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MISSIONE COMPIUTA e OBIETTIVO RAGGIUNTO!!!

Abbiamo fatto sistema, lavorato assieme serenamente...e ci siamo anche divertiti ...! esattamente come dice il motto de "Chei del Ruial".
Sabato 19 ottobre avevamo programmato una giornata di lavoro sul Ruial e di festa assieme agli amici americani residenti in zona.
Grazie anche alla disinteressata collaborazione del meteo che è stato mite, soleggiato e splendente, e che ha esaltato la natura e lo splendore della vallata de San Tomè, (che ci sia stato anche l'intervento di don Maurizio? mah, ci resterà per sempre il dubbio...), la giornata è iniziata di primo mattino con l'arrivo chiassoso di tantissimi volontari, una trentina di americani e altrettanti italiani, alle scuole di Dardago, bardati come se avessero dovuto "spianare Brognasa", tutti muniti di guanti e badiletti e, con trattore, carriole e decespugliatori vari, si sono avviati verso i "cantieri di lavoro" allestiti lungo il "RUIAL". In poco tempo, nella vallata de Val de Croda echeggiava la musica allegra di badili tintinnanti sulla pietra del Ruial per togliere il muschio "storico" che si era accumulato nei decenni di abbandono: carriole che sfrecciavano cariche di terra, spinte da americani "mistermuscolo"; il trattore di Giordano che scoppiettava correndo da una parte all'altra per alimentare di malta i secchi dei volontari spronati da Luciano; Claudio e Omero che avanzavano col loro decespugliatore fra i rovi come mietitrebbie sui campi di grano e, come rumore di fondo, il chiaccherio di un linguaggio misto 'dardaghese-american-italian-furlan-venessian'!
A mezzogiorno, tutti in piazza, dove è stata spiegata ai nostri amici americani la peculiarità dei soprannomi dardaghesi: Thisa, Canta, Caporal, Pinal, Sclofa, Sbac, Luthol, Sclith, Barisel ecc., un tempo assolutamente necessari a dare una identità più certa ai tanti Toni, Mario e Gigi Zambon, Bepi, Piero e Nani Bocus del paese.
Dopo aver fatto vedere i cognomi e soprannomi incisi sul lastricato in piazza, il Comitato ha assunto l'iniziativa di affiggere una targa in pietra (offerta dal Marmo di San Quirino) sulla "Ciasa del plevan", per identificare la canonica (così anche don Maurizio non si sbaglia quando rientra a casa!).
Fra meno di trent'anni, a Dardago, Budoia e Santa Lucia, nessuno si ricorderà più della toponomastica storica del paese e, quindi ci piacerebbe che tutte le case storiche venissero identificate con una targa in pietra, simile a questa, riportante il nome della famiglia. Ci auguriamo che anche questa caratteristica possa rendere più interessante una visita ai nostri paesi (pensiamo a quello che hanno fatto a Poffabro e Frisanco nel recupero storico dei due paesi, sicuro esempio di lungimiranza di chi ci abita).
Quello che dobbiamo trasferire ai nostri figli e nipoti è un patrimonio storico e culturale importante, da non perdere, visto che siamo ancora in tempo per farlo.
A questo proposito, si ricorda che El Comitato del Ruial si assume il compito dell'installazione gratuita delle targhe, mentre le famiglie pagherebbero il solo costo della targa al marmista.
Dopo la benedizione di don Maurizio, il sindaco, arch. Roberto De Marchi, ha dato il benvenuto agli amici americani ed ha ringraziato i tanti volontari che, in vario modo, stanno dando un contributo alla comunità.
Poi, "FIESTA in te le scole de Dardac", con pasta e fagioli dello Chalet Belvedere (la cialdiera a l'è stada netada fin al ultin fasole), l'ottima pasta al ragù del ristorante Rifugio (chel de Bill Clinton!), risotto 5 stelle preparato dalla Pia e Renato, la sempre gradita pizza e prosciutto della Pizzeria Ciastelat, formaggi di malga e ottimi affettati misti del Bar Bianco Latteria di Budoia, e poi via con gli speciali dolcetti (spazzolati anche quelli!), preparati dalle signore americane, e con gli strudel e tiramisù italiani, i chupa-chupa della Mara e col gelato ai canais (e non solo ai canais...!). Il tutto immerso nella musica del famoso DJ Francesco (chel de Cussol), con la coreografia di molti alpini col cappello e di compaesani in allegria.
I nostri volontari in cucina e ai tavoli hanno dato il meglio di loro stessi per garantire un servizio da "Grand Hotel".
Verso le 15.00, l'allegra brigata ha cominciato a congedarsi e, al momento dei saluti, ai volontari americani, è stata regalata una stampa riproducente la mappa, datata 1775, che accompagnava una Supplica (domanda) del signor Conte Gio Battista Fullini ai «Provveditori Sopra li Beni Inculti» della Repubblica di Venezia ; la domanda riguardava la possibilità di sfruttare l’acqua del nostro Ruial per «far girrare l’una o due Ruotte a Copedello dell’Edifficcio da Molino da macina di Grano [...] a commodo della Popolazione di far errigiere nel sito indicato dalla mano marcatta con Lettera A»
(A questo proposito, è doveroso ringraziare Vittorio, Roberto, Vittorina e il periodico Artugna per l'ottimo lavoro e per il gradito regalo della preziosa stampa!)
E' stata decisamente una bella giornata assieme ai nostri ospiti-amici USA, che hanno così potuto entrare nello spirito della nostra comunità ed apprezzare le nostre specialità "slowfood".
Gli amici Roberto e Gigi hanno assicurato un professionale servizio fotografico, che verrà pubblicato quanto prima sul sito www.artugna.it , sia nella versione italiana, che, in inglese, nello spazio web dedicato alla comunità USA residente nel comune di Budoia.
Si ringraziano Walter Tesolin e Usardi Andrea per il contributo fotografico e video.
Durante la festa sono anche stati raccolti 300 euro che verranno dati all'asilo per l'acquisto di giochi e attrezzature didattiche.
Un saludo a duth e a la prossima festa da

      Chei del Ruial
       
 
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