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Anche quest’anno preparare il panevin non è stata un’impresa facile in quanto le condizioni climatiche sono state un po’ avverse. Come tutti ricorderanno proprio in quei giorni ha più volte nevicato e la temperatura era molto spesso al di sotto dello O°, creando così un terreno ghiacciato che ha reso difficoltosa la raccolta delle ramaglie da bruciare.
Gli organizzatori,che anche quest’anno sono stati numerosi e con grande soddisfazione dei veterani molti erano giovani, non si sono fatti però scoraggiare e così la sera del
5 gennaio il panevin era pronto.
Alle ore 20.00, alla presenza di molte persone e dopo la benedizione di don Adel, il falò è stato acceso. Proprio a causa del gelo il panevin ha avuto difficoltà a bruciare nella parte rivolta a nord,la meno esposta al sole e quindi quella che ha mantenuto più a lungo il suo cuore di ghiaccio.
Una caratteristica del panevin di Dardago è che, vista la geografia del luogo, il fumo tende senpre a est e quindi con grande ottimismo si dice : quan che el fun el va a marina toi su el sac e va a farina.
Davanti al fuoco sono state intonate le litanie, ritenute di buon auspicio, e poco più in là un ricco tavolo con vin brulè e quant’altro era pronto ad accogliere i partecipanti desiderosi, visto il freddo intenso, di degustare qualche cosa di caldo per riscaldare non solo il corpo ma anche lo “spirito”.
Ringraziamo tutti coloro che hanno partecipato alla realizzazione della festa e auguriamo di ritrovarci nuovamente assieme, se possibile ancora più numerosi, alla prossima.
       
       
       


























































































































































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