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“TENEREZZA VOGLIO, NON SACRIFICI”

L’episodio della trasfigurazione di Gesù si trova al centro del Vangelo di Marco (9,2-10). Il luogo in cui è custodito il ricordo di quell’evento è chiamato dagli arabi Gebel-et-Tur, “sacra montagna”, in Galilea. Sei giorni prima Gesù aveva detto con chiarezza ai suoi che era necessario per lui andare a Gerusalemme, esporsi, correre quel rischio. Il fascino dell’umanità di Gesù ne viene grandemente accresciuto, così da poter competere con i più grandi tra i profeti, Elia e Mosé. E rimasero essi – Pietro, Giacomo e Giovanni – con Gesù soltanto, a scendere da quella montagna.Si aggiunge la testimonianza di Abramo, la cui vicenda occupa un posto rilevante nel Libro della Genesi (11,29-25,10). Egli viene da lontano: discendente di Sem, uno dei figli di Noè, è originario di Ur dei Caldei, sulle rive del fiume Eufrate, nel territorio di Babele, dove gli uomini avevano costruito una torre per la scalata al cielo. Per ordine del Signore, parte con la moglie Sara, che era molto bella. Dopo varie vicende, ora li ritroviamo a Betsabea, estremo sud della Terra santa, verso il deserto del Neghev. Hanno un figlio, Isacco, tanto atteso ed amato, già grandicello. Ma Abramo è di nuovo in viaggio, con il figlio, due servi e l’asino. Sembra irraggiungibile questo Dio. E’ l’episodio della “legatura di Isacco” (22,1-18), uno dei più oscuri e controversi di tutta le Scrittura. Dopo tre giorni di cammino, ai piedi del monte, Abramo dà ordine ai servi: “Fermatevi qui con l’asino; io e il ragazzo andremo fin lassù, ci prostreremo e poi ritorneremo da voi”. In questo plurale si intravvede un filo di ravvedimento e di speranza. Nella salita è Abramo a prendersi le cose pericolose, il coltello e il fuoco, mentre affida al figlio la legna. Quando Isacco gli fa presente che manca la cosa più importante per il sacrificio, la vittima, Abramo risponde con trepido amore: “Dio stesso provvederà l’agnello per l’olocausto, figlio mio”. “L’audacia del racconto è di attribuire a Dio l’antica imposizione. Come se Dio dicesse: tu hai dato di me questa immagine di crudeltà, ma sono venuto ad abitarla perché non c’era altro modo per liberartene” (Paul Beauchamp). Scrive San Paolo, al centro della lettera ai Romani (8,28-39): “Sappiamo che con quelli che amano Iddio tutto collabora in direzione di un bene… Se Iddio è a favore nostro, chi potrà essere contro di noi? Lui che davvero non ebbe riguardo nemmeno per il suo proprio figlio, e per il vantaggio di tutti noi lo consegnò al suo destino, sicuramente ci donerà per amore insieme con lui anche tutte le cose: Gesù, l’Eletto, che fu ridestato dai morti, è allo stesso livello di Dio e intercede a nostro favore”.

*(Commento del diac. Silvano Scarpat)

MERCOLEDÌ   3
9,30 D.ti Vito, Francesco, Angela e Rino

VENERDÌ   5
17,00  - Via Crucis          

DOMENICA 7 – III di Quaresima
11,00 –  D.ti  Fam. Scaringi e Signora

 Offerte:  Per lavori Chiesa  NN € 20, NN € 10

 

MARTEDÌ 2
17,00  Per intenzione offerente
        
VENERDÌ 5
17,00  - Via Crucis          

SABATO 6 – III di Quaresima
18,00 –  Anniv. Def.ti Zambon Romualdo e Bruna Rosit
Def.ti Zambon Enrico e Pietro Rosit

DOMENICA 7 – III di Quaresima
11,00 D.ti  Janna Alfredo, Angela e Chiara

Offerte:  In memoria def. Italo Callegari,  € 100 dalla famiglia

   

GIOVEDÌ 4
17,00 –  Via Crucis e Santa Messa

DOMENICA 7 – II di Quaresima
10,00 –  Per le Anime
Def.ta Alba Scandolo in Besa
Def.ti Andrea Zanolin e Fort,  Michele e Mario Furlani

Offerte:  Per lavori Chiesa  NN € 50

   

VIA CRUCIS

Nel periodo quaresimale si celebra il rito della VIA CRUCIS:
Budoia: VENERDI ore 15,00
Dardago: VENERDI ore 17,00
Santa Lucia: GIOVEDI ore 17,00

OPERE DI CARITA’ QUARESIMALI    

Il tempo di Quaresima ci invita anche alla carità verso i bisognosi. Due sono le iniziative quaresimali:

  • La cassettina del Pane Per Amor di Dio che si può prendere in chiesa e ritornare con le offerte nei giorni del Triduo Pasquale. Il ricavato è in favore delle nostre Missioni.
  • Il cesto per la raccolta dei generi alimentari per le famiglie bisognose che verrà posto nelle tre Chiese Parrocchiali. A Santa Lucia si può consegnare presso l’Azienda di Busetti Antonio.
   
 

L’ARCO SULLE NUBI

Venne il diluvio sulla terra – dice il libro della Genesi (6-9) – per la malvagità degli uomini. Ma c’era anche un uomo, “giusto ed integro, che aveva trovato grazia agli occhi del Signore”, Noè, lui e la sua famiglia. “Basta un uomo buono perché ci sia speranza” (Laudato si, 71). L’arca, costruita da Noè, diventa un “Eden galleggiante”, dove ogni essere vivente è accolto e custodito, a due a due, per un anno intero, mentre le acque coprono la terra. Quando Noè, per ordine del Signore, potrà uscire dall’arca, ritorna sulla terra di prima, per farla rivivere. Ma nel patto che Dio stabilisce con Noè c’è consapevolezza, nuova, che “l’istinto del cuore dell’uomo è incline al male fin dall’adolescenza”. Nonostante questo, Dio si impegna: “Non ci saranno più le acque per il diluvio, per distruggere ogni vivente” (9,8-15). E’ l’impegno unilaterale, coraggioso, da parte di Dio, che impedirà all’uomo di distruggersi con le sue scelte sbagliate. Il patto riguarda tutti gli esseri viventi e la terra, “per tutte le generazioni future”. L’arcobaleno, che appare sulle nubi  ne è il segno. Gesù, dopo essere stato immerso nelle acque del fiume Giordano, sulle orme di Giovanni se ne va nel deserto (Marco 1,12-15). Si immedesima e si fa carico del destino del suo popolo, Israele. Nel deserto Gesù va ad affrontare satana, l’unico nemico, quello che vuol fare di tutta la terra un deserto. E’ una discesa nei pericoli che minacciano l’uomo. Gesù deve entrare nel dramma dell’esistenza umana, attraversarlo fino in fondo, per ritrovare la pecorella smarrita, caricarla sulle spalle e ricondurla a casa. La discesa di Gesù agli inferi, di cui parla il Credo, fa parte del Suo cammino. “Gesù è morto una volta per sempre in riferimento alla colpa, per ricondurci a Dio; nello Spirito andò a portare l’annuncio anche alle anime prigioniere che un tempo avevano rifiutato di credere, nei giorni di Noè” (I Lettera di Pietro 3,18-22). Nella tradizione rabbinica, i contemporanei di Noè sono visti come il prototipo di incredulità e disobbedienza. Il deserto di Giuda fino a non molto tempo fa era popolato da “animali selvatici”, di giorno la capra selvatica e la gazzella, di notte lo sciacallo. Ma “il deserto è bello, soggiunse il piccolo principe. Ciò che abbellisce il deserto è che nasconde un pozzo in qualche luogo”.
Quella parola che gli era risuonata dentro all’uscita dalle acque del Giordano, ora diventa per Gesù certezza, sorgente di fiducia e forza: “Tu sei il figlio mio, l’amato”.
E gli angeli si prendevano cura di Lui”.

*(Commento del diac. Silvano Scarpat)

MERCOLEDÌ 24
9,30 D.ti Vito, Francesco, Angela e Rino

VENERDÌ 26
17,00  - Via Crucis          

DOMENICA 28 – II di Quaresima
11,00 –  D.ti  Bocus Lorenzo, Rizzo Albano
D.ti  Luigia e Cipriano Angelin (Anniv.)

 

MARTEDÌ 23 
17,00  D.ti famiglia Gambarini
        
VENERDÌ 26
17,00  - Via Crucis          

SABATO 27 – II di Quaresima
18,00 –  D.to Basso Tiziano (Trigesimo)

DOMENICA 28 – II di Quaresima
11,00 D.ti Zambon Luigi Marin – Zambon Pietro Biso
             ord. dai coscritti 1949

   

GIOVEDÌ 25
17,00 –  Via Crucis e Santa Messa

DOMENICA 28 – II di Quaresima
10,00 –  Def.ti Carniel Lido e don Nillo
Def. Franco Basso

Offerte: Per lavori Chiesa:  NN € 100

   

VIA CRUCIS

Nel periodo quaresimale si celebra il rito della VIA CRUCIS:
Budoia: VENERDI ore 15,00
Dardago: VENERDI ore 17,00
Santa Lucia: GIOVEDI ore 17,00 

OPERE DI CARITA’ QUARESIMALI    

Il tempo di Quaresima ci invita anche alla carità verso i bisognosi. Due sono le iniziative quaresimali:

  • La cassettina del Pane Per Amor di Dio che si può prendere in chiesa e ritornare con le offerte nei giorni del Triduo Pasquale. Il ricavato è in favore delle nostre Missioni.
  • Il cesto per la raccolta dei generi alimentari per le famiglie bisognose che verrà posto nelle tre Chiese Parrocchiali. A Santa Lucia si può consegnare presso l’Azienda di Busetti Antonio.