ore 18

   
 

QUANTI SI SALVERANNO? CHI ACCETTA LA CHIAMATA AL REGNO

Un tale chiede a Gesù se sono tanti coloro che si salvano. Pone dunque la salvezza in termini “quantitativi”. È da notare che ne parla come qualcosa di estraneo a lui, come se lui fosse già incluso tra i salvati. Al tempo di Gesù vi erano coloro che pensavano che tutti gli Ebrei avrebbero partecipato al regno futuro; per altri invece solo alcuni eletti osservanti.
Gesù non risponde a questa domanda, e coinvolge anche il suo interlocutore, invitando a darsi da fare per entrare nella porta stretta finché se ne ha l'occasione, senza dar per scontato di passarci sicuramente. Il verbo usato da Luca indica una lotta, che coinvolge tutta la persona: «Credere è un atteggiamento serio e radicale, non riducibile ad uno striminzito segno di croce, a una devozione, a una candela accesa... Non è rilevante essere iscritti ad una comunità religiosa, allegare le proprie tradizioni e la pratica scrupolosa di un certo comportamento esteriore, ricorrere alla partecipazione ad un movimento religioso. L'importante è l'aver attraversato la porta stretta, cioè l'impegno serio e personale per la ricerca del Regno di Dio» (G. Ravasi). Per appartenere al Regno di Dio ed entrarvi in pienezza alla fine della vita, non basta un'appartenenza ecclesiale esteriore, tipica di quelli che si sentono a posto solo per il fatto di appartenere ad una “congrega”, ad un movimento, o per il fatto di essere presenti a messa tutte le domeniche, ma senza un reale coinvolgimento della vita e del cuore. Né “si vive di rendita”, come quelli che giustificano il rifiuto di seguire Gesù in forza della passata frequentazione, avendo fatto magari i chierichetti da piccoli!  «Gesù illustra questa tesi con una parabola folgorante: la porta che conduce alla sala del pranzo del Regno di Dio è stretta e molta folla vi si accalca, convinta che sia facile varcarla. Si fanno avanti soprattutto quelli che sono convinti di essere “cristiani” e amici di Cristo più degli altri perché hanno gridato e segnalato continuamente questa loro identità ai quattro venti. Ma ecco la risposta glaciale del Cristo: “Non vi conosco, non so di dove siete”. Non basta aver “mangiato e bevuto” l'eucaristia, o ascoltato e fatto sermoni e propaganda religiosa; è la scelta di un'intera vita di fede e di amore che fa spalancare le porte della festa. Là entreranno quindi gli “ultimi”, persino i “lontani” giusti, i veri operatori di pace e di giustizia, i veri fedeli». Partecipare all'eucaristia, pregare è fondamentale, certo; ma non basta. L'incontro con Dio deve portarci a vivere come Dio comanda, da figli di Dio. Il Signore stesso per bocca di Isaia dice: «Io non posso sopportare delitto e solennità» (1,13). «Al rito si deve unire la vita, la religione deve innervarsi nell'esistenza, la preghiera deve sposarsi all'impegno di carità, la liturgia deve aprirsi alla giustizia e al bene. Altrimenti... il culto resta ipocrita e incapace di salvarci» Chiediamo al Signore che possiamo vivere una fede autentica e gioiosa, perché tanti, anche attraverso noi, siano attirati a lui.

MERCOLEDI’ Sant’ Agostino vescovo e dottore della Chiesa        
9,30 DEF. POLETTI MARCO
        DEF.TA ANGELIN AGATA ord. figlio Giacomino
VENERDI’ della ventunesima settimana del Tempo Ordinario   
18,00 DEF.TA CARLON PELLEGRINI GIOVANNINA
DOMENICA Ventiduesima del Tempo Ordinario
18,00 ANN. DEFF. PUPPIN OSVALDO

 

MARTEDI’ Santa Monica
18,00 DEFF. BOCUS ANGELO, ERMELLINA, TEA E ROSINA
GIOVEDI’ Martirio di San Giovanni Battista   
18,00 DEFF. JANNA SILVIO E TERESA CIAMPANER
SABATO Ventiduesima Domenica del Tempo Ordinario
18,00  DEF. TA STRADELLA DE CHIARA ELISA
DOMENICA Ventiduesima del Tempo Ordinario
11,00 MESSA PER LE COMUNITA’ PARROCCHIALI
           DEFF. JANNA ALFREDO, ANGELA E CHIARA
         
OFFERTE: Offrono, per opere parrocchiali: N.N., €. 20; Zambon Ezio, €. 40.

   

LUNEDI’ della ventunesima settimana del Tempo Ordinario            
18,00 DEF. TOFFOLI LINO ord. moglie e figlie
DOMENICA Ventiduesima del Tempo Ordinario     
10,00 DEF. PAGOTTO PAOLO
           DEF. GISLON ALESSANDRO
                     
OFFERTE: Offrono, per opere parrocchiali: Gislon Renata, €. 40.

   

ORARI SANTE MESSE FESTIVE
Da domenica prossima 1 Settembre fino al 31 Dicembre le Sante Messe festive avranno questi orari di celebrazione:

SANTA MESSA PREFESTIVA: Sabato alle ore 18 a Dardago

DOMENICA:
- a Santa Lucia alle ore 10
- a Dardago, alle ore 11
- a Budoia alle ore 18

CELEBRAZIONI DI SANTI NELLA SETTIMANA
Martedì 27 agosto ricorre la memoria di Santa Monica. Una donna dell’Africa Settentrionale (Tunisia) ma terra dell’Impero Romano allora. Fu la madre del grande Sant’ Agostino. Il marito era pagano e lei cercò di educare il figlio al cristianesimo ma non potè farlo battezzare e il ragazzo crebbe, pur molto intelligente, in una giovinezza libertina e dissipata. La madre piangeva e pregava fino a quando, prima di morire, riuscì a vederlo convertito e battezzato.

Mercoledì 28 agosto è la memoria del figlio, Sant’Agostino. Nato a Tagaste (attuale Tunisia), dopo una giovinezza alquanto libertina giunse per studiare a Roma e poi a Milani. Qui incontrò il grande Sant’Ambrogio vescovo di Milano che con la sua predicazione lo attirò alla fede cattolica e lo battezzò nella cattedrale. Ritornato in patria fu ordinato sacerdote e poi vescovo di Ippona, assistendo al crollo dell’Impero Romano. Governò con bontà e fortezza il suo popolo. Scrisse di Teologia, si dedicò alla predicazione e alla creazione di un ordine monastico che porta il suo nome. E’ dottore della Chiesa.

Giovedì 29 agosto ricorre la memoria del martirio di San Giovanni Battista. A causa del re Erode II che non voleva lasciare la moglie del fratello, Erodiade che conviveva con lui. Giovanni gridava contro questo adulterio ed Erodiade riuscì a farlo uccidere nella prigione sull’Acheronte. Giovanni è stato il presentatore di Gesù e lo ha preceduto nel martirio per la verità.

   
 

IL SIGNORE E’ VENUTO A PORTARE IL FUOCO SULLA TERRA PERCHE’ DIVAMPI

Riconoscere, capire e giudicare. Tre significati del discernimento, del quale a volte siamo capaci, ma non quando esso è davvero necessario, come nel momento presente. Anche per Gesù il suo momento presente era decisivo al punto da provocargli angoscia: "Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso! Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono angosciato finché non sia compiuto!". Con questa tensione interiore il Signore dichiara spezzati i nostri rapporti: quelli verticali tra padri e figli e quelli orizzontali con chi ci contrasta sugli stessi diritti. E la lotta si allarga nella società, nella politica, nella natura, fino alle guerre e ai conflitti più gravi. Che fare? Discernere è stato quanto mai difficile anche per Gesù che lo ha operato col fuoco e con l'acqua. Il fuoco dello Spirito Santo scenderà a Pentecoste, battesimo del giudizio di Dio che è il suo amore che salva il mondo. L'angoscia di Gesù è coscienza che questo fuoco viene da un battesimo (l'acqua è la morte) sulla croce. Gesù accetta la prova e fa della morte stessa il luogo del dono della vita, il luogo dell'amore. La fine del mondo è quando i padri sono contro i figli, i figli sono contro i padri e non c'è più la trasmissione della vita. È il caos assoluto nelle relazioni, il segno della fine della mondo, sul modello di quella fine che c'è stata all'inizio di tutto, quando l'uomo ha considerato Dio come nemico. Gesù ha sanato la frattura affidandosi al Padre ed estirpando la radice del male che è non fidarsi di Dio, di chi dà la vita. Tutto il male del mondo non dipende forse dalle nostre relazioni. Anche il dolore più grande di Gesù è stata l'esperienza della frattura della relazione col Padre: "Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?". Gesù ha provato l'angoscia a causa del peccato che abbiamo fatto noi abbandonando Dio. La salvezza di Gesù è la guarigione del rapporto col Padre: siamo tutti figli e quindi tutti fratelli. L'altro non è l'inferno (Sartre), ma un dono.

MERCOLEDI’ San Pio X papa         
9,30 DEF. SIGNORA OSVALDO ord. moglie
        ANN. DEFF. VITO E FRANCESCO
VENERDI’ Santa Rosa da Lima vergine   
18,00 DEF. CARLON REMO
 DOMENICA Ventunesima del Tempo Ordinario
11,00 DEFF. PUPPIN FERUCCIO E GISELLA
          DEF. NAIBO EMILIO
          MESSA PER LE COMUNITA’ PARROCCHIALI

OFFERTE: Famiglia Panizzut Angela offre: per opere parrocchiali, €. 50, per Oratorio, festa compleanno Pilutti Yurji, €. 40.

 

MARTEDI’ San Bernardo abate e dottore della Chiesa
18,00 DEFF. JANNA VINCENZA, ANGELO E GIOCONDA
GIOVEDI’ Maria Santissima Regina   
18,00 DEFF. BOCUS VALENTINO, ANGELA E GIANCARLO
SABATO Ventunesima Domenica del Tempo Ordinario
18,00  DEFF. WILGEFORTE E ALDO
DOMENICA Ventunesima del Tempo Ordinario
10,00 DEFF. BOCUS PIETRO E MARIA FRITH
          DEFUNTI ZAMBON CEP
          DEFUNTI JANNA TAVAN

OFFERTE: Offrono, per opere parrocchiali: N.N., €. 30; N.N., €. 20; Ponte Alberto, €. 40.

   

LUNEDI’ della ventesima settimana del Tempo Ordinario            
18,00 MESSA DI 30° DEF.TA ZAMBON PIA (mamma di Don Maurizio)
DOMENICA Ventunesima del Tempo Ordinario     
18,00 DEFF. SOLDA’ CELESTE E TERESA ord. famiglia

   

CONCLUSA FELICEMENTE LA SAGRA DELL’ASSUNTA
Anche quest’anno abbiamo concluso felicemente la Sagra dell’Assunta con le manifestazioni del Dardagosto. Uno stuolo di collaboratori, circa un’ottantina di persone dai più piccoli ai grandi che si sono messi a disposizione per questo servizio alla Comunità Parrocchiale con gioia, armonia e autentico spirito di collaborazione. Diversi uomini hanno messo la loro opera, occupando anche giornate di meritate ferie e con spirito di sacrificio per realizzare materialmente l’edificio della cucina dietro le scuole, grazie anche all’impegno dell’Amministrazione Comunale di Budoia, proprietaria dell’immobile, che ha permesso e finanziato il lavoro. E’ chiaro che quando ci si aiuta e si cerca di collaborare insieme concordemente per il bene comune, le cose funzionano al meglio. Mi auguro che questa collaborazione possa continuare e svilupparsi e, a nome della Parrocchia, beneficiaria di questa festa, a tutti una parola sola:

   

E’ DECEDUTO MONS. GIOVANNI PERIN
Venerdì 16 agosto all’Ospedale di San Vito al Tagliamento è venuto a mancare Mons. Giovanni Perin, Canonico effettivo del Capitolo Cattedrale, all’età di 85 anni. Per 15 anni (dal 1971 al 1986) Pievano di Dardago, ha lasciato un ricordo indelebile, grazie alle sue doti di pastore intelligente, intraprendente e uomo di preghiera. Il Santo Rosario verrà recitato a Sedrano oggi domenica alle 20 e il funerale domani lunedì, sempre a Sedrano alle ore 16. La nostra Parrocchia di Dardago lo ricorderà con una Santa Messa nel trigesimo, domenica 15 Settembre alle ore 11.  

   
 

E IL SIGNORE SI METTE A SERVIRE NOI POVERI SERVI

Siate pronti, tenetevi pronti: un invito che sale dal profondo della vita, perché vivere è attendere. La vita è attesa: di una persona da amare, di un dolore da superare, di un figlio da abbracciare, di un mondo migliore, della luce infinita che possa illuminare le tue paure e le tue ombre. Attesa di Dio. «E verrà, se insisto\ a sperare, non visto...\Verrà,\ già viene\ il suo bisbiglio» (C. Rebora). Le cose più importanti non vanno cercate, ma attese (S. Weil). Lo stesso Dio «sitit sitiri», dicevano i Padri, Dio ha sete che abbiamo sete di lui, desidera essere desiderato, ha desiderio del nostro desiderio. Ed è quello che mostrano i servi della parabola, che fanno molto di più di ciò che era loro richiesto. Restare svegli fino all'alba, con le vesti già strette ai fianchi, con le lampade sempre accese, è un di più che ha il potere di incantare il padrone al suo arrivo. Quello dei servi è un atteggiamento non dettato né da dovere né da paura, essi attendono così intensamente qualcuno che è desiderato, come fa l'amata nel Cantico dei Cantici: «dormo, ma il mio cuore veglia» (5,2). E se tornando il padrone li troverà svegli, beati quei servi. In verità vi dico - quando Gesù usa questi termini intende risvegliare la nostra attenzione su qualcosa di importante - li farà mettere a tavola e passerà a servirli. È il capovolgimento dell'idea di padrone: il punto commovente, sublime di questo racconto, il momento straordinario, quando accade l'impensabile: il Signore si mette a fare il servo! Dio viene e si pone a servizio della felicità dei suoi, della loro pienezza di vita! Gesù ribadisce, perché si imprima bene, l'atteggiamento sorprendente del Signore: si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. È l'immagine clamorosa, che solo Gesù ha osato, di Dio nostro servitore; quel volto che solo lui ha rivelato e incarnato nell'ultima sera, cingendo un asciugamano, prendendo fra le sue mani i piedi dei discepoli, facendo suo il ruolo proprio dello schiavo o della donna. La fortuna dei servi della parabola, la loro beatitudine - ribadita due volte - non deriva dall'aver resistito tutta la notte, non è frutto della loro fedeltà o bravura. La fortuna nostra, di noi servi inaffidabili, consiste nel fatto di avere un padrone così, pieno di fiducia verso di noi, che non nutre sospetti, cuore luminoso, che ci affida la casa, le chiavi, le persone. La fiducia del mio Signore mi conquista, mi commuove, ad essa rispondo. La nostra grazia sta nel miracolo di un Dio che ha fede nell'uomo. Io crederò in lui, perché lui crede in me. Sarà il solo Signore che io servirò perché è l'unico che si è fatto mio servitore.

MERCOLEDI’ Assunzione di Maria Santissima al cielo         
18,00 DEF. VARNIER ANGELO
DOMENICA Ventesima del Tempo Ordinario
11,00 MESSA PER LE COMUNITA’ PARROCCHIALI

OFFERTE: Famiglia Fort Puppin Giuseppina offre: per opere parrocchiali, €. 20, per lucidatura lampade, €. 50. Offrono per opere parrocchiali, N.N., €. 30; N.N., €. 30

 

MARTEDI’ Beato Marco d’Aviano, sacerdote
18,00 DEFUNTI FAMIGLIA GAMBARINI
          DEF. VETTOR PIETRO CARIOLA
GIOVEDI’ Assunzione di Maria Santissima al cielo   
10,30 MESSA PER LE COMUNITA’ PARROCCHIALI
          DEFF. MARCO E WANDA
SABATO Ventesima Domenica del Tempo Ordinario
18,00 DEF. BOCUS LUCIANO FRITH
          DEFF. GIOVANNI, LINDA E MARIA
DOMENICA Ventesima del Tempo Ordinario
10,00 DEFF. ZAMBON GIROLAMO E MATILDE PETOL ord. figlie

OFFERTE: Offrono, per opere parrocchiali: Busetti Primo, €. 500; Zambon Silvana Petol, €. 90; Zambon Roberto Pinal, €. 500; N.N., €. 120, In memoria di Bastianello Lidia, il fratello Franco, €. 100..

   

LUNEDI’ Santa Francesca Fremiot de Chantal religiosa            
18,00 DEFUNTI FAMIGLIA FOGAR
GIOVEDI’ Assunzione di Maria Santissima al cielo   
18,00 MESSA PER INTENZIONE PARTICOLARE
DOMENICA Ventesima del Tempo Ordinario     
18,00 ANN. DEF. SCARPAT ALFIERO
          DEF.TA ZAMBON ROSA
          DEF. CARNIEL LIDO ord. sorella Elena

   

PROGRAMMA DELLA SAGRA
Il programma della Sagra dell’Assunta lo si può trovare nei manifesti, nei volantini e nella rivista “L’Artugna” che è in vendita in questi giorni.

   

CONCERTO PER L’ASSUNTA
Martedì prossimo 13 agosto nella Pieve di Dardago alle ore 21 il Concerto d’organo eseguito dal M°. Silvio Celeghini e dalla mezzosoprano M° Laura Rizzetto.

FESTA DEL BEATO MARCO D’AVIANO
Martedì prossimo 13 agosto presso la Chiesa Parrocchiale di Villotta d’Aviano celebrazione della festa liturgica del Beato Marco d’Aviano. La S. Messa alle 20,30 presieduta dal nostro Vescovo Giuseppe Pellegrini. Seguirà processione al capitello del Beato e Benedizione.

CONCERTO PER L’ASSUNTA
Martedì prossimo 13 agosto nella Pieve di Dardago alle ore 21 il Concerto d’organo eseguito dal M°. Silvio Celeghini e dalla mezzosoprano M° Laura Rizzetto.

CELEBRAZIONI  LITURGICHE DELLA MADONNA ASSUNTA IN CIELO
Le Sante Messe per la Solennità della Madonna Assunta in Cielo saranno così distribuite:
mercoledì 14 Agosto  ore 18 S. Messa prefestiva a Budoia
giovedì 15 Agosto      ore 10,30 Santa Messa Solenne a Dardago per tutte e tre parrocchie
                                    ore 18 S. Messa a Santa Lucia

Un saluto cordiale a tutti coloro che sono rientrati
per un periodo di relax nei nostri paesi!

   
 

COSA CONTA DI PIU’ NELLA VITA DELL’UOMO ?

Cosa conta di più nella vita dell'uomo e dà senso alla sua esistenza? In che cosa consiste la vera saggezza umana su cui fondare il proprio stile di vita? La risposta la troviamo nei testi biblici di questa Messa. Il brano del Qoelet ci avverte che tutte le cose terrene, su cui gran parte degli uomini pensano di poggiare le certezza della propria vita, sono “vanità”, nient'altro che vanità: svaniscono come polvere al vento; non lasciano traccia duratura nell'esistenza dell'uomo e delle donna. Non ha senso quindi spendere la vita solo per acquistare ricchezze terrene; queste non danno il vero “profitto” che rende saggia e duratura la vita dell'uomo. Un messaggio di pessimismo? In realtà un messaggio di verità. Il Vangelo di Luca ci presenta la parabola del “ricco insensato” che progetta la sua vita unicamente sui beni terreni, sul possedere, sull'impegno per aumentare la ricchezza. Di fronte a questo Gesù avverte che “la vita dell'uomo non dipende da ciò che egli possiede”. E, di fronte ai grandi progetti di arricchimento del ricco, che pensa solo a mangiare, bere e divertirsi, Gesù ricorda che tutti i beni materiali e le ricchezza di questa vita terrena sono “vanità”: si perdono tutte con la morte e non servono per la vita eterna. Il messaggio conclusivo della parabola è di una chiarezza impressionante, tale da indurre a profonda meditazione: la vita terrena termina, ma non sai quando; e tutto ciò di cui ti sei arricchito resta su questa terra, non ti accompagna nell'aldilà, non garantisce la vita eterna. Cos'è allora che garantisce la vita eterna? Non certo il possesso di beni terreni, perché l'unica cosa che conta e di arricchirsi “presso Dio”. Il brano della lettera di San Paolo ai Colossesi completa l'insegnamento di Dio di questa Messa: “Se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù... rivolgete il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra”. È semplice e immediato l'insegnamento di questa Messa domenicale: non si tratta di una forma di “disfattismo economico”, ma di un insegnamento sui valori che sono duraturi, che nascono in questa vita e accompagnano fino alla vita eterna. Lavorare, certo è necessario; guadagnare, altrettanto; produrre, certamente si deve. Ma questo da solo non dà senso a questa vita e non conduce a quella eterna. Il lavoro, il guadagno sono necessari in questa vita, ma non danno senso alla vita dell'uomo; non garantiscono la vita eterna. Il senso alla vita lo dà soltanto l' “essere risorti con Cristo”, il “rivolgere il pensiero alle cose di lassù” anche nel lavoro, nell'impegno economico, nella produzione dei beni di questa terra, con la certezza che la salvezza è solo in Cristo che “è tutto in tutti”.

MERCOLEDI’ San Gaetano da Thiene         
9,30 ANN. DEF. MARCOLIN ALESSANDRO
DOMENICA Diciannovesima del Tempo Ordinario
11,00 DEF. ANGELIN LUIGI ord. famiglia
          DEF. CARLON ATTILIO ROS

OFFERTE: In memoria di Andreazza Tommaso, i fratelli offrono, per opere parrocchiali, .€.50

 

MARTEDI’ Trasfigurazione del Signore
18,00 DEFF. ZAMBON CECILIA, MARIA E BRUNO PALA
          DEF. CIACOTICH FRANCO
GIOVEDI’ San Domenico di Guzman sacerdote   
18,00 DEFF. ZAMBON FORTUNATO E ANTONIETTA BONAPARTE
SABATO Diciannovesima Domenica del Tempo Ordinario
18,00 DEFF. ZAMBON ANNA E BOCUS GUIDO
           DEFF. CATERINA E GIUSEPPE
DOMENICA Diciannovesima del Tempo Ordinario
10,00 MESSA PER LE COMUNITA’ PARROCCHIALI

OFFERTE: Offrono, per opere parrocchiali: Carlon Luigi Salute, €. 50; famiglia Sambruna, €. 90.

   

LUNEDI’ San Giovanni Maria Vianney sacerdote           
18,00 MESSA PER INTENZIONE PARTICOLARE
DOMENICA Diciannovesima del Tempo Ordinario     
18,00 ANN. DEF.TA SACCON FIORINA ord. figli
          DEFF. ASSUNTA, VIRGINIO E GERMANO
          ANN. DEF.TA SACCON TERESA

   

Domenica prossima 11 agosto celebreremo a Santa Lucia la festa dell’Emigrante.
La Santa Messa sarà alle ore 18 nella chiesa sul Colle. Seguirà rinfresco

 

PESCA DI BENEFICENZA
Si comunica che da questa sera alle 20,30 e domani domenica dopo la Messa delle 10 e alla sera è aperta la pesca di Beneficenza in Canonica. Riprenderà poi l’apertura mercoledì sera 7 agosto e poi per tutte le sere della Sagra..

   

               LE CELEBRAZIONI DELLA SETTIMANA
Domani lunedì 5 agosto festeggeremo San Giovanni Maria Vianney. Nato presso Lione è il famoso Santo Curato d’Ars perché dopo un’infanzia e giovinezza tribolate si fece sacerdote. Dopo un breve periodo fu destinato a parroco di Ars, piccolo villaggio quasi scristianizzato che con la sua opera pastorale e caritativa trasformò in un paese fervoroso. E’ patrono dei parroci.
Martedì 6 agosto è la festa della Trasfigurazione. Gesù sul monte Tabor manifesta agli apostoli Pietro, Giacomo e Giovanni la sua gloria per confortarli della sua futura passione e morte.
Mercoledì 7 agosto è la volta di San Gaetano da Thiene sacerdote. Nato a Vicenza nel 1480. Studiò diritto a Padova. Ordinato sacerdote si diede alla preghiera assidua e all’assistenza dei poveri e fondò a tale scopo l’ordine dei Teatini.
Giovedì 8 agosto festeggiamo San Domenico. Nato a Calaruega in Spagna intorno all’anno 1170. Divenuto canonico si diede alla predicazione  e a combattere l’eresia Albigese con la parola e gli scritti. A tale scopo fondò l’Ordine dei Predicatori (o Domenicani).
Venerdì 9 agosto si celebra Santa Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein). Tedesca. Nata e formata alla religione ebraica, dotata di una fervida intelligenza, studiò filosofia e divenne assistente del filosofo Husserl. Durante la prima guerra mondiale, servendo da crocerossina ebbe una maturazione religiosa che la portò alla conversione alla Chiesa Cattolica. Si fece monaca carmelitana e approfondì il mistero della Croce. Durante la persecuzione nazista si rifugiò in Olanda ma fu arrestata e venne uccisa nelle camere a gas nel campo di Auschwitz.
Sabato 10 agosto è la festa di San Lorenzo, diacono della Chiesa di Roma
Martirizzato sotto Valeriano, arso su una graticola infuocata.

   
 

GRANDEZZA DELLA PREGHIERA

Grandezza della preghiera: è il tema della Parola di Dio che si legge in questa domenica. Il libro della Genesi, riprendendo il brano letto domenica scorsa, ci riporta alla vicenda di Abramo. Dopo avere annunciato al patriarca che l'attesa del figlio promesso sta finalmente per compiersi, Dio gli rivela la decisione di punire Sodoma e Gomorra a causa dei loro innumerevoli peccati. Abramo interviene con preghiera insistente per salvare quelle città, per evitare di “sterminare il giusto con l'empio”. Nasce un intenso dialogo: Abramo chiede misericordia; Dio si mostra pronto ad accogliere le sue richieste, purché si trovi in quelle città qualche persona estranea alla malvagità diffusa. Si confrontano così l'insistente preghiera di Abramo e la grande misericordia di Dio pronto al perdono. Il brano si interrompe prima della conclusione del racconto che sarà la condanna della città corrotta in cui non si trovano nemmeno dieci persone libere dalla malvagità. Anche il vangelo di Luca mette a tema la preghiera. Gli apostoli chiedono al Signore di insegnare loro a pregare e Gesù insegna la preghiera del “Padre” - versione breve del “Padre Nostro” di Matteo - aggiungendo a commento le brevi parabole dell'uomo che va di notte a chiedere pane a un amico, e quella del figlio che chiede un pesce al papà, per insegnare che non ci si deve mai stancare di pregare e di chiedere aiuto a Dio: “Chiedete e vi sarà dato...”. Sorprendente e importante la conclusione: “Se voi dunque, che siete cattivi date cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che lo chiedono. Grandezza e forza della preghiera, dunque, che trovano ascolto nel grande amore di Dio, sempre pronto ad ascoltare le richieste insistenti dei suoi figli: “cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto”. Dio ha un cuore di Padre e non lascia mai senza ascolto le preghiere dei suoi figli. Ma se grande è il cuore di Dio, grande deve essere anche il cuore dei figli che domandano aiuto; che nella preghiera non solo chiedono, ma offrono il loro cuore, disponibili a rinnovarlo con la conversione; capaci di chiedere non solo beni materiali, ma soprattutto “lo Spirito Santo”, il vero bene della vita di ogni uomo. Fa pensare, certamente quella nota di Gesù “voi che siete cattivi”, che indica la necessità, nel chiedere l'aiuto di Dio, di riconoscere la propria fragilità umana, per potersene correggere avvicinandoci allo stile del cuore di Dio. Senza volontà di conversione la preghiera resta debole e impotente.

MERCOLEDI’ Sant’Ignazio di Loyola sacerdote         
9,30 MESSA PER INTENZIONE PARTICOLARE
VENERDI’ Primo venerdì del mese – Sacro Cuore di Gesù
18,00 MESSA DI 30° DEF. ANDREAZZA TOMMASO
DOMENICA Diciassettesima del Tempo Ordinario
11,00 ANN. DEF. DEL MASCHIO DAVIDE ord. famiglia
           DEF. ANGELIN SERGIO

OFFERTE: N.N. offre per opere parrocchiali, €. 10

Restauro lampade Altari Laterali
E’ stato deciso il restauro di 6 lampade in ottone degli altari laterali per una migliore conservazione del nostro patrimonio artistico e liturgico. Il costo del restauro è di 600 euro cadauna. Chi desidera partecipare con un’offerta a questo scopo è invitato a farlo

 

MARTEDI’ della diciassettesima settimana del Tempo Ordinario
18,00 DEF. DI BENEDETTO UMBERTO
GIOVEDI’ Sant’ Alfonso Maria de’ Liguori vescovo e dottore della
                   Chiesa   
18,00 DEFF. RIGO REGINA, ANTONIA E PIETRO
SABATO Diciottesima Domenica del Tempo Ordinario
18,00 DEFF. JANNA ETTORE, CESIRA, SANTE E ANNA
           DEFF. ZAMBON CLAUDIA, GIOVANNI E PARMESAN
           RUGGERO
DOMENICA Diciottesima del Tempo Ordinario
10,00 DEFF. JANNA ALFREDO, ANGELA E CHIARA
          DEFF. BOCUS ANGELA, PUPPIN GABRIELE E CLAUDIO

   

LUNEDI’ Santa Marta           
18,00 MESSA PER INTENZIONE PARTICOLARE
DOMENICA Diciottesima del Tempo Ordinario     
18,00 ANN. DEF. CARNIEL ANTONIO ord. figlia Elena
          ANN. DEF. FORT MATTEO ord. figli
          MESSA PER LE COMUNITA’ PARROCCHIALI

OFFERTE: Offrono per opere parrocchiali., Carniel Elena, €. 100; N.N., €. 40, N.N., €. 20.

   

RIUNIONE PER IL DARDAGOSTO
Domani, lunedì 29 luglio alle ore 20,30 presso il Teatro di Dardago riunione per l’organizzazione concreta del Dardagosto. Chi desidera dare una mano per questa manifestazione è pregato di intervenire.

   

CONCLUSI I PUNTI VERDI
Venerdì scorso 26 Luglio, con una festa preparata dai vari gruppi di ragazzi e bambini, si sono conclusi i punti verdi estivi nei quali i nostri ragazzi hanno potuto vivere giorni di allegria, divertimento e vita sociale. Un grazie a tutti coloro che, in qualsiasi modo, hanno collaborato per il buon esito dell’iniziativa.

PRIMO VENERDI’ DEL MESE
Venerdì prossimo 2 agosto è il primo venerdì del mese. Passerò per la comunione nelle case.

PERDONO DI ASSISI

Da sabato prossimo 3 agosto a mezzogiorno fino a domenica 4 agosto è possibile ottenere l’indulgenza plenaria del Perdono di Assisi voluta da San Francesco d’Assisi e ottenuta dal Papa. L’indulgenza plenaria è lo sconto delle pene del Purgatorio meritate con i propri peccati. La si acquista: visitando la Chiesa Parrocchiale, recitando il Padre Nostro e il Credo e una preghiera a scelta per le intenzioni del Papa: Bisogna comunicarsi e, se si è consapevoli di peccato, confessarsi almeno negli otto giorni.

CELEBRAZIONI DIOCESANE
Sabato prossimo 3 agosto ricorre la festa del ritrovamento delle reliquie di Santo Stefano protomartire patrono della nostra Diocesi. I sacerdoti sono convocati nella Cattedrale di Concordia con il Vescovo. Domenica prossima 4 agosto è la festa della Dedicazione della Chiesa Cattedrale di Concordia. Preghiamo per la nostra Diocesi perché, con una nuova fioritura di vocazioni possa continuare a trasmettere la fede di Cristo nel nostro territorio

   
 

ASCOLTARE E METTERE IN PRATICA

La parabola del buon samaritano, che abbiamo ascoltato domenica scorsa, trova oggi un collegamento con la prima lettura (Genesi 18,1-10): Abramo offre ospitalità a tre sconosciuti viandanti; così, senza rendersene conto, accoglie Dio, che lo ricompensa con la nascita del tanto atteso figlio. E di ospitalità parla anche il vangelo (Luca 10,38-42): Gesù si reca a Betania, accolto dalle sorelle Marta e Maria. Entrambe onoratissime di riceverlo e preoccupate di offrirgli una degna accoglienza, la manifestano però in modo diverso: Marta si fa in quattro nei lavori domestici (possiamo immaginarla indaffarata a riordinare la casa, cucinare, imbandire la mensa); Maria invece si trattiene a tenergli compagnia: "Sedutasi ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola". La prima se ne lamenta: "Signore, non t'importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti". Richiesta ragionevole, a prima vista; non però agli occhi di Gesù, il quale ne profitta per lasciarci un insegnamento di perenne validità: "Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c'è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta".
 Taluni hanno inteso l'episodio come una contrapposizione tra l'azione concreta, anche buona, e l'ascolto, la meditazione, la preghiera; insomma tra la vita attiva e la vita contemplativa, tra il fare e il pensare, concludendo che Gesù privilegia il secondo. Quando nel Settecento i governi soppressero i monasteri incamerandone i beni, la motivazione formalmente addotta fu che i monaci e le monache, ritenuti (a torto) impegnati solo nella preghiera, erano inutili perché privi di una funzione sociale (quando poi soppressero anche i frati, le suore e le confraternite di laici, pur se accanto alla preghiera svolgevano svariate opere di carità, il vero intento divenne palese). Quelle decisioni autoritarie nell'ambito delle libere scelte dei cittadini nascevano anche da una motivazione che tuttora qualcuno condivide: l'uomo, dotato di ragione, opera bene, anche a beneficio di altri, senza bisogno di "perdere tempo" a pregare. Una tale fiducia nell'uomo, capace da solo di vivere rettamente, è contraddetta in modo clamoroso dalle cronache quotidiane e dalla comune esperienza: la “cronaca nera” si alimenta dei comportamenti di chi è lontano da Dio. Il male dentro e intorno a noi non lo possiamo vincere da soli; tutti abbiamo bisogno di quell'aiuto che unicamente Dio ci può dare. E ce lo dà, tanto quanto ci mettiamo in ascolto di lui, in sintonia con lui attraverso la riflessione e la preghiera. Anche il bene (di cui pure siamo capaci), perché non sia compiuto alla ricerca di un tornaconto, perché non sia semplice frutto delle nostre corte vedute, perché non si risolva in un autocompiacimento, deve essere quello di cui Gesù ha dato l'esempio, deve sgorgare dall'amicizia con lui. Egli non nega il valore di quello che Marta fa; ne contesta l'eccesso e stabilisce la gerarchia dei valori. Essere è più importante che fare. Essere in sintonia con lui è più importante anche del fare, apparentemente, per lui o in suo nome. Gesù dunque non contrappone vita attiva e vita contemplativa, come se pregare fosse da preferire al servizio del prossimo (del resto, anche nella casa di Betania doveva pur esserci chi preparava la cena). Il richiamo a Marta è a non affannarsi, a non esaurire il suo impegno in cucina; accogliere un ospite non significa soltanto "fare cose" per lui, ma anche offrirgli la disponibilità del proprio tempo, della propria attenzione. La vita attiva non dev'essere "altro" da quella contemplativa, ma una sua traduzione, come Gesù stesso in un'altra circostanza (Luca 11,28) ha sintetizzato: "Beati coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica".

MERCOLEDI’ della sedicesima settimana del Tempo Ordinario         
9,30 DEFF. PUSIOL ITALIA E GIUSEPPE
        DEF. ANGELIN CIPRIANO ord. famiglia
VENERDI’ Ss. Gioachino ed Anna genitori della Beata Vergine
                   Maria
18,00 MESSA DI 7° DEF.TA ZAMBON PIA
DOMENICA Diciassettesima del Tempo Ordinario
11,00 DEFF. BURIGANA JOLANDA E FAMILIARI
           DEFUNTI DEDOR E ARIET

 

MARTEDI’ Santa Brigida religiosa patrona d’Europa  
18,00 MESSA PER INTENZIONE PARTICOLARE
GIOVEDI’ San Giacomo Apostolo   
18,00 DEFF. CARLON SANTINA E ZAMBON GUERRINO
SABATO Diciassettesima Domenica del Tempo Ordinario
18,00 DEFUNTI BURELLI
           DEFF. BASTIANELLO ATTILIO, ANGELA, GIANNINA ED EZIO
           DEF. SAMBRUNA FELICE
DOMENICA Diciassettesima del Tempo Ordinario
10,00 DEF. BOCUS GUERRINO FRITH
          DEFF. GIANNI E PAOLA

OFFERTE: Per funerale di Zambon Pia, il figlio, €. 400, i npoti Clelia, Germano, Silvana, Daniela e Marta, €. 200.

   

LUNEDI’ Santa Maria Maddalena          
18,00 DEFUNTI FAMIGLIA ERRANTE
DOMENICA Diciassettesima del Tempo Ordinario     
18,00 DEFF. SOLDA’ BRUNA, PASTORUTTI CLAUDIA E LORENZO
          MESSA PER LE COMUNITA’ PARROCCHIALI

   
UN GRANDE GRAZIE !

Pur nella grande sofferenza che mi ha colpito, il mio cuore è ricolmo di gioia e di gratitudine per tutte le attestazioni di cordoglio e di affetto con i quali in questi giorni molti mi sono stati vicini. Vorrei ringraziare tutti ad uno ad uno ma ciò diventa impresa impossibile. E allora grazie lo dico ai nostri vescovi Giuseppe e Ovidio e ai confratelli sacerdoti che mi hanno fatto sentire come in famiglia; ai miei collaboratori nelle parrocchie; ai Consigli Pastorale e per gli Affari Economici; a tutti i parrocchiani di Budoia, Dardago e Santa Lucia, all’amministrazione comunale di Budoia, alla stazione dei carabinieri di Polcenigo, alle Comunità Neocatecumenali di Porcia, ai miei parenti, amici e conoscenti che si sono stretti attorno a me per farmi sentire più leggero il peso del distacco, un grazie alla dottoressa Daniela Fort che ha seguito con professionalità e partecipazione mia mamma in questi anni, al personale medico, infermieristico e di servizio dell’Ospedale di Sacile che si è prodigato, come ha potuto, per accompagnarla serenamente al tramonto. Grazie alla signora Anu Rani che per tanti anni si è presa cura di lei con amore di figlia. Grazie a quanti le hanno fatto visita nel tempo della malattia e a quanti avrebbero voluto ma non hanno potuto farlo. Grazie a tutti coloro che personalmente sono stati presenti in questi due giorni alle celebrazioni e soprattutto un grandissimo grazie e arrivederci in cielo

alla mia carissima mamma Pia
   
 

UNA PARABOLA AUTOBIOGRAFICA

Oggi si legge una delle pagine più celebri dei vangeli, la parabola del buon samaritano (Luca 10,25-37), che basta da sola a dire tutto sul precetto fondamentale dell'amore del prossimo. Gesù la racconta, in risposta alla domanda di un "dottore della Legge", cioè un esperto nell'interpretazione della Bibbia: so, Maestro, che cosa sta scritto; per ereditare la vita eterna bisogna amare Dio e il prossimo; ma chi sarebbe il prossimo? La risposta è in forma di racconto. "Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico...": lungo la strada in discesa che attraversa il deserto della Giudea, tutto aride collinette rocciose, non era raro che i predoni assaltassero i viandanti. Gesù immagina appunto una loro vittima, derubato di tutto, percosso a sangue e abbandonato mezzo morto. Gli passano accanto, indifferenti, un sacerdote e poi un levita, due uomini delle categorie più rispettate nell'antico Israele, mentre un samaritano, cioè uno degli stranieri eretici che gli ebrei detestavano e dai quali si tenevano a distanza, proprio lui si ferma a prestargli soccorso: "Gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla propria cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente tirò fuori due denari e li diede all'albergatore, dicendo: Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno". Il racconto condensa in un esempio tutto quanto occorre tenere presente nei rapporti con coloro che entrano, stabilmente o occasionalmente, nella nostra vita. Sono loro "il prossimo", da amare non a chiacchiere ma con i fatti. Fatti concreti, commisurati non sulle nostre voglie, sui nostri umori del momento, ma sulle loro necessità. Fatti che impegnano la nostra attenzione e la nostra disponibilità, vale a dire la nostra intelligenza e il nostro cuore. Fatti: di fronte a un uomo ferito e abbandonato, il samaritano non si limita a buone parole di consolazione ma gli dedica il suo tempo, le sue cose (il vino per disinfettare, l'olio per lenire il male) e anche il suo denaro. Fatti, come quelli dei tanti (si contano a milioni solo in Italia) che dedicano il tempo libero al volontariato, o i tanti altri che sostengono con i loro soldi le organizzazioni di carità. Come altre volte a proposito dei detestati samaritani (la donna al pozzo cui Gesù rivela la propria divinità; il lebbroso che a differenza di quelli ebrei torna a ringraziare di essere stato guarito) anche qui Gesù assume un atteggiamento provocatorio: un samaritano è delineato migliore di due tra i più rispettabili ebrei. Sottinteso: spesso le persone non sono quelle che sembrano; giudicare per categorie (gli zingari, gli immigrati, gli omosessuali, gli ex carcerati, e chi più ne ha più ne metta) si basa su pregiudizi che tante volte si rivelano privi di fondamento. Inoltre la parabola si presta ad una ulteriore lettura, presente già negli scritti degli antichi Padri della Chiesa: senza nulla togliere al suo valore di esempio per noi, essi vi hanno visto anche un significato più profondo. L'uomo che scende da Gerusalemme a Gerico rappresenta tutti gli uomini, per ciascuno dei quali la vita è una traversata del deserto; ciascuno è solo nel cammino attraverso il "deserto" di questo mondo, dove incontra dei briganti che colpiscono "dentro" (le esperienze negative, le delusioni, l'inquietudine motivata dalle cause più diverse) e talora colpiscono duro, lasciandoci spiritualmente mezzi morti. Molti ci passano accanto senza prestarci aiuto, o perché non si accorgono delle nostre ferite, o perché sanno contrapporvi solo chiacchiere o, peggio, perché non gliene importa nulla. Ma uno c'è, che conosce nel profondo lo stato di salute della nostra anima, la sa e la vuole curare. Quella del buon samaritano è una parabola autobiografica: il vero buon samaritano, attento e, se lo vogliamo, disponibile per ciascuno di noi, è lui. E non occorre dirne il nome.

MERCOLEDI’ della quindicesima settimana del Tempo Ordinario         
9,30 DEF.TA CONSUELI ERNA
        DEFF. DEDOR LUIGIA E GIOVANNI
DOMENICA Sedicesima del Tempo Ordinario         
11,00 DEFF. COLELLA ROSINA E ALBERTO

 

MARTEDI’ Beata Vergine Maria del Monte Carmelo  
18,00 MESSA PER INTENZIONE PARTICOLARE
GIOVEDI’ della quindicesima settimana del Tempo Ordinario   
18,00 MESSA PER INTENZIONE PARTICOLARE
SABATO Sedicesima Domenica del Tempo Ordinario
18,00 MESSA PER INTENZIONE PARTICOLARE
DOMENICA Sedicesima del Tempo Ordinario     
10,00 MESSA PER LE COMUNITA’ PARROCCHIALI

OFFERTE: Per battesimo di Chemello Janna Ettore, €. 200

   

LUNEDI’ San Bonaventura vescovo e dottore della Chiesa          
18,00 DEFUNTI FAMIGLIA TOCCAFONDI
DOMENICA Sedicesima del Tempo Ordinario     
18,00 DEF. RIZZO ETTORE

   

                   CELEBRAZIONI DELLA SETTIMANA

Lunedì prossimo 15 luglio ricorre la memoria di San Bonaventura da Bagnoregio vescovo e dottore della Chiesa. Nato a Bagnoregio (Viterbo) nel 1221. Da bambino fu gravemente ammalato e la madre ne ottenne la guarigione per intercessione di San Francesco d’Assisi. Entrò da giovane nell’Ordine Francescano e studiò teologia a Parigi dove ne divenne Maestro. Nel 1257 fu eletto Ministro Generale dei francescani e scrisse le costituzioni dell’Ordine tanto da esserne considerato il secondo fondatore. Scrisse molti libri di teologia e di mistica. Compose anche la notissima biografia di San Francesco chiamata “Legenda maior”. Creato vescovo e cardinale di Albano partecipò al Concilio di Lione per l’avvicinamento delle chiese latina e greca. Morì a Lione il 15 luglio 1274 assistito dal papa Gregorio X

Martedì prossimo 16 luglio
 ricorre la memoria della Madonna del Monte Carmelo.
Il primo profeta d’Israele Elia (IX sec. a.C.) dimorando sul monte Carmelo, ebbe la visione della venuta della Vergine che si alzava come una piccola nube dalla terra verso il monte, portando la pioggia e salvando Israele dalla siccità. In quella immagine i mistici cristiani e gli esegeti hanno sempre visto la Vergine Maria che, portando in sè il Verbo divino, ha dato la vita e la fecondità al mondo. Un gruppo di eremiti “Fratelli della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo” costruirono una cappella dedicata alla Vergine sul Monte Carmelo. I frati carmelitani fondarono, inoltre, dei conventi in Occidente. Il 16 luglio del 1251 la Vergine, circondata da angeli e con il bambino in braccio, apparve al primo padre generale dell’Ordine, il beato Simone Stock, al quale diede lo “scapolare” col “privilegio sabatino”, ossia la promessa della salvezza dall’inferno, per coloro che lo indossano e la liberazione dalle pene del Purgatorio il sabato seguente alla loro morte.

   
 

GESU’ SI INCAMMINA VERSO GERUSALEMME

Questa domenica abbiamo la gioia di meditare sul testo dell'invio dei settantadue discepoli. Le istruzioni del Signore ci parlano dello stile missionario che il discepolo è chiamato ad adottare affinché la sua missione porti frutto. Anzitutto si parte dalla preghiera, invocando dal Padre il dono di nuove vocazioni: «pregate il padrone della messe (= del campo pronto al raccolto) perché mandi operai». Prima di qualsiasi “strategia missionaria”, prima di inventarsi - pur utilissimi - cammini e corsi vocazionali, c'è da pregare! È Dio che chiama; preghiamo perché tanti giovani “stappino” le orecchie del cuore e ascoltino la voce di colui che da sempre li ha amati e sognati, perché la loro vita sia un capolavoro d'amore.  Il grande inganno è pensare che Dio viene per togliere e che corrispondergli, magari anche nella via della consacrazione, sia un perderci qualcosa. Ma l'unica cosa che Dio viene a togliere è il male e il peccato dalla nostra vita! Semmai c'è da perderci a seguire solo ciò che ognuno ritiene buono per sé, preferendo seguire le proprie idee che non la voce di Dio!
E dopo la preghiera, ecco lo stile del discepolo di Gesù, segnato anzitutto dalla mitezza: «andate come agnelli in mezzo ai lupi». Non lupi travestiti da agnelli, ma veri agnelli, sapendo che c'è il bel pastore a difenderci, mostrando con le parole e i gesti la tenerezza di Dio. Una mitezza accompagnata dall'abbandono fiducioso nelle mani del Padre, accompagnata dal distacco dalle cose: «non portate nulla con voi...». Si vede quando un'anima ha davvero al centro il Signore e ha a cuore il bene degli altri anche dal rapporto che ha con i beni. Quanto è bello vedere consacrati poveri e felici, sacerdoti distaccati dal denaro e caritatevoli, laici che sanno essere strumenti e amministratori della divina provvidenza, sapendo puntare all'essenziale, usando bene le cose, ma senza farsi usare dalle cose! Quanta pace deriva dall'essere uniti a Dio, pace che si è chiamati a donare: «Quando entrate, dite pace a questa casa... se c'è un figlio della pace, la vostra pace scenda su di lui... se no andatevene, scuotendo la polvere dai sandali». Se uno accoglie questo annunzio, buon per lui! Se no, si prosegue oltre, senza costringere o forzare. Questo è lo stile di chi sa seminare bellezza e annunziare le cose senza imporle, libero interiormente, certo che quel seme a suo tempo potrà crescere e portare frutto! Quante volte purtroppo non si segue questo stile, nemmeno in casa propria, dove si cerca di imporre le cose a forza, con petulanti ripetizioni, come se l'accettazione per sfinimento corrispondesse all'accoglienza fiduciosa: “non riesco a convincere mio marito, mio figlio, mia moglie...”. Ma non si tratta di convincere a forza nessuno, ma di proporre, di attrarre con la propria testimonianza di vita. Il resto lo farà la grazia! Il Vangelo ci dice poi l'esito della missione: una gioia grandissima al veder il male scappare a gambe levate! Quante volte, anche nelle missioni di strada, al ritorno vediamo i missionari, sia consacrati sia laici, pieni di gioia. Gioia che nasce dagli incontri fatti, dalle persone che si è potuto aiutare, dai passi in avanti mossi nella fede anche dopo un solo incontro... Ma il Signore non chiama a gioire solo per i frutti: è lui che infatti opera attraverso i suoi missionari. Come diceva S. Agostino: “quando parliamo, noi tocchiamo le orecchie, ma lo Spirito Santo tocca il cuore!”. Il Signore chiama i suoi discepoli di ogni tempo a gioire perché i loro nomi sono scritti in cielo. Sì, i nomi dei suoi discepoli sono scritti nel cuore stesso di Dio, in modo indelebile, incancellabile. Ognuno di noi è incancellabile dal cuore di Dio, che ci accompagna e ci attende, per poter gioire eternamente insieme con lui.

MERCOLEDI’ della quattordicesima settimana del TempoOrdinario         
9,30 MESSA PER INTENZIONE PARTICOLARE
DOMENICA Quindicesima del Tempo Ordinario         
11,00 ANN. DEF. ZAMBON FERRUCCIO
           DEF.TA CARLON MARIANNA ord. Gruppo Rosario Perpetuo
           DEF.TA VETTOR ANNA ord. Gruppo Rosario Perpetuo

OFFERTE: Per funerale di Andreazza Tommaso, €. 100

 

MARTEDI’ Ss. Agostino Zhao Rong sacerdote e compagni martiri   
18,00 MESSA PER INTENZIONE PARTICOLARE
GIOVEDI’ San Benedetto abate e patrono d’Europa   
18,00 DEFF. BASSO MARCO E ANGELA ord. figlio Augusto
SABATO Quindicesima Domenica del Tempo Ordinario
18,00 DEFF. BALLIANA WILGEFORTE E ALDO
           DEFF. GIOVANNI, LINDA E MARIA
           DEFF. CATERINA E GIUSEPPE
DOMENICA Quindicesima del Tempo Ordinario     
10,00 DEFF. MARSON EMANUELE, AMABILE E PAOLO

   

LUNEDI’ della quattordicesima settimana del Tempo Ordinario          
18,00 MESSA PER INTENZIONE PARTICOLARE
DOMENICA Quindicesima del Tempo Ordinario     
18,00 DEF. CARLI ENRICO ord. moglie
          MESSA PER LE COMUNITA’ PARROCCHIALI

   

SANTA MESSA DEL VENERDI’ SERA
Considerato che molti venerdì non si presenta alla Messa nessun fedele si decide che a Budoia il venerdì durante tutto l’anno la S. Messa verrà celebrata solo se ci saranno delle intenzioni prenotate

   

I COLORI DELLA SPERANZA
Sabato prossimo 13 luglio nella Chiesa Parrocchiale di Budoia alle ore 20,45 il Collis Chorus presenta la 24° edizione dei COLORI DELLA SPERANZA con la partecipazione straordinaria del GREX VOCALIS si Oslo (Norvegia) diretto da Carl Hogset e Mick Aspen Melby

CELEBRAZIONI DELLA SETTIMANA
Martedì prossimo 9 luglio celebreremo la memoria dei Santi Agostino Zhao Rong e compagni martiri. Un gruppo di cristiani che in varie epoche della storia vennero martirizzati in Cina per la propagazione e la difesa della fede cristiana. Preghiamo perché gli attuali sforzi tra la Cina e il Vaticano per trovare un modo di sopravvivenza della chiesa in Cina possano dare buoni risultati.
Giovedì prossimo 11 luglio ricorre la festa di San Benedetto abate. Nato a Norcia in Umbria dopo gli studi romani si ritirò nei boschi dove fondò il monastero di Montecassino e istituì il monachesimo occidentale. Il suo motto era “Ora et labora” prega e lavora e con questa formazione salvò la civiltà occidentale rovinata dai barbari. Nei suoi monasteri si ricopiavano libri antichi, si coltivavano campi, si curavano i boschi si insegnavano nuove colture adatte ai terreni. Per questo è stato proclamato patrono d’Europa.
Venerdì 12 luglio ricorre la memoria dei Santi martiri di Aquileia. I vescovi Ermagora e Ilario con i loro diaconi Fortunato e Taziano primi cristiani di Aquileia furono martirizzati per la fede e la loro devozione si diffuse nelle chiese del Nord Est.

SANTA MESSA A SAN TOME’ CON PADRE ARTURO
Venerdì prossimo 12 luglio alle 18,30 P Arturo Bergamasco missionario salesiano in Bolivia celebrerà una Santa Messa. Sarà poi presente sabato e domenica prossima a Dardago per l’animazione missionaria.

   
 

GESU’ SI INCAMMINA VERSO GERUSALEMME

Dopo la celebrazione della Pasqua e feste connesse (Ascensione, Pentecoste, SS.ma Trinità, Corpus Domini), la liturgia riprende con oggi le letture del tempo ordinario. Il vangelo è quello di Luca, il cui brano odierno (9,51-62), specie se letto dopo la Pasqua, comprende un'espressione inquietante. Dice: "Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme". Sinora l'evangelista Luca aveva riferito episodi della vita pubblica di Gesù avvenuti in Galilea; d'ora in poi riferirà quelli avvenuti lungo il viaggio verso Gerusalemme, e poi in città, culminati con la sua morte e risurrezione. Gesù sapeva bene a che cosa andava incontro; ecco perché partire non era facile. Prese la ferma decisione: per questo era venuto, questo era il piano di Dio per salvare l'umanità. Prese la ferma decisione: Dio prima di tutto, Dio sopra di ogni calcolo di personale convenienza. Anche e soprattutto in questo, per chi vuole essere suo discepolo, Gesù è il modello: di qui, nel brano odierno, le sue austere parole a tre uomini intenzionati a seguirlo. “Mentre camminavano per la strada, un tale gli disse: 'Ti seguirò dovunque tu vada'. E Gesù gli rispose: 'Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo'". Càpita; qualche frase che colpisce, un incontro illuminante, ed ecco accendersi l'entusiasmo, lo slancio del cuore: ti seguirò dovunque, sempre. Ma la risposta di Gesù mette in guardia dalle decisioni repentine; il cuore deve essere sempre accompagnato da occhi bene aperti, dalla riflessione, dalla consapevolezza. Seguire Gesù non è una passeggiata; in particolare egli avverte: se vieni con me, non aspettarti una vita facile e comoda, e men che meno onori o ricchezze; si è cristiani perché è cosa buona e giusta, non perché, secondo i calcoli questo mondo, conviene. Il secondo e il terzo incontro sono tra loro simili. All'invito di Gesù a seguirlo, uno risponde: "Permettimi prima di andare a seppellire mio padre" e un altro: "Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia". Le risposte ad entrambi, pur tenendo conto che sono formulate nel paradossale e colorito linguaggio orientale, a prima vista sconcertano: "Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va' e annuncia il regno di Dio"; "Nessuno che mette mano all'aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio". La durezza di queste parole, tuttavia, si attenua assai se si considera che i due cui sono rivolte non chiedono solo un'ora o un giorno per dare corso agli affetti domestici. Andare a seppellire il padre, in quel momento magari ancor vivo e vegeto, significava prendersi tutto il tempo occorrente ad assisterlo sino a quando avesse chiuso gli occhi; congedarsi da quelli di casa significava prima sistemare gli affari, risolvere questioni in sospeso, provvedere al futuro dei familiari. Insomma comportava il dilazionare la decisione, dando la precedenza a pur rispettabili questioni terrene, mentre le risposte di Gesù non intendono certo annullare i legittimi affetti: vogliono anzitutto affermare il primato di Dio; niente e nessuno è più importante di lui. "Onora il padre e la madre" è un comandamento, che comporta rispetto e assistenza, ma non al punto di anteporli a Dio; "chi ama il padre o la madre più di me, non è degno di me", ha detto un'altra volta lo stesso Gesù. Affermare nei fatti il primato di Dio, oltre tutto, non è un peso; anzi significa esercitare al meglio la propria autentica libertà, senza lasciarsi condizionare da ciò che Paolo, nella seconda lettura di oggi (Gàlati 5), chiama la carne, cioè meschinità, timori, egoismi, calcoli di terrena convenienza. Anche questo significa, per chi vuole seguire l'esempio del Cristo, “mettersi in cammino verso Gerusalemme”, quella celeste.

MERCOLEDI’ San Tommaso Apostolo         
9,30 MESSA PER INTENZIONE PARTICOLARE
VENERDI’ Sacro Cuore di Gesù – Primo venerdì del mese          
18,00 DEF. MEZZAROBBA GIAMPIETRO ord. famiglia
          DEFF. CARLON VIRGINIO E LUIGI
DOMENICA Quattordicesima del Tempo Ordinario         
10,00 DEFF. SIGNORA TIZIANO E ZAMBON ANNA ord. figlie
           DEF.TE SIGNORA TERESA E CATERINA ord. famiglia
           DEFF. FRANCESCO E LINA

 

MARTEDI’ della tredicesima settimana del Tempo Ordinario   
18,00 MESSA PER INTENZIONE PARTICOLARE
GIOVEDI’ Sant’Elisabetta del Portogallo   
18,00 MESSA PER INTENZIONE PARTICOLARE
SABATO Quattordicesima Domenica del Tempo Ordinario
18,00 MESSA PER LE COMUNITA’ PARROCCHIALI
DOMENICA Quattordicesima del Tempo Ordinario     
11,00 (a San Tomè) DEFF. JANNA ALFREDO, ANGELA E CHIARA
                                DEF. BOCUS ALBINO

   

LUNEDI’ della tredicesima settimana del Tempo Ordinario          
18,00 DEFUNTI FAMIGLIA PAGANIN
DOMENICA Quattordicesima del Tempo Ordinario     
18,00 DEF.TA SACCON ERMINIA

   

BATTESIMO
Domenica prossima 7 luglio, durante la Santa Messa delle ore 11 a San Tomè, riceverà il sacramento del Battesimo Chemello Janna Ettore figlio di Filippo e di Janna Malina.

   

PRIMO VENERDI’ DEL MESE
Venerdì prossimo 5 luglio è il primo venerdì del mese. Passerò per la comunione nelle case.

FESTA DELLE FAMIGLIE A SAN TOME’
Domenica prossima 7 luglio celebreremo la festa di San Tommaso apostolo patrono e titolare della chiesetta omonima in Val de Croda sopra Dardago. Come ogni anno verrà celebrata la Santa Messa alle ore 11 seguita poi dalla spaghettata preparata dai nostri volontari.
Alla festa sono invitate tutte e tre le comunità parrocchiali.

VARIAZIONE ORARI MESSE DOMENICA PROSSIMA
Per l’occasione della festa di San Tomè le Sante Messe di domenica prossima 7 luglio avranno il seguente orario:
a Budoia alle ore 10
a Dardago alle ore 11 a San Tomè
a Santa Lucia alle ore 18

   
 

IL PANE DELLA CONDIVISIONE

Gesù prega sui pochi pani e pesci che i discepoli gli hanno messo davanti. La sua non è una preghiera di richiesta ma di benedizione e di affidamento a Dio. Non si sa come, ma alla fine quei pochi pani e pesci bastano per tutte quelle migliaia di persone affamate attorno a lui e ai discepoli. Bastano e avanzano, e le dodici ceste dei pezzi avanzati sono idealmente consegnate ad ognuno dei dodici apostoli per ricordare loro cosa significa affidarsi a Dio e non solo alle forze e calcoli umani. Gli apostoli infatti davanti al problema concretissimo di una folla che non ha da mangiare e di loro che non hanno i mezzi per risolvere quel problema, si affidano alla logica del calcolo umano. La soluzione è dividersi da quella folla e che sua volta si divida nei villaggi e campagne perché ognuno pensi a se stesso. Dividere per risolvere il problema. Gesù imbocca la direzione opposta, e invece di dividere, invita a radunare gli affamati per arrivare a con-dividere il cibo. Cosa manca ai discepoli in quella occasione? Non solo il pane per tutti ma soprattutto la fiducia e una "visione" del mondo diversa da quella del puro calcolo matematico ed economico. Ai discepoli manca la fede in Dio e la fiducia nelle loro risorse anche se limitate. Non sappiamo cosa successe quel giorno e come Gesù fece bastare quel poco cibo per tutti. L'evangelista appositamente non si sofferma sul come avvenne il prodigio della moltiplicazione, ma sottolinea il prodigio della fede e la moltiplicazione della fiducia in Dio. Gesù prega il Padre perché moltiplichi la fiducia negli apostoli che sono smarriti e chiusi in calcoli solo umani. Gesù prega e benedice non solo il pane e i pesci, ma soprattutto i suoi amici perché non cedano allo scoraggiamento che genera divisione e chiusura. E li coinvolge in questa condivisione che si rivela inaspettatamente abbondante.. Le migliaia di migranti che arrivano ai confini della nostra nazione italiana, con lo strascico di morte in mare al quale assistiamo particolarmente in questi giorni, ci impongono a vedere noi stessi e la nostra terra in modo diverso, con una visione più alta del puro livello economico e matematico. Abbiamo la tentazione di pensarla come gli apostoli quando dicono "Non abbiamo che cinque pani e due pesci..." e quando pensano che è meglio mandarli via perché qui non abbiamo le risorse per tutti. Come cristiani che crediamo nel Vangelo non possiamo fermarci a questa visione ristretta, ma dobbiamo chiedere a Dio di moltiplicare la nostra fiducia in noi stessi, nelle nostre poche risorse, nella pace. Come cristiani siamo chiamati ad affidarci a Dio che non ci spinge a dividere ma a condividere, sullo stile di Gesù. Ecco perché nella preghiera non siamo chiamati a cambiare le cose fuori di noi, ma a cambiare noi stessi perché quello che ci accade lo possiamo vivere in modo nuovo, evangelico.

MERCOLEDI’ della dodicesima settimana del Tempo Ordinario         
9,30 ANN. DEF. SANSON FRANCO ord. sorella
VENERDI’ Solennità del Sacro Cuore di Gesù          
18,00 MESSA PER INTENZIONE PARTICOLARE
DOMENICA Tredicesima del Tempo Ordinario         
11,00 MESSA PER LE COMUNITA’ PARROCCHIALI

OFFERTE: Carlon Mauro offre per opere parrocchiali, €. 40

 

MARTEDI’ della dodicesima settimana del Tempo Ordinario   
18,00 DEFF. FONTANA ANTONIO, CAROLINA, ANGELO, LUIGI ED
          EMILIA
GIOVEDI’ San Cirillo d’Alessandria vescovo e dottore della Chiesa   
18,00 DEFF. BUSETTI PIETRO, ANNA E FAMILIARI
SABATO Tredicesima Domenica del Tempo Ordinario
18,00 DEFF. JANNA GIOBATTA E BASTIANELLO AUGUSTA
          DEF. BOCUS LORENZO
          DEFF. CLOTILDE, FRANCESCO, ARTURO, MARISELDA E
          FRANCESCO
          DEFF. TERESA E GUERRINO TARABIN
DOMENICA Tredicesima del Tempo Ordinario     
10,00 DEFF. ZAMBON CAMILLO E LIDIA PINAL

   

LUNEDI’ Natività di San Giovanni Battista          
18,00 DEFUNTI FAMIGLIA DE COI
DOMENICA Tredicesima del Tempo Ordinario     
18,00 ANN. DEF.TA CAUZ RENZA
          ANN. DEF.TA LACCHIN ELSA
          DEFF. MARCANDELLA GIUSEPPE E FRANZOI MARIELLA ord.
          famiglia
          DEFF. SOLDA’ BRUNA, PASTORUTTI CLAUDIA E LORENZO

OFFERTE: Coniugi Vendramin Diego e Fort Gabriella, €.150; per funerale di Fort Linda, €. 100.                      

   

CELEBRAZIONI SOLENNI DELLA SETTIMANA
In questa settimana celebriamo con la Chiesa delle feste molto importanti per la devozione dei cristiani.

Domani, lunedì 24 giugno ricorre la solennità della Nascita di San Giovanni Battista. Cugino e precursore (annunciatore di Gesù). Figlio di Zaccaria e di Elisabetta (cugina della Madonna). Nato in modo miracoloso da due genitori anziani e sterili doveva presentare Gesù al mondo e battezzarlo. Uomo austero, cresciuto nel deserto, probabilmente nella comunità di Qumran. Morì martire per testimoniare la verità per ordine del re Erode Antipa il Giovane. La S. Messa è alle ore 18 a Santa Lucia

Venerdì 28 giugno ricorre la solennità del Sacro Cuore di Gesù. Festa molto cara al popolo di Dio soprattutto nel passato. Si tenevano nelle case, nelle chiese i quadri del Sacro Cuore. Sorta come festa tra il 1600 e il 1700 per impulso delle visioni di una suora Santa Margherita Maria Alacoque. A questa devozione si ricollegano i primi nove venerdì del mese. La S. Messa è alle ore 18 a Budoia.

Sabato 29 giugno ricorre la solennità dei Santi Pietro e Paolo apostoli. Colonne e fondamento della fede della Chiesa. A loro si deve la diffusione del primo cristianesimo fino a Roma. Dopo un percorso missionario hanno subito il martirio a Roma nell’anno 67 Pietro crocifisso sul colle Vaticano e Paolo fuori le mura dove ora si trova la Basilica di san Paolo alle Tre Fontane. La S. Messa è alle ore 18 a Dardago.

   
 

LA CHIAMANO TRINITA’

"Lo chiamavano Trinità" è il titolo di un vecchio film con Bud Spencer e Terence Hill. Riprendendo il filone dei western all'italiana ne fa una versione comica. Come sempre i film sono la versione caricaturale della realtà, e specialmente quelli ambientati nel passato, per quanto cerchino di essere verosimili nelle ambientazioni, nei costumi e nei dialoghi, non potranno mai essere la fotocopia della realtà rappresentata. Dio lo chiamiamo Trinità, così come la Chiesa ha cercato di comprenderlo seguendo gli insegnamenti di Gesù. Non è stato per niente facile arrivare a questa consapevolezza e a definirlo con un dogma. Ci sono voluti secoli di discussioni, scontri e dibattiti per arrivare a dire che Dio è uno e trino, unità di sostanza divina e trinità di persone. La Chiesa ha creduto quello che Gesù aveva promesso, e che è detto nel Vangelo di questa domenica: "Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità..." Lo Spirito di Dio che entra nel cuore di ogni singolo credente e nella Chiesa come comunità di persone, ci guida a comprendere Dio senza mai arrivare a definirlo completamente. E' importante mantenere la consapevolezza che il discorso su Dio non può essere concluso con una formula teologica, ma ha bisogno di entrare nel cuore di ciascuno, in ogni tempo e luogo. Comprendere chi è Dio, così come ci viene svelato dalla storia di Gesù, non è come un film, che riduce tutta una storia in un paio di ore, con la scritta "the end" che chiude il discorso di tutta la vicenda. Comprendere Dio nella sua immensità e profondità significa entrare in relazione con lui, così come Cristo ha insegnato e testimoniato. Cosa significa quindi dire che Dio è Trinità? Mi aiuta un altro vecchio film, di un autore polacco, che ha realizzato pellicole non certo leggere e facili, ma ricche di spiritualità. In "Decalogo 1 - Io sono il Signore Dio tuo" del 1988, Krzysztof Kieslowski immagina un bambino che chiede alla nonna se lei crede davvero in Dio. Alla risposta affermativa, lui chiede ancora alla nonna "Ma sai chi è Dio?". La nonna, con un sorriso, non dice una parola, ma apre le braccia e stringe a se il bambino, e gli chiede "Cosa senti adesso?". Il bambino risponde "Ti voglio bene!". La nonna risponde "questo è Dio!" Ecco cosa è la Trinità. Una esperienza di amore che avvolge, stringe, sorregge e protegge. E' questo quello che Gesù ha fatto con i suoi amici, insegnando a fare altrettanto. In questa esperienza di amore che avvolge, c'è la spiegazione di Dio Trinità. E non è un film che si conclude in un tempo o massimo due. L'esperienza di Dio uno e trino è come il titolo di un altro film fantastico, è una "Storia infinita"

MERCOLEDI’ San Romualdo abate     
9,30 DEF.TA DEL ZOTTO CATERINA ord. nipote Giacomino
VENERDI’ San Luigi Gonzaga religioso          
18,00 MESSA PER INTENZIONE PARTICOLARE
DOMENICA Santissimo Corpo e Sangue di Cristo   
18,00 DEFF. ZOTTI LUIGI, ELENA E BRUNO
          DEF. CARLON OSVALDO MORO ord. famiglia

OFFERTE: Per battesimo di Nalal Andrea e Anna Chiara, €.100; Azienda Faunistica Venatoria, €. 100;  per Oratorio, festa di compleanno Cauz, €. 40; Gruppo Rosario Perpetuo, per le Missioni, €. 120

 

MARTEDI’ della undicesima settimana del Tempo Ordinario   
18,00 ANN. DEF.TA ZAMBELLI BAIS ANNA ROSIT
GIOVEDI’ della undicesima settimana del Tempo Ordinario   
18,00 MESSA PER INTENZIONE PARTICOLARE
SABATO Santissimo Corpo e Sangue di Cristo
18,00 DEF.TA ORTOLAN CATERINA DELLA ROSSA

OFFERTE:; Per matrimonio di Meneguzzi Alessandro e Cimarosti Alida, €.150;       

   

LUNEDI’ della undicesima settimana del Tempo Ordinario          
18,00 DEF.TA SUOR CRISTINA
DOMENICA Santissimo Corpo e Sangue di Cristo     
10,30 MESSA PER LE COMUNITA’ PARROCCHIALI
          DEF. DON NILLO CARNIEL ord. sorella Elena
          DEF.TE CORDAZZO MARIA E GIUSEPPINA

 

“Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità  perché non parlerà da se stesso
ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future.” (Gv. 16,13)

   

INIZIO ATTIVITA’ PUNTI VERDI
Da domani lunedì 17 giugno e fino al 27 luglio avranno luogo i punti verdi nei nostri paesi per ragazzi delle elementari e medie presso l’Oratorio Parrocchiale di Budoia e le ex scuole di Santa Lucia. Da lunedì 1 luglio al 27 luglio ci sarà per i bambini della Scuola dell’Infanzia l’iniziativa dell’Orto Goloso presso l’Azienda agricola Andreazza. L’attività dei Punti Verdi coinvolge la parrocchia di Budoia, il Comune di Budoia e l’Associazione Giovani e l’Azienda agricola Andreazza. Auguriamo una buona attività estiva ai ragazzi, agli organizzatori e animatori. E’ un’esperienza che da la possibilità alle famiglie di far passare ai loro ragazzi un mese di serenità, e di divertimento fuori dai pericoli.

CELEBRAZIONE COMUNITARIA DELLA SOLENNITA’ DEL CORPO E SANGUE DEL SIGNORE
Domenica prossima 23 giugno ricorre la solennità del Corpo e Sangue del Signore (Corpus Domini). Quest’anno la celebrazione comunitaria per le nostre tre parrocchie sarà a Santa Lucia La celebrazione della Santa Messa inizierà alle 10,30 seguita dalla Processione per le vie: Comin, Lachin, Soldà, Besa Fort e rientro in chiesa. Si raccomanda ai bambini della Prima Comunione di essere presenti coi loro genitori e portando petali di fiori.

ORARI DELLE MESSE DOMENICALI PER IL PROSSIMO FINE SETTIMANA         
Data la celebrazione comunitaria del Corpo e Sangue del Signore domenica prossima 23 giugno sopra esposta, le Sante Messe domenicali del prossimo fine settimana seguiranno il seguente programma:
sabato 22 giugno alle ore 18 a Dardago
domenica 23 giugno alle ore 10,30 a Santa Lucia seguita dalla processione
domenica 23 giugno alle ore 18 a Budoia

   
 

ANNUNCIATORI COME IN UN FILM MUTO

Nel 2012 un film francese molto originale "The Artist" vinse diversi premi Oscar e fece successo nonostante fosse un film in bianco e nero e muto. La storia ambientata verso la fine degli anni '20 è quella di un attore, divo assoluto del cinema muto di quegli anni, che non riesce ad adattarsi al progresso della cinematografia con l'evoluzione tecnologia del sonoro. Abituato a recitare e a costruire storie riducendo al minimo i dialoghi scritti nei cartelli tra una scena e l'altra, non ritiene sia un progresso "dare la voce" agli attori. Sappiamo bene come andò la storia del cinema, e di come il sonoro si impose nella produzione cinematografica, e sappiamo come il cinema sonoro seppellì il cinema muto con una produzione enormemente più variegata. La particolarità del film del 2012, è che è girato e costruito proprio come si facevano i film durante il periodo del cinema muto, e gli attori comunicano principalmente con i gesti e la mimica facciale. Le poche battute sono lasciate ai cartelli messi durante le scene, gli unici tradotti in lingua italiana. Vedendo il film ho pensato come è vero che la comunicazione umana più vera non passa esclusivamente attraverso le parole, ma da tutto un modo di porsi gli uni con gli altri. Possiamo comunicare amore, odio, felicità, tristezza, pazienza, rabbia e tutto quello che siamo anche con il solo atteggiamento, con il modo di muoverci, da come stiamo con gli altri, da come sorridiamo o mostriamo il viso triste o arrabbiato, da come ci mettiamo vicino o stiamo distanti dal prossimo, da come puntiamo il dito o apriamo una mano in segno di pace... La nostra vita, ancor prima che con le parole, comunica in modo chiaro quello che siamo e quello che pensiamo. Lo Spirito Santo scende in questa piccola comunità di apostoli e li rende capaci di comunicare a tutto il mondo le meraviglie di Dio, cioè il messaggio di Gesù morto e risorto. E' questo il primo miracolo della Chiesa, che proprio nel comunicare a tutti Gesù trova la sua missione e il centro della sua identità. La Chiesa riceve il dono e il compito di comunicare il Vangelo, la Buona Novella di Gesù a tutti, senza temere diversità di lingue, costumi, nazionalità, culture e luoghi di provenienza. Il Vangelo è per tutti, e la lingua parlata non è assolutamente un ostacolo, perché il modo di comunicare principale che abbiamo è la vita nella sua interezza. Ed è dentro questa vita personale e comunitaria che scende lo Spirito Santo a far sì che sappiamo parlare di Gesù in modo comprensibile per tutti. Infatti lo Spirito di Dio ci insegna il linguaggio universale che tutti comprendono, senza traduzioni simultanee o cartelli di spiegazione, ed è il linguaggio dell'amore.

MERCOLEDI’ della decima domenica del Tempo Ordinario     
9,30 MESSA PER INTENZIONE PARTICOLARE
VENERDI’ della decima domenica del Tempo Ordinario          
18,00 MESSA PER INTENZIONE PARTICOLARE
DOMENICA Santissima Trinità   
11,00 DEF. CELLOT ARMANDO
          ANN. DEF. ANGELIN ANTONIO ord. famiglia

 

MARTEDI’ San Barnaba apostolo   
18,00 MESSA DI 30° DEF. BETTONI MARIO
GIOVEDI’ Sant’Antonio da Padova sacerdote e dottore della Chiesa     
18,00 MESSA DI 7° DEF.TA BASTIANELLO BUSETTI LIDIA
          DEF.TA BUSETTI ZAMBON GEMMA
DOMENICA Santissima Trinità     
10,00 MESSA PER LE COMUNITA’ PARROCCHIALI

   

LUNEDI’ della decima domenica del Tempo Ordinario          
18,00 MESSA PER INTENZIONE PARTICOLARE
SABATO Santissima Trinità
18,00 50° ANNIVERSARIO DI MATRIMONIO DI VENDRAMIN DIEGO
          E FORT GABRIELLA        

   

FESTA DI SANT’ANTONIO DA PADOVA
Giovedì prossimo 13 giugno ricorre la memoria liturgica di Sant’Antonio da Padova, santo molto venerato nei nostri paesi che custodiscono altari, statue, capitelli, immagini del Santo dei miracoli. Verrà celebrata la Santa Messa a Dardago alle ore 18.

FESTA ANNUALE DELL’A.F.D.S. 
Domenica prossima 16 giugno durante la Santa Messa delle 11 a Budoia l’Associazione A.F.D.S. di Budoia celebrerà la festa annuale con il programma proposto nei volantini e nei manifesti esposti.

CELEBRAZIONE COMUNITARIA ALLA SANTISSIMA CON LE PARROCCHIE DEI COMUNI DI BUDOIA E POLCENIGO
Domenica prossima 16 giugno ci ritroveremo alle ore 18 nel Santuario della Santissima alle sorgenti del Livenza per la festa della Santissima Trinità le parrocchie di Budoia, Dardago, Santa Lucia, Polcenigo, San Giovanni di Polcenigo e Coltura. Saranno presenti anche i bambini che hanno partecipato alla S. Messa di Prima Comunione.

ORARI DELLE MESSE DOMENICALI PER IL PROSSIMO FINE SETTIMANA         
Date le celebrazioni di domenica prossima 16 giugno sopra esposte, le Sante Messe domenicali del prossimo fine settimana seguiranno il seguente programma:
sabato 15 giugno alle ore 18:a Santa Lucia
domenica 16 giugno alle ore 10 a Dardago
domenica 16 giugno alle ore 11 a Budoia
domenica 16 giugno alle ore 18 alla Santissima

   

 

   
 

UNA FORZA DI GRAVITA’ CHE SPINGE VERSO L’ALTO

Ascensione è la navigazione del cuore, che ti conduce dalla chiusura in te all'amore che abbraccia l'universo. A questa navigazione del cuore Gesù chiama gli undici, un gruppetto di uomini impauriti e confusi, un nucleo di donne coraggiose e fedeli. Li spinge a pensare in grande, a guardare lontano, ad essere il racconto di Dio "a tutti i popoli". Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. Nel momento dell'addio Gesù allarga le braccia sui discepoli, li raccoglie e li stringe a sé, prima di inviarli. Ascensione è un atto di enorme fiducia di Gesù in quegli uomini e in quelle donne che lo hanno seguito per tre anni, che non hanno capito molto, ma che lo hanno molto amato: affida alla loro fragilità il mondo e il vangelo e li benedice. È il suo gesto definitivo, l'ultima immagine che ci resta di Gesù, una benedizione senza parole che da Betania raggiunge ogni discepolo, a vegliare sul mondo, sospesa per sempre tra cielo e terra. Mentre li benediceva si staccò da loro e veniva portato su, in cielo. Gesù non è andato lontano o in alto, in qualche angolo remoto del cosmo. È asceso nel profondo delle cose, nell'intimo del creato e delle creature, e da dentro preme come benedizione, forza ascensionale verso più luminosa vita. Non esiste nel mondo solo la forza di gravità verso il basso, ma anche una forza di gravità verso l'alto, che ci fa eretti, che fa verticali gli alberi, i fiori, la fiamma, che solleva l'acqua delle maree e la lava dei vulcani. Come una nostalgia di cielo. Con l'ascensione Gesù è asceso nel profondo delle creature, inizia una navigazione nel cuore dell'universo, il mondo ne è battezzato, cioè immerso in Dio. Se solo fossi capace di avvertire questo e di goderlo, scoprirei la sua presenza dovunque, camminerei sulla terra come dentro un unico tabernacolo, in un battesimo infinito. Luca conclude, a sorpresa, il suo vangelo dicendo: i discepoli tornarono a Gerusalemme con grande gioia. Dovevano essere tristi piuttosto, finiva una presenza, se ne andava il loro amore, il loro amico, il loro maestro. Ma da quel momento si sentono dentro un amore che abbraccia l'universo, capaci di dare e ricevere amore, e ne sono felici (ho amato ogni cosa con l'addio. Essi vedono in Gesù che l'uomo non finisce con il suo corpo, che la nostra vita è più forte delle sue ferite. Vedono che un altro mondo è possibile, che la realtà non è solo questo che si vede, ma si apre su di un "oltre"; che in ogni patire Dio ha immesso scintille di risurrezione, squarci di luce nel buio, crepe nei muri delle prigioni. Che resta con me "il mio Dio, esperto di evasioni..

MERCOLEDI’ San Bonifacio vescovo e martire     
9,30 MESSA PER INTENZIONE PARTICOLARE
VENERDI’ della settima settimana di Pasqua     
18,00 DEFF. ZAMBON VITTORIO E GIACOMINA ord. figli
DOMENICA di Pentecoste   
11,00 DEF. ZAMBON PIETRO
          DEFF. CARLON ATTILIO, ONELIA E ANTONIO
          ANN. DEF.TA PALOSSI FLORIANA ord. famiglia

OFFERTE: Offrono per opere parrocchiali: per funerale di Magliaretta Ezelinda, €. 90; coniugi Nadin Marco e Tavian Rosa, €. 50; N.N., €. 10..

 

MARTEDI’ della settima settimana di Pasqua   
18,00 MESSA PER INTENZIONE PARTICOLARE
GIOVEDI’ Beato Bertrando vescovo     
18,00 MESSA PER INTENZIONE PARTICOLARE
SABATO Domenica di Pentecoste
11,00 MATRIMONIO DI MENEGUZZI ALESSANDRO E CIMAROSTI
          ALIDA
18,00 DEF. ZAMBON BRUNO PINAL
          DEFF. ZAMBON TARCISIO E FIORINA
 DOMENICA di Pentecoste     
10,00 MESSA PER LE COMUNITA’ PARROCCHIALI

OFFERTE: Offrono per opere parrocchiali: famiglie bambini prime Comunioni, €. 390; Zambon Antonio Tunio, €. 40: N.N., €. 20.

   

LUNEDI’ Ss. Carlo Lwanga e compagni martiri     
18,00 MESSA PER INTENZIONE PARTICOLARE
DOMENICA di Pentecoste     
18,00  DEF.TA  BESA ANNA

   

BATTESIMI 
Domenica prossima 9 giugno, solennità di Pentecoste, durante la Santa Messa  delle ore 11, riceveranno il sacramento del Battesimo i gemelli Nadal Andrea e Anna Chiara figli di Gianfranco e di Zgeela Daniela.

   

MATRIMONIO        
Sabato prossimo 8 giugno alle ore 11, celebreranno il loro matrimonio Meneguzzi Alessandro e Cimarosti Alida..

   

PRIMO VENERDI’ DEL MESE
Venerdì prossimo 7 giugno è il primo venerdì del mese. Passerò per la comunione nelle case

   
 

SI AMA GESU’ DANDOGLI TEMPO E CUORE

Se uno mi ama, osserverà la mia parola. «Se uno ama me»: è la prima volta nel Vangelo che Gesù chiede amore per sé, che pone se stesso come obiettivo del sentimento umano più dirompente e potente. Ma lo fa con il suo stile: estrema delicatezza, rispetto emozionante che si appoggia su di un libero «se vuoi», un fondamento così umile, così fragile, così puro, così paziente, così personale. Se uno mi ama, osserverà... perché si accende in lui il misterioso motore che mette in cammino la vita, dove: «i giusti camminano, i sapienti corrono, ma gli innamorati volano» (santa Battista Camilla da Varano). L'amore è una scuola di volo, innesca una energia, una luce, un calore, una gioia che mette le ali a tutto ciò che fai. «Osserverà la mia parola». Se arrivi ad amare lui, sarà normale prendere come cosa tua, come lievito e sale della tua vita, roccia e nido, linfa e ala, pienezza e sconfinamento, ogni parola di colui che ti ha risvegliato la vita. La Parola di Gesù è Gesù che parla, che entra in contatto, mi raggiunge e mi comunica se stesso. Come si fa ad amarlo? Si tratta di dargli tempo e cuore, di fargli spazio. Se non pensi a lui, se non gli parli, se non lo ascolti nel segreto, forse la tua casa interiore è vuota. Se non c'è rito nel cuore, se non c'è una liturgia nel cuore, tutte le altre liturgie sono maschere del vuoto. E noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Verremo. Il Misericordioso senza casa cerca casa. E la cerca proprio in me. Forse non troverà mai una vera dimora, solo un povero riparo, una stalla, una baracca. Ma Lui mi domanda una cosa soltanto, di diventare frammento di cosmo ospitale. Casa per le sue due promesse: lo Spirito e la pace. Lo Spirito: tesoro che non finisce, sorgente che non tace mai, vento che non posa. Che non avvolge soltanto i profeti, le gerarchie della Chiesa, i grandi personaggi, ma convoca tutti noi, cercatori di tesori, cercatrici di perle: «il popolo di Dio per costante azione dello Spirito evangelizza continuamente se stesso» (Eg 139), Parole come un vento che apre varchi, porta pollini di primavera. Una visione di potente fiducia, in cui ogni uomo, ogni donna hanno dignità di profeti e pastori, ognuno evangelista e annunciatore: la gente è evangelizzata dalla gente. Vi lascio la pace, questo miracolo fragile continuamente infranto. Un dono da ricercare pazientemente, da costruire “artigianalmente” (papa Francesco), ciascuno con la sua piccola palma di pace nel deserto della storia, ciascuno con la sua minima oasi di pace dentro le relazioni quotidiane. Il quasi niente, in apparenza, ma se le oasi saranno migliaia e migliaia, conquisteranno e faranno fiorire il deserto.

MERCOLEDI’ San Paolo VI papa     
9,30 DEFF. SANTAROSSA AGOSTINO E FAMILIARI
        DEFF. DEL MASCHIO GENOVEFFA E RINO ord. figlia Mariangela
VENERDI’ Visitazione della Beata Vergine Maria     
18,00 DEF.TA ZAMBON TERESA
          DEFF. SANSON PAOLO E SANTINA ord. figlia
          DEFF. VAGO GAETANO E GINA ord. figlio e nuora
DOMENICA Ascensione del Signore     
11,00 DEFF. PES CARLO E FAMILIARI
          DEFUNTI FAMIGLIA DIANA

OFFERTE: N.N. offre per opere parrocchiali, €. 10; offrono per utilizzo Oratorio: compleanno Lea, €. 40.

 

MARTEDI’ della sesta settimana di Pasqua   
18,00 MESSA PER INTENZIONE PARTICOLARE
GIOVEDI’ della sesta settimana di Pasqua     
18,00 DEF.TA TOMASELLA BRUNA
SABATO Ascensione del Signore
18,00 DEFUNTI ZAMBON MARIN ord. nipote Fabrizio Fucile
 DOMENICA Ascensione del Signore     
10,00 DEFF. JANNA ALFREDO, ANGELA E CHIARA
          DEFF. MORESCHI LORENZO E FAMILIARI
          MESSA PER LE COMUNITA’ PARROCCHIALI

   

LUNEDI’ della sesta settimana di Pasqua     
18,00 DEFUNTI FAMIGLIA BESA CODA (al capitello di Sant’Antonio)
DOMENICA Ascensione del Signore     
18,00  DEFF. BORTOLUZZI LUIGI E CELANT ISIDORA ord. nuora
           ANN. DEF. BUSETTI PAOLO

   

SANTA MESSA DI ROGAZIONE   
Domani, lunedì 27 Maggio alle ore 18 verrà celebrata la Santa Messa con le preghiere di rogazione presso il capitello di Sant’Antonio oltre il ponte della ferrovia.

ROSARIO DI FINE MAGGIO         
Venerdì prossimo 31 Maggio alle ore 20,30, reciteremo il Santo Rosario della fine del mese di maggio presso il capitello della Madonna in via Dante.

   

ROSARIO DEL MESE DI MAGGIO AI CAPITELLI        
Il mese di Maggio è dedicato alla devozione di Maria santissima. Il Santo Rosario verrà recitato in questa settimana:
a Dardago mercoledì 29 Maggio alle 20,30 al capitello della Madonna in  via Brait
a Budoia giovedì 30 Maggio alle ore 20,30 presso il capitello della Madonna de Costa in via Madonnetta
Ogni pomeriggio alle 17 il gruppo del Rosario con tutti coloro che lo desiderano recita il Rosario in Chiesa a Budoia

 LE OFFERTE DELLA QUARESIMA PER LE MISSIONI DIOCESANE E TERRA SANTA

Hanno dato questi introiti:

PANE PER AMOR DI DIO:
Budoia, €. 340
Dardago, €. 238
Santa Lucia, €. 155

PRO TERRA SANTA
Budoia, €. 50
Dardago, €. 50
Santa Lucia, €. 40      

   
 

AMATEVI GLI UNI GLI ALTRI COME IO VI HO AMATO

Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Ma si può comandare di amare? Un amore imposto è una caricatura, frustrante per chi ama, ingannatore per chi è amato. Amare, nella logica del Vangelo, non è un obbligo, ma una necessità per vivere, come respirare: «Abbiamo bisogno tutti di molto amore per vivere bene» (J. Maritain). È comandamento nel senso di fondamento del destino del mondo e della sorte di ognuno: amatevi gli uni gli altri, cioè tutti, altrimenti la ragione sarà sempre del più forte, del più violento o del più astuto. «Nuovo» lo dichiara Gesù. In che cosa consiste la novità di queste parole se anche nella legge di Mosè erano già riportate: amerai il prossimo tuo come te stesso? Essa emerge dalle parole successive. Gesù non dice semplicemente «amate». Non basta amare, potrebbe essere solo una forma di possesso e di potere sull'altro, un amore che prende tutto e non dona niente. Ci sono anche amori violenti e disperati. Amori molto tristi e perfino distruttivi. Il Vangelo aggiunge una parola particolare: amatevi gli uni gli altri. In un rapporto di comunione, in un faccia a faccia, a tu per tu. Nella reciprocità: amore dato e ricevuto; dare e ricevere amore è ciò su cui si pesa la felicità di questa vita. Non si ama l'umanità in generale; si ama quest'uomo, questo bambino, questo straniero, questo volto. Immergendosi nella sua intimità concreta. Si amano le persone ad una ad una, volto per volto. Ma la novità evangelica non si riduce soltanto a questo. Gesù aggiunge il segreto della differenza cristiana: come io ho amato voi, così amatevi gli uni gli altri. Lo specifico del cristiano non è amare, lo fanno già molti, in molti modi, sotto tutti i cieli. Bensì amare come Gesù. Non quanto lui, impossibile per noi vivere la sua misura, ma come, con lo stile unico di Gesù, con la rivoluzione della tenerezza combattiva, con i capovolgimenti che ha portato. Libero e creativo, ha fatto cose che nessuno aveva fatto mai: se io vi ho lavato i piedi così fate anche voi, fatelo a partire dai più stanchi, dai più piccoli, dagli ultimi. Gesù ama per primo, ama in perdita, ama senza contare. Venuto come racconto inedito della tenerezza del Padre. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri. «Non basta essere credenti, dobbiamo essere anche credibili» (Rosario Livatino). Dio non si dimostra, si mostra. Ognuno deve farsi, come Lui, racconto inedito del volto d'amore di Dio, canale non intasato, vena non ostruita, attraverso la quale l'amore, come acqua che feconda, circoli nel corpo del mondo.

MERCOLEDI’ Santa Rita da Cascia religiosa     
9,30 DEFF. ZAMBON FERNANDO ED ELVIRA
VENERDI’ della quinta settimana di Pasqua     
18,00 ANN. DEF. DEL MASCHIO FLORINDO
          DEFF. VITTORIO, PAOLA, ANDREA E JOLANDA
DOMENICA Sesta dI Pasqua     
11,00 45° DI MATRIMONIO DI NADIN MARCO E TAVIAN ROSA
          MARIA

OFFERTE: N.N. offre per opere parrocchiali, €. 30; offrono per utilizzo Oratorio: gruppo scout di Pordenone, €. 50; per quattro feste di compleanno, €. 200. Famiglia Vago offre pro fiori, €. 30.

 

MARTEDI’ della quinta settimana di Pasqua   
18,00 MESSA DI 7° DEF. BETTONI MARIO (deceduto a Venezia)
          DEF. BUSNELLI CARLO
GIOVEDI’ della quinta settimana di Pasqua     
18,00 DEF.TA PARMESAN RITA ord. Daniela e Fioralba
SABATO Sesta Domenica di Pasqua
18,00 DEF. ZAMBON ANGELO TUNIO
          DEF.TA BUSETTI ANNA
 DOMENICA Sesta dI Pasqua     
10,30 MESSA PER LE COMUNITA’ PARROCCHIALI

OFFERTE: N.N. offre, per opere parrocchiali, €. 20.

   

LUNEDI’ San Bernardino da Siena sacerdote     
18,00 MESSA PER LE ANIME DEL PURGATORIO
          DEFUNTI FAMIGLIA GIANI
DOMENICA Sesta di Pasqua     
18,00  DEFF. SOLDA’ BRUNA, PASTORUTTI CLAUDIA E LORENZO

OFFERTE: N.N. offre per opere parrocchiali, €. 40

   

ROSARIO DEL MESE DI MAGGIO AI CAPITELLI        
Il mese di Maggio è dedicato alla devozione di Maria santissima. Il Santo Rosario verrà recitato in questa settimana:
a Dardago mercoledì 22 Maggio alle 20,30 al capitello di Sant’Antonio in  via Castello
a Budoia giovedì 23 Maggio alle ore 20,30 presso la croce in via Panizzut (casa Povoledo)
Ogni pomeriggio alle 17 il gruppo del Rosario con tutti coloro che lo desiderano recita il Rosario in Chiesa a Budoia

FESTA DI SANTA RITA DA CASCIA: SUPPLICA ALLA SANTA E BENEDIZIONE DELLE ROSE   
Mercoledì prossimo 22 Maggio ricorre la festa di Santa Rita da Cascia, la cui devozione è molto diffusa. La supplica alla Santa e la benedizione delle rose verrà fatta, durante la S. Messa delle 9,30 a Budoia e ripetuta durante il Santo Rosario delle 20,30 a Dardago.

SANTA MESSA DI PRIMA COMUNIONE
Domenica prossima 26 Maggio alle ore 10,30, nella Chiesa Parrocchiale di Dardago, parteciperanno alla Santa Messa di Prima Comunione i bambini: Marika Arizzi, Giulia Bianchi, Anaïs Bocus, Sebastiano Cauz, Lea Fabris, Elisa Gallas, Sofia Giust, Davide Minatel, Mattia Micheluz, Samuele Micheluz, Iuriy Pilutti, Nicola Pujatti, Gloria Tocchet,,Matteo Valdevit e Massimo Zambon

RICAVATO VENDITA OGGETTINI DOMENICA DELLE PALME GRUPPO MISSIONARIO DEL SACRO CUORE
In occasione della Domenica delle Palme, il Gruppo Missionario della Parrocchia del Sacro Cuore di Pordenone, ha realizzato con la vendita di oggettini manuali nelle nostre tre parrocchie la somma di €. 1100 che sono stati così ripartiti:
€. 390 alla missione di Don Lorenzo Barro e don Loris Vignandel in Mozambico
€. 420 al Centro Bambini Denutriti in Bolivia
€. 290 a suor Rita Panzarin in Congo

   
 

LA DOMENICA DEL BUON PASTORE

Il brevissimo brano evangelico di questa quarta domenica è tratto dal capitolo 10 del vangelo di Giovanni. È ben nota la prima parte, conosciuta come la pagina del buon pastore. La sezione liturgica odierna ne è la continuazione naturale. Gesù risponde ad una domanda precisa dei giudei: "Se tu sei il Cristo, dillo a noi apertamente". Il dilemma dei giudei sembra essere lo stesso già sollevato da Giovanni Battista nel vangelo di Luca: "sei tu o ne dobbiamo attendere un altro?". Certamente le intenzioni e gli obiettivi sono radicalmente differenti, ma la domanda è tutt'altro che illegittima. Ci si aspettava un Cristo, un Messia, deciso e forte che potesse ristabilire la giustizia in tutti gli ambiti e in tutti i campi della vita sociale, religiosa e politica. Il paradigma più adatto sembrava quello del capo politico o del condottiero o anche dell'integralista. La radicalità della legge e la pretesa di un'esecuzione generalizzata pareva la soluzione ad ogni problema. Anche oggi spesso, purtroppo, si crede che se tutti seguissimo la stessa direzione - religiosa, politica, sociale, culturale,.. - si potrebbe vivere bene. Già nel libro della Genesi questo viene stigmatizzato con il racconto della torre di Babele: ci si raduna insieme per diventare uno. Il Signore disperderà tutti favorendo la differenziazione, il pluralismo, la relazione personale e non di classe. Infatti, questo Nazaretano si identifica con un pastore che conosce le sue pecore e da la vita per loro e per ciascuna di loro. Al Battista aveva fatto dire che è proprio lui il Cristo dal momenti che ciechi, sordi, zoppi e muti riacquistavano le abilità mancanti e ai poveri era annunciato il vangelo. L'annuncio evangelico non è un'attività da masse o da folle innumerevoli, ma è parola che unisce, rispetta, svela, comunica, condivide. La pluralità della parola evangelica non passa dalla fama o dalla gloria evidente, ma è come il lievito nella pasta. In questa pagina giovannea il marchio della vera messianicità di Gesù è il rapporto col Padre. Tutto verte intorno all'importanza della relazione tra Padre e Figlio e nell'ascolto della sua parola. Il Figlio non è mercenario poiché il suo operare è innestato nell'unità tra Padre e Figlio. La missione "pastorale" del Figlio non è motivata dal volontarismo, dalla caparbietà o dall'eroismo, ma è conseguenza di un rapporto di conoscenza e di ascolto. In questo senso, si può intuire in che modo il pastore conosce le pecore ed esse conoscono lui. Il versetto appena precedente al brano liturgico recita: "ma voi non credete perché non fate parte delle mie pecore". Non si tratta di appartenere ad una cerchia elitaria o esclusiva, ma all'urgenza di ascoltare la voce del pastore. Usando una differenza molto inflazionata, si potrebbe dire che è dirimente comprendere quanto non basta "sentire la voce", ma la si debba "ascoltare". Se pensiamo ad un gregge che pascola in campagna ci rendiamo conto di quante voci e rumori possa sentire durante il giorno e la notte, ma la voce del pastore viene ascoltata perché ri-conosciuta.  Nella prima lettura, l'esperienza di Paolo e Barnaba ad Antiochia viene presentata nei termini dell'ascolto: "tutta la città si radunò per ascoltare la parola del Signore". L'ascolto diventa il cemento della comunità, poiché essa si sintonizza sul canale della Parola. Nei vari sommari iniziali degli Atti degli apostoli si ribadisce spesso la caratteristica della perseveranza nell'ascolto comune dell'insegnamento degli apostoli e delle Scritture. Il ritornello del salmo responsoriale può essere considerato il compendio della liturgia della Parola: "Noi siamo suo popolo, gregge che egli guida". Con Gesù "essere pecore" non significa essere seguaci passivi di qualcuno, ma avere la responsabilità di conoscere e riconoscere la sua voce.

MERCOLEDI’ della quarta settimana di Pasqua     
9,30 MESSA PER INTENZIONE PARTICOLARE
VENERDI’ della quarta settimana di Pasqua     
18,00 MESSA PER INTENZIONE PARTICOLARE
DOMENICA Quinta di Pasqua     
11,00 MESSA DI 30° DEF.TA VETTOR ANNA

 

MARTEDI’ San Mattia apostolo   
18,00 DEFF. RIGO ANTONIO E FAMILIARI CROSTA
GIOVEDI’ della quarta settimana di Pasqua     
18,00 MESSA PER INTENZIONE PARTICOLARE
SABATO Quinta Domenica di Pasqua
18,00 MESSA PER LE COMUNITA’ PARROCCHIALI
DOMENICA Quinta dI Pasqua     
10,00 ANN. DEF. ZAMBON ALFREDO PALA

   

LUNEDI’ Beata Maria Vergine di Fatima     
18,00 DEFUNTI LACHIN BOF
DOMENICA Quinta di Pasqua     
18,00  DEFF. ILIJA E CARMELA ord. figlia
           IN ONORE DI SANTA LUCIA ord. persona devota
           ANN. DEF. CARLI ITALO

   

ROSARIO DEL MESE DI MAGGIO AI CAPITELLI        
Il mese di Maggio è dedicato alla devozione di Maria santissima. Il Santo Rosario verrà recitato in questa settimana:
a Dardago mercoledì 15 Maggio alle 20,30 al capitello della Madonna nel cortile della Canonica
a Budoia giovedì 16 Maggio alle ore 20,30 al capitello del Gesù Bambino di Praga in via dei Colli
Ogni pomeriggio alle 17 il gruppo del Rosario con tutti coloro che lo desiderano recita il Rosario in Chiesa a Budoia

RITIRO NEOCOMUNICANDI E GENITORI        
Sabato prossimo 18 Maggio si terrà il Ritiro Spirituale per i neocomunicandi e genitori presso il Santuario Madonna del Monte in Marsure con l’orario loro indicato dai catechisti.

RACCOLTA INDUMENTI USATI 
Nelle tre chiese sono esposti i sacchetti gialli per la raccolta di vestiti usati in buono stato (non stracci o pezzi di stoffe) che verranno portati ad Aviano sabato 18 maggio prossimo. Si prega di portare i sacchetti in chiesa con la roba entro venerdì 17 maggio.
Si raccolgono solo: abiti, maglieria, biancheria, cappelli, coperte, scarpe, borse e cinture.
Non si devono portare: tessuti sporchi e unti, materassi, cuscini, tappeti, giocattoli, carrozzine, carta, metalli, plastica e vetro.
Se finiscono i sacchetti gialli, si può mettere la roba in altri sacchetti, non in quelli neri della spazzatura

   
 

SI MANIFESTO’ DI NUOVO

Il racconto evangelico di oggi ci parla della terza apparizione ai discepoli. Gesù è già apparso ai suoi per due volte (Gv 21,14). Tommaso ha resistito, ma alla fine è caduto in ginocchio davanti al Signore. Ora essi sanno che il maestro crocifisso è tornato in vita dal mondo dei morti. Ora sanno che tutto quello che diceva era vero. Ora sanno che Gesù condivide con il Padre la stessa natura divina. Eppure questo racconto sembra quasi suggerire una fede che rientra nell'ombra. Si ritrovano in sette sul familiare mare di Tiberiade (e gli altri quattro dove sono?...). Pietro decide di andare a pescare e gli altri sei lo seguono (Gv 21,3a). C'è un che di regressione in quelle scarne parole. Sembra quasi che si rientri alla vita di prima senza alcuna traccia di quanto è accaduto. Nessuna preghiera, nessuna richiesta, nessun dialogo: il maestro risorto non viene interpellato. L'esito di quella pesca conferma la mia impressione, si è faticato per pescare nulla (Gv 21,3b). La luminosa esperienza di Gesù risorto non ci sottrae alla realtà, sempre presente in chiaroscuro, della nostra umanità fragile nella fede. Ma il Signore si manifesta proprio lì, nei nostri deboli e incerti passi. Egli va loro incontro sulla riva del mare non per rimproverarli, ma per aiutarli; lo fa con una delicatezza infinita, chiedendo loro solo qualcosa da mangiare e indicando una zona precisa per la pesca (Gv 21,5-6a). I pescatori obbediscono, ed ecco il segno a sorpresa: la rete si riempie di pesci al punto che non riuscivano a tirarla su (Gv 21,6b). La memoria si attiva: dove avevamo già assistito a questa scena? Giovanni ci arriva sempre prima: è Lui! (Gv 21,7). E Pietro questa volta è più reattivo alla voce di Giovanni...come è bello Pietro che si butta in mare per raggiungere la riva al solo sentire che c'è il Signore! Gli altri si affrettano a rientrare con la barca ed ecco a riva un'altra sorpresa: c'è una grigliata di pesce che già cuoce sul fuoco. Gesù ha domandato da mangiare, ma ha già preparato da mangiare per loro, come una mamma che aspetta i propri figli di rientro da una attività per poi chiamarli a tavola: venite a mangiare (Gv 21,12). Successo nella pesca, cibo già pronto e in abbondanza, gioia nel ritrovarsi con il Signore...Gesù, quando ci sei tu, c'è tutto!!! In questa scena molto semplice, dove ci si appresta a mangiare insieme con del pesce preparato dal Signore e del pesce appena pescato dai discepoli, c'è da fare un fermo-immagine eucaristico molto importante: allora Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce (Gv 21,13). Gesù rilancia nuovamente la sua chiamata a Pietro e compagni nel luogo del loro lavoro quotidiano. Essi dovranno diventare, come promesso, dei pescatori di uomini. Ma dovranno ricordare che senza di Lui non si pesca nulla, dovranno ricordare in che modo essi stessi sono stati pescati e ripescati, cioè invitati al banchetto di un amore premuroso e discreto che dona gratuitamente. Dovranno ricordare che i pesci trovati nella rete sono 153, il totale del numero delle specie di pesci esistenti al tempo di Gesù: simbolo della moltitudine umana di ogni popolo della terra che l'amore di Dio vuole raggiungere attraverso di loro, poveri discepoli di ogni tempo della Chiesa, nelle cui mani il Signore mette tutto!

DOMENICA Quarta di Pasqua     
11,00 DEF. POLESE ELIO

 

SABATO Quarta Domenica di Pasqua
18,00 DEF. POLETTI MARCO
DOMENICA Quarta dI Pasqua     
10,00 MESSA PER LE COMUNITA’ PARROCCHIALI

   

DOMENICA Quarta di Pasqua     
18,00  ANN. DEF.TA PATIES ZAMMATTIO GIULIA
           ANN. DEF.TA ZAMMATTIO FORT LEA
           DEFF. MARCUZ ATTILIO E COSMO CELESTINA

OFFERTE: N.N. offre, per opere parrocchiali,  €. 25.

   

ASSENZA DEL PARROCO DALLE PARROCCHIE        
Il Parroco sarà assente dalle Parrocchie per partecipare ad un incontro spirituale da giovedì 2 a sabato 11 Maggio prossimi. Durante questo periodo sono sospese tutte le Messe feriali nelle tre parrocchie. Per urgenze e ordinazioni messe rivolgersi ai custodi delle tre Chiese: per Budoia al sig. Mario Povoledo, per Dardago ai signori Zambon Ugo e Zambon Gianni Rosit e per Santa Lucia alla sig. Carniel Elena.

ROSARIO DEL MESE DI MAGGIO AI CAPITELLI        
Il mese di Maggio è dedicato alla devozione di Maria santissima. Il Santo Rosario verrà recitato in questa settimana:
a Dardago mercoledì 8 Maggio alle 20,30 al capitello della Madonna in via Rui de Col
a Budoia giovedì 9 Maggio alle ore 20,30 al capitello di Sant’Antonio in via Maschi
Ogni pomeriggio alle 17 il gruppo del Rosario con tutti coloro che lo desiderano recita il Rosario in Chiesa a Budoia

CAMBIO ORARI SANTE MESSE DOMENICALI
Da domenica  5 Maggio all’ultima domenica di Agosto le Sante Messe domenicali seguiranno il seguente orario:
  a Dardago: ore 10        a Budoia: ore 11      a Santa Lucia: ore 18
La Santa Messa del sabato sera sarà a Dardago alle ore 18 per le tre parrocchie.
Data la grande richiesta di mantenere ancora questi orari, un eventuale cambiamento verrà fatto dopo la visita pastorale del Vescovo nel gennaio prossimo ascoltando anche le sue indicazioni.

RACCOLTA INDUMENTI USATI 
Nelle tre chiese sono esposti i sacchetti gialli per la raccolta di vestiti usati in buono stato (non stracci o pezzi di stoffe) che verranno portati ad Aviano sabato 18 maggio prossimo. Si prega di portare i sacchetti in chiesa con la roba entro venerdì 17 maggio.
Si raccolgono solo: abiti, maglieria, biancheria, cappelli, coperte, scarpe, borse e cinture.
Non si devono portare: tessuti sporchi e unti, materassi, cuscini, tappeti, giocattoli, carrozzine, carta, metalli, plastica e vetro.
Se finiscono i sacchetti gialli, si può mettere la roba in altri sacchetti, non in quelli neri della spazzatura

   
 

LA RESURREZIONE NON ANNULLA LA CROCE

MERCOLEDI’ San Giuseppe lavoratore
9,30 MESSA PER INTENZIONE PARTICOLARE   
DOMENICA Terza di Pasqua     
11,00 DEFF. MONS. AURELIO E PROF. MARIO SIGNORA

OFFERTE: N.N. offre, per opere parrocchiali,  €. 20.

 

18,00 MESSA PER INTENZIONE PARTICOLARE
SABATO Terza Domenica di Pasqua
18,00 MESSA PER INTENZIONE PARTICOLARE
DOMENICA Terza dI Pasqua     
10,00 DEFF. JANNA ALFREDO, ANGELA E CHIARA
          MESSA PER LE COMUNITA’ PARROCCHIALI

OFFERTE: N.N. offre, per opere parrocchiali,  €. 20

   

LUNEDI’ Santa Caterina da Siena vergine e dottore della Chiesa
                patrona d’Italia e compatrona d’Europa
18,00 DEFUNTI RIZZO POL
DOMENICA Terza di Pasqua     
18,00  DEFF. BASSO MARCELLINA E SILVIO
           DEF.TA MORETTO CATERINA ord. figlia

   

ASSENZA DEL PARROCO DALLE PARROCCHIE        
Il Parroco sarà assente dalle Parrocchie per partecipare ad un incontro spirituale da giovedì 2 a sabato 11 Maggio prossimi. Durante questo periodo sono sospese tutte le Messe feriali nelle tre parrocchie. Per urgenze e ordinazioni Messe rivolgersi ai custodi delle tre Chiese: per Budoia al sig. Mario Povoledo, per Dardago ai signori Zambon Ugo e Zambon Gianni Rosit e per Santa Lucia alla sig. Carniel Elena.

COMUNIONI NELLE CASE
Siccome venerdì prossimo 3 Maggio sono via, passerò per la Comunione nelle case martedì 30 Aprile

ROSARIO DEL MESE DI MAGGIO AI CAPITELLI        
Il mese di Maggio è dedicato alla devozione di Maria santissima. Il Santo Rosario verrà recitato in questa settimana:
a Dardago mercoledì 1 Maggio alle 20,30 al capitello della Madonna in Ciathentai in via San Tomè
a Budoia giovedì 2 Maggio alle ore 20,30 al capitello della Madonna de Mastella in via Lunga angolo via Casale
Ogni pomeriggio alle 17 il gruppo del Rosario con tutti coloro che lo desiderano recita il Rosario in Chiesa a Budoia

CAMBIO ORARI SANTE MESSE DOMENICALI
Da Domenica prossima 5 Maggio all’ultima domenica di Agosto le Sante Messe domenicali seguiranno il seguente orario:
a Dardago: ore 10        a Budoia: ore 11      a Santa Lucia: ore 18
La Santa Messa del sabato sera sarà a Dardago alle ore 18 per le tre parrocchie.
Data la grande richiesta di mantenere ancora questi orari, un eventuale cambiamento verrà fatto dopo la visita pastorale del Vescovo nel gennaio prossimo ascoltando anche le sue indicazioni.

   
 

NON CERCATE TRA I MORTI COLUI CHE E’ VI

“Nel primo giorno della settimana, al mattino presto, le donne si recarono al sepolcro». Il loro amico e maestro, l'uomo amato che sapeva di cielo, che aveva spalancato per loro orizzonti infiniti, è chiuso in un buco nella roccia. Hanno visto la pietra rotolare. Tutto finito. Ma loro, Maria di Magdala, Giovanna e Maria di Giacomo e «le altre che erano con loro” (Lc 24,10), lo amano anche da morto, per loro il tempo dell'amore è più lungo del tempo della vita. Vanno, piccolo gregge spaurito e coraggioso, a prendersi cura del corpo di Gesù, con ciò che hanno, come solo le donne sanno: hanno preparato, nel grande sabato, cerniera temporale tra la vita e la morte, gli aromi per la sepoltura. Ma il sepolcro è aperto, come un guscio di seme; vuoto e risplendente nell'alba, e fuori è primavera. Non capiscono. Ed ecco due angeli a rimettere in moto il racconto: «perché cercate tra i morti Colui che è vivo? Non è qui. È risorto». Che bello questo “non è qui”! Lui è, ma non qui; lui è, ma va cercato fuori, altrove; è in giro per le strade, è in mezzo ai viventi, è “colui che vive”, un Dio da sorprendere nella vita. È dovunque, eccetto che fra le cose morte. Si è svegliato, si è alzato, è vivo: è dentro i sogni di bellezza, in ogni scelta per un più grande amore, è nei gesti di pace, nel pane spezzato, negli abbracci degli amanti, nella fame di giustizia, nel grido vittorioso del bambino che nasce, nell'ultimo respiro del morente. E chi vive una vita come la sua avrà in dono la sua stessa vita indistruttibile. Ma non bastano angeli. Il segno che le farà credere è un altro: «Ricordatevi come parlò quando era in Galilea». Ed esse, con lui dalla prima ora (Lc 8,1-2), “si ricordarono delle sue parole” (v.8). E tutto esplode: le donne credono, perché ricordano. Credono per la parola di Gesù, non per quella degli angeli. Credono prima di vedere, come ogni discepolo. Hanno custodito le sue parole, perché le amano: in noi vive solo ciò che ci sta a cuore, vive a lungo ciò che è molto amato, vive per sempre ciò che vale più della vita. La fede delle donne diventa immediatamente “annuncio” (v.9) e “racconto” (v. 10) agli undici e a tutti gli altri. Straordinaria doppia missione delle discepole «annunciarono tutto questo»: è la buona notizia, Vangelo del Vangelo, kerigma cristiano agli apostoli increduli; e poi “raccontavano” queste cose ed è la trasmissione, la narrazione prolungata delle testimoni oculari dalle quali Luca ha attinto il suo vangelo (Lc 1,2) e ce l'ha trasmesso. Come per le donne nell'alba di Pasqua così anche per noi la memoria amorosa del Vangelo, amare molto la sua Parola, è il principio per ogni incontro con il Risorto.

LUNEDI’ di Pasqua
11,00 DEF. CARLON OSVALDO MORO
          DEFF. BENEFATTRICE ELSA E FAMILIARI MAINARDI
MERCOLEDI’ di Pasqua
9,30 MESSA PER INTENZIONE PARTICOLARE   
VENERDI’  di Pasqua
18,00 MESSA PER INTENZIONE PARTICOLARE
DOMENICA Seconda di Pasqua     
18,00 DEFF. CARLON LIBERALE E ANTONIETTA

OFFERTE: Per funerale di Vettor Anna,  €. 145.

 

LUNEDI’ di Pasqua
18,00 DEFF. CARLON ANGELO E BLASCO SERENA
MARTEDI’ di Pasqua
18,00 MESSA PER INTENZIONE PARTICOLARE
GIOVEDI’ di Pasqua
10,30 DEF.TA PARMESAN RITA
SABATO Seconda Domenica di Pasqua
18,00 MESSA PER INTENZIONE PARTICOLARE
DOMENICA Seconda dI Pasqua     
11,00 MESSA PER LE COMUNITA’ PARROCCHIALI

OFFERTE: Per funerale di Zambon Rosanna,  €. 145

   

LUNEDI’ di Pasqua
10,00 DEFUNTI BRAGAGGIA E FONTANA
DOMENICA Seconda di Pasqua     
10,00  DEFF. SOLDA’ BRUNA, PASTORUTTI CLAUDIA E LORENZO
           ANN. DEF. SACCON CARLO
        
OFFERTE: Famiglia Busetti Giomaria offre per installazione lampadario Chiesa,  €. 50; Carniel Elena offre per organo, €. 50.

   

LUNEDI’ DI PASQUA         
Domani, lunedì di Pasqua, le Sante Messe avranno il seguente orario:
a Santa Lucia: ore 10    a Budoia: ore 11        a Dardago: ore 18

GIOVEDI’ 25 APRILE: ROGAZIONI A SAN MARTINO 
Giovedì prossimo 25 Aprile celebreremo Le Litanie Maggiori con la preghiera di rogazione e la Santa Messa presso la Chiesa di San Martino nell’omonima località di Dardago alle ore 10,30

DOMENICA 28 APRILE
Domenica prossima 28 Aprile il Gruppo Alpini di Budoia celebrerà il suo raduno annuale a Dardago con programma particolare come esposto nei manifesti e locandine. La Santa Messa sarà partecipata nella Chiesa Parrocchiale di Dardago alle ore 11.
Pertanto le Sante Messe di domenica prossima seguiranno il seguente orario:
a Santa Lucia: ore 10
a Dardago: ore 11
a Budoia: ore 18



“Resurrexit” di  Zambon Renato Tarabin nella Pieve di Dardago (Pasqua 2019)

 

FATTOSI CARNE IL VERBO DI DIO ORA ENTRA ANCHE NELLA MORTE

Inizia con la Domenica delle Palme la settimana suprema della storia e della fede. In quei giorni che diciamo «santi» è nato il cristianesimo, è nato dallo scandalo e dalla follia della croce. Lì si concentra e da lì emana tutto ciò che riguarda la fede dei cristiani. Per questo improvvisamente, dalle Palme a Pasqua, il tempo profondo, quello del respiro dell'anima, cambia ritmo: la liturgia rallenta, prende un altro passo, moltiplica i momenti nei quali accompagnare con calma, quasi ora per ora, gli ultimi giorni di vita di Gesù: dall'entrata in Gerusalemme, alla corsa di Maddalena al mattino di Pasqua, quando anche la pietra del sepolcro si veste di angeli e di luce. Sono i giorni supremi, i giorni del nostro destino. E mentre i credenti di ogni fede si rivolgono a Dio e lo chiamano nel tempo della loro sofferenza, i cristiani vanno a Dio nel tempo della sua sofferenza. «L'essenza del cristianesimo è la contemplazione del volto del Dio crocifisso» (Carlo Maria Martini). Contemplare come le donne al Calvario, occhi lucenti di amore e di lacrime; stare accanto alle infinite croci del mondo dove Cristo è ancora crocifisso nei suoi fratelli, nella sua carne innumerevole, dolente e santa. Come sul Calvario «Dio non salva dalla sofferenza, ma nella sofferenza; non protegge dalla morte, ma nella morte. Non libera dalla croce ma nella croce» (Bonhoeffer).
La lettura del Vangelo della Passione è di una bellezza che mi stordisce: un Dio che mi ha lavato i piedi e non gli è bastato, che ha dato il suo corpo da mangiare e non gli è bastato; lo vedo pendere nudo e disonorato, e devo distogliere lo sguardo. Poi giro ancora la testa, torno a guardare la croce, e vedo uno a braccia spalancate che mi grida: ti amo. Proprio a me? Sanguina e grida, o forse lo sussurra, per non essere invadente: ti amo. Perché Cristo è morto in croce? Non è stato Dio il mandante di quell'omicidio. Non è stato lui che ha permesso o preteso che fosse sacrificato l'innocente al posto dei colpevoli. Placare la giustizia col sangue? Non è da Dio. Quante volte ha gridato nei profeti: «Io non bevo il sangue degli agnelli, io non mangio la carne dei tori», «amore io voglio e non sacrificio». La giustizia di Dio non è dare a ciascuno il suo, ma dare a ciascuno se stesso, la sua vita. Ecco allora che Incarnazione e Passione si abbracciano, la stessa logica prosegue fino all'estremo. Gesù entra nella morte, come è entrato nella carne, perché nella morte entra ogni carne: per amore, per essere con noi e come noi. E la attraversa, raccogliendoci tutti dalle lontananze più perdute, e a Pasqua ci prende dentro il vortice del suo risorgere, ci trascina con sé in alto, nella potenza della risurrezione.

MERCOLEDI’ della Settimana Santa
9,30 MESSA DI 7° DEF.TA SANTIN MARIA    
VENERDI’  della Settimana Santa
15,00 VIA CRUCIS E ADORAZIONE DELLA CROCE
SABATO della Settimana Santa  
21,00 MESSA PER INTENZIONE PARTICOLARE
DOMENICA di Pasqua di Resurrezione   
11,00 DEFF. DEL ZOTTO FILIPPO E CARLON MARIA
          DEF. DEL MASCHIO ALDO
          DEFF. RUI PRIMO E ZAMBON ELISA ord. familiari

OFFERTE: Per funerale di Santin Maria,  €. 100.

 

MARTEDI’ della Settimana Santa
09,30 MESSA PER INTENZIONE PARTICOLARE
VENERDI’ della Settimana Santa
20,00 AZIONE LITURGICA DELLA PASSIONE E PROCESSIONE
DOMENICA DI Pasqua di Resurrezione   
11,00 MESSA PER LE COMUNITA’ PARROCCHIALI

OFFERTE: Basso Michele offre, per opere parrocchiali, €. 100
   

LUNEDI’ della Settimana Santa
18,00 MESSA PER INTENZIONE PARTICOLARE
GIOVEDI’  della Settimana Santa
20,30 MESSA PER INTENZIONE PARTICOLARE
VENERDI’  della Settimana Santa
15,00 VIA CRUCIS E ADORAZIONE DELLA CROCE
DOMENICA di Pasqua di Resurrezione   
10,00  DEFF. BRUNA, CATERINA E GERMANO
           DEF. DON NILLO CARNIEL ord. sorella Elena

   

OFFERTE PER LA TERRA SANTA
Venerdì Santo, come in tutte le Chiese Cattoliche, si farà la colletta per i luoghi santi che ricordano la vita di Gesù sulla terra. Bisogna appoggiare questa iniziativa per le grandi difficoltà che stanno soffrendo i cristiani in quei paesi

PRIMI TRE GIORNI DELLA SETTIMANA SANTA        
Lunedì, martedì e mercoledì santo per antica tradizione si terranno le adorazioni al Santissimo Sacramento in preparazione al Triduo Pasquale, con i seguenti orari:
LUNEDI’ 15 a Santa Lucia: Adorazione ore 17 S. Messa ore 18
MARTEDI’ 16 a Dardago: S. Messa ore 9,30 segue adorazione fino alle 11,30
MERCOLEDI’ 17 a Budoia: S. Messa ore 9,30 segue adorazione fino alle 11,30

TRIDUO PASQUALE

GIOVEDI’ SANTO 18 APRILE       
Giovedì prossimo 18 Aprile le celebrazioni saranno:
ore 9,30 nel Duomo Concattedrale S. Marco in Pordenone: S. Messa crismale con la benedizione degli oli e la rinnovazione delle promesse sacerdotali dei preti.
Ore 20,30 a Santa Lucia: S. Messa in Coena Domini con la presentazione dei candidati alla Messa di Prima Comunione e la lavanda dei piedi.

VENERDI’ SANTO 19 APRILE
Venerdì prossimo 19 Aprile le funzioni saranno così distribuite:
a Santa Lucia: alle 15 Rito della Via Crucis in Chiesa e adorazione della Croce
a Budoia: alle 15 Rito della Via Crucis in Chiesa e adorazione della Croce
a Dardago: alle 20,30 Azione liturgica della Passione e Morte di Gesù e Processione breve. Il venerdì Santo è giorno di astinenza e digiuno

SABATO SANTO 20 APRILE

La solenne Veglia Pasquale sarà celebrata a Budoia alle ore 21.

DOMENICA DI PASQUA 21 APRILE

Domenica prossima le Sante Messe di Pasqua saranno celebrate alle 10 a Santa Lucia e alle 11 a Budoia e a Dardago

CONFESSIONI         

Sabato prossimo 20 aprile ci saranno le Confessioni Pasquali:
a Budoia e a Dardago: dalle 15,30 alle 17,30
a Santa Lucia: dalle 18 alle 19.

   
 

NON RIMANERE PRIGIONIERI DEL PASSATO

Gesù con i suoi gesti e le sue parole mette in atto la “novità” di Dio per il suo popolo: è lui la “strada” sulla quale il popolo può ritornare a Dio. La pagina del vangelo di Giovanni ci mostra come. Alcuni maestri della legge e farisei portano a Gesù, che si trovava nel cortile del Tempio ad insegnare, una donna adultera e, richiamando la legge di Mosè che ordina di lapidare donne come questa, chiedono a Gesù il suo parere. Possiamo pensare che queste persone non condividessero la libertà con cui Gesù accoglieva i peccatori; di certo non gli riconoscevano il potere divino di perdonare i peccati. Per questo costruiscono una sorta di trappola per Gesù. Vogliono vedere se ha il coraggio di mettersi contro la legge di Mosè. La risposta di Gesù è il silenzio: cosa potrà significare il fatto che si mette a scrivere sulla sabbia? Vuole dare loro il tempo per ravvedersi, vuole dire loro che un tale modo di porre la questione non merita una risposta, di certo dimostra di non cadere nella trappola. Di fronte alla loro insistenza Gesù si pronuncia: non dice cosa pensa della sorte da riservare a quella donna, rivolge invece un invito a quelli che la stanno accusando: “chi è senza peccato scagli per primo la pietra”. E dà di nuovo loro il tempo di riflettere. Li invita a mettersi in gioco, a valutare se sono in grado di applicare la legge di Mosè a quella donna senza mettersi in gioco in prima persona. Uno ad uno se ne vanno in silenzio, forse riconoscendo che di fronte a Dio non c'è nessuno che può sentirsi libero dal peccato. Ora c'è solo Gesù e la donna, scampata alla morte grazie alle parole del maestro. In questo silenzio ecco la novità di Dio: “non ti condanno; va' e non peccare più”. Il perdono di Gesù è la novità di Dio che rinnova la vita di quella donna scampata dalla morte (quella del peccato e della lapidazione). Il passato le serve per capire ciò che non deve ripetere; un nuovo futuro si apre davanti a lei come opportunità di una vita finalmente libera. L'annuncio del Vangelo ha per così dire due effetti (come emerge anche dalla parabola del Padre misericordioso): il perdono gratuito per chi si è allontanato da Dio (e scoprendosi perdonato può accettare l'amore del Padre); l'invito alla conversione per chi crede di essere migliore degli altri e si fa difensore dei diritti di Dio. In alcune pagine, come questa, appare che nella missione di Gesù la prima parte è stata più facile della seconda. Da qui viene un messaggio forte per noi: nel nostro cammino di conversione siamo chiamati a fissare il nostro sguardo su Gesù, a non rimanere prigionieri del passato, a credere che Dio sta facendo anche nella nostra vita qualcosa di nuovo. Aspetta solo che abbiamo gli occhi semplici dei bambini per scoprirlo, per affidarci a Lui.

LUNEDI’ della quinta settimana di Quaresima
15,00 FUNERALE DI SANTIN MARIA
MERCOLEDI’ della quinta settimana di Quaresima
9,30 DEF. SIGNORA OSVALDO ord. moglie    
VENERDI’  della quinta settimana di Quaresima
18,00 MESSA PER INTENZIONE PARTICOLARE
DOMENICA Domenica delle Palme della Passione del Signore   
10,45 MESSA PER LE COMUNITA’ PARROCCHIALI

OFFERTE: In memoria di Angelin Norma, la sorella offre, per opere parrocchiali:  €. 290.

 

MARTEDI’ della quinta settimana di Quaresima
18,00 DEFF. FEDRIGOLLI PAOLA E GIOVANNI
GIOVEDI’ della quinta settimana di Quaresima
18,00 MESSA DI 30° DEF.TA BASTIANELLO BRUNA ROSIT
SABATO Domenica delle Palme della Passione del Signore   
18,00 MESSA PER INTENZIONE PARTICOLARE
DOMENICA delle Palme della Passione del Signore   
11,00 DEF.TA ZAMBON JANNA CLARA ord. nipote Federica

   

LUNEDI’ della quinta settimana di Quaresima
18,00 MESSA PER INTENZIONE PARTICOLARE
DOMENICA Domenica delle Palme della Passione del Signore   
9,30  DEF.TE BRAGAGGIA ANASTASIA, EMMA E ROMAN MARIA

   

ROSARIO E FUNERALE    
Oggi alle ore 19 il Santo Rosario per Santin Maria, domani lunedì 8 aprile alle ore 15 il funerale

   

TEMPO DI QUARESIMA

VENERDI’ DI QUARESIMA
Tutti i venerdì di Quaresima sono giorni di magro. Si terrà anche il pio esercizio della Via Crucis.
a Budoia: alle 17,30 seguita dalla Messa alle 18
a Dardago: alle 18
a Santa Lucia: alle 17

PRIME CONFESSIONI       
Sabato prossimo 13 aprile alle ore 11 nella Chiesa Parrocchiale di Dardago si celebrerè la Prima Confessione per gli alunni di catechismo della III elementare.

CELEBRAZIONI DELLA DOMENICA DELLE PALME E DELLA PASSIONE DEL SIGNORE
Domenica prossima 14 aprile  la funzione della Benedizione degli ulivi seguita dalla Santa Messa di Passione sarà celebrata:
a Santa Lucia: alle 9,30 con inizio sul sagrato davanti alla Chiesa
a Budoia: alle 10,45 con inizio in piazza davanti al Municipio
a Dardago: alle 11 sul sagrato della Chiesa

RAMI D’ULIVO
Si prega che quanti possono, come gli anni scorsi, portino nelle parrocchie di Budoia e di Santa Lucia, in questa settimana i rami di ulivo per la celebrazione di domenica prossima.

   
 

NON IMPORTA PERCHE’ TORNI: A DIO BASTA IL PRIMO PASSO

La parabola più bella, in quattro sequenze narrative. Prima scena. Un padre aveva due figli. Nella bibbia, questo incipit causa subito tensione: le storie di fratelli non sono mai facili, spesso raccontano drammi di violenza e menzogne, riportano alla mente Caino e Abele, Ismaele e Isacco, Giacobbe ed Esaù, Giuseppe e i suoi fratelli, e il dolore dei genitori. Un giorno il figlio minore se ne va, in cerca di se stesso, con la sua parte di eredità, di “vita”. E il padre non si oppone, lo lascia andare anche se teme che si farà male: lui ama la libertà dei figli, la provoca, la festeggia, la patisce. Un uomo giusto. Secondo quadro. Quello che il giovane inizia è il viaggio della libertà, ma le sue scelte si rivelano come scelte senza salvezza («sperperò le sue sostanze vivendo in modo dissoluto»). Una illusione di felicità da cui si risveglierà in mezzo ai porci, ladro di ghiande per sopravvivere: il principe ribelle è diventato servo. Allora rientra in sé, lo fanno ragionare la fame, la dignità umana perduta, il ricordo del padre: «quanti salariati in casa di mio padre, quanto pane!». Con occhi da adulto, ora conosce il padre innanzitutto come un signore che ha rispetto della propria servitù (R. Virgili). E decide di ritornare, non come figlio, ma come uno dei servi: non cerca un padre, cerca un buon padrone; non torna per senso di colpa, ma per fame; non torna per amore, ma perché muore. Ma a Dio non importa il motivo per cui ci mettiamo in cammino, a lui basta il primo passo Terza sequenza. Ora l'azione diventa incalzante. Il padre, che è attesa eternamente aperta, «lo vede che era ancora lontano», e mentre il figlio cammina, lui corre. E mentre il ragazzo prova una scusa, il padre non rinfaccia ma abbraccia: ha fretta di capovolgere la lontananza in carezze. Per lui perdere un figlio è una perdita infinita. Non ha figli da buttare, Dio. E lo mostra con gesti che sono materni e paterni insieme, e infine regali: «presto, il vestito più bello, l'anello, i sandali, il banchetto della gioia e della festa». Ultima scena. Lo sguardo ora lascia la casa in festa e si posa su di un terzo personaggio che si avvicina, di ritorno dal lavoro. L'uomo sente la musica, ma non sorride: lui non ha la festa nel cuore (R. Virgili). Buon lavoratore, ubbidiente e infelice. Alle prese con l'infelicità che deriva da un cuore che non ama le cose che fa, e non fa le cose che ama: io ti ho sempre ubbidito e a me neanche un capretto... il cuore assente, il cuore altrove. E il padre, che cerca figli e non servi, fratelli e non rivali, lo prega con dolcezza di entrare: è in tavola la vita. Il finale è aperto: capirà?
Aperto sull'offerta mai revocata di Dio.

MERCOLEDI’ della quarta settimana di Quaresima
9,30 DEFF. DE SANTIS RAFFAELE, MARIA E FAMIGLIARI    
VENERDI’  della quarta settimana di Quaresima
18,00 MESSA PER INTENZIONE PARTICOLARE
DOMENICA Quinta di Quaresima
11,00 DEF. DEL ZOTTO CELESTINO
          DEF. CARLON VALENTINO ord. famiglia

OFFERTE: Carlon Giuseppe offre per opere parrocchiali:  €. 150, per Oratorio, €. 150.

 

MARTEDI’ della quarta settimana di Quaresima
18,00 MESSA PER INTENZIONE PARTICOLARE
GIOVEDI’ della quarta settimana di Quaresima
18,00 DEFF. ZAMBON LUIGINA E PASTORELLI MICHELE
SABATO Quinta domenica di Quaresima
18,00 DEFF. JANNA ALFREDO, ANGELA E CHIARA
DEFF. FEDRIGOLLI CANDIDA, MADDALENA E DOMENICO
DEFF. CARLON ORSOLINA E GIUSEPPE
DOMENICA Quinta di Quaresima  
18,00 MESSA PER LE COMUNITA’ PARROCCHIALI

OFFERTE: Carlon Elsa offre, per impianto luci Chiesa Parrocchiale, €. 90.

   

LUNEDI’ della quarta settimana di Quaresima
18,00 MESSA PER INTENZIONE PARTICOLARE
DOMENICA Quinta di Quaresima   
10,00  DEF. VIRGINIO
           DEF. BASSO FRANCO
           DEFF. ZANOLIN ANDREA E TERESA
           ANN. DEF. FORT ELIGIO
           ANN. DEFF. FORT ENRICO E DEL PUPPO ANGELA    
           IN ONORE B.V.MARIA ord. persona devota

OFFERTE: N.N. offre, per opere parrocchiali, €. 10
   

                                       TEMPO DI QUARESIMA

PRIMO VENERDI’ DEL MESE
Venerdì prossimo 5 aprile è il primo venerdì del mese. Passerò per la comunione nelle case

VENERDI’ DI QUARESIMA
Tutti i venerdì di Quaresima sono giorni di magro. Si terrà anche il pio esercizio della Via Crucis.

OPERE DI CARITA’ QUARESIMALI       
Il tempo di Quaresima ci invita anche alla carità verso i bisognosi, Due sono le iniziative quaresimali:

  • La cassettina del Pane Per Amor di Dio che si può prendere in chiesa e ritornata con le offerte nei giorni del Triduo Pasquale. Il ricavato è in favore delle nostre Missioni.
  • Il cesto per la raccolta dei generi alimentari per le famiglie bisognose che verrà posto nelle tre Chiese Parrocchiali. A Santa Lucia si può consegnare presso l’Azienda di Busetti Antonio.

CELEBRAZIONI CON L’ORA LEGALE
Con il ritorno dell’ora legale  le celebrazioni serali delle Sante Messe nelle tre parrocchie verranno posticipate di un’ora: quindi saranno celebrate alle ore 18. Anche le celebrazioni delle Via Crucis subiranno il mutamento d’orario:
a Budoia: alle 17,30 seguita dalla Messa alle 18
a Dardago: alle 18
a Santa Lucia: alle 17

   
 

QUELL’INVITO A CAMBIAR ROTTA SU OGNI FRONTE

Che colpa avevano i diciotto morti sotto il crollo della torre di Siloe? E quelli colpiti da un terremoto, da un atto di terrorismo, da una malattia sono forse castigati da Dio? La risposta di Gesù è netta: non è Dio che fa cadere torri o aerei, non è la mano di Dio che architetta sventure. Ricordiamo l'episodio del "cieco nato": chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché nascesse così? Gesù allontana subito, immediatamente, questa visione: né lui, né i suoi genitori. Non è il peccato il perno della storia, l'asse attorno al quale ruota il mondo. Dio non spreca la sua eternità e potenza in castighi, lotta con noi contro ogni male, lui è mano viva che fa ripartire la vita. Infatti aggiunge: Se non vi convertirete, perirete tutti. Conversione è l'inversione di rotta della nave che, se continua così, va diritta sugli scogli. Non serve fare la conta dei buoni e dei cattivi, bisogna riconoscere che è tutto un mondo che deve cambiare direzione: nelle relazioni, nella politica, nella economia, nella ecologia. Mai come oggi sentiamo attuale questo appello accorato di Gesù. Mai come oggi capiamo che tutto nel Creato è in stretta connessione: se ci sono milioni di poveri senza dignità né istruzione, sarà tutto il mondo ad essere deprivato del loro contributo; se la natura è avvelenata, muore anche l'umanità; l'estinzione di una specie equivale a una mutilazione di tutti. Convertitevi alla parola compimento della legge: " tu amerai". Amatevi, altrimenti vi distruggerete. Il Vangelo è tutto qui. Alla gravità di queste parole fa da contrappunto la fiducia della piccola parabola del fico sterile: il padrone si è stancato, pretende frutti, farà tagliare l'albero. Invece il contadino sapiente, con il cuore nel futuro, dice: "ancora un anno di cure e gusteremo il frutto". Ancora un anno, ancora sole, pioggia e cure perché quest'albero, che sono io, è buono e darà frutto. Dio contadino, chino su di me, ortolano fiducioso di questo piccolo orto in cui ha seminato così tanto per tirar su così poco. Eppure continua a inviare germi vitali, sole, pioggia, fiducia. Lui crede in me prima ancora che io dica sì. Il suo scopo è lavorare per far fiorire la vita: il frutto dell'estate prossima vale più di tre anni di sterilità. E allora avvia processi, inizia percorsi, ci consegna un anticipo di fiducia. E non puoi sapere di quanta esposizione al sole di Dio avrà bisogno una creatura per giungere all'armonia e alla fioritura della sua vita. Perciò abbi fiducia, sii indulgente verso tutti, e anche verso te stesso. La primavera non si lascia sgomentare, né la Pasqua si arrende. La fiducia è una vela che sospinge la storia. E, vedrai, ciò che tarda verrà.

MERCOLEDI’ della terza settimana di Quaresima
9,30 MESSA PER INTENZIONE PARTICOLARE    
VENERDI’  della terza settimana di Quaresima
17,00 ANN. DEF. BARZAN MARIO ord. famiglia
           ANN. DEF.TA ANGELIN NORMA
DOMENICA Quarta di Quaresima
11,00 MESSA DI 7° DEF.TA CARLON MARIA
          DEF. CARLON MARCO
          DEF. CARDAZZO ANTONIO ord. moglie
          DEFF. CARLON GUGLIELMO E PELLEGRINI MARIA ord. figlia
          DEF. CARLON VINCENZO ROS
          DEFF. PUPPIN SEVERINO E ROSINA

OFFERTE: N.N., €. 20; Per funerale di Carlon Del Zotto Maria, €. 120.

 

MARTEDI’ della terza settimana di Quaresima
17,00 ANN. DEF. JANNA ARMANDO CIAMPANER
GIOVEDI’ della terza settimana di Quaresima
17,00 MESSA PER INTENZIONE PARTICOLARE
SABATO Quarta domenica di Quaresima
18,00 DEFF. ZAMBON RINA E DEL MASCHIO TOMMASO
DEF. ZAMBON ARTURO
DOMENICA Quarta di Quaresima  
18,00 MESSA PER LE COMUNITA’ PARROCCHIALI

OFFERTE: Per funerale di Bastianello Bruna Rosit, €. 120.

   

LUNEDI’ Annunciazione del Signore
17,00 DEF.TA STANIC CARMELA ord. figlia
DOMENICA Quarta di Quaresima   
10,00  DEF.TE VILLANI GIULIA E CARLUCCI MADDALENA
           MESSA PER LE ANIME DEL PURGATORIO
           DEFF. SOLDA’ BRUNA, PASTORUTTI CLAUDIA E LORENZO
           ANN. DEF. ZACCARIA GRAZIANO

   

CONSIGLIO PARROCCHIALE PER GLI AFFARI ECONOMICI
Mercoledì prossimo 27 marzo alle ore 20,45 nella Sala del Centro Parrocchiale in Oratorio la seduta del Consiglio Parrocchiale per gli Affari Economici per la lettura e approvazione del Bilancio Parrocchiale 2018 e varie

   

TEMPO DI QUARESIMA

VENERDI’ DI QUARESIMA
Tutti i venerdì di Quaresima sono giorni di magro. Si terrà anche il pio esercizio della Via Crucis che verrà celebrato: alle 16 a Santa Lucia; alle 16,30 a Budoia e alle 18 a Dardago.

OPERE DI CARITA’ QUARESIMALI       
Il tempo di Quaresima ci invita anche alla carità verso i bisognosi, Due sono le iniziative quaresimali:

  • La cassettina del Pane Per Amor di Dio che si può prendere in chiesa e ritornata con le offerte nei giorni del Triduo Pasquale. Il ricavato è in favore delle nostre Missioni.
  • Il cesto per la raccolta dei generi alimentari per le famiglie bisognose che verrà posto nelle tre Chiese Parrocchiali. A Santa Lucia si può consegnare presso l’Azienda di Busetti Antonio.

ORA LEGALE
Domenica prossima 31 marzo ritorna l’ora legale. Spostare orologi e sveglie avanti di un’ora.

   
 

GESU’ VERO UOMO E VERO DIO

Nel cammino della Quaresima ci è presentato Gesù così come è veramente, vero uomo, vero Dio, volto misericordioso del Padre, nostro Salvatore. La celebrazione liturgica non è solo ricordo, esempio, insegnamento, testimonianza, ma è un incontro vivo con Gesù stesso, che si rende presente e opera per noi la grazia, la pace, la misericordia, la salvezza. Lui si unisce a noi, noi ci uniamo a Lui e troviamo in Lui la luce, la forza, il senso della nostra vita. Abbiamo incontrato Gesù nell'esperienza delle sue tentazioni nel deserto, umile, fragile, debole, tentato, veramente uomo come tutti, ma vincitore sul maligno con la forza della Parola di Dio. Ora contempliamo e accostiamo Gesù nella sua manifestazione gloriosa, nella trasfigurazione sul monte Tabor. Mentre pregava ecco quello che avviene: la nube della presenza di Dio, le vesti candide e sfolgoranti, Mosè ed Elia, la voce del Padre: "Questi è il Figlio mio, l'eletto: ascoltatelo!". Gesù è veramente Dio, il Messia, l'inviato del Padre per la nostra salvezza. Accanto a Gesù i tre apostoli, Pietro, Giacomo, Giovanni, scelti a testimoni della sua gloria, della sua divinità, i quali sperimentano e gustano questa nuova vita: "Signore è bello per noi stare qui..." Ma Gesù ritorna e fa ritornare alla vita normale, quotidiana, tenendo nel cuore l'esperienza profonda che hanno vissuto. Anche noi siamo chiamati a vivere la vita di ogni giorno, con la luce e la forza della presenza del Signore, con le certezze della fede. Anche nei momenti difficili, anche quando si fa fatica, anche quando si viene meno e si pecca. Questi tre apostoli saranno gli stessi che Gesù sceglie nell'ora della sua agonia nell'orto degli ulivi, dove Gesù vive e sperimenta tutta la sua passione, il dolore, la solitudine, la morte. E' veramente uomo, il più sofferente degli uomini, perseguitato, innocente, condannato a morire sulla croce. I tre non comprendono la portata e la tragicità di quel momento, si addormentano, lo lasciano solo, non sono capaci di vegliare un'ora con Lui, vengono meno nella loro debolezza e nel loro peccato. Ma Gesù è veramente Dio: non resta nella morte, ma la vince in Sé e la vince per tutti noi. Questi tre apostoli saranno gli stessi che Gesù sceglie nell'ora della sua agonia nell'orto degli ulivi, dove Gesù vive e sperimenta tutta la sua passione, il dolore, la solitudine, la morte. E' veramente uomo, il più sofferente degli uomini, perseguitato, innocente, condannato a morire sulla croce. Gli apostoli, non solo quei tre, ma tutti, come tutti i credenti in Gesù, crederanno e saranno i testimoni della Sua risurrezione, della Sua salvezza piena ed eterna, della vita nuova che è data ad ogni uomo sulla terra e nell'eternità di Dio, che diventa eternità dell'uomo.

MERCOLEDI’ della seconda settimana di Quaresima
9,30 DEF.TA SIST GIUSEPPINA ord. nipote Franca    
VENERDI’  della seconda settimana di Quaresima
17,00 MESSA PER INTENZIONE PARTICOLARE
DOMENICA Terza di Quaresima
11,00 MESSA DI 30° DEF.TA PUPPIN TERESA
          DEFF. SIGNORA TIZIANO E ZAMBON ANNA ord. figlie
          DEFF. ANDREA, ROSA E DEFUNTI SIGNORA E CARLON CECH
          DEFF. PUPPIN MARIA GRAZIAE POLESE MARIO ord. famiglia
         ANN. DEF. BURIGANA GIOVANNI ord. nipote
         DEFUNTI PAGOTTO
         DEF.TE PERUT MARCELLA E ERMIDA ord. sorella Natalina

 

LUNEDI’ Vigilia di San Giuseppe sposo della Beata Vergine Maria
17,00 DEF.TA RIGO MARIA MOREAL
DEF. ZAMBON GIUSEPPE DELLA MODOLA
GIOVEDI’ della seconda settimana di Quaresima
17,00 MESSA DI 7° DEF.TA BASTIANELLO ZAMBON BRUNA
DEF. ZAMBON CORNELIO MARIN
DEFUNTI FAMIGLIARI DI ZAMBON ESPEDITO
SABATO Terza domenica di Quaresima
18,00 ANN. DEF. TOFFOLETTO LORIS
DEFF. VETTOR ARTURO, ANNA E OTTAVIO
DEFF. PARMESAN RUGGERO, SERGIO E REGINA
DEF.TA ZAMBON JANNA CLARA
DOMENICA Terza di Quaresima  
18,00 DEFF. ZAMBON GIANNI E DEL MASCHIO MAURIZIO
MESSA PER LE COMUNITA’ PARROCCHIALI

   

MARTEDI’ San Giuseppe sposo della Beata Vergine Maria,
                    compatrono
17,00 MESSA PER INTENZIONE PARTICOLARE
DOMENICA Terza di Quaresima   
10,00  DEF.TE VILLANI GIULIA E CARLUCCI MADDALENA
           DEF.TA CARNIEL TEODOLINDA ord. sorella Elena

   

CONSIGLIO PARROCCHIALE PER GLI AFFARI ECONOMICI
Venerdì prossimo 22 marzo alle ore 20,45 in Canonica la seduta del Consiglio Parrocchiale per gli Affari Economici per la lettura e approvazione del Bilancio Parrocchiale 2018

   

CONSIGLIO PARROCCHIALE PER GLI AFFARI ECONOMICI
Mercoledì prossimo 20 marzo alle ore 20,45 nella Sala del Centro Parrocchiale la seduta del Consiglio Parrocchiale per gli Affari Economici per la lettura e approvazione del Bilancio Parrocchiale 2018

   

SOLENNITA’ DI SAN GIUSEPPE SPOSO DELLA BEATA VERGINE MARIA

Martedì prossimo 19 marzo ricorre la Solennità di San Giuseppe Sposo della Beata Vergine Maria titolare della Chiesa Parrocchiale di Santa lucia. La Santa Messa delle ore 17 sarà celebrata a Santa Lucia.
La S. Messa delle 17 di lunedì 18 viene celebrata a Dardago

TEMPO DI QUARESIMA

VENERDI’ DI QUARESIMA
Tutti i venerdì di Quaresima sono giorni di magro. Si terrà anche il pio esercizio della Via Crucis che verrà celebrato: alle 16 a Santa Lucia; alle 16,30 a Budoia e alle 18 a Dardago.
OPERE DI CARITA’ QUARESIMALI       
Il tempo di Quaresima ci invita anche alla carità verso i bisognosi, Due sono le iniziative quaresimali:

  • La cassettina del Pane Per Amor di Dio che si può prendere in chiesa e ritornata con le offerte nei giorni del Triduo Pasquale. Il ricavato è in favore delle nostre Missioni.
  • Il cesto per la raccolta dei generi alimentari per le famiglie bisognose che verrà posto nelle tre Chiese Parrocchiali. A Santa Lucia si può consegnare presso l’Azienda di Busetti Antonio.

OFFERTE PRO AISM
Domenica scorsa 10 marzo con la vendita, alle porte delle chiese, delle gardenie in favore dell’AISM sono stati raccolti €. 837

   
 

RITORNATE A ME CON TUTTO IL CUORE

La Quaresima è una lotta, come una gara di pugilato, ci dice  san Paolo, una corsa che cerca di vincere con una seria disciplina, cioè è tempo di scelte ben concrete ed efficaci per non venire alla fine "squalificati". Sono le scelte che ha fatto Gesù stesso, all'inizio del suo ministero nei quaranta giorni di deserto, ma che sono state ratificate giorno per giorno, fino al Getsemani, dove in una suprema "tentazione" ha scelto: "Non sia fatta la mia, ma la tua volontà" (Lc 22,42). Questa è la posta in gioco nella scelta cristiana: o le nostre sufficienze, e quindi i nostri idoli umani, o l'accoglienza del disegno di Dio e la sua volontà. Ma solo una grazia speciale di Cristo può aiutarci a imitare le sue difficili scelte. ‘La vita è mia e la gestisco io'. Il benessere, il lavoro, i soldi, la scienza.., queste cose fanno felice l'uomo. Ma Gesù pur sentendo fame, dice: "Non di solo pane vivrà l'uomo". Ben più grande è il bisogno dell'uomo: non solo non lo sazia la ricchezza materiale, ma neanche tutto il prodotto della sua iniziativa, perché qualcosa di infinito, di eterno e di assoluto è iscritto nel suo cuore, e solo la "parola che esce dalla bocca di Dio" gli apre gli orizzonti giusti e gli risolve le tragedie delle sue illusioni e della sua finitezza. E' la prima conversione da fare in quaresima. Sobrietà per la solidarietà è lo slogan di questo tempo di crisi. L'antica pedagogia della Chiesa era digiuno e carità. "Suonate un corno in Sion, proclamate un solenne digiuno" (Lett.). Ma appoggiarsi su Dio non è ancora tutto. "Le vostre vie non sono le mie vie" (Is 55,8). Il disegno di Dio non combacia sempre con quello che a noi sembra ovvio e buono: la vita è una obbedienza! La religione sembra fatta per chiedere a Dio di aiutarci quando siamo in difficoltà: "Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra". Ma Gesù risponde: "Non metterai alla prova il Signore Dio tuo". Anche sulla croce gli dicevano: "Se tu sei Figlio di Dio... fa vedere che lo sei, scendi dalla croce" (Mt 27,40). Ha obbedito ad un disegno non facile, fidandosi pienamente del Padre. Come siamo invitati a dire anche noi: "Sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra" (Mt 6,10). Infine la tentazione del potere come mezzo di prestigio personale e anche come strumento di diffusione del bene. Il vangelo è verità che si impone da sé, non con puntelli umani. E' idolatria non solo specifica del mondo pagano, ma subdola illusione anche ecclesiastica usando pressioni politiche, appoggi e.. privilegi per sostenere iniziative d'apostolato. Solo Dio e i suoi mezzi poveri sono quelli veramente efficaci: "Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo rendi culto". E' la Grazia che salva, non le strategie mondane. Questa è conversione della Chiesa sempre, ma anche avvertenza personale per non finire a credere che siano le nostre opere a salvare e non invece la fede. Del resto Gesù ha salvato con .. un fallimento, vissuto svuotamento di sè per divenire "obbediente fino alla morte e a una morte di croce" (Fil 2,7-8).

MERCOLEDI’ della prima settimana di Quaresima
9,30 DEFF. GISLON GIOVANNI E FRATELLI    
VENERDI’  della prima settimana di Quaresima
17,00 MESSA PER INTENZIONE PARTICOLARE
DOMENICA Seonda di Quaresima
11,00 ANN. DEF. DEL ZOTTO RENE’ E FAMILIARI
          ANN. DEFF. CARLON GIOBATTA E MARIA ROS
          DEFF. CARLON DOMENICO, GIOVANNA E GIUSEPPE
          DEFUNTI FAMIGLIA BOSSER E FANTIN

OFFERTE: Offrono, per opere parrocchiali: N.N., €.30; N.N. offre, per riscaldamento, €. 50.
 

MARTEDI’ della prima settimana di Quaresima
15,00 FUNERALE DI BASTIANELLO BRUNA VED. ZAMBON ROSIT
GIOVEDI’ della prima settimana di Quaresima
17,00 DEF. MELLONI FRANCESCO
SABATO Seconda domenica di Quaresima
18,00 ANN. DEF. ZAMBON ANGELO ROSIT
DOMENICA Seconda di Quaresima  
18,00 DEFF. ZAMBON TEODORA E GIOVANNI
MESSA PER LE COMUNITA’ PARROCCHIALI

OFFERTE:: N.N. offre, per opere parrocchiali, €. 20.
   

LUNEDI’ della prima settimana di Quaresima
17,00 MESSA PER LE ANIME DEL PURGATORIO
DOMENICA Seconda di Quaresima   
10,00  DEFF. MARIO E OSVALDO

   

ROSARIO E FUNERALE    

Domani lunedì 11 marzo alle ore 19 il Santo Rosario per Bastianello Bruna ved. Zambon Rosit. Martedì 12 marzo alle ore 15 il funerale
   

VENERDI’ DI QUARESIMA
Tutti i venerdì di Quaresima sono giorni di magro. Si terrà anche il pio esercizio della Via Crucis che verrà celebrato: alle 16 a Santa Lucia; alle 16,30 a Budoia e alle 18 a Dardago.

OPERE DI CARITA’ QUARESIMALI       
Il tempo di Quaresima ci invita anche alla carità verso i bisognosi, Due sono le iniziative quaresimali:

  • La cassettina del Pane Per Amor di Dio che si può prendere in chiesa e ritornata con le offerte nei giorni del Triduo Pasquale. Il ricavato è in favore delle nostre Missioni.
  • Il cesto per la raccolta dei generi alimentari per le famiglie bisognose che verrà posto nelle tre Chiese Parrocchiali. A Santa Lucia si può consegnare presso l’Azienda di Busetti Antonio.
   
 

LA FECONDITA’ E’ LA PRIMA LEGGE DELL’ALBERO

L'uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene. Il buon tesoro del cuore: una definizione così bella, così piena di speranza, di ciò che siamo nel nostro intimo mistero. Abbiamo tutti un tesoro buono custodito in vasi d'argilla, oro fino da distribuire. Anzi il primo tesoro è il nostro cuore stesso: «un uomo vale quanto vale il suo cuore» (Gandhi). La nostra vita è viva se abbiamo coltivato tesori di speranza, la passione per il bene possibile, per il sorriso possibile, la buona politica possibile, una “casa comune” dove sia possibile vivere meglio per tutti. La nostra vita è viva quando ha cuore. Gesù porta a compimento la religione antica su due direttrici: la linea della persona, che viene prima della legge, e poi la linea del cuore, delle motivazioni profonde, delle radici buone. Accade come per gli alberi: l'albero buono non produce frutti guasti. Gesù ci porta alla scuola della sapienza degli alberi. La prima legge di un albero è la fecondità, il frutto. Ed è la stessa regola di fondo che ispira la morale evangelica: un'etica del frutto buono, della fecondità creativa, del gesto che fa bene davvero, della parola che consola davvero e guarisce, del sorriso autentico. Nel giudizio finale (Matteo 25), non tribunale ma rivelazione della verità ultima del vivere, il dramma non saranno le nostre mani forse sporche, ma le mani desolatamente vuote, senza frutti buoni offerti alla fame d'altri. Invece gli alberi, la natura intera, mostrano come non si viva in funzione di se stessi ma al servizio delle creature: infatti ad ogni autunno ci incanta lo spettacolo dei rami gonfi di frutti, un eccesso, uno scialo, uno spreco di semi, che sono per gli uccelli del cielo, per gli animali della terra, per gli insetti come per i figli dell'uomo. Le leggi profonde che reggono la realtà sono le stesse che reggono la vita spirituale. Il cuore del cosmo non dice sopravvivenza, la legge profonda della vita è dare. Cioè crescere e fiorire, creare e donare. Come alberi buoni. Ma abbiamo anche una radice di male in noi. Perché guardi la pagliuzza che è nell'occhio di tuo fratello? Perché ti perdi a cercare fuscelli, a guardare l'ombra anziché la luce di quell'occhio? Non è così lo sguardo di Dio. L'occhio del Creatore vide che l'uomo era cosa molto buona! Dio vede l'uomo molto buono perché ha un cuore di luce. L'occhio cattivo emana oscurità, diffonde amore per l'ombra. L'occhio buono è come lucerna, diffonde luce. Non cerca travi o pagliuzze o occhi feriti, i nostri cattivi tesori, ma si posa su di un Eden di cui nessuno è privo: «con ogni cura veglia sul tuo cuore perché è la sorgente della vita» (Proverbi 4,23).

MERCOLEDI’ delle Ceneri, inizio della Quaresima
9,30 MESSA PER INTENZIONE PARTICOLARE    
VENERDI’  dopo le Ceneri
17,00 MESSA PER INTENZIONE PARTICOLARE
DOMENICA Prima di Quaresima
11,00 DEF. ZAMBON PIETRO
          DEFF. SIGNORA GOVANNI BATTISTA, GENITORI E SUOCERI

OFFERTE: Offrono, per opere parrocchiali: per funerale di Puppin Teresa, €.140; N.N., €. 50.  

 

MARTEDI’ della ottava settimana del Tempo Ordinario
17,00 MESSA PER INTENZIONE PARTICOLARE
MERCOLEDI’ delle Ceneri, inizio della Quaresima
18,30 DEFF. ZAMBON ENRICO E PIETRO ROSIT
GIOVEDI’ dopo le Ceneri  
17,00 MESSA PER INTENZIONE PARTICOLARE
SABATO Prima domenica di Quaresima
18,00 MESSA PER INTENZIONE PARTICOLARE
DEFF. JANNA ANGELO E VINCENZA
DEFF. SANDRIN EMILIO E LUCIA
DEF. BOCUS LUCIANO
DOMENICA Prima di Quaresima  
18,00 DEFF. ZAMBON MARIA E BOCUS PIETRO
MESSA PER LE COMUNITA’ PARROCCHIALI

OFFERTE: N.N. offre, per opere parrocchiali, €. 40.

   

LUNEDI’ della ottava settimana del Tempo Ordinario
17,00 MESSA PER INTENZIONE PARTICOLARE
MERCOLEDI’ delle Ceneri, inizio della Quaresima
17,00 MESSA PER INTENZIONE PARTICOLARE
DOMENICA Prima di Quaresima   
10,00  DEF.TA QUAIA AMELIA ord. figlia Olga

OFFERTE: N.N., offre, per opere parrocchiali, €. 30
   

DELIBERA DEL CONSIGLIO PARROCCHIALE PER GLI AFFARI ECONOMICI
Il Consiglio Parrocchiale per gli Affari Economici nella seduta di venerdì 1 marzo ha deciso a maggioranza qualificata di accettare:

  1. La proposta del Comune di Budoia di gestire la cucina dietro alle ex scuole di Dardago
  2. Il dono dell’attrezzatura per la cucina da parte del Comitato del Ruial proprietario della medesima attrezzatura e di renderla disponibile gratuitamente al Comitato del Ruial per le sue iniziative.
   

TEMPO DI QUARESIMA

MERCOLEDI’ DELLE CENERI     
Mercoledì prossimo 6 marzo è il mercoledì delle Ceneri, inizio della Quaresima. Giorno di magro e di digiuno. Le sante Messe con l’imposizione delle Ceneri saranno: alle 9,30 a Budoia; alle 17 a Santa Lucia e alle 18,30 a Dardago. Le Ceneri si potranno ricevere anche durante le Sante Messe di domenica prossima 10 marzo.
VENERDI’ DI QUARESIMA
Venerdì prossimo 8 marzo e tutti i venerdì di Quaresima sono giorni di magro. Si terrà anche il pio esercizio della Via Crucis che verrà celebrato: alle 16 a Santa Lucia; alle 16,30 a Budoia e alle 18 a Dardago.
OPERE DI CARITA’ QUARESIMALI       
Il tempo di Quaresima ci invita anche alla carità verso i bisognosi, Due sono le iniziative quaresimali:

  • La cassettina del Pane Per Amor di Dio che si può prendere in chiesa e ritornata con le offerte nei giorni del Triduo Pasquale. Il ricavato è in favore delle nostre Missioni.
  • Il cesto per la raccolta dei generi alimentari per le famiglie bisognose che verrà posto nelle tre Chiese Parrocchiali. A Santa Lucia si può consegnare presso l’Azienda di Busetti Antonio.
   
 

AMATE I VOSTRI NEMICI FATE DEL BENE AI VOSTRI PERSECUTORI

Dopo averci presentato - domenica scorsa - nelle “beatitudini” e nei “guai”, il fondamento della vita cristiana, consistente nel “confidare” solo in Dio e non nelle ricchezze o nelle potenze di questa terra, oggi la Paola di Dio ci indica il secondo passo che è anche più impegnativo e più alto.
Il brano dal primo libro di Samuele ci porta a mille anni prima della venuta di Gesù. Davide, che aveva salvato il suo popolo dal gigante Golia e dai filistei, che aveva combattuto vittoriosamente per il re d'Israele Saul, era perseguitato da Saul che voleva ucciderlo; una vera guerra fratricida: di odio quella di Saul, di difesa, quella di Davide. Il brano di oggi ci mette di fronte un momento particolare del confronto: Davide ha la possibilità di uccidere Saul, ma non lo fa. Dimostra una magnanimità senza limiti, una grande capacità di perdono. Non uccide Saul perché è stato consacrato re per volontà di Dio; e anche se ora Davide è stato consacrato re da Samuele in nome di Dio al posto di Saul, non intende mettere la mano su di lui. Un esempio meraviglioso di quell'amore che perdona di cui parlerà, mille anni dopo, Gesù: la vicenda di Davide si rivela come profezia dell'insegnamento evangelico.
Il brano di Luca - continuazione di quello letto domenica scorsa - presenta la legge fondamentale del Vangelo di Gesù: “Amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono...”. È il comandamento dell'amore che perdona, che è imitazione dell'amore generoso del Padre celeste, che “rende figli dell'Altissimo”, che “è benevolo verso gli ingrati e i malvagi”. Un insegnamento sintetizzato con la frase: “Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso”. Con l'aggiunta: “Non giudicate... non condannate; perdonate...”, e la promessa del premio di Dio a chi si comporterà così.
In altre parole: la vita cristiana è fatta di amore, di benedizione, di perdono: è questa la strada per essere noi, a nostra volta, amati, benedetti e perdonati da Dio.
In questo brano evangelico, la parola che appare più significativa è quel “come” a cui si aggiunge la seconda, “così”: “Come volete che gli uomini facciano a voi, così anche voi fate a loro”. È la premessa dell'insegnamento fondamentale: “Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso”. “Come” il Padre: è possibile? Con le sole forze umane, no; con la grazia e la forza di Dio, sì.
Ecco il senso vero e pieno della vita cristiana: essere “come” Dio, nell'amore, nel perdono, nella vita. Un cammino che non può e non deve fermarsi mai.

MERCOLEDI’ San Gabriele dell’Addolorata, religioso
9,30 MESSA PER LE ANIME DEL PURGATORIO    
VENERDI’  rimo venerdì del mese – Sacro cuore di Gesù
17,00 MESSA PER INTENZIONE DELLA FAMIGLIA NADIN
DOMENICA Ottava del Tempo Ordinario
11,00 MESSA DI 7° DEF.TA PUPPIN TERESA
          DEFF. RIZZO ALBANO, GIUSEPPE E ALBA
          DEFF. ANGELIN GIUSEPPE, LEA E GOVANNI

OFFERTE: Offrono, per opere parrocchiali: N.N. €. 40; in memoria di Biscontin Maria, €. 50; in memoria di Puppin Maria Grazia, €.40.
 

MARTEDI’ della settima settimana del Tempo Ordinario
17,00 DEFF. CARLON VERONICA, REDENTO E DUILIO
GIOVEDI’ della settima settimana del Tempo Ordinario  
17,00 ANN. DEF. ZAMBON LUIGI MARIN ord. classe 1949
DEF.TA ZAMBON MELOCCO LINDA
SABATO Ottava Domenica del Tempo Ordinario
18,00 DEFF. JANNA ALFREDO, ANGELA E CHIARA
ANN. DEF. ZAMBON PIETRO BISO ord. classe 1949
DOMENICA Ottava del tempo Ordinario  
18,00 ANN. DEF. ZAMBON ROMUALDO ROSIT
MESSA PER LE COMUNITA’ PARROCCHIALI

OFFERTE: N.N. offre, per opere parrocchiali, €. 20.
   

LUNEDI’ della settima settimana del Tempo Ordinario
17,00 MESSA PER INTENZIONE PARTICOLARE
DOMENICA Ottava del Tempo Ordinario   
10,00  DEF.TA QUAIA CANDIDA
           DEFF. AGOSTINI EDITTA E PIERO
          ANN. DEF. CARNIEL LIDO ord.sorella Elena
          ANN. DEF.TA SCANDOLO BESA ALBA

OFFERTE: In memoria di Celant Maria ved. Lachin, la nipote Elena offre, per opere parrocchiali, €. 50.

   

CONSIGLIO PARROCCHIALE PER GLI AFFARI ECONOMICI
Mercoledì prossimo 27 febbraio alle ore 20,30 presso l’Ufficio Parrocchiale in Oratorio si terrà la seduta del consiglio Parrocchiale per gli Affari Economici con all’o.d.g:

  • Discussione con i rappresentanti dell’Amministrazione Comunale per l’organizzazione del Punto Verde Estivo in Oratorio.
  • Varie
   

CONSIGLIO PARROCCHIALE PER GLI AFFARI ECONOMICI
Venerdì prossimo 1 marzo alle ore 20,30 in Canonica si terrà la seduta del consiglio Parrocchiale per gli Affari Economici con all’o.d.g:
- Valutazione della proposta dell’Amministrazione Comunale riguardo la gestione della cucina dietro alle ex Scuole Elementari fatta alla Parrocchia.
- Valutazione  e decisione riguardo alla proposta di donazione da parte del Comitato del Ruial alla Parrocchia di tutta l’attrezzatura per la cucina di proprietà del Comitato stesso
- Varie

   

PRIMO VENERDI’ DEL MESE      
Venerdì prossimo 1 marzo è il primo venerdì del mese. Passerò per la comunione nelle case.

   
 

“BEATI VOI” MA IL NOSTRO PENSIERO DUBITA

L'essere umano è un mendicante di felicità, ad essa soltanto vorrebbe obbedire. Gesù lo sa, incontra il nostro desiderio più profondo e risponde. Per quattro volte annuncia: beati voi, e significa: in piedi voi che piangete, avanti, in cammino, non lasciatevi cadere le braccia, siete la carovana di Dio. Nella Bibbia Dio conosce solo uomini in cammino: verso terra nuova e cieli nuovi, verso un altro modo di essere liberi, cittadini di un regno che viene. Gli uomini e le donne delle beatitudini sono le feritoie per cui passa il mondo nuovo. Beati voi, poveri! Certo, il pensiero dubita. Beati voi che avete fame, ma nessuna garanzia ci è data. Beati voi che ora piangete, e non sono lacrime di gioia, ma gocce di dolore. Beati quelli che sentono come ferita il disamore del mondo. Beati, perché? Perché povero è bello, perché è buona cosa soffrire? No, ma per un altro motivo, per la risposta di Dio. La bella notizia è che Dio ha un debole per i deboli, li raccoglie dal fossato della vita, si prende cura di loro, fa avanzare la storia non con la forza, la ricchezza, la sazietà, ma per seminagioni di giustizia e condivisione, per raccolti di pace e lacrime asciugate. E ci saremmo aspettati: beati perché ci sarà un capovolgimento, una alternanza, perché i poveri diventeranno ricchi. No. Il progetto di Dio è più profondo e più delicato. Beati voi, poveri, perché vostro è il Regno, qui e adesso, perché avete più spazio per Dio, perché avete il cuore libero, al di là delle cose, affamato di un oltre, perché c'è più futuro in voi. I poveri sono il grembo dove è in gestazione il Regno di Dio, non una categoria assistenziale, ma il laboratorio dove si plasma una nuova architettura del mondo e dei rapporti umani, una categoria generativa e rivelativa. Beati i poveri, che di nulla sono proprietari se non del cuore, che non avendo cose da donare hanno se stessi da dare, che sono al tempo stesso mano protesa che chiede, e mano tesa che dona, che tutto ricevono e tutto donano. Ci sorprende forse il guai. Ma Dio non maledice, Dio è incapace di augurare il male o di desiderarlo. Si tratta non di una minaccia, ma di un avvertimento: se ti riempi di cose, se sazi tutti gli appetiti, se cerchi applausi e il consenso, non sarai mai felice. I guai sono un lamento, anzi il compianto di Gesù su quelli che confondono superfluo ed essenziale, che sono pieni di sé, che si aggrappano alle cose, e non c'è spazio per l'eterno e per l'infinito, non hanno strade nel cuore, come fossero già morti. Le beatitudini sono la bella notizia che Dio regala vita a chi produce amore, che se uno si fa carico della felicità di qualcuno il Padre si fa carico della sua felicità.

MERCOLEDI’ della sesta settimana del Tempo Ordinario
9,30 DEFF. GISLON LUIGI E FRATELLI    
VENERDI’  Cattedra di San Pietro Apostolo
17,00 MESSA PER INTENZIONE PARTICOLARE
DOMENICA Settima del Tempo Ordinario
11,00 DEFF. GISLON VINCENZO E ROSA

 

MARTEDI’ della sesta settimana del Tempo Ordinario
17,00 DEF.TA SCARPAT MARIA
GIOVEDI’ San Pier Damiani vescovo e dottore della Chiesa  
17,00 MESSA PER INTENZIONE PARTICOLARE
SABATO Settima Domenica del Tempo Ordinario
18,00 MESSA DI 30° DEF.TA CELANT FRANCINA
ANN. DEF.TA POLO SCRIVAN FERNANDA
DOMENICA Settima del tempo Ordinario  
18,00 MESSA PER LE COMUNITA’ PARROCCHIALI

OFFERTE:
N.N. offre, per opere parrocchiali, €. 10.   

   

LUNEDI’ Ss. Donato, Secondiano, Romolo e compagni martiri
17,00 MESSA PER INTENZIONE PARTICOLARE
DOMENICA Settima del Tempo Ordinario   
10,00  MESSA DI 7° DEF. SARRI BERNARDINO
           DEFF. LAVEZZARI PIERLUIGI E GENITORI
           DEF. RIZZO ETTORE
           DEF. PASTORUTTI LORENZO
           DEF. FORT VALENTINO
           DEF.TA SCANDOLO BESA ALBA

OFFERTE: Offrono, per opere parrocchiali: N.N., €. 10; per funerale di Sarri Bernardino, €. 50.

   

CELEBRAZIONI DELLA SETTIMANA         

In questa settimana ricorrono delle celebrazioni di Santi che hanno avuto un grande influsso nella nostra storia e in quella della Chiesa Universale.

Domani lunedì 18 Febbraio ricorre la memoria dei Santi martiri Concordiesi. La tradizione dice che erano un gruppo di cristiani di origine vicentina e conosciamo alcuni nomi Donato, Secondiano, Romolo. Vennero martirizzati a Concordia durante la persecuzione di Massimino e Diocleziano. Sin dall’antichità sono venerati nella Cattedrale di Concordia ove si conservano le loro reliquie.

Giovedì 21 Febbraio ricorre la memoria di San Pier Damiani. Nacque a Ravenna nel 1007. Terminati gli studi si diede all’insegnamento, ma subito l’abbandonò ed entrò nell’eremo di Fonte Avellana, dove, eletto Priore, promosse alacremente la vita religiosa cosa che fece anche in altre regioni d’Italia. In tempi calamitosi aiutò i Romani Pontefici con la sua opera, con gli scritti e le ambascerie nel promuovere la vita della Chiesa. Creato cardinale e vescovo di Ostia da Stefano IX. Morì nel 1072 e subito fu venerato come santo.

Venerdì 22 Febbraio ricorre la festa della Cattedra di San Pietro Apostolo, festa celebrata a Roma fin dal secolo IV per significare il fondamento e l’unità della dottrina che poggia sopra l’apostolo. E’ la festa del Papa, del suo ministero. Preghiamo per lui.

Sabato 23 febbraio, infine, ricorre la memoria di San Policarpo vescovo e martire. Discepolo degli apostoli e vescovo di Smirne, nell’attuale Turchia’ ospite del grande Ignazio di Antiochia, partì per Roma al fine di trattare con papa Aniceto la questione della data della Pasqua. Subì il martirio circa il 155, arso vivo nello stadio della città.

   
 

PESCATORI DI UOMINI

Il racconto di questa domenica è ambientato in riva al lago, dove la folla si accalca intorno a Gesù, il quale sale sulla barca del pescatore Simone (il futuro Pietro) chiedendogli di scostarsi un poco da terra per poter parlare a tutti, senza essere travolto. Terminato il discorso, egli invita Pietro e i suoi compagni a prendere il largo per andare a pescare; il futuro apostolo gli obietta che l'hanno appena fatto, per tutta la notte, senza prendere nulla, ma per rispetto e fiducia gli obbedisce: "Sulla tua parola getterò le reti". Ed ecco il prodigio: "Presero una quantità enorme di pesci", tanto da indurli a chiedere aiuto ai compagni di un'altra barca, e "riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare". Nel comune stupore, Pietro prende coscienza di trovarsi di fronte a un uomo investito della potenza di Dio, e al suo confronto avverte la propria indegnità; allora si getta alle ginocchia di Gesù, dicendo: "Signore, allontanati da me, perché sono un peccatore". Si colloca a questo punto la vocazione, nella risposta di Gesù: "Non temere; d'ora in poi sarai pescatore di uomini". Che cosa significassero quelle parole risulta chiaro dal seguito della vicenda di Pietro, costituito dallo stesso Gesù capo della Chiesa, da lui stesso voluta con l'incarico di andare in tutto il mondo a portare la salvezza a chi ne vorrà beneficiare. Venti secoli dimostrano quanto abbondante sia stata anche la pesca di uomini, sulla quale tuttavia si possono fare alcune considerazioni. Gli uomini che hanno aderito al vangelo sono stati tanti, se ormai li si conta a centinaia di milioni, anzi miliardi; e ciò non è avvenuto certo per merito degli annunciatori: come Pietro, anch'essi sono peccatori; come Pietro, che nel momento in cui Gesù appariva sconfitto ha negato di conoscerlo, tante volte in venti secoli i continuatori della sua missione se ne sono rivelati indegni. Dunque se anche la "pesca" della Chiesa è stata così abbondante, bisogna riconoscervi la volontà e l'intervento di Dio. Il compito poi non è certo concluso, perché molti sono quelli che ancora il vangelo non lo conoscono: ed è segno dell'inesauribile bontà di Dio che egli continui a chiamare "pescatori di uomini", i quali, malgrado gli insuccessi, le difficoltà e la precisa coscienza di essere inadeguati, continuano a gettare le reti. Lo fanno "sulla sua parola", fidandosi di lui, confidando che sia lui a dettare le regole, a guidare gli eventi e a decretarne gli esiti. Resta da chiedersi chi siano, i "pescatori di uomini" che Dio continua a chiamare, e in proposito occorre sfatare una convinzione diffusa. Essi non sono soltanto il papa e gli altri vescovi con i preti e i frati; se il compito di annunciare il vangelo è della Chiesa, non bisogna dimenticare che la Chiesa è costituita da tutti i battezzati. L'invito ad annunciare il vangelo, ciascuno a suo modo, magari nella misura minima dell'esserne coerente testimone con il proprio stile di vita, è rivolto a chiunque, pur consapevole di esserne indegno, si onori di portare il nome di cristiano.

MERCOLEDI’ della quinta settimana del Tempo Ordinario
9,30 DEF.TA ZAMBON MARIA MARIN
         DEFUNTI FAMIGLIE SCARINGI E SIGNORA    
VENERDI’  della quinta settimana del Tempo Ordinario
17,00 DEFF. LUIGI E LUIGIA E DEFUNTI FAMIGLIE POVOLEDO E
          PANIZZUT
          DEFF. ROSA, MARIO, PIERINA , GIUSEPPE E BERTA ANGELIN
          DEFF. AGOSTINO, RINA E FAMILIARI FIORENTINI

DOMENICA Sesta del Tempo Ordinario
11,00 DEF. CARLON MARCO
ANN. DEF.TA FORT ANNA MARIA

OFFERTE: Offrono, per opere parrocchiali: N.N., €. 20; N.N., €. 20.

 

MARTEDI’ della quinta settimana del Tempo Ordinario
17,00 MESSA PER INTENZIONE PARTICOLARE
GIOVEDI’ Ss. Cirillo monaco e Metodio vescovo patroni d’Europa  
17,00 DEFF. ZAMBON ROSA, PIETRO E FAMILIARI PETOL
SABATO Sesta Domenica del Tempo Ordinario
18,00 DEF.TA ZAMBON FIORINA
DEF. ZAMBON TARCISIO TUNIO
DEFF. BERTON GIUSEPPE, AMELIA E LUIGIA
DOMENICA Sesta del tempo Ordinario  
18,00 MESSA PER LE COMUNITA’ PARROCCHIALI

OFFERTE: Offrono, per opere parrocchiali: N.N., €. 40; N.N., €. 50; offerte per i Madi, €. 205.
   

LUNEDI’ Beata Maria Vergine di Lourdes
17,00 MESSA PER INTENZIONE PARTICOLARE
DOMENICA Sesta del Tempo Ordinario   
10,00  DEFF. CARLI ANDREA E GIUSEPPINA
           ANN. DEF.TA PASTORUTTI CLAUDIA

   

11 FEBBRAIO BEATA MARIA VERGINE DI LOURDES        
L’11 Febbraio 1858 Bernadette Soubirous, una giovane ragazza di Lourdes, un paesino sperduto sui Pirenei francesi bagnato dal fiume Gave, ha la prima visione della Beata Vergine Maria Immacolata. Lei non sa chi sia quella Signora bella con una veste bianca cinta da una fascia azzurra con una rosa gialla su ambedue i piedi e una corona del rosario color oro in mano. La chiama “Aquirò” “quella là” in dialetto Pirenaico fino a quando la Madonna stessa, nel dialetto del luogo, le rivelerà la sua identità “Que yo soi la Immaculada Concepciou”. “Io sono l’Immacolata Concezione”. Un dogma proclamato dal Beato papa Pio IX solo quattro anni prima e di cui Bernadette non aveva ancora sentito parlare. Da quel momento la vita della povera ragazza diventa una grande gioia nel vedere e parlare con la Madonna ma anche un tormento per le continue prove, diffamazioni, interrogatori che deve subire da pare delle autorità civili e religiose. Si ritirerà poi nel convento delle suore a Nevers, dove concluderà la sua giovane esistenza (35 anni) stroncata dalla tubercolosi ossea. Alle suore che la supplicavano di andare a Lourdes per immergersi nell’acqua della grotta di Massabielle (dove le era apparsa la Madonna) per chiedere la grazia Bernadette rispondeva “La Madonna mi ha detto che quell’acqua non è per me”. Ma quell’acqua è stata fonte di grazia e di guarigione per molti in questi 161 anni da allora. Ma soprattutto segno di speranza e conversione del cuore per tantissimi altri che, pur non conseguendo la grazia, tornano a casa sereni nel cuore.

 
PREGHIERA PER LA GIORNATA
Padre di misericordia, fonte di ogni dono perfetto, aiutaci ad amare gratuitamente il nostro prossimo come tu ci hai amati. Signore Gesù, che hai sperimentato il dolore e la sofferenza donaci la forza di affrontare il tempo della malattia e di viverlo con fede insieme ai nostri fratelli. Spirito Santo amore del Padre e del Figlio suscita nei cuori il fuoco della tua carità perché sappiamo chinarci sull’umanità piagata nel corpo e nello spirito. Maria madre amorevole della Chiesa e di ogni uomo mostraci la via tracciata dal tuo Figlio affinchè la nostra vita diventi in Lui servizio d’amore e sacrificio di salvezza in cammino verso la Pasqua eterna. Amen

   
 

PERSECUZIONE, MARCHIO DI GARANZIA DEI PROFETI

La sinagoga è rimasta incantata davanti al sogno di un mondo nuovo che Gesù ha evocato: tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati! Poi, quasi senza spiegazione: pieni di sdegno, lo condussero sul ciglio del monte per gettarlo giù. Dalla meraviglia alla furia. Nazaret passa in fretta dalla fierezza e dalla festa per questo figlio che torna circondato di fama, potente in parole ed opere, ad una sorta di furore omicida. Come la folla di Gerusalemme quando, negli ultimi giorni, passa rapidamente dall'entusiasmo all'odio: crocifiggilo! Perché? Difficile dirlo. In ogni caso, tutta la storia biblica mostra che la persecuzione è la prova dell'autenticità del profeta. Fai anche da noi i miracoli di Cafarnao! Non cercano Dio, cercano un taumaturgo a disposizione, pronto ad intervenire nei loro piccoli o grandi naufragi: uno che ci stupisca con effetti speciali, che risolva i problemi e non uno che ci cambi il cuore. Vorrebbero dirottare la forza di Dio fra i vicoli del loro paese. Ma questo non è il Dio dei profeti. Gesù, che aveva parlato di una bella notizia per i poveri, di sguardo profondo per i ciechi, di libertà, viene dai compaesani ricondotto dalla misura del mondo al piccolo recinto di Nazaret, dalla storia profonda a ciò che è solo spettacolare. E quante volte accadrà! Assicuraci pane e miracoli e saremo dalla tua parte! Moltiplica il pane e ti faremo re (Gv 6,15). Ma Gesù sa che con il pane e i miracoli non si liberano le persone, piuttosto ci si impossessa di loro e Dio non si impossessa, Dio non invade. E risponde quasi provocando i suoi compaesani, collocandosi nella scia della più grande profezia biblica, raccontando di un Dio che ha come casa ogni terra straniera, protettore a Zarepta di Sidone di vedove forestiere, guaritore di generali nemici d'Israele. Un Dio di sconfinamenti, la cui patria è il mondo intero, la cui casa è il dolore e il bisogno di ogni uomo. Gesù rivela il loro errore più drammatico: si sono sbagliati su Dio. «Sbagliarci su Dio è il peggio che ci possa capitare. Perché poi ti sbagli su tutto, sulla storia e sul mondo, sul bene e sul male, sulla vita e sulla morte» (D.M. Turoldo). Allora lo condussero sul ciglio del monte per gettarlo giù. Ma come sempre negli interventi di Dio, improvvisamente si verifica uno strappo nel racconto, un buco bianco, un ma. Ma Gesù passando in mezzo a loro si mise in cammino. Un finale a sorpresa. Non fugge, non si nasconde, passa in mezzo a loro, aprendosi un solco come di seminatore, mostrando che si può ostacolare la profezia, ma non bloccarla. «Non puoi fermare il vento, gli fai solo perdere tempo» (G. Gaber). Non puoi fermare il vento di Dio.

MERCOLEDI’ Ss. Paolo Miki e compagni martiri
9,30 ANN. DEF.TA ZAMBON CECILIA PALA    
VENERDI’  San Girolamo Emiliani
17,00 MESSA PER INTENZIONE PARTICOLARE
DOMENICA Quinta del Tempo Ordinario
11,00 DEFF. ANGELIN CIPRIANO E LUIGIA
          DEF. CARLON VALENTINO ord. moglie
          DEFF. PUPPIN INES E FAUSTO ord. figlia
          DEF.TA CARLON ANNA ord. famiglia
          DEF. CARLON ANGELO ANTENORE (benefattore)

OFFERTE: Offrono, per opere parrocchiali: Del Maschio Raffaella e Perco Edoardo, €. 100; per Oratorio raccolti nel periodo natalizio, €. 64.

 

MARTEDI’ Sant’Agata vergine e martire
17,00 DEF.TA VETTOR MIRELLA
GIOVEDI’ della quarta settimana del Tempo Ordinario  
17,00 ANN. DEF.TA ZANUS FORTES NENZI IN BORTOLINI
SABATO Quinta Domenica del Tempo Ordinario
18,00 DEF.TA CELANT FRANCINA ord. amiche
DOMENICA Quinta del tempo Ordinario  
18,00 MESSA PER LE COMUNITA’ PARROCCHIALI

OFFERTE: Offrono, per opere parrocchiali: in memoria di Celant Francina, le amiche, €. 50; N.N., €. 40; N.N., €. 40; per luci chiesa: Zambon Mauro Pala, €. 200; Janna Teresa Ciampaner, €. 50.
   

LUNEDI’ della quarta settimana del Tempo Ordinario
17,00 MESSA PER INTENZIONE PARTICOLARE
DOMENICA Quinta del Tempo Ordinario   
10,00  ANN. DEF. FORT EMILIO
           DEFF. FORT VALENTINO E LEA
           ANN. DEF.TA SOLDA’ BRUNA
 
OFFERTE: N.N. offre, per opere parrocchiali, €. 50

   

GIORNATA MONDIALE DEL MALATO  
Domenica prossima 10 febbraio, vigilia della festa della Madonna di Lourdes (11 febbraio), celebreremo la Giornata Mondiale del Malato. Nelle nostre comunità sono ormai molti gli anziani e gli ammalati e la Chiesa, sull’esempio del suo Signore, vuole essere loro vicina con la preghiera, con il sacramento dell’Unzione dei malati e dell’Eucarestia. “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date” (Mt. 10, 8) è il tema della giornata di quest’anno. La Comunità di Cristo fin dagli inizi della sua storia si è occupata di questo servizio importante in varie forme, con l’impegno personale di molti, col sorgere di Congregazioni religiose dedicate al servizio negli Ospedali, Case di Cura, Ospizi e Centri di Assistenza nelle zone cristiane e in terra di Missione che ancor oggi operano con grande spirito di amore e di servizio.

PREGHIERA PER LA GIORNATA
Padre di misericordia, fonte di ogni dono perfetto, aiutaci ad amare gratuitamente il nostro prossimo come tu ci hai amati. Signore Gesù, che hai sperimentato il dolore e la sofferenza donaci la forza di affrontare il tempo della malattia e di viverlo con fede insieme ai nostri fratelli. Spirito Santo amore del Padre e del Figlio suscita nei cuori il fuoco della tua carità perché sappiamo chinarci sull’umanità piagata nel corpo e nello spirito. Maria madre amorevole della Chiesa e di ogni uomo mostraci la via tracciata dal tuo Figlio affinchè la nostra vita diventi in Lui servizio d’amore e sacrificio di salvezza in cammino verso la Pasqua eterna. Amen
   
 

A NAZARETH IL SOGNO DI UN MONDO NUOVO

Tutti gli occhi erano fissi su di lui. Sembrano più attenti alla persona che legge che non alla parola proclamata. Sono curiosi, lo conoscono bene quel giovane, appena ritornato a casa, nel villaggio dov'era cresciuto nutrito, come pane buono, dalle parole di Isaia che ora proclama: «Parole così antiche e così amate, così pregate e così agognate, così vicine e così lontane. Annuncio di un anno di grazia, di cui Gesù soffia le note negli inferi dell'umanità» (R. Virgili). Gesù davanti a quella piccolissima comunità presenta il suo sogno di un mondo nuovo. E sono solo parole di speranza per chi è stanco, o è vittima, o non ce la fa più: sono venuto a incoraggiare, a portare buone notizie, a liberare, a ridare vista. Testo fondamentale e bellissimo, che non racconta più “come” Gesù è nato, ma “perché” è nato. Che ridà forza per lottare, apre il cielo alle vie della speranza. Poveri, ciechi, oppressi, prigionieri: questi sono i nomi dell'uomo. Adamo è diventato così, per questo Dio diventa Adamo. E lo scopo che persegue non è quello di essere finalmente adorato e obbedito da questi figli distratti, meschini e splendidi che noi siamo. Dio non pone come fine della storia se stesso o i propri diritti, ma uomini e donne dal cuore libero e forte. E guariti, e con occhi nuovi che vedono lontano e nel profondo. E che la nostra storia non produca più poveri e prigionieri. Gesù non si interroga se quel prigioniero sia buono o cattivo; a lui non importa se il cieco sia onesto o peccatore, se il lebbroso meriti o no la guarigione. C'è buio e dolore e tanto basta per far piaga nel cuore di Dio. Solo così la grazia è grazia e non calcolo o merito. Impensabili nel suo Regno frasi come: «È colpevole, deve marcire in galera». Il programma di Nazaret ci mette di fronte a uno dei paradossi del Vangelo. Il catechismo che abbiamo mandato a memoria diceva: «Siamo stati creati per conoscere, amare, servire Dio in questa vita e poi goderlo nell'eternità». Ma nel suo primo annuncio Gesù dice altro: non è l'uomo che esiste per Dio ma è Dio che esiste per l'uomo. C'è una commozione da brividi nel poter pensare: Dio esiste per me, io sono lo scopo della sua esistenza. Il nostro è un Dio che ama per primo, ama in perdita, ama senza contare, di amore unilaterale. La buona notizia di Gesù è un Dio sempre in favore dell'uomo e mai contro l'uomo, che lo mette al centro, che dimentica se stesso per me, e schiera la sua potenza di liberazione contro tutte le oppressioni esterne, contro tutte le chiusure interne, perché la storia diventi totalmente “altra” da quello che è. E ogni uomo sia finalmente promosso a uomo e la vita fiorisca in tutte le sue forme.

MERCOLEDI’ della terza settimana del Tempo Ordinario
9,30 MESSA PER INTENZIONE PARTICOLARE    
VENERDI’  Sacro Cuore di Gesù – Primo venerdì del mese
17,00 MESSA PER INTENZIONE PARTICOLARE
DOMENICA Quarta del Tempo Ordinario
11,00 DEFF. DEL ZOTTO LUIGI E ADELE ord. figli
          DEFF. ARIET GIOVANNI E BENVENUTA
          DEF.TA BURIGANA GIULIA
          DEF.TA DEL MASCHIO ANGELA

OFFERTE: Offrono, per opere parrocchiali: per funerale di Del Zotto Celestino, €. 90. Puppin Liliana, per riscaldamento chiesa, €. 30.

 

MARTEDI’ della terza settimana del Tempo Ordinario
17,00 DEFF. BUSETTI ALBERTO E BRUNO
GIOVEDI’ San Giovanni Bosco sacerdote  
17,00 MESSA DI 7° DEF.TA CELANT FRANCINA
SABATO Presentazione di Gesù al Tempio
18,00 DEFUNTI FAMIGLIA COSTANTINI
DEFF. ERMACORA LUIGI, SANTA E ANGELA BURELA
DOMENICA Quarta del tempo Ordinario  
18,00 MESSA PER LE COMUNITA’ PARROCCHIALI

OFFERTE: Offrono, per opere parrocchiali: per funerale di Janna Angelo Tavan, €. 50; per funerale di Celant Francina, €. 200; in memoria di Zambon Solidea, €. 40; in memoria di Janna Norina, €. 40; N.N., per luci chiesa, €. 50.

   

LUNEDI’ San Tommaso d’Aquino sacerdote e dottore della Chiesa
17,00 DEFUNTI FAMIGLIE FURLAN E GABELLI
DOMENICA Quarta del Tempo Ordinario   
10,00  ANN. DEF. FORT MARIO

   

DECISIONE DEL CONSIGLIO PASTORALE
INTERPARROCCHIALE CIRCA LE MESSE DOMENICALI     
Il Consiglio Pastorale interparrocchiale, riunitosi martedì scorso 22 gennaio, tenendo conto dei numeri di partecipazione alle Sante Messe domenicali nelle tre parrocchie, ha deciso che, a partire dal prossimo turno (maggio) le Sante Messe festive saranno così celebrate: la Santa Messa festiva del sabato sera (da maggio ad agosto a Santa Lucia; da settembre a dicembre a Budoia e da gennaio ad aprile a Dardago). La domenica alle 10 e alle 11 (nei due paesi dove non c’è la festiva del sabato). La Messa della domenica sera è soppressa.

INCONTRO GENITORI DEI FANCIULLI DI PRIMA COMUNIONE     
Giovedì prossimo 31 gennaio alle 20,30 presso l’Oratorio di Budoia si terrà la riunione dei genitori dei fanciulli che si preparano alla S. Messa di Prima Comunione per decidere la data della celebrazione e dei vari momenti di preparazione.

PRIMO VENERDI’ DEL MESE      
Venerdì prossimo 1 febbraio è il primo venerdì del mese. Passerò per la comunione nelle case.

FESTA DELLA CANDELORA E DI SAN BIAGIO
Sabato prossimo 2 febbraio ricorre la festa della Presentazione di Gesù al Tempio (Candelora). Durante le Sante Messe del sabato sera e domenica 3 febbraio verranno benedette le candele e le gole in onore di San Biagio.

.FESTA DELL’ORATORIO
Domenica prossima 3 febbraio festeggeremo l’Oratorio e il suo patrono San Giovnni Bosco. I bambini ed i ragazzi con le loro famiglie sono invitati a Budoia per la Santa Messa delle ore 11 con la presenza del Centro di Pastorale Giovanile. Al termine della Messa, in Oratorio, pastasciutta per tutti e giochi vari.

   
 

CANA, I NOSTRI CUORI COME ANFORE DA RIEMPIRE

C'è una festa grande, in una casa di Cana di Galilea: le porte sono aperte, come si usa, il cortile è pieno di gente, gli invitati sembrano non bastare mai alla voglia della giovane coppia di condividere la festa, in quella notte di fiaccole accese, di canti e di balli. C'è accoglienza cordiale perfino per tutta la variopinta carovana che si era messa a seguire Gesù, salendo dai villaggi del lago. Il Vangelo di Cana coglie Gesù nelle trame festose di un pranzo nuziale, in mezzo alla gente, mentre canta, ride, balla, mangia e beve, lontano dai nostri falsi ascetismi. Non nel deserto, non nel Sinai, non sul monte Sion, Dio si è fatto trovare a tavola. La bella notizia è che Dio si allea con la gioia delle sue creature, con il vitale e semplice piacere di esistere e di amare: Cana è il suo atto di fede nell'amore umano. Lui crede nell'amore, lo benedice, lo sostiene. Ci crede al punto di farne il caposaldo, il luogo originario e privilegiato della sua evangelizzazione. Gesù inizia a raccontare la fede come si racconterebbe una storia d'amore, una storia che ha sempre fame di eternità e di assoluto. Il cuore, secondo un detto antico, è la porta degli dei. Anche Maria partecipa alla festa, conversa, mangia, ride, gusta il vino, danza, ma insieme osserva ciò che accade attorno a lei. Il suo osservare attento e discreto le permette di vedere ciò che nessuno vede e cioè che il vino è terminato, punto di svolta del racconto: (le feste di nozze nell'Antico Testamento duravano in media sette giorni, cfr. Tb 11,20, ma anche di più). Non è il pane che viene a mancare, non il necessario alla vita, ma il vino, che non è indispensabile, un di più inutile a tutto, eccetto che alla festa o alla qualità della vita. Ma il vino è, in tutta la Bibbia, il simbolo dell'amore felice tra uomo e donna, tra uomo e Dio. Felice e sempre minacciato. Non hanno più vino, esperienza che tutti abbiamo fatto, quando ci assalgono mille dubbi, e gli amori sono senza gioia, le case senza festa, la fede senza slancio. Maria indica la strada: qualunque cosa vi dica, fatela. Fate ciò che dice, fate il suo Vangelo, rendetelo gesto e corpo, sangue e carne. E si riempiranno le anfore vuote del cuore. E si trasformerà la vita, da vuota a piena, da spenta a felice. Più Vangelo è uguale a più vita. Più Dio equivale a più io. Il Dio in cui credo è il Dio delle nozze di Cana, il Dio della festa, del gioioso amore danzante; un Dio felice che sta dalla parte del vino migliore, del profumo di nardo prezioso, che sta dalla parte della gioia, che soccorre i poveri di pane e i poveri di amore. Un Dio felice, che si prende cura dell'umile e potente piacere di vivere. Anche credere in Dio è una festa, anche l'incontro con Dio genera vita, porta fioriture di coraggio, una primavera ripetuta.

MERCOLEDI’ della seconda settimana del Tempo Ordinario
9,30 DEF.TA ANGELIN NORMA
         DEFF. DEL ZOTTO GIOBATTA E GENITORI     
VENERDI’  Conversione di San Paolo apostolo
17,00 MESSA PER INTENZIONE PARTICOLARE
DOMENICA Terza del Tempo Ordinario
11,00 MESSA PER LE COMUNITA’ PARROCCHIALI

 

 

MARTEDI’ San Vincenzo diacono e martire
17,00 MESSA PER INTENZIONE PARTICOLARE
GIOVEDI’ San Francesco di Sales vescovo e dottore della Chiesa   
17,00 MESSA PER INTENZIONE PARTICOLARE
SABATO Terza Domenica del Tempo Ordinario
18,00 ANN. DEF. BOCUS LUCIANO FRITH
          DEF.TA PARMESAN RITA ord. coscritte
DEFF. EMANUELE, AMABILE E PAOLO
DOMENICA Terza del tempo Ordinario  
18,00 DEF. MARTON GINO
DEFF. ZAMBON ADELE E ANGELO PALA

OFFERTE: Offrono, per opere parrocchiali: in memoria di Parmesan Rita, le coscritte, €. 30.

   

LUNEDI’ Sant’Agnese vergine e martire
17,00 DEFF. FORT ERMENEGILDA E FAMILIARI
DOMENICA Terza del Tempo Ordinario   
10,00  DEF.TA ZAMBON ROSA
           DEF.TA TREVISANUT DIRCE
           DEF.TA PAGOT ANGELA

   

SEDUTA CONSIGLIO PASTORALE INTERPARROCCHIALE  

Martedì prossimo 22 gennaio alle ore 20,30 presso l’Oratorio Parrocchiale a Budoia si terrà la seduta del Consiglio Pastorale Interparrocchiale con all’o.d.g:

  • Consultazione risposte al questionario in preparazione alla Visita Pastorale del Vescovo
  • Impostazione Orario Sante Messe Domenicali (critiche e proposte)
  • Varie

Data l’importanza degli argomenti il Consiglio è aperto anche ai membri dei Consigli per gli Affari Economici delle tre Parrocchie e a chi ne fosse interessato.

OTTAVARIO DI PREGHIERE PER L’UNITA’ DEI CRISTIANI

Da venerdì scorso 18 gennaio a venerdì prossimo 25 gennaio ricorre la Settimana di preghiere per l’Unitù dei Cristiani. Preghiamo perché il popolo di Dio unito possa portare all’uomo d’oggi l’annuncio del Vangelo

“Sua madre disse ai servitori: “Qualsiasi cosa vi dica, fatela” (Gv. 2,5)
   
 

IL BATTESIMO DI GESU’

La gente del popolo andava a farsi battezzare da Giovanni. Oggi, in mezzo a quella fila, si presenta Gesù. Quello del Battista era un battesimo di acqua, segno di penitenza e conversione; quello del Cristo è di fuoco, col cielo che si apre e lo Spirito che scende, per noi segno efficace di perdono e speranza certa di vita eterna. Il cielo si aprì per noi grazie alla sua risurrezione, nella quale entriamo col sacramento del Battesimo.
Papa Benedetto, in questa festa, amministrando il battesimo a un gruppo di bambini, indicava Gesù che “stava in preghiera”: “Gesù parla col Padre suo. E siamo sicuri che Egli ha parlato non solo per sé, ma anche di noi e per noi; ha parlato anche di me, di ognuno di noi e per ognuno di noi”. Come su Gesù, il cielo si apre sopra di noi nel Sacramento. “Quanto più viviamo in contatto con Gesù nella realtà del nostro Battesimo, tanto più il cielo si apre sopra di noi”. Il cielo si apre per farci udire la stessa voce del Padre che in quel giorno disse a Gesù: “Tu sei il mio figlio prediletto”.
Il Padre ci dice: “Tu sei il mio figlio”. Nel battesimo siamo divenuti “da figli di genitori umani, anche figli di Dio nel Figlio del Dio vivente”. Figli nel Figlio, “confusi” con lui, come lui si era “mescolato” ai peccatori che andavano a farsi battezzare al fiume Giordano. L'incomparabilmente Santo si è unito ai peccatori, rivelando così il vero volto di Dio. Lo ha fatto durante tutta la sua vita, fino a morire sulla croce in mezzo a due ladroni, prendendo su di sé il peso di tutti i peccati dell'umanità.
La colomba che scende dal cielo, segno dello Spirito Santo, è come la colomba di Noè che annunciava la fine del diluvio e il ritorno dell'armonia, della vita e della pace, perché la missione di Gesù è quella di riconciliare tutti gli uomini con Dio e tra loro; come la colomba del Cantico dei Cantici, simbolo del popolo di Dio unito a lui quale sposa con lo sposo, perché la missione di Gesù è quella di convocare ed edificare la Chiesa, chiamata alla comunione con Dio, alla festa delle nozze eterne.
L'uomo non è soltanto terra e fango, ma cielo e luce; non solo carne e pesantezza, ma coscienza segnata dal destino di un'impareggiabile ascesa. “Ospitiamo in noi delle bestie selvagge; ma ogni creatura ragionevole, uomo o donna che sia, possiede la capacità di amare Dio e gli esseri” (S. Antonio). E Gregorio di Nazianzo: “Onoriamo in questo giorno il battesimo di Cristo... Tutto è stato fatto perché voi diveniate come altrettanti soli, cioè forza vitale per gli altri uomini. Siate luci perfette dinanzi a quella luce immensa. Sarete inondati del suo splendore soprannaturale. Giungerà a voi, limpidissima e diretta, la luce della Trinità”.

MERCOLEDI’ della prima settimana del Tempo Ordinario
     
VENERDI’  della prima settimana del Tempo Ordinario
17,00 DEFF. ZAMBON GIOVANNI, TERESA E BRAVIN ANGELA
DOMENICA Seconda del Tempo Ordinario
11,00 DEFF. LUIGIA E ANGELO CARLON ROS

OFFERTE: Gislon Vicenzino e Giovannina offrono, per opere parrocchiali, €. 100.

 

MARTEDI’ della prima settimana del Tempo Ordinario
GIOVEDI’ Sant’Antonio abate   
17,00 MESSA PER INTENZIONE PARTICOLARE
SABATO Seconda Domenica del Tempo Ordinario
18,00 ANN. DEF.TA JANNA NORINA ITALIA
          DEF.TA BOCUS RINA
DOMENICA Seconda del tempo Ordinario  
18,00 MESSA PER LE COMUNITA’ PARROCCHIALI

OFFERTE: Offrono, per opere parrocchiali: Janna Maria, €. 50; Busetti Arnaldo, €. 40;. per funerale di Parmesan Rita, €. 290; offerte oggettini natalizi, per impianto luci chiesa parrocchiale, €. 385.

   

DOMENICA Seconda del Tempo Ordinario   
10,00  DEF.TA ZANUS BUSETTI LUIGIA

OFFERTE: Offrono, per opere parrocchiali: Fort Angela e Nerina, €. 100; in memoria di Besa Giuseppina, €. 50; offerte oggettini natalizi, €. 350

   

ASSENZA PARROCO E SOSPENSIONE MESSE FERIALI         

Il parroco sarà assente dalle parrocchie da lunedì 14 mattino a giovedì 17 pomeriggio. Pertanto le Sante Messe di lunedì, martedì, mercoledì prossimi sono sospese.

RINGRAZIAMENTI

In occasione delle feste natalizie diverse persone si sono impegnate volontariamente per rendere belle e importanti le festività con gli addobbi natalizi, l’allestimento nelle chiese dei simboli del Natale, con la preparazione e la celebrazione delle funzioni religiose, con l’allestimento e la rifocillazione dei pan e vin (falò dell’Epifania) e con le varie iniziative culturali (periodico Artugna e due concerti). Un grazie di cuore da parte delle nostre Comunità a tutti.

E’ segno che se molti dessero il loro contributo d’impegno le nostre Comunità potrebbero essere più vive e vivibili.             

“Ed ecco mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù ricevuto anche lui il battesimo stava in preghiera”
  (Mt. 3,21)

   
 

DOV’E’ COLUI CHE E’ NATO: IL RE DEI GIUDEI ?

Gesù è il dono di grazia, verità, vita, salvezza, redenzione, benedizione, luce che Dio offre ad ogni uomo. Nessuno da Lui viene escluso. A tutti Lui lo rivela attraverso vie misteriose, che spesso rimangono segrete perché i libri o le memorie o le cronache non ne parlano. Dinanzi all'offerta del Padre vi sono molteplici risposte. La prima è quella dei Magi. Questi sapienti vedono un segno prodigioso nel cielo, una stella. Secondo le loro antiche profezie il suo apparire rivela la nascita del re dei Giudei, che non è solo il re di un popolo, ma di tutti i popoli, è il re che viene per portare la pace e la vita sulla terra. È un re le cui origini sono dall'antichità. Un re diverso da ogni altro re. La stella li guida fino a Gerusalemme. Qui scompare. Perché essa non si fa vedere più? Perché anche Gerusalemme deve sapere che è nato il loro re. Questa notizia devono darla loro, i Magi, attraverso il loro chiedere e le loro domande sul nato re dei Giudei. Questo ci rivela che ogni uomo per ogni altro uomo, anche per quello che già crede in Cristo Gesù, dovrà essere stella che rivela la verità di Cristo nel suo più alto splendore. Se chi cerca Cristo non diviene stella per gli altri, la sua ricerca è vana. La seconda risposta è quella dei dottori della legge. Costoro hanno le Scritture profetiche. Sanno muoversi in esse. Le sanno citare. Ma il loro è un puro esercizio accademico. Per essi la vita è fuori delle Scritture. Per cui vi è questo abisso che separa Scritture e vita. Le Scritture camminano per se stesse, secondo le loro regole ermeneutiche ed esegetiche, e la vita segue il suo corso. Se le Scritture non vengono calate nella vita e la vita nelle Scritture, non c'è salvezza. Questa verità vale oggi anche per il Vangelo. Gli studi sul Vangelo ormai sono divenuti un puro metodo di analisi critica. Di esso si conoscono vocaboli, frasi, punti, virgole, trattini. Tuttavia resta uno studio a sé. È stato privato della sua relazione con la vita. Lo si legge anche in Chiesa, nella liturgia, ma poi il Vangelo rimane Vangelo e la vita prosegue il suo corso. Infatti i Magi, appresa la notizia che Gesù sarebbe nato a Betlemme, prendono la via verso quella città. Gli scribi continuano con i loro studi e i loro problemi di ermeneutica. Che il Messia venga oggi, o domani, o fra mille anni a loro non interessa più di tanto. Essi nulla si attendono da Lui. La loro via è completa nella studio della Scrittura. La terza risposta è quella di Erode. Lui vede Gesù come un pericolo per il suo regno e decide di ucciderlo. Erode è oggi il mondo moderno, la moderna cultura atea, senza alcun riferimento alla trascendenza, alla verità rivelata, al Dio Creatore e Signore. Poiché il Crocifisso oggi mette in questione tutti i falsi diritti dell'uomo, compresi quelli dell'adorazione della falsità e dell'idolatria, dell'immoralità e della depravazione, Egli va bandito dalla vista degli uomini per legge. Costoro non sanno che è il Crocifisso l'unica fonte e sorgente della vera speranza, perché Lui è il solo che insegna agli uomini come stare su ogni croce. Le tenebre odiano la luce perché le loro opere sono malvage.

MERCOLEDI’ dopo l’Epifania
9,30 MESSA PER INTENZIONE PARTICOLARE     
VENERDI’  dopo l’Epifania  
17,00 MESSA DI 30° DEF. ZAMBON PIETRO
DOMENICA Battesimo del Signore
11,00 MESSA PER LE COMUNITA’ PARROCCHIALI
OFFERTE Offrono, per opere parrocchiali: per funerale di Sist Giuseppina, €. 190; Del Maschio Maria Teresa, €. 40.

 

MARTEDI’ dopo l’Epifania
18,00  MESSA PER INTENZIONE PARTICOLARE
GIOVEDI’ dopo l’Epifania   
17,00 MESSA PER INTENZIONE PARTICOLARE
SABATO Battesimo del Signore
18,00 ANN. DEF.TA ZAMBON JANNA CLARA
DEFF. RIGO FERRUCCIO E MARIA
DOMENICA Battesimo del Signore  
18,00  DEFF. BUSETTI EUGENIO E ZAMBON MARGHERITA
MESSA DI 30° DEF.TA CARLON VINCENZA

OFFERTE: Offrono, per opere parrocchiali: Zambon Bruna €. 50; coniugi Zambon Corrado e Luciana, €. 50; N.N.,in onore Beata vergine Maria, €. 50. N.N., per impianto luci chiesa parrocchiale, €. 50.

   

LUNEDI’ Lunedì dopo l’Epifania
17,00 MESSA PER INTENZIONE PARTICOLARE
DOMENICA Battesimo del Signore   
10,00  MESSA PER INTENZIONE PARTICOLARE

OFFERTE: Offrono, per opere parrocchiali: N.N., €. 50; N.N., €. 20; N.N., .per preparazione Natale, €. 100..

   

QUESTIONARIO IN PREPARAZIONE VISITA PASTORALE    

Nei giorni scorsi sono stati distribuiti nelle case dei questionari preparati dal Consiglio Pastorale Interparrocchiale con quesiti sulla situazione della vita parrocchiale. Le risposte sono anonime e ci servono per preparare la visita del Vescovo che verrà nelle nostre parrocchie a gennaio delò 2020. Si prega di rispondere e portare i questionari agli ingressi delle tre chiese parrocchiali entro domenica prossima 13 gennaio. Ci sono alcuni questionari in chiesa per chi, per disguido, non li avesse ricevuti a casa.

“Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra”   (Mt. 2,11)

   
 

LA FAMIGLIA DI NAZARETH SCUOLA D’AMORE

Maria e Giuseppe cercano per tre giorni il loro ragazzo: “Figlio, perché ci hai fatto questo? Tuo padre e io angosciati ti cercavamo”. La famiglia di Nazaret la sentiamo vicina anche per questa sua fragilità, perché alterna giorni sereni, tranquilli e altri drammatici, come accade in tutte le famiglie, specie con figli adolescenti, come era Gesù. Maria più che rimproverare il figlio, vuole capire: “Perché ci hai fatto questo?” Perché una spiegazione c'è sempre, e forse molto più bella e semplice di quanto temevi. Un dialogo senza risentimenti e senza accuse: di fronte ai genitori, che ci sono e si vogliono bene, le due cose che importano ai figli, c'è un ragazzo che ascolta e risponde. Grande cosa il dialogo, anche faticoso: se le cose sono difficili a dirsi, a non dirle diventano ancora più difficili. “Non sapevate che devo occuparmi d'altro da voi?” I figli non sono nostri, appartengono a Dio, al mondo, alla loro vocazione, ai loro sogni. Un figlio non deve impostare la propria vita in funzione dei genitori, è come fermare la ruota della creazione. Non lo sapevate? Ma come, me lo avete insegnato voi il primato di Dio! Madre, tu mi hai insegnato ad ascoltare angeli! Padre, tu mi hai raccontato che talvolta la vita dipende dai sogni, da una voce: alzati prendi il bambino e sua madre e fuggi in Egitto. Ma essi non compresero. E tuttavia Gesù tornò a Nazaret e stava loro sottomesso. C'è incomprensione, c'è un dolore che pesa sul cuore, eppure Gesù torna con chi non lo capisce. Afferma: Io ho un altro Padre e tuttavia sta con questo padre. E cresce dentro una famiglia santa e imperfetta, santa e limitata. Sono santi i tre, sono profeti, eppure non si capiscono. E noi ci meravigliamo di non capirci nelle nostre case? Si può crescere in bontà e saggezza anche sottomessi alla povertà del mio uomo o della mia donna, ai perché inquieti di mio figlio, ai limiti dei genitori. Gesù lascia il tempio e i maestri della Legge e va con Giuseppe e Maria, maestri di vita; lascia gli interpreti dei libri, e va con chi interpreta la vita, il grande Libro. Per anni impara l'arte di essere uomo guardando i suoi genitori vivere. Da chi imparare la vita? Da chi ci aiuta a crescere in sapienza e grazia, cioè nella capacità di stupore infinito. I maestri veri non sono quelli che metteranno ulteriori lacci o regole alla mia vita, ma quelli che mi daranno ulteriori ali, che mi permetteranno di trasformare le mie ali, le cureranno, le allungheranno. Mi daranno la capacità di volare. Di seguire lo Spirito, il vento di Dio. La casa è il luogo del primo magistero, dove i figli imparano l'arte più importante, quella che li farà felici: l'arte di amare.

LUNEDI’ Settimo giorno dell’Ottava di Natale
17,00 SOLENNE TE DEUM DI RINGRAZIAMENTO
MARTEDI’ Maria Santissima Madre di Dio
11,00  ANN. DEF. SANSON ANGELO ord. figlia
           DEF. POLESE ELIO
           DEF. ANGELIN SERGIO ord. famiglia
MERCOLEDI’ Ss. Basilio Magno e Gregorio Nazianzeno vescovi e
                         dottori della Chiesa
9,30 MESSA PER INTENZIONE PARTICOLARE     
VENERDI’  prima dell’Epifania  
17,00 DEFF. ANGELIN AGOSTINO, IDA E NICOLA ord. famiglia
SABATO Vigilia dell’Epifania
17,00 BENEDIZIONE DELL’ACQUA, DEL SALE E DELLE FRUTTA
DOMENICA Epifania di Nostro Signore
11,00 MESSA PER INTENZIONE PARTICOLARE

OFFERTE:
Offrono, per opere parrocchiali: per funerale di Quinci Aurelio, €. 90; N.N., €. 100. Per uso Oratorio 3 compleanni, €. 120.

 

LUNEDI’ Maria santissima Madre di Dio
18,00 DEFF. ZAMBON GIROLAMO E MATILDE PETOL
MARTEDI’ Maria Santissima Madre di Dio
18,00  MESSA PER LE COMUNITA’ PARROCCHIALI
GIOVEDI’ Santissimo Nome di Gesù   
17,00 MESSA PER INTENZIONE PARTICOLARE
SABATO Vigilia dell’Epifania
18,00 DEFF. ZAMBON LUIGI E REGINA
          DEFF. ZAMBON ACHILLE E ROSA MARIN
DOMENICA Epifania di Nostro Signore   
11,00  MESSA DI 30° DEF.TA CARLON VINCENZA
           MESSA PER LE COMUNITA’ PARROCCHIALI

OFFERTE:
Offrono, per opere parrocchiali: per funerale di Forster Ronald, €. 135; Zambon Silvana Petol., €. 100; Basso Filippo, €. 30. Zambon Giuseppe Luthol, per impianto luci chiesa parrocchiale, €. 50.

   

LUNEDI’ Settimo giorno dell’Ottava di Natale
17,00 SOLENNE TE DEUM DI RINGRAZIAMENTO
MARTEDI’ Maria Santissima Madre di Dio
10,00 MESSA PER INTENZIONE PARTICOLARE
SABATO Vigilia dell’Epifania
17,00 BENEDIZIONE DELL’ACQUA, DEL SALE E DELLE FRUTTA
DOMENICA Epifania di Nostro Signore   
10,00  ANN. DEF.TA BESA GIUSEPPINA
           DEF.TA CAUZ RENZA ord. persona amica.

   

CELEBRAZIONI DI FINE E INIZIO D’ANNO ED EPIFANIA     

FUNZIONI DEL 31 DICEMBRE COL TE DEUM DI FINE ANNO
Domani, lunedì 31 Dicembre le funzioni del Te Deum seguiranno questo orario:
a Budoia: ore 17
a Dardago ore 18 con la S. Messa prefestiva
a Santa Lucia ore 17

SANTE MESSE DEL PRIMO GIORNO DELL’ANNO COL VENI CREATOR
Martedì 1 Gennaio le Sante Messe seguiranno questo orario:
a Budoia: ore 11
a Dardago ore 18
a Santa Lucia ore 10

FUNZIONI DELLA VIGILIA DELL’EPIFANIA CON LA BENEDIZIONE DELL’ACQUA, DEL SALE E DELLE FRUTTA

Sabato 5 Gennaio le funzioni della benedizione dell’acqua, del sale e delle frutta seguiranno questo orario:
a Budoia: ore 17
a Dardago ore 18 con la Santa Messa prefestiva
a Santa Lucia ore 17
Seguiranno i falò nei vari paesi dalle ore 20

SANTE MESSE DELL’ EPIFANIA

Domenica 6 Gennaio Epifania le Sante Messe seguiranno questo orario:
a Budoia: ore 11
a Dardago ore 11 con la benedizione dei Bambini, arrivo dei Magi e distribuzione ai bambini della calza con i dolci
a Santa Lucia ore 10

PRIMO VENERDI’ DEL MESE

Venerdì 4 gennaio è il primo venerdì del mese. Passerò per la comunione nelle case

CONCERTO INSIEME ELASTICO

Domenica 6 gennaio, festa dell’Epifania, l’annuale Concerto di Bon Principio dell’Insieme Elastico sarà presentato alle ore 17 nella Chiesa Parrocchiale di Santa Lucia.